Tags Posts tagged with "fimmg"

fimmg

0
flash mob

In programma un flash mob all’ospedale Pellegrini. Il presidente della Fimmg Silvestro Scotti chiama a raccolta tutti i colleghi

“Facciamo in modo che il flash mob di lunedì non sia una manifestazione degli ospedalieri o di chi lavora  nell’emergenza-urgenza. Prima di qualunque specializzazione noi siamo  medici e siamo sotto attacco”. Dopo l’ultima aggressione (la numero 38 del 2019) vissuta da un medico in sostituzione in uno studio della Medicina Generale, Silvestro Scotti, leader partenopeo dei camici bianchi, si appella a tutti i colleghi. Domani, davanti all’ospedale Pellegrini, è in programma un flash mob contro il problema delle aggressioni in sanità. Una manifestazione di unità che “sia forte  come non lo è stata mai”.

“Siamo ben oltre il livello di guardia – sottolinea il presidente dell’OMCeO e vertice della Fimmg –  nessuno pensi che il problema non lo riguarda”.

“Se un paziente aggredisce un medico, ancorché sostituto, in uno studio della Medicina di Famiglia significa che non esiste più limite alla certezza di impunità nel compiere un gesto simile. Aggredire un medico con la certezza di essere identificati e non curarsi minimamente delle conseguenze significa essere ben oltre il limite”.

Scotti, che in tempi non sospetti ha messo in atto come presidente dell’Ordine campagne contro la violenza sui medici, chiama ora raccolta i camici bianchi, ma anche i cittadini/pazienti.

“Lunedì dobbiamo esserci tutti, perché il problema è enorme e riguarda tutti medici e cittadini perbene. Nessuno escluso. Un medico aggredito è un soccorso mancato, un paziente che non potrà essere salvato o sarà curato in ritardo. Da medico, prima ancora che da presidente dell’Ordine, mi rivolgo ai  cittadini e ai colleghi: facciamo in modo che il nostro messaggio arrivi forte e chiaro, oltre le mura del Pellegrini e oltre i confini di Napoli arrivi allo Stato che in fin dei conti siamo tutti noi”.

 

Leggi anche:

FRATTURA DEL SETTO NASALE, MEDICO AGGREDITO A TORRE ANNUNZIATA

diagnostica

Un’indagine realizzata dal Politecnico di Milano in collaborazione con la Fimmg evidenzia l’interesse dei medici di famiglia a investire sulla diagnostica di primo livello e la telemedicina

I medici di famiglia sono interessati ad investire sulla diagnostica di primo livello, dotata del possibile supporto di telerefertazione, per renderla disponibile nel proprio studio medico. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano. Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con il Centro Studi della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), con il supporto di DoxaPharma.

Dal sondaggio, effettuato su un campione rappresentativo di 602 mmg, risulta che l’83% dei camici bianchi già utilizza o vorrebbe utilizzare l’elettrocardiografia, l’82% la spirometria, il 75% l’holter pressorio, il 69% l’holter cardiaco, il 67% la teledermatologia. Per queste opportunità il 24% degli intervistati è disponibile ad investire fino a 50,00 € al mese, il 31% da 50 a 100 €, il 14% da 100 a 150 €.

“D’altronde si legge in una nota della Fimmg –  il trend di investimento della categoria nel digitale si conferma in stabile incremento in questi anni con una previsione di spesa complessiva nel 2019, proiettata sull’intera professione, superiore allo scorso anno di circa 2,7 milioni di euro”.

In base allo studio si conferma consolidato l’utilizzo di nuove modalità di contatto con i pazienti come l’Email (85%), l’SMS (65%) e WhatsApp (64%), in assenza di piattaforme di contatto certificate per le quali il 44% riferisce interesse all’uso qualora disponibili.

Un’altra forte necessità evidenziata dal campione degli intervistati è quella di disporre di sistemi che garantiscano continuità informativa. Il 97% del campione utilizza o sarebbe interessato ad utilizzare
soluzioni digitali per interoperare con gli specialisti, il 90% con i Colleghi della Continuità Assistenziale, l’85% con gli Infermieri.

