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Le perplessità sul provvedimento dell’ASL BAT del presidente della Federazione Filippo Anelli in una lettera inviata ai rappresentanti della Regione Puglia

È di questi giorni la Delibera del Direttore Generale della ASL BAT n. 1376/19 con la quale, in considerazione della assoluta difficoltà di garantire i servizi ai cittadini, la ASL ha optato per una misura estrema come il reclutamento di medici neolaureati da immettere in servizio, principalmente nei suoi Pronto Soccorso.

Esordisce così il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli in una lettera inviata all’Assessore alla Salute della Regione Puglia, Michele Emiliano, e al Direttore del Dipartimento Promozione Salute Benessere Sociale e dello Sport per tutti, Vito Montanaro, nella quale si chiedono chiarimenti in relazione a tal provvedimento.

“È evidente – prosegue Anelli – che il Direttore Generale è stato costretto a fare scelte estreme superando i limiti di legge atteso che andrebbe verificato se medici neolaureati possano, nel quadro della legislazione vigente, essere così impiegati, tralasciando peraltro soluzioni organizzative  diverse e altrettanto estreme. Però lo scrivente non può esimersi dal far rilevare che, oltre alle perplessità di natura medico-legale e assicurativa (con possibili ricadute sia sui medici che sull’ASL), vi sono forti dubbi sulle conseguenze di tale scelta sulla qualità dell’assistenza che sarà erogata da professionisti i quali non hanno completato il loro iter formativo”.

“Analoga considerazione si deve fare lì dove si dovessero trasferire competenze dal medico ad altre professioni sanitarie (Task Shifting)”.

“Da un decennio– sottolinea ancora il presidente FNOMCeO –  la Federazione ha lanciato l’allarme su una programmazione del tutto carente e inadatta a garantire il servizio, con le conseguenze sotto gli occhi di tutti. La responsabilità è di chi non solo non ha programmato ma pure lasciato inascoltato ogni nostro appello. Su di loro il peso di questo fallimento che ormai è strutturale e lascia i medici e gli altri operatori sanitari da soli a fare fronte ad una situazione che non hanno contributo a creare. Si resta in attesa di conoscere – conclude Anelli – quali determinazioni la Regione intende adottare in merito”.

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Il presidente della Federazione Filippo Anelli ha inviato una lettera ai segretari di Cgil Cisl e Uil condividendo la loro presa di posizione a sostegno del rafforzamento del SSN

“Ringraziamo i tre Segretari nazionali di Cgil, Cisl e UIL per la presa di posizione, coincidente con quanto la FNOMCeO chiede da tempo, a favore del nostro Servizio Sanitario Nazionale”. Così il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, all’indomani della richiesta di confronto sulla sanità inviata dai Sindacati confederali al premier Conte e al Ministro della Salute Giulia Grillo. Anelli ha inviato una lettera a Landini, Furlan e Barbagallo in cui ricorsa come la FNOMCeO abbia da tempo posto l’accento e impegnato ogni energia possibile attivando iniziative a valenza locale e nazionale al fine di sensibilizzare le autorità competenti e, in primis, il Governo verso un sostegno e un rafforzamento del SSN.

“L’impianto della nostra assistenza pubblica – si legge nella missiva – è considerato tra i migliori dei Paesi industrializzati e, pur scontando la riduzione di risorse economiche dedicate e le difficoltà legate al sistema di formazione e accesso alla professione, mantiene saldi quei principi etici dì solidarietà, equità e universalità”.

Nel condividere le preoccupazioni per le sorti del nostro Servizio sanitario nazionale Anelli ha quindi invitato i Sindacati ad “intraprendere una battaglia comune non solo per rifinanziarlo, ma per evitare che sia ulteriormente frantumato dall’applicazione di autonomie che non rispettino l’unità d’Italia”.

