Tags Posts tagged with "filippo anelli"

filippo anelli

0
patto per la salute

Il Ministro della Salute: individuata con le Regioni una road map con le priorità per i tavoli di lavoro sul Patto per la Salute

Si è svolta nei giorni scorsi al ministero della Salute una riunione con le Regioni per definire l’operatività sui temi da affrontare nel prossimo Patto per la salute. Il confronto ‘sereno e costruttivo’ – si legge in una nota del dicastero – ha portato a individuare una road map con le priorità per i tavoli di lavoro che saranno istituiti nei prossimi incontri.

“La nostra volontà – spiega il ministro della Salute, Giulia Grillo – è di dare corso alla definizione del Patto per la salute individuando una modalità operativa costruttiva in grado di indicare una nuova rotta alle politiche sanitarie, mettendo anche al centro il tema dei finanziamenti alla sanità. Mai più tagli lineari con una visione ragionieristica del diritto alla salute”.

“Il Paese – prosegue -si aspetta risposte sui temi strategici della sanità. Dobbiamo svecchiare le regole sul personale che di fatto hanno congelato le assunzioni e in molti casi messo a rischio l’erogazione dei servizi ai cittadini. Va potenziata l’assistenza territoriale ridisegnando nuovi modelli”.

“Impegniamoci poi a semplificare le regole, limando l’eccesso normativo che imprigiona le risorse”.

“Penso soprattutto all’edilizia sanitaria che ha una giungla di norme che rallentano gli interventi per sistemare le strutture e costruire nuovi ospedali. Serve poi un confronto sui piani di rientro e sui commissariamenti che per alcuni aspetti sono sicuramente inadatti al mutato contesto di questi anni. Infine – conclude Grillo – voglio lavorare con le Regioni sulla mobilità sanitaria inappropriata: ognuno dovrebbe essere curato a pochi chilometri da casa, basta pazienti e famiglie con le valigie”.

Sul tema è intervenuto ieri anche il Presidente della FNOMCeO evidenziando come le Professioni vogliano essere parte attiva nel percorso di predisposizione del Patto per la Salute. Questo, infatti, va a incidere su temi quali la formazione, la riorganizzazione dell’assistenza territoriale, i fabbisogni di personale, le risorse, i farmaci, l’edilizia sanitaria, la digitalizzazione. “Tutti obiettivi strategici che coinvolgono da vicino le Professioni stesse e che possono essere raggiunti solo con decisioni condivise” spiega Anelli.

“Le Professioni sanitarie e sociali vogliono esserci, vogliono contribuire, apportando le loro specifiche competenze e i loro valori, ad assicurare la migliore assistenza sanitaria ai cittadini. Noi – conclude – siamo i professionisti della salute, e qualunque Patto in materia non può essere steso senza il nostro apporto, in uno spirito di collaborazione e nell’applicazione del nostro ruolo di Enti sussidiari dello Stato”.

 

Leggi anche:

FORMAZIONE MEDICA POST LAUREA, GRILLO: SERVE RIFORMA RADICALE

disuguaglianze di salute

Anelli: la comprensione dell’origine delle disuguaglianze di salute e il loro ripianamento sono ineludibili azioni propedeutiche a ogni progetto di autonomia regionale

Apprezzamento per le ultime dichiarazioni del Ministro della Salute Giulia Grillo, relativamente alle disuguaglianze di salute tra le diverse Regioni e alla formazione dei medici. Per la FNOMCeO, “la strada è quella giusta”. Ora  – sottolinea il presidente Filippo Anelli – “ci aspettiamo iniziative concrete, che saremo i primi a sostenere”.

Grillo, intervenendo ieri in audizione al Senato di fronte alla Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale, ha rimarcato come il Servizio sanitario nazionale, “pur avendo garantito un sostanziale universalismo, sembra avere tradito alcune aspettative: prima tra tutte quella della riduzione delle disparità geografiche”.

“Il divario Nord-Sud – ha evidenziato – rimane evidente e in larga misura immutato in termini di servizi offerti, per quantità e qualità, di speranza di vita, di accesso alle cure e di liste di attesa”.