In parte, a queste esigenze, potrebbe essere trovata risposta nell’uso del FSE, giudicato molto utile/utile dall’92% dei MMG per condividere referti, verbali e lettere di dimissioni, dal 91% per condividere il dossier farmaceutico del paziente, dall’87% per condividere il profilo sanitario sintetico e le vaccinazioni. Viene tuttavia rimarcato come, sul FSE, siano poco o per niente informati i pazienti (per il 92% degli intervistati) e gli stessi MMG (per l’81% di essi).

“I dati dimostrano che tra i MMG resta alto l’interesse per il digitale applicato alla professione – afferma Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi della FIMMG”.

“Questi numeri sono destinati ad un sicuro e rapido aumento nelle prossime stagioni a seguito del ricambio generazionale che sta impattando con forza sulla nostra categoria. Alle elevate disponibilità agli investimenti della categoria, è lecito adesso attendersi quadri normativi e contrattuali che ricomprendano queste ipotesi per dare risposte organizzative convincenti”.

“Il Fascicolo Sanitario Elettronico – afferma Chiara Sgarbossa, Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano – può rappresentare uno strumento molto utile nella presa in carico dei pazienti, ma ad oggi i medici di medicina generale non conoscono appieno i benefici e nemmeno i cittadini sono consapevoli della sua esistenza (solo il 21% ne ha mai sentito parlare). Occorre quindi investire su una comunicazione efficace verso medici e cittadini, affinché il FSE – ad oggi disponibile  in quasi tutte le regioni italiane – possa non essere solo un contenitore di referti, ma uno strumento fondamentale per la continuità di cura”.

 

Leggi anche:

TELEMEDICINA, AVVIATA PRIMA COLLABORAZIONE TRA ISS E AZIENDA SANITARIA

Silvestro Scotti: I medici aspettano da dieci anni, su ACN 2016-2018 non permetteremo alibi a nessuno

“Prendiamo atto della scelta delle Regioni di non accettare la soluzione di una pre-intesa che avrebbe adeguato più rapidamente i compensi per i medici di medicina generale stabilizzandoli al 2017. È evidente che a questo punto affrontare il rinnovo dell’intero Accordo porterà un allungamento dei tempi che andrà ben oltre le elezioni europee di fine maggio”. Così Silvestro Scotti, Segretario Generale FIMMG, commenta l’esito dell’incontro tenuto ieri in SISAC sull’ACN 2016-2018.
FIMMG ha pertanto richiesto e ottenuto che la SISAC verifichi presso la Conferenza delle Regioni la necessità e l’urgenza di un nuovo atto di indirizzo riferito all’articolo 9 del “decreto semplificazioni” che in fase di prima applicazione, ovvero nella pubblicazione dei bandi regionali delle carenze di medicina generale, sta già mostrando criticità evidentemente connesse alla mancata contrattazione.
La Federazione dei medici di medicina generale ha sottolineato inoltre che in tempi estremamente rapidi le Regioni devono risolvere la questione del riparto del fondo INAIL, permettendo così che in ACN venga definito l’incremento della quota capitaria per i medici di medicina generale nonché gli arretrati, vista l’obbligatorietà imposta per legge con decorrenza dal primo gennaio 2019.

“Sarebbe paradossale pretendere che un professionista debba effettuare obbligatoriamente una prestazione in assenza di una definizione preventiva dei legittimi emolumenti”.

Per evitare inutili perdite di tempo e abbreviare i tempi delle trattative, FIMMG ha chiesto e si è condiviso un metodo di lavoro che consenta di consolidare progressivamente i nuovi articoli concordati partendo dall’attuale ACN.
“Appare evidente – conclude Scotti – che FIMMG vigilerà e si adopererà affinché tutti, SISAC, Comitato di Settore, Commissione Salute, Conferenza delle Regioni, Ministero siano “sul pezzo”. E “stare sul pezzo” è dare le giuste soddisfazioni economiche, professionali e motivazionali alla medicina generale italiana, attese da dieci anni, nella certezza che solo in questa maniera si possa arrivare alla salvaguardia del SSN e della necessità di assistenza dei cittadini”.
 