“Alla ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, potrebbe essere, a mio avviso, estremamente utile un incontro che, focalizzando i problemi del nostro Sistema Salute, possa meglio definire ambiti, competenze e azioni congiunte nell’interesse dei cittadini e del nostro SSN. I tempi – conclude il vertice della FNOMCeO – sono maturi per un’assunzione di responsabilità a tutto campo e il Governo e i Ministri competenti hanno già di fatto dimostrato la volontà di concretizzare percorsi coerenti e concertati. Mi auguro che tutti insieme riusciremo, nell’interesse dei cittadini, a porre in essere quei correttivi necessari alla ottimale funzionalità del nostro SSN”.

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medici aggrediti

In due episodi distinti, due medici sono stati aggrediti a causa della ‘troppa attesa’ lamentata in Pronto soccorso. Anelli: Basta con la violenza contro i medici!

Due medici sono stati aggrediti, in due diversi episodi, al Policlinico Umberto I di Roma. Il motivo? “Troppa attesa”. Sul posto sono intervenuti in entrambi i casi i carabinieri, che hanno denunciato i due responsabili. Si tratta di un senza fissa dimora invalido di 36 anni e di una 23enne.

In base alla ricostruzione dei militari, i due, in due momenti diversi, avrebbero prima lamentato la “troppa attesa” al Pronto soccorso, poi inveito e aggredito i due medici, tra cui una dottoressa. Uno dei camici bianchi ha riportato una contusione alla spalla ed è stato giudicato guaribile in 10 giorni.

I due responsabili sono stati denunciati per lesioni personali, interruzione di pubblico servizio e violenza a incaricato di pubblico servizio.

“Basta con la violenza contro i medici! – afferma il presidente della Federazione dei medici Filippo Anelli -. Gli operatori sanitari non devono scontare il prezzo di cattive organizzazioni, carenze strutturali, financo dello sdoganamento di comportamenti aggressivi e prevaricatori che sembrano ormai socialmente accettati. Risulta urgente l’adozione di valide soluzioni volte a garantire la sicurezza dei medici, degli infermieri, degli operatori sanitari e, di conseguenza, dei cittadini”.

Sono in media tre al giorno, secondo i dati Inail, le aggressioni denunciate in Italia dagli operatori sanitari.

Soltanto nell’ultimo anno, le violenze denunciate ammontano a 1.200 casi, di cui 456 hanno riguardato gli addetti al Pronto soccorso, 400 si sono verificati in corsia e 320 negli ambulatori. E questa sarebbe solo la punta dell’iceberg, in quanto molti medici e infermieri non denuncerebbero, per pudore, per vergogna, per timore di ritorsioni, perché ci si è abituati alla violenza, o per poter finire il turno e non lasciare i pazienti senza assistenza.

“Ribadiamo – sottolinea Anelli – la necessità di istituire un presidio fisso di polizia in ogni pronto soccorso, al fine di garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità dei cittadini e degli operatori medico- sanitari. Rivolgiamo in tal senso un’esplicita richiesta d’intervento al Ministro dell’interno Matteo Salvini nell’ambito del DDL Sicurezza attualmente all’esame del Senato. Rinnoviamo inoltre l’invito a tutto il Parlamento affinché voglia al più presto licenziare il Disegno di Legge d’iniziativa governativa numero 867, sulla Sicurezza degli operatori esercenti le professioni sanitarie. La disciplina di tale materia non può infatti più attendere”.

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prescrizioni

Il presidente FNOMCeO: è nella valutazione dell’applicabilità del farmaco al caso specifico che si gioca la differenza tra essere scienziato, essere politico, ed essere medico

“Vogliamo rassicurare i cittadini: ogni volta che un medico fa una prescrizione, quell’atto esprime tutte le competenze acquisite nel corso degli studi, e racchiude in sé le valutazioni diagnostiche, quelle di appropriatezza clinica, basate sulle migliori evidenze scientifiche personalizzate sul singolo caso e paziente, quelle sul rapporto rischio – beneficio. Lo dispone la Legge, che affida ai medici, unici professionisti sanitari, la diagnosi e la prescrizione. Lo ribadisce il Codice Deontologico, all’articolo 13. Lo potenzia il rapporto biunivoco di fiducia che si viene a creare nella relazione di cura, quell’alleanza terapeutica che è presupposto imprescindibile per la riuscita di ogni percorso terapeutico”.

Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli torna a parlare di prescrizione dopo un comunicato diffuso da Federanziani. Secondo l’associazione di cittadini, infatti, alcune dichiarazioni diffuse durante la presentazione del Rapporto OSMED sull’uso dei farmaci in Italia rischierebbero di far piombare i pazienti nell’incertezza sull’utilità o meno di alcuni medicinali, minando così anche il rapporto di fiducia nei confronti di chi, quei farmaci, li prescrive, e cioè il proprio medico.

“Siamo grati e riconoscenti – sottolinea il vertice della FNOMCeO – a chi fa ricerca, a chi, con metanalisi, aggiorna le evidenze scientifiche e stende linee guida che possano indicare la via ai decisori, a coloro che valutano le indicazioni, l’immissione in commercio, la prescrivibilità e la rimborsabilità di un farmaco, e informare nel contempo l’esercizio della professione. Lo siamo a tal punto che il richiamo alle evidenze percorre tutto il nostro Codice, ed è esplicitato anche quando si parla di prescrizione: ‘il medico tiene conto delle linee guida diagnostico-terapeutiche accreditate da fonti autorevoli e indipendenti quali raccomandazioni e ne valuta l’applicabilità al caso specifico’”.

“Ma è proprio in quella valutazione dell’applicabilità al caso specifico, alla quale è presupposto la diagnosi e della quale è strumento la relazione di cura, che si gioca la differenza tra essere scienziato, essere politico, ed essere medico. Per questo – conclude Anelli – ribadiamo ancora una volta l’appello a coinvolgere i medici nei Tavoli dell’AIFA: perché non si può parlare di farmaco in assenza dei professionisti deputati alla diagnosi e alla prescrizione. Il rischio è quello di una medicina amministrata, che ritenga sinonimi appropriatezza e risparmio economico. La vera appropriatezza sta invece nel trovare il farmaco giusto al momento giusto per il paziente giusto, oltre che nell’educazione dei cittadini a un uso corretto dei medicinali: quello che i medici italiani fanno ogni giorno”.

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prescrizione dei farmaci

La prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione impegna l’autonomia e responsabilità del camice bianco e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico

“Al collega Sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi vorremmo far presente che i medici italiani hanno già una guida che indica la via per una prescrizione ottimale, corretta ed appropriata. Ed è l’articolo 13 del Codice di Deontologia medica, tutto dedicato, appunto, alla prescrizione ai fini della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione”. Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli, interviene nel dibattito scatenato da alcune dichiarazioni rilasciate dal Sottosegretario alla Salute in occasione della presentazione del rapporto realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell’Aifa.

“La prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione –specifica il vertice della FNOMCeO – è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, impegna la sua autonomia e responsabilità e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico”.

“La prescrizione – prosegue – deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull’uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza. Il medico tiene conto delle linee guida diagnostico-terapeutiche accreditate da fonti autorevoli e indipendenti quali raccomandazioni e ne valuta l’applicabilità al caso specifico. L’adozione di protocolli diagnostico-terapeutici o di percorsi clinico-assistenziali impegna la diretta responsabilità del medico nella verifica della tollerabilità e dell’efficacia sui soggetti coinvolti. Il medico è tenuto a un’adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci prescritti, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e reazioni individuali prevedibili e delle modalità di impiego appropriato, efficace e sicuro dei mezzi diagnostico-terapeutici”.

“È questa – spiga Anelli – l’appropriatezza nell’uso dei farmaci che noi riconosciamo, che anzi ci siamo autoprescritti come norma di comportamento. Appropriatezza che ha come fine il bene del paziente, il ritagliare sulla sua persona la miglior terapia possibile. In questo quadro, l’uso ottimale delle risorse è certamente uno dei parametri, nel senso che, a parità di risultato, si privilegia il farmaco a minor costo. Ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare che gli enormi progressi della scienza e della ricerca hanno portato, negli ultimi anni, ad avere a nostra disposizione farmaci realmente innovativi, che giustificano, con le loro straordinarie performance in termini di salute, una spesa maggiore. Anzi chiediamo che si ampli ancor più l’uso di questi farmaci, aprendone la prescrizione anche ai Medici di Medicina Generale, rendendoli così accessibili a tutti i pazienti”.