Parole che hanno riscosso il plauso della Federazione dei medici.

“Il Ministro Grillo – rimarca Anelli – ha sottolineato come il primo obiettivo del Dicastero da lei guidato non possa che essere quello di ridurre le disuguaglianze. Siamo perfettamente d’accordo: la comprensione dell’origine delle disuguaglianze di salute e il loro ripianamento sono ineludibili azioni propedeutiche a ogni progetto di autonomia regionale, e ci conforta e rassicura l’impegno assunto in tal senso”.

“Allo stesso modo – prosegue il vertice FNOMCeO – ci pare un ottimo segnale l’aumento delle borse di specializzazione, annunciato dal ministro Bussetti e poi ribadito dal ministro Grillo. Un aumento cospicuo rispetto alle politiche precedenti ma che, non possiamo non rilevare, prescinde ancora da una corretta programmazione. Le carenze di specialisti previste per i prossimi anni, e in parte già in atto, sono infatti maggiori. Invitiamo dunque il Governo a destinare al finanziamento di altre 2000 borse i fondi previsti per l’aumento del 20% delle immatricolazioni a Medicina, aumento che non farebbe oltretutto che ingigantire l’imbuto formativo, il ‘collo di bottiglia’ tra la laurea e la specializzazione”.

“Resta ovviamente imprescindibile – specifica Anelli – l’aumento a 2000, come lo scorso anno, delle borse per la Medicina Generale, a meno di non voler lasciare i cittadini senza medico di famiglia. Ma, anche su questo versante, l’impegno dimostrato dal ministro Grillo e dalle Regioni, che ha portato all’aumento del fondo, ci lascia ben sperare”.

Tuttavia, secondo la Federazione, rimane necessario un intervento legislativo che correli le lauree alle borse, in modo che ogni medico laureato possa specializzarsi.

“Noi medici – conclude Anelli – siamo con il Ministro in questo percorso condiviso volto ad azzerare l’imbuto formativo, per garantire i medici necessari ai nostri cittadini e un futuro ai nostri giovani colleghi. Chiediamo pertanto un Tavolo tecnico congiunto sulla formazione dei medici, per risolvere il problema della carenza di specialisti, dell’imbuto formativo e dei ‘camici grigi’, i colleghi che, non riuscendo ad accedere alle specializzazioni, sono intrappolati in un limbo fatto di sottoccupazione, contratti a termine, chiamate ‘a gettone’”.

 

Leggi anche:

AUTONOMIE REGIONALI, ANELLI: DIRITTO ALLA SALUTE È DIRITTO DI UMANITÀ

specializzazioni mediche

Plauso della FNOMCeO, Anelli: su specializzazioni mediche la politica finalmente prende atto che il problema esiste e si prepara, con buona volontà, a risolverlo

“Quest’anno i posti statali saranno circa 8.000. Il 30% in più di un anno fa. Stiamo dimostrando con i fatti di essere dalla parte dei giovani e del Paese”. Questo l’annuncio del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti in relazione alle specializzazioni mediche.

Una notizia salutata con favore dal mondo dell’associazionismo di categoria. Già nelle scorse ore l’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi, aveva ricordato il paradosso dell’imbuto formativo, per cui non c’è carenza di medici bensì carenza di specialisti, esprimendo l’intenzione di aumentare le borse erogate dalla sua Regione.

“Finalmente la Politica prende atto che il problema esiste e si prepara, con buona volontà, a risolverlo”. Questo il commento del presidente della FNOMCeO Filippo Anelli. “Condividiamo inoltre la preoccupazione del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, in merito ai fondi per la sanità, che non devono, per nessuna ragione, essere dirottati su altri obiettivi”.

“La storia ci insegna, tuttavia, che le buone intenzioni, pur essendo un punto di partenza, non bastano” precisa Anelli.

“Occorre, ora, una programmazione precisa ed efficace, volta a definire azioni lungo due direttrici: smaltire l’imbuto formativo, aumentando le borse, aggiungendone diecimila per i medici ivi intrappolati, ed evitare, per il futuro, che lo stesso si formi, assicurando ad ogni medico laureato una borsa”.