Leggi anche:
ACN PER LA MEDICINA GENERALE, SUBITO SOSPESA LA TRATTATIVA
 

Anche i medici di medicina generale replicano alle dichiarazioni del Ministro della Salute sulle presunte resistenze sindacali alla riforma necessaria per evitare la carenza di mmg

Sorpresa e dispiacere. E’ la reazione della Fimmg alla posizione espressa presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale dal Ministro Grillo riguardo alle presunte resistenze sindacali rispetto al
cambiamento necessario ad evitare la carenza dei medici di medicina generale. Una situazione che “come Fimmg – – dichiara Silvestro Scotti, Segretario Nazionale Fimmg – abbiamo denunciato da più di 10 anni, e a cui nel corso di questi anni abbiamo anche cercato di proporre soluzioni alla politica, troppo spesso inascoltati, come appare anche oggi”.
“Sarebbe opportuno – prosegue Scotti – che il Ministro ricordasse che su tale tema il confronto diretto con Fimmg, e riunioni con tutte le parti rappresentative della medicina generale, si è tenuto molti mesi fa durante i lavori che hanno poi portato alla prima proposizione del provvedimento contenuto nell’articolo 9 del DL 135/2018, convertito nella L. 12/2019, e successivamente i confronti hanno escluso le parti che oggi il Ministro definisce resistenti, se non attraverso confronti ufficiosi dove però tutto quanto suggerito da Fimmg e accettato in termini di ragionevolezza anche in una prima proposizione del provvedimento, è stato poi ricondotto di nuovo al provvedimento originario, sia durante la fase di discussione parlamentare del suddetto articolo 9 sia, pare, nel provvedimento in corso di confronto tra ministero e regioni”.
“Forse il Ministro evidentemente si riferisce alle resistenze dell’epoca, che ovviamente sarebbero riconfermate rispetto ad un provvedimento che a margine di alcune parti che affrontano il tema e che condividiamo ne nasconde altre poco comprensibili in cui il principale interlocutore rimane un soggetto interessato individualmente e per paradosso appartenente a dinamiche sindacali che oggi infastidiscono il Ministro”.
“Il paradosso della bozza del provvedimento che sta girando è che a fronte di una prima proposta che formalizzava percorsi di sanatoria, questi almeno venivano limitati nel tempo in modo che ci fossero spazi successivi per una riforma strutturata della formazione in medicina generale vera che garantisca una formazione qualificata e qualificante per i medici, che ormai è scientificamente riconosciuto salvano e allungano la vita ai cittadini
italiani e nel mondo. Speriamo – conclude il rappresentante Fimmg – che il Ministro trovi rapidamente il tempo per ascoltare direttamente e non attraverso mediatori le nostre perplessità, poiché in caso contrario non saremmo noi i resistenti, ma piuttosto una politica che non ascolta”.
 
Leggi anche:
VETI SINDACALI SULLE RIFORME, ANAAO CONTRO AFFERMAZIONI GRILLO
 
 

0

Per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta si tratta di uno strumento per tutelare il diritto privacy del paziente

La FIMMG – Federazione italiana Medici di Medicina Generale – e la FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri – hanno avviato formalmente la procedura per sottoporre all’esame del Garante Privacy il codice di condotta della Medicina Generale e della Pediatria di libera scelta in attuazione a quanto previsto dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.
“La definizione di un codice di condotta per i tutti i medici di famiglia e per i pediatri di libera scelta rappresenta certamente un’opportunità e ha principalmente lo scopo di rafforzare in modo mirato le politiche di protezione dei dati dei nostri pazienti”.  Ad affermarlo è il Segretario Nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti. “La tutela della privacy – si legge in una nota – significa garantire un diritto fondamentale dei cittadini. La tutela dei diritti dei nostri pazienti è nel nostro DNA, è ciò che alimenta il rapporto di fiducia”.