“Per questo – afferma ancora – nell’incontro di martedì scorso, abbiamo chiesto al Ministro della Salute Giulia Grillo, recependo grande apertura, di poter partecipare, in qualità di soggetti che gestiscono la prescrizione in autonomia, responsabilità e indipendenza, al Tavolo dell’Aifa. Tra gli argomenti in discussione, proprio la prescrizione dei farmaci innovativi, che oggi è limitata ad alcuni specialisti di branca, con disagi in termini di accesso ed economici per i pazienti”.

“Ultimamente, infine, anche molte sentenze evidenziano il primato dell’autonomia e dell’indipendenza del medico sulle ragioni di risparmio addotte dalle Aziende sanitarie. Siamo quindi certi – conclude Anelli – che il Sottosegretario Bartolazzi, come medico, sia il primo a comprendere queste ragioni, che sono l’essenza stessa della nostra Professione, e a tenerle nella debita considerazione nella sua opera di Governo. Consideriamo quindi le sue parole come uno sprone a esprimerle e manifestarle in maniera ottimale, ognuno nel proprio ruolo e per le proprie competenze”.

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federalismo fiscale

Il presidente FNOMCeO sull’attuazione del federalismo fiscale: invitiamo il Governo a privilegiare in via prioritaria tutti quegli strumenti che rendano i cittadini uguali

“Abbiamo seguito con estrema attenzione l’Audizione di ieri della Corte dei Conti, ascoltata in Commissione bicamerale sull’attuazione del federalismo fiscale e definizione delle Intese ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Ancora una volta viene fuori che il principio da perseguire per realizzare una buona autonomia è l’uguaglianza tra i cittadini, in qualunque Regione vivano”.

Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta la linea tenuta dalla Corte dei Conti, che ha sottolineato come lo stesso articolo 116, comma 3, ‘non sembra consentire una diversa modalità di finanziamento delle materie aggiuntive né la loro sottrazione al meccanismo di perequazione interregionale previsto dalla legge nazionale”.

“Considerata la rilevanza delle risorse erariali a fini perequativi per il finanziamento dei LEP, che lo Stato trasferisce dalle Regioni economicamente ‘più performanti’ verso quelle più deboli – hanno spiegato i Magistrati contabili – una diversa ripartizione tra Stato e Regioni delle risorse fiscali prodotte nei rispettivi territori potrebbe incidere, sulla sostenibilità dei servizi pubblici in determinate aree del Paese, se rimodulasse anche i trasferimenti delle risorse perequative”.

“Abbiamo particolarmente apprezzato il richiamo al principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione – continua Anelli -, il cui effettivo rispetto, hanno detto i Magistrati, comporta che, almeno per le prestazioni essenziali, ai cittadini siano garantite su tutto il territorio nazionale pari condizioni in termini di accesso, qualità e costi. E come prestazione essenziale, pongono l’esempio di quello che definiscono il servizio più rilevante, quello relativo alla salute, che, pur essendo stati posti in essere efficaci strumenti di monitoraggio, ancora registra differenziazioni territoriali”.

“Un’autonomia vera e giusta – conclude Anelli – consiste nel mettere in moto meccanismi virtuosi che risolvano, e non aumentino, il problema delle disuguaglianze. Invitiamo il Governo, in questo percorso, a privilegiare in via prioritaria tutti quegli strumenti che rendano i cittadini uguali”.  

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tagli
ESTERNI OSPEDALE SAN RAFFAELE

Apprezzamento da parte della Federazione dei medici per le rassicurazioni da parte della titolare del dicastero della Salute sull’impegno a scongiurare ulteriori tagli alla sanità

Abbiamo fortemente apprezzato l’intervento del Ministro della Salute Giulia Grillo, convocata oggi in Audizione presso le Commissioni XII riunite di Camera e Senato. In particolare, ci rassicura il suo impegno contro i tagli alla sanità, che ha trascinato l’intero Governo ad attivarsi perché ne ce ne siano di ulteriori”.