“È questo – conclude – il vero cambiamento che ci attendiamo dalla Politica. Non ripetiamo gli errori del passato, non ‘tappiamo le falle’ con soluzioni tampone, ma, individuate le criticità, ricostruiamo il sistema in modo tale da utilizzare le risorse nella miglior maniera possibile. I giovani medici ci sono, garantiamo loro la possibilità di specializzarsi e garantiremo un futuro al nostro Servizio Sanitario Nazionale e cure ottimali a tutti i cittadini”.

 

Leggi anche:

MEDICI STRANIERI, AMSI: ACCESSO AI CONCORSI E CITTADINANZA

0
emendamento al ddl vaccini

Anelli: l’emendamento al ddl vaccini presentato dalla maggioranza per l’eliminazione dell’obbligo delle certificazioni preoccupa fortemente perché potrà portare ad un peggioramento dei livelli vaccinali attuali

Ha scatenato un coro di ‘no’ l’emendamento al ddl vaccini che prevede la cancellazione dell’attuale obbligo di presentare le certificazioni vaccinali per accedere ad asili nido e scuole dell’infanzia. Dalla proposta hanno preso le distanze anche due senatori del Movimento 5 Stelle, Giorgio Trizzino ed Elena Fattori, che ne hanno chiesto il ritiro.

Contraria anche la posizione del presidente della Regione Lazio e neo segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. “Nel Lazio – ha assicurato il Governatore – si farà di tutto per garantire l’obbligo vaccinale perché la salute dei bambini viene prima di ogni cosa“.

Lo stesso sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi aveva precisato che non ci sarà alcun “passo indietro sulla volontà di una legge di buon senso che garantisca il diritto all’istruzione e il diritto alla salute di tutti, con particolare tutela dei bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi e che non possono essere messi a rischio“.

Sulla vicenda interviene anche il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) Filippo Anelli.

“Non so se qualcuno potrà mai prendersi la responsabilità di causare un aumento del numero di morti per morbillo in Italia eliminando totalmente l’obbligo vaccinale. E l’emendamento Lega-M5S per l’eliminazione dell’obbligo delle certificazioni preoccupa fortemente perché potrà portare ad un peggioramento dei livelli vaccinali attuali“. Ad affermarlo è il Presidente della

“Noi vogliamo che le vaccinazioni siano favorite, anche partendo dal dato di fatto per cui – rileva Anelli – quest’anno, nonostante tutto, abbiamo continuato a registrare morti per morbillo. Credo che avere percentuali maggiori di vaccinati significhi tutelare la salute di tutti”.

Dunque, avverte il presidente FNOMCeO, “sarebbe necessario un maggiore senso di responsabilità, evitando polemiche di carattere ideologico ‘vaccini sì-vaccini no’, sostenendo invece provvedimenti che incentivino il numero dei vaccinati. L’interesse di chi gestisce il sistema pubblico dovrebbe essere anche avere una particolare attenzione verso i bambini, a partire dai più fragili”.

 

Leggi anche:

CERTIFICAZIONE VACCINALE, EMENDAMENTO DELLA MAGGIORANZA ELIMINA L’OBBLIGO

 

risorse

La Federazione dei medici contro l’ipotesi di un aumento delle immatricolazioni nei dipartimenti di medicina. Anelli: risorse per diecimila borse ora

“Spostiamo le risorse destinate all’aumento degli accessi e utilizziamole per aumentare le borse, portandole a diecimila. Solo così non avremo, tra cinque anni, un Servizio sanitario nazionale senza medici”. Con questo appello la FNOMCeO risponde alle dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione  Marco Bussetti, rilasciate al quotidiano La Repubblica.

Il titolare del MIUR, infatti, ha fatto sapere che il prossimo anno il Governo ha intenzione di aprire le porte ad altre duemila matricole nei dipartimenti di medicina. Il tutto aumentando, anche le borse di specializzazione, ma tramite uno stanziamento di cento milioni. Una cifra che però, secondo la Federazione dei medici, potrebbe non essere comunque sufficiente ad evitare il collasso del sistema.