Il regolamento Europeo (GDPR) in vigore da maggio ha tra i suoi principi ispiratori proteggere “i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali”.

Per dar seguito e rafforzare questo principio fondamentale anche nel codice di condotta, le due Federazioni avvieranno una fase di consultazione e interlocuzione con la FNOMCEO, per gli aspetti deontologici, e con altre Associazioni di categoria, in rappresentanza dei cittadini e dei genitori, al fine di condividere l’obiettivo e ricevere utili informazioni e osservazioni per la migliore redazione del codice.
“La tutela della protezione dei dati personali- ha aggiunto il Presidente Nazionale della FIMP Paolo Biasci – è fondamentale per la nostra professione. Per noi pediatri assume un valore ancora più delicato e di responsabilità perché il 100% dei nostri pazienti sono minori e quindi condividere ed essere supportati in questo percorso dai genitori ha un grande significato etico oltre che professionale”.
 
Leggi anche:
USO DEI DATI DEI PAZIENTI, I CHIARIMENTI DEL GARANTE DELLA PRIVACY
 
 

0
eliminazione di morbillo

Approvazione per l’iniziativa del ministro Grillo che ha come obiettivo l’eliminazione di morbillo e rosolia. Scotti: “Medicina di famiglia può e deve giocare un ruolo centrale”

“Accogliamo con grande favore l’iniziativa del ministro della salute Giulia Grillo di introdurre nuovi obblighi vaccinali tramite il Piano nazionale per l’eliminazione di morbillo e rosolia 2019-2023. La Medicina di Famiglia è pronta a fare la propria parte, anzi l’occasione dev’essere colta per garantire un più ampio intervento di sanità pubblica in una fascia d’età che oggi viene raggiunta con grande difficoltà dalle campagne pubbliche di prevenzione”.

Così il segretario generale FIMMG Silvestro Scotti e la responsabile area vaccini FIMMG- METIS, Tommasa Maio, in merito al Piano che prevede di introdurre, tra l’altro, la vaccinazione trivalente obbligatoria per concorsi nelle Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco. Ma anche per gli studenti che vogliono accedere a corsi Erasmus e per chi desidera iscriversi alle Società sportive.

“I medici di medicina generale – dichiara Tommasa Maio – sono pronti a collaborare attivamente con i Centri vaccinali per garantire un supporto fondamentale in un Piano che punta a raggiungere, attraverso diverse iniziative, i nati tra 1975 e 2000 e quindi circa 2,5 milioni di persone”.

In questo senso il ruolo della Medicina di famiglia può andare ben oltre la semplice vaccinazione.

“Operando in questo modo – prosegue Silvestro Scotti – sarà possibile intercettare quella fascia della
popolazione che oggi non sente ancora l’esigenza di rivolgersi alla Medicina di famiglia e che invece può trarre un grande vantaggio in termini salute”.

“Il medico di famiglia potrà infatti approfondire il quadro complessivo di salute dei cittadini che richiederanno il vaccino e portare avanti la sua peculiare opera di controllo e di indirizzo alla prevenzione delle malattie croniche e verso corretti stili di vita”.

Un momento in più di “contatto” con l’esperienza di un medico come, per gli uomini in passato avveniva in occasione della visita per la leva militare ormai scomparsa.

“L’appuntamento vaccinale- ribadisce Scotti – potrà essere un’opportunità per il medico di Medicina generale di valutare complessivamente lo stato di salute della persona e, quando necessario, fare counseling non solo per quanto riguarda la prevenzione vaccinale, ma anche sugli stili di vita (fumo, alimentazione, attività fisica, alcol). In questo senso – conclude – la Medicina di famiglia può ancora una volta offrire un grandissimo contributo, ampliando di fatto la portata del Piano nazionale per l’eliminazione di morbillo e rosolia 2019-2023, trasformando questo momento di promozione vaccinale in un intervento di sanità pubblica di più ampio respiro”

 

Leggi anche:

VACCINAZIONE TRIVALENTE, IL PIANO: OBBLIGATORIA PER I CONCORSI PUBBLICI

fimmg

Scotti: FIMMG soddisfatta per riavvio trattativa ma non può non considerare che i temi sul tavolo sono numerosi e di notevole importanza ma soprattutto di complessità negoziale

Sono riprese le trattative tra SISAC e Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale, tra cui la Fimmg, per il rinnovo dell’ACN. In occasione dell’incontro sono stati illustrati gli argomenti sui quali, come da indicazione del Comitato di Settore, verterà la trattativa. In particolare: programmazione regionale, AFT e UCCP, evoluzione della Continuità Assistenziale e integrazione con l’Assistenza Primaria e Ruolo Unico, modifiche Art 30 (iter disciplinare). E ancora: tavolo per l’armonizzazione degli Accordi Integrativi Regionali, introduzione dell’APP ENPAM, revisione delle modalità di attribuzione del diritti sindacali, medicina penitenziaria.

Sulle risorse la posizione resta ferma all’atto di indirizzo, con l’assenza di coperture per gli aumenti dei
primi 9 mesi del 2018. Formalizzato un impegno economico per il rinnovo contrattuale del triennio pari a 203 milioni di euro/anno a regime per la medicina generale tutta.

Le principali novità sul tavolo – fa sapere la Fimmg, tra le organizzazioni presenti all’incontro interlocutorio svoltosi in Sisac – saranno normare l’applicazione dell’art. 9 del cd “decreto semplificazioni” (Legge 11 febbraio 2019 n. 12) sull’accesso a incarichi a tempo indeterminato dei giovani frequentanti il corso di formazione in medicina generale, e di quanto previsto dalla legge di bilancio 2019 in tema di certificazione per infortunio e malattia professionale INAIL.

“Fimmg ha richiesto alla SISAC – dichiara il segretario nazionale Fimmg Silvestro Scotti – che ha immediatamente confermato, sia che quanto di competenza della medicina generale dei 25 milioni di euro a provenienza INAIL venga definita al più presto nel riparto che dovrà proporre il Ministero e che le Regioni dovranno approvare, sia che il combinato disposto tra le norme della finanziaria e i compiti di cui all’articolo 45 comma 2 lettera h dell’ACN vigente dimostrino che il riparto del tesoretto INAIL della medicina di famiglia dovrà considerare un ristoro per i medici a partenza dal 1 gennaio 2019 e pertanto che, se da un lato la legge sostiene che nulla è dovuto dal paziente per la certificazione, dall’altro chiarisce che le aziende sanitarie dovranno corrispondere ai medici dal 1 gennaio quanto verrà definito tra riparto e norme del nuovo ACN”.

“E’ fondamentale – aggiunge Scotti – che questo venga chiarito ai medici anche in considerazione della rivalutazione biennale delle risorse tra medici di famiglia e area ospedaliera che sarà determinata dalla maggiore o minore partecipazione di una delle due categorie all’offerta certificativa ai pazienti che ne avessero necessità, che nel tempo potrà permettere un aumento di quanto percepito dalla medicina di famiglia in presenza di un aumento delle certificazioni provenienti da tale categoria. Oltretutto va considerato che interpretazioni difformi da tale posizione esporrebbero i medici alle sanzioni previste dall’ACN vigente circa il pagamento improprio di prestazioni da parte del proprio assistito, in considerazione di quanto previsto dall’art. 19, comma 2 lettera a) dell’ACN”

“Fimmg ha proposto sul tema: la definizione di un allegato che determini e chiarisca i diritti e i doveri delle due parti, medici di famiglia e INAIL, i cui principali punti saranno la cooperazione applicativa tra i nostri gestionali e il portale INAIL per i certificati telematici, la loro semplificazione, l’utilizzo di credenziali uniche di accesso agganciate a quella dei SAR o SAC, l’istituzione presso la SISAC di un tavolo di confronto periodico sull’andamento delle procedure, utile ai periodici aggiornamenti biennali, la possibilità di accordi con le sedi INAIL decentrate su progetti specifici”.

In vista dell’incontro in SISAC, Fimmg si era già adoperata sulla necessità di chiarire le scadenze per la corresponsione dei compensi pregressi bloccati al 2016. Infatti, in un recente incontro con i vertici INAIL, si è concordato il cronoprogramma del pagamento delle certificazioni effettuate dai medici di famiglia italiani per gli anni 2017 e 2018 e il saldo di tutti gli arretrati entro gennaio 2020.

“Appare chiaro – continua il vertice della Federazione – che i medici di famiglia non debbano “delegare” ad altri la certificazione INAIL. Dopo anni di polemiche e discussioni si è giunti ad una forma di certificazione che riconosce l’impegno professionale dei medici di medicina generale non come saltuario ed occasionale ma strutturato nella pratica quotidiana, a favore del cittadino anche nell’ambito della sua attività lavorativa. La presa in carico di un assistito non può sottovalutare oltre agli stili di vita quelli che potremmo chiamare “gli stili di lavoro” e la capacità di una medicina di famiglia organizzata in micro equipe, e quindi con collaborazioni di altri professionisti e/o dipendenti, di essere capace anche di interventi che migliorino la consapevolezza dei propri pazienti lavoratori sui rischi e sulle attività di prevenzione che potrebbero salvargli la vita, soprattutto quando siamo di fronte a lavoratori poco inseriti in contesti di prevenzione nell’ambito lavorativo o con scarsa percezione dei rischi espositivi”.

“Come Fimmg riteniamo che questo possa essere, ed anzi dovrà essere, il primo passaggio per una collaborazione più stretta tra la medicina generale e INAIL sui temi della sicurezza e della salute dei lavoratori che prima di tutto sono le persone che ci hanno scelto e sempre di più portano spontaneamente i loro problemi di salute dai posti di lavoro ai nostri studi.

“FIMMG si ritiene soddisfatta per il riavvio della trattativa – afferma ancora  Scotti – ma non può non considerare che i temi sul tavolo sono numerosi e di notevole importanza ma soprattutto di complessità negoziale. Garantiamo la massima disponibilità per un confronto costruttivo ma rimaniamo prudenti su una conclusione complessiva dell’ACN 2016-2018, visto il tema da chiarire sulle risorse e visto il periodo in cui siamo, caratterizzato dal fatto che nei prossimi tre mesi ci possano essere evoluzioni (legislative, vedi regionalismo differenziato, ed elettorali, vedi elezioni europee) nazionali e regionali che potrebbero cambiare gli interlocutori o gli assetti e conseguentemente gli obiettivi di cui si discute”.

“Noi abbiamo un’unica consapevolezza e mandato come Fimmg, ovvero non saremmo disposti ad aspettare oltre i tre mesi sulla necessità di aggiornare i contenuti economici dell’unica categoria italiana che ancora ha il reddito fermo al 2010. Ricordando a tutti – conclude  – che il reddito del medici di famiglia non rappresenta il solo rendimento personale e professionale del medico ma anche la sua capacità di investimento su se stesso e la propria organizzazione o dotazione strumentale usata nell’interesse dei cittadini e della sostenibilità del SSN.”

 

Leggi anche:

RINNOVO ACN, RIUNIONE INTERLOCUTORIA PER LA RIPRESA DELLE TRATTATIVE

governo delle liste

Scotti: apprezzamento per l’attenzione dedicata al tema del governo delle liste d’attesa ma attenzione alla burocrazia prescrittiva

“Non possiamo che apprezzare l’attenzione e le azioni che il ministro della Salute Giulia Grillo sta dedicando al tema delle liste d’attesa. Una questione che ha risvolti quotidiani sulla pratica ambulatoriale e che incide sull’accesso dei nostri pazienti alle cure di secondo livello. Tuttavia, quando il tema della lista d’attesa riguarda alcune visite specialistiche, non si può sottovalutare l’approccio “burocratico” che i meccanismi prescrittivi di alcuni farmaci cosiddetti “innovativi” quali Incretine, Nao e farmaci per la BPCO creano”. Così il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, sul nuovo Piano nazionale per il governo delle liste d’attesa 2019-2021.

“Esistono percorsi assistenziali che meritano una riflessione più attenta – il rappresentante dei medici di medicina generale -. Percorsi che potrebbero e dovrebbero giovarsi del sostegno della medicina generale”.

Per Scotti, quindi, è bene parlare di gestione trasparente delle prenotazioni di visite ed esami medici.

Così come è “ottimo prevedere una riduzione dei tempi massimi per ottenere le prestazioni non urgenti”. E’ anche giusto che si intervenga sui manager che non riescono ad ottenere i risultati stabiliti.

“Quello che ci sembra assurdo – sottolinea il segretario – è che si vada ad intervenire sulle liste d’attesa senza in alcun modo prendere in considerazione una modifica della modalità prescrittiva che coinvolga attivamente i medici di famiglia nel rispetto dei criteri di sostenibilità e appropriatezza e di cooperazione integrativa con la specialistica”.

Su temi specifici e di grandissimo impatto, penso ad esempio alle visite specialistiche di area cardiologica, pneumologica, diabetologica, ci aspettiamo – aggiunge –  che le analisi sulle liste d’attesa non nascondano con artifizi informatici le attese determinate da obblighi prescrittivi di piani terapeutici ad esclusività specialistica e che invece si ragioni comprendendo che l’intervento prescrittivo dei medici di medicina generale può liberare energie
specialistiche per un vero secondo livello di cura e non come accompagnamento di controllo amministrativo del primo livello.

“Sarebbe ridicolo – conclude Scotti – che un direttore generale un domani possa essere messo in discussione per effetto di una lista d’attesa creata dalla burocrazia prescrittiva, che da obbligo dello stato diventi una sua responsabilità”.

 

Leggi anche:

GESTIONE DELLE LISTE D’ATTESA, APPROVATO IL NUOVO PIANO NAZIONALE

formazione specifica in medicina generale

Scotti: lasciare aperte le graduatorie per l’accesso al Corso di formazione specifica in medicina generale almeno fino a settembre 2019

“Siamo sulla strada giusta. Finalmente si investe di più sui giovani medici grazie a più di duemila borse per diventare medico di famiglia nel triennio 2018-2021. Di qui ai prossimi mesi ci saranno, però, tappe importanti alle quali non possiamo arrivare impreparati, e tantomeno possiamo rischiare di sciupare il lavoro fatto”. Il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, in una lettera al Ministro della Salute, Giulia Grillo, mette in guardia dal rischio che molte borse per l’accesso al Corso di formazione specifica in Medicina generale vadano perdute per quello che potrebbe essere considerato, a torto, solo un dettaglio.

“Diversi giovani medici – dice – potrebbero essere assegnatari di una borsa per la formazione nell’area della Medicina generale. Ma di fatto, soprattutto i più giovani appena abilitati, potrebbero poi optare per accedere alla specialistica in altre aree nei concorsi che si terranno durante l’estate 2019. Così facendo, alla luce di quello che ad oggi è il limite temporale – due mesi – per lo scorrimento della graduatoria per l’accesso al Corso di formazione specifica in Medicina generale, diverse borse potrebbero andare perse”.

Il tema è molto tecnico. Semplificando, se si decidesse di estendere il termine ultimo per l’utilizzo della graduatoria, almeno fino a settembre 2019, il rischio sarebbe scongiurato.

In questo modo le borse di studio dei medici che dovessero rinunciare per iscriversi ad una scuola di specializzazione di area medica verrebbero assegnate per scorrimento di graduatoria al candidato successivo. Scotti sottolinea l’importanza di questo provvedimento anche alla luce del grande lavoro svolto per aumentare i medici formati in Medicina Generale. Uno sforzo attuato di concerto con le Regioni e grazie al sostegno del Ministero della Salute.

“La Fimmg – continua il segretario dell’organizzazione –  vede con grande favore l’ingresso di molti giovani medici. Solo così infatti è possibile valorizzare al meglio il ruolo della Medicina generale. Un medico giovane e motivato sarà certamente capace di instaurare quel rapporto fiduciario che, per essere funzionale a logiche di prevenzione e di assistenza, deve anche essere in grado di abbracciare più generazioni attraverso un arco temporale di attività il più lungo possibile”.

“E’ lecito che molti giovani medici, che magari nutrono ambizioni diverse visto che l’Università insiste su una formazione medica poco capace di un indirizzo anche verso la Medicina generale, possano rinunciare alla borsa e optare per un’altra specializzazione. Queste borse, però – conclude Scotti – non possono andare perse. Ciascuna di esse, al di là persino del valore economico, va considerata come un investimento che negli anni a venire servirà a garantire la salute dei cittadini nel fornirgli quei medici di famiglia che già in molte parti d’Italia e non solo le più periferiche e disagiate cominciano a mancare”.

 

Leggi anche:

MEDICINA GENERALE, SALEMI (SMI): ISTITUIRE SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE



medicina di emergenza urgenza

Dissenso della Federazione dei medici di famiglia sul provvedimento regionale per la stabilizzazione dei precari operanti nei servizi di emergenza 118

“Siamo al fianco dei giovani medici siciliani che protestano per non veder schiacciato da un colpo di mano tutto il lavoro fatto per costruire il proprio futuro. Il tema della stabilizzazione dei precari è cruciale, ma non deve e non può essere risolto con provvedimenti regionali che non hanno alcuna coerenza con la legislazione nazionale ed europea”.

Così il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, sulla recente pubblicazione, in Sicilia, del decreto regionale “Misure per il superamento del precariato del personale Medico sostituto operante nei servizi di emergenza 118”. Il provvedimento dispone che i medici che abbiano conseguito l’attestato EST (emergenza su territorio), possono accedere in sovrannumero al corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Il tutto senza superare alcun concorso. E’ sufficiente, infatti, che alla pubblicazione del decreto abbiano accumulato almeno 18 mesi di attività come sostituti del 118.

Una misura che per la Fimmg,  “rischia di far saltare tutto il lavoro svolto per l’aumento della copertura finanziaria utile alla formazione in medicina generale e la regolamentazione dell’accesso al corso di formazione”.

Una ‘scorciatoia inaccettabile’ che alla lunga “può solo danneggiare la funzionalità della medicina generale e, a pioggia, la qualità dell’assistenza erogata ai cittadini anche dagli stessi servizi di emergenza”.

“Proviamo ad immaginare – afferma Scotti – un medico del 118 che sia impegnato in un corso a tempo
pieno di 38 ore settimanali mentre ne svolge altre 38 ore in attività assistenziali di tale delicatezza, pura follia. Inoltre, viste le dichiarazioni dell’assessore Razza crediamo criminale piuttosto affermare, come lui ha fatto a mezzo
Facebook, che l’accesso ad un corso in soprannumero e il conseguente conseguimento di un diploma possa essere limitato ad una sola delle attività che rientrano nell’area della medicina generale, quella della emergenza,  mostrando che evidentemente ignora le più elementari norme sul valore dei titoli di studio per l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e lo stesso Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale”.

“Con questo sistema – aggiunge il segretario Fimmg – si trasforma l’attività svolta per il 118 in un salvacondotto. Basterebbe ultimare il corso per essere in possesso del diploma di medicina generale, che per norme italiane ed europee consente di entrare in graduatoria sia nell’emergenza che nella medicina generale e della continuità assistenziale. E’ evidente che in questo modo si rischierebbe da un lato di sguarnire il 118, vista la presumibile “migrazione” verso la medicina generale,  ma anche e soprattutto di danneggiare quei giovani medici che il concorso lo hanno vinto e che si vedrebbero scavalcati”.

Scotti ribadisce l’importanza di lavorare alla stabilizzazione dei precari, tema che “si sta affrontando in sede di Contratto collettivo