A parlare è il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, che così commenta l’audizione in cui il Ministro ha presentato il resoconto di un anno di attività del suo dicastero. “Un bilancio in positivo, che vede il Fondo sanitario nazionale incrementarsi di 4,5 miliardi nel triennio, i contratti per la formazione post  laurea dei Medici aumentare sino a pareggiare il numero dei laureati, il turnover sbloccarsi e nuovi investimenti essere stanziati per velocizzare le liste d’attesa”.

“Sosteniamo l’azione del Ministro per la riduzione delle disuguaglianze – prosegue Anelli – e per il contrasto alla violenza e ci auguriamo che il Progetto di Legge in materia da lei proposto approdi presto in Aula. Siamo soddisfatti per l’aumento delle borse per le specializzazioni e la Medicina Generale e perché finalmente si è sbloccato, in tutte le Regioni, il turnover del Personale”.

“Al Ministro Grillo rinnoviamo la disponibilità nostra e delle altre Federazioni degli Ordini delle professioni sanitarie e sociali a mettere a disposizione le nostre competenze e a diventare consulenti permanenti del Ministero sui temi che riguardano la Salute – conclude -. Auspichiamo dunque di poter riprendere presto il Tavolo attivato con questo obiettivo”.

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bando per la formazione in medicina generale

La FNOMCeO esorta alla pubblicazione del bando per la formazione in medicina generale nei termini previsti dalla legge. Se le Regioni non sono in grado di rispettarlo “il Ministro nomini un Commissario ad acta”

Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Filippo Anelli torna sulla questione del ritardo nella pubblicazione del bando per la formazione in Medicina Generale. Lo fa alla luce dell’ammissione, da parte delle Regioni, che tale ritardo sarebbero dovuti a problemi di natura tecnica, ovvero ad alcuni aspetti poco chiari del Decreto Calabria e del Decreto Semplificazione e al conseguente ‘rischio di contenziosi’. Una spiegazione che, tuttavia, non convince  i medici, sempre più certi del fatto “che si voglia strumentalmente ritardare il bando”.

Il pericolo – sottolinea Anelli – è che lo slittamento del bando renda impossibile iniziare il corso nei termini di Legge e cioè a novembre. Se il ritardo fosse irrecuperabile, bisognerebbe dunque attendere novembre del 2020.

“Se così sarà- afferma il vertice della FNOMCeO – il rischio che i responsabili corrono va ben oltre quello di un contenzioso e consiste nell’avere sulla coscienza: il furto del futuro nei confronti di duemila medici che, non potendo accedere  al corso, dovranno attendere un altro anno per formarsi; la mancata assistenza di tre milioni di cittadini che, quando i loro medici andranno in pensione, non troveranno questi duemila professionisti pronti a sostituirli; l’assassinio del Servizio sanitario nazionale, non in grado di reggere senza medici”.

“Il paradosso – continua Anelli – è che, nell’attesa di capire come meglio applicare una legge appena entrata in vigore, si dimentica di rispettare la normativa esistente da vent’anni anni, la Legge 368/99. E le normative non sono in contrasto: i soprannumerari, che si iscrivono senza borsa, ci sono sempre stati ma mai ciò ha provocato ritardi”.

“Ricordiamo – evidenzia ancora il rappresentante della Federazione dei medici –  che tutti, anche i Governatori, anche il Presidente della Conferenza delle Regioni, sono tenuti a osservare la Legge. Se ciò non è, per qualche ragione, possibile, riteniamo che debbano essere sollevati dalle loro funzioni, che evidentemente non sono in grado di svolgere”.

“Ci appelliamo dunque – conclude –  al Ministro Grillo: ristabilisca l’Ordine, riappropriandosi delle funzioni che, attraverso il suo Ministero, competono allo Stato.Nomini un commissario ad acta, con l’obiettivo specifico di definire i posti spettanti a ciascuna Regione, sulla base delle richieste già pronte da febbraio, e pubblicare, nei termini, il bando”.