“Bisogna correre ai ripari, e bisogna farlo subito – afferma il Presidente FNOMCeO Filippo Anelli -. Noi la ricetta l’abbiamo data: diecimila borse ora, poi una riforma del sistema per cui a ogni laurea corrisponda una borsa”.

“Il Ministro Bussetti – continua  – ha dichiarato che finalmente il Governo riuscirà ad allineare i nuovi contratti di formazione per gli specializzandi medici con il numero di laureati, e questa è cosa ottima. Bene, chiarisca le modalità con le quali intende farlo. A noi pare che aumentare il numero degli accessi in questo momento non sia una misura efficace, ma sia anzi deleteria”.

Secondo la Federazione,  per avere medici completamente formati e pronti a prendere servizio ci vorranno undici anni. “E, per allora – sottolinea Anelli –  l’emergenza causata dalla ‘gobba pensionistica’, l’ondata di colleghi che andranno in pensione nel 2025, sarà superata. Inoltre, non possiamo permetterci di avere, proprio nel momento di massima emergenza, oltre 21000 medici fermi nell’imbuto”.

Da qui  l’appello al Ministro Bussetti, al Ministro della Salute Grillo e a tutto il Governo che sia fatta una programmazione attenta e lungimirante. Una programmazione che tenga conto non solo dell’oggi ma delle proiezioni a cinque e dieci anni. “Se siamo arrivati a questo punto – conclude il presidente FNOMCeO – è perché raccogliamo il frutto di politiche miopi del passato. Non commettiamo gli stessi errori, diamo un segnale di vero cambiamento!”.

 

Leggi anche:

GIOVANI MEDICI, DIECI PUNTI PER SALVARE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

0
circoncisione rituale

La Federazione dei medici chiede inoltre una legge nazionale che autorizzi strutture pubbliche e private ad effettuare la circoncisione rituale in ambiente protetto e a costi accessibili

La FNOMCeO chiede che la circoncisione rituale sia inserita subito nei Livelli essenziali di assistenza, ovvero nelle prestazioni garantite a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione. La Federazione, inoltre, aderisce all’appello lanciato dal presidente dell’Amsi (Associazione medici stranieri in Italia), Foad Aodi (nella foto) per una legge nazionale che autorizzi le strutture pubbliche e private ad effettuare le circoncisioni in  ambiente protetto e a costi accessibili. Il tutto “!per garantire a tutti il diritto alla salute e evitare i canali clandestini”.

La presa di posizione arriva all’indomani della tragica morte di un bambino di appena cinque mesi in Emilia Romagna. Il piccolo è deceduto in seguito a un intervento di circoncisione fai da te tra le mura domestiche.

Secondo i dati elaborati dall’Amsi sarebbero 11mila le circoncisioni rituali fatte effettuare da cittadini di origine straniera e che vivono in Italia. Di queste, 5000 nel nostro paese, le restanti nei paesi d’origine. Delle 5000 eseguite in Italia, il 35% sono praticate nei circuiti clandestini, in casa o comunque in ambienti non protetti, e non da medici.

“Attualmente una circoncisione nelle strutture private costa dai 2000 ai 4000 euro” spiega Foad Aodi.

Per questo molte famiglie scelgono il circuito clandestino oppure si recano, approfittando delle festività, nei loro paesi, dove è una pratica diffusa ed eseguita dietro una piccola offerta. In alcune Regioni le famiglie possono accedere alla pratica attraverso il Servizio Sanitario nazionale, con un ticket che va dai 250 ai 400 euro.

Ma c’è un altro aspetto che favorisce la clandestinità: la maggior parte delle strutture intervengono solo dopo i quattro anni, alcune dopo i dodici, per problemi legati all’anestesia mentre, per motivi religiosi, il 99% chiede di potervi accedere quando il bambino ha pochi mesi”.

Da qui la richiesta che la circoncisione sia inserita nei Lea, e che sia sempre effettuata in strutture ospedaliere o ambulatoriali chirurgiche con anestesia pediatrica. Il tutto dietro pagamento di un ticket intorno ai duecento euro. “Occorre inoltre maggiore informazione della popolazione – continua  Foad Aodi –  anche attraverso i pediatri e i medici di medicina generale che possono mettere in guardia le famiglie sui pericoli della circoncisione clandestina. Chiederemo un Decreto Legge ad hoc, che consideri tutti gli aspetti, non ultimo quello di una corretta comunicazione”.

“Le circoncisioni eseguite clandestinamente, non da medici esperti, senza idonei strumenti e garanzie di igiene, asepsi e assistenza, sono pericolose “ aggiunge Filippo Anelli. “È necessario continuare l’opera di sensibilizzazione e fornire alle famiglie interessate risposte adeguate e reali alternative, con una normativa da applicarsi a livello nazionale. È infine opportuno sviluppare, nella formazione dei medici e degli operatori sanitari – conclude il presidente FNOMCeO -, i temi e le problematiche legate alla migrazione”.

 

Leggi anche:

CIRCONCISIONE TRA LE MURA DOMESTICHE, MUORE BIMBO DI CINQUE MESI

0
piano marshall

La Federazione dei medici ritiene necessario un ‘Piano Marshall’ per colmare il gap strutturale e organizzativo del Sud

Un ‘Piano Marshall’ per la sanità, per colmare le disuguaglianze di salute e recuperare il gap strutturale e organizzativo del Sud attraverso finanziamenti ad hoc. Il tutto senza incidere sui bilanci delle Regioni ‘virtuose’ del Nord.

E’ la proposta lanciata dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, in occasione della convocazione al Tavolo di Confronto permanente aperto dallo scorso novembre con la Conferenza delle Regioni.

Al centro dell’incontro, anche il Patto della Salute, lo sblocco delle trattative per i contratti, la carenza di specialisti e di medici di medicina generale. E ancora: i farmaci innovativi e la gestione dei costi in sanità, la prevenzione della violenza contro gli operatori.

“È stato un confronto proficuo – afferma il presidente FNOMCeO Filippo Anelli -. Sulle autonomie differenziate e sul regionalismo, in particolare, si aprirà all’interno del tavolo un approfondimento, per comprendere le origini dei gap di efficienza tra i diversi modelli organizzativi regionali. Questo consentirà di intervenire applicando i sistemi più efficienti in maniera omogenea sul territorio nazionale, per gestire i fondi in maniera più sostenibile”.

“Ovviamente – prosegue – molte tematiche relative alle disuguaglianze si intersecano con quelle relative al Patto per la Salute, su cui è in corso la trattativa con lo Stato, quindi attenderemo che si trovi l’intesa”.

“Quello che a noi medici interessa è che non siano i cittadini, e neppure il personale sanitario, a fare le spese di anomalie gestionali e carenze organizzative che hanno reso i sistemi meno efficienti in alcune Regioni”.

Per quanto riguarda lo sblocco dei contratti, la FNOMCeO ha auspicato la ripresa di un confronto delle Regioni con i sindacati. Viva soddisfazione invece per l’incontro, già calendarizzato, del responsabile di settore con i medici convenzionati per il rinnovo delle convenzioni.

“Altro argomento urgente è la violenza contro gli operatori sanitari – commenta ancora Anelli -. Il Tavolo stenderà alcune linee guida che individueranno le caratteristiche per la sicurezza delle sedi di Guardia Medica”.

Nell’agenda del prossimo incontro, invece, anche argomenti più tecnici. questi la prescrizione dei farmaci innovativi, che la FNOMCeO chiede da tempo sia aperta anche ai medici di medicina generale, e una revisione dei criteri per i Raggruppamenti omogenei di diagnosi per i pazienti dimessi dagli ospedali.

 

Leggi anche:

RAPPORTO MEDICO PAZIENTE, ANELLI (FNOMCEO): POLITICA RISPETTI SCIENZA

0
rapporto medico paziente

Il vertice della Federazione interviene sulle affermazioni del Ministro Grillo in merito alla necessità di rivedere il rapporto medico paziente

“Il ministro Grillo ha perfettamente ragione: il rapporto medico paziente va rivisto. Va rivisto perché è cambiata la società, sono mutate le esigenze dei cittadini, è cresciuta la consapevolezza sui loro diritti”. Per il vertice della Federazione dei medici, oggi è diverso il modo stesso di attuare la medicina. “Le nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale, i progressi straordinari della ricerca – sottolinea – hanno spalancato nuovi scenari inimmaginabili solo pochi anni fa, modificando le aspettative di medici e pazienti e la relazione di cura”.

Le affermazioni di Anelli rappresentano una risposta ideale al Ministro della Salute. La titolare del dicastero di Lungotevere Ripa, intervistata venerdì scorso ad Agorà, aveva invitato i medici a rivedere il loro rapporto con i cittadini, sulla base  di ‘testimonianze negative da parte della gente’. Grillo aveva anche sottolineato che il rapporto di alleanza si sarebbe interrotto anche  in virtù di situazioni “esasperate mediaticamente”.

“Di fatto la Politica – evidenzia Anelli –, nel limitare il medico, ha voluto e continua a volere un’assistenza dettata piuttosto dagli algoritmi che dall’Alleanza terapeutica. La Relazione di cura, infatti, nel rispettare l’autonomia del medico, tiene conto dell’autodeterminazione del paziente. È un rapporto che non può che fondarsi sulla fiducia reciproca, nella piena tutela dei rispettivi diritti”.

“La Politica si prenda le sue responsabilità – aggiunge ancora -. Gli sprechi, le strutture fatiscenti, le condizioni di lavoro impossibili in cui operano le guardie mediche e i colleghi dell’emergenza-urgenza dovrebbero essere l’ambito del loro impegno, sempre ricordando che le criticità del rapporto umano nascono anche da pazienti esasperati e in balia di comportamenti violenti, che purtroppo attraversano tutta la società, complice anche uno sdoganamento di atteggiamenti aggressivi e rancorosi”.

“La Politica faccia dunque un passo indietro – conclude il presidente FNOMCeO – ed eviti di anteporre le sue esigenze ai reali diritti dei cittadini. Rispetti la Scienza, le sue evidenze: la libertà della Scienza e l’autonomia della Professione sono le prime e le migliori garanzie per tutelare la salute delle persone e della collettività”.

 

Leggi anche:

LIBERA PROFESSIONE, OMCEO TORINO: NESSUN NESSO CON LISTE D’ATTESA  

 

test di ingresso a medicina

Il presidente della Federazione interviene sulla proposta di legge che prevede l’eliminazione del test di ingresso a medicina spostando lo sbarramento alla fine del primo anno

“Lo abbiamo detto, lo ripetiamo: l’unica riforma che vogliamo è quella per cui a ogni laurea in medicina corrisponda una specializzazione”. Solo così, secondo la FNOMCeO, sarà possibile  azzerare l’imbuto formativo, che oggi imprigiona quindicimila medici. Eliminare il test di ingresso spostando lo sbarramento alla fine del primo anno è una misura che rischia di illudere i giovani, facendo loro perdere anni di vita e di studio. Così come l’aumento degli accessi del 20%, senza l’aumento proporzionale delle borse.

“Noi non vogliamo illudere i giovani! Noi vogliamo assicurare ai nostri giovani un futuro, non una laurea, un pezzo di carta!”.

Ad affermarlo è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, in relazione all’ipotesi di una prossima riforma del corso di studi in Medicina, basata sulla proposta di Legge a prima firma D’Uva, che vedrebbe l’abolizione del test d’ingresso, l’istituzione di un primo anno comune a diverse facoltà e uno sbarramento alla fine del primo anno, con l’ampliamento del 20% dei posti.

“È vero, il test va cambiato – continua Anelli – ma la soluzione non è procrastinare lo sbarramento”.

“La soluzione è stilare programmi sui quali far preparare i ragazzi”. Ciò “anche allargando a tutte le scuole secondarie il modello di Biomedicina che la FNOMCeO e il Miur stanno portando avanti da anni”.

“Nessuna misura, tuttavia, sarà mai risolutiva – spiega ancora Anelli – se prima non azzeriamo l’imbuto formativo, che ancora oggi vede quindicimila colleghi imprigionati da anni in un limbo fatto di disoccupazione, inoccupazione, sottoccupazione. Non è certo aumentando l’imboccatura dell’imbuto, il numero di laureati, che si risolve il problema”.

“La soluzione è allargare l’uscita, moltiplicando il numero delle borse per la formazione post lauream”.

Come? Mantenendo il numero programmato per l’accesso a Medicina, conservando per i prossimi dieci anni le duemila borse per il Corso di formazione specifica in Medicina Generale, e raddoppiando i posti per le Scuole di specializzazione. “Tutte misure fattibilissime, secondo la FNOMCeO, che non costerebbero allo Stato più di centocinquanta milioni di euro l’anno, dei quali cinquanta per la Medicina Generale”.

Per Anelli “è  inoltre possibile recuperare risorse tamponando l’emorragia di “borse perse”, dovute all’abbandono del percorso da parte dei vincitori e contrattualizzando gli specializzandi dell’ultimo anno. Non solo: perché non cominciare a responsabilizzare i privati sui finanziamenti della formazione? Già oggi –conclude il presidente della Federazione – gli Enti che lo desiderano possono finanziare borse di specializzazione. Perché non trasformare tale possibilità in una condizione necessaria per poter mantenere le convenzioni con il Servizio sanitario nazionale? Pensiamoci”.

 

Leggi anche:

FACOLTÀ A NUMERO CHIUSO, TUZI (M5S): VICINISSIMI A REVISIONE SISTEMA

imbuto formativo

Anelli: l’imbuto formativo deve essere relegato nelle pagine più nere del passato. Occorre garantire a ogni medico che si laurea la possibilità di specializzarsi

“Esprimiamo la nostra solidarietà ai 15 mila medici intrappolati nell’imbuto formativo: laureati, abitati, e poi costretti ad attendere, anche per anni, un posto nelle scuole di specializzazione o al Corso per la Medicina Generale, prigionieri in un limbo fatto di inoccupazione, sottoccupazione, disoccupazione. A questi 15 mila colleghi, ognuno con la sua storia, vorrei dire: non siete da soli”.

Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, è tornato a parlare di formazione. Lo ha fatto a Bari, di fronte ai colleghi del Segretariato italiano Giovani Medici (Sigm), riuniti nella loro terza Conferenza nazionale.

Anelli ha assicurato che la Federazione sta lavorando per mostrare alla politica queste distorsioni, e per darvi risposte. L’obiettivo è uno: arrivare a garantire a ogni medico che si laurea la possibilità di specializzarsi.

“Nessuno – ha affermato – può voltarsi dall’altra parte. L’imbuto formativo deve essere relegato nelle pagine più nere del passato, non deve mai più essere una realtà.

“Comprendiamo – ha proseguito il vertice della FNOMCeO – la frustrazione di questi 15000 colleghi relegati nel limbo per colpa di politiche miopi dello Stato, che non ha voluto investire su di loro, ma è stato pronto a ingaggiarne una parte con contratti atipici e senza tutele, per tamponare a basso costo la carenza di personale. Ora è a quello stesso Stato che ci rivolgiamo, certi di trovare ascoltatori più attenti, per dire che non è più il tempo di misure tampone, sulla pelle dei medici e dei cittadini”.

“Occorre una riforma seria della formazione – ha sottolineato ancora Anelli – che parta da una corretta programmazione, che assorba, seguendo le regole, questi colleghi all’interno del SSN, e che garantisca, nel lungo periodo, a ogni nuovo medico una borsa per la formazione post lauream”.

“Come? Mantenendo il numero programmato per l’accesso a Medicina, conservando per i prossimi dieci anni le 2000 borse per il Corso di formazione specifica in Medicina Generale, e raddoppiando i posti per le Scuole di specializzazione . Altre misure – ha concluso –  possono sembrare più semplici e immediate ma non sarebbero risolutive né efficaci”.
Leggi anche:

CAMICI GRIGI, FNOMCEO: NO A GUERRA TRA MEDICO E MEDICO

LE ULTIME NEWS

patto per la salute

0
Il Ministro della Salute: individuata con le Regioni una road map con le priorità per i tavoli di lavoro sul Patto per la Salute Si...