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contratti di formazione medica

Anelli: incrementare contratti di formazione sfruttando le borse liberate attraverso l’applicazione della norma che prevede l’impiego nel Servizio sanitario nazionale degli specializzandi dell’ultimo anno

“Esprimiamo la nostra soddisfazione e il nostro ringraziamento al Ministro Bussetti per l’aumento non trascurabile dei finanziamenti destinati alle specializzazioni dei nostri medici. Ora abbiamo, tutti insieme, il compito e il dovere morale di risolvere, una volta per tutte, il problema dell’imbuto formativo, che costringe decine di migliaia di giovani medici ad attendere anche anni per poter entrare nelle scuole di specializzazione e completare così la propria formazione”.

Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, accoglie la notizia della pubblicazione del decreto, firmato dal Ministro Marco Bussetti, con la distribuzione dei posti presso le Scuole di specializzazioni mediche finanziati con risorse statali, regionali e provenienti da altri enti pubblici e/o privati e di quelli riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

I contratti di formazione medica specialistica per il 2018/2019 sono in aumento rispetto allo scorso anno: il totale è di 8.776. Di questi, 8.000 sono finanziati con risorse statali (erano 6.200 l’anno scorso), 612 con fondi regionali (a fronte dei 640 dello scorso anno accademico), 164 con risorse di altri enti pubblici e/o privati (per il 2017/2018 erano 94).

“Chiediamo pertanto un incontro al Ministro – afferma Anelli – per mettere a punto un meccanismo di aumento delle borse, sfruttando quelle liberate attraverso l’applicazione della norma che prevede l’impiego nel Servizio sanitario nazionale degli specializzandi dell’ultimo anno”.

“Al Parlamento – prosegue – chiediamo poi di prevedere per legge la correlazione tra numero di laureati in medicina e numero di borse, di modo che a ogni laurea corrisponda un posto nelle scuole di specializzazione o al Corso per la Medicina Generale”.

“Quello che auspichiamo è di instaurare un meccanismo virtuoso – conclude Anelli–, che consentirà di esaurire finalmente l’imbuto formativo, frutto di anni di errate programmazioni”.

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farmaci innovativi

Il presidente della FNOMCeO ha ribadito che le limitazioni nella prescrivibilità dei farmaci innovativi si traducono in limitazioni nell’accesso al medicinale da parte dei pazienti

Il fatto che i farmaci innovativi non possano essere prescritti da tutti i medici, l’eccessiva burocratizzazione e la compressione dell’autonomia professionale. Queste, secondo il Presidente della Federazione dei medici Filippo Anelli, le vere limitazioni al pieno utilizzo delle innovazioni farmacologiche. Il vertice della FNOMCeO ne ha parlato a margine dell’Assemblea pubblica di Farmindustria in corso a Roma.

“Le cure personalizzate e l’introduzione di farmaci innovativi – ha affermato Anelli – hanno determinato e determineranno risultati eccezionali in termini di salute per tutti i cittadini. Ma persistono limitazioni nella prescrivibilità che si traducono in limitazioni nell’accesso al farmaco da parte dei pazienti”.

Per questo la Federazione chiede al Ministro della Salute un maggiore coinvolgimento della professione medica nei processi decisionali, “perché si introducano meccanismi flessibili capaci di esaltare le potenzialità che la professione medica nel suo complesso, insieme alle altre professioni e all’industria del farmaco, possono mettere in campo per il bene comune”.

Anelli ha poi affermato di concordare con il presidente di Farmindustria Scaccabarozzi, sul fatto che “tutti meritano di avere cure efficaci e mirate, senza distinzioni di territorio o di reddito”; così come “tutti devono poter accedere ai farmaci che il medico, e solo il medico, considera più appropriati per la terapia di ciascuno”.

Infine, il presidente FNOMCeO ha elogiato il lavoro svolto dalle imprese italiane, che si confermano prime in Europa per fatturato. “Una leadership – ha concluso- frutto della stretta collaborazione con la ricerca, con i medici, con gli altri professionisti della salute che, tutti insieme, hanno prodotto innovazione e miglioramento dell’assistenza”.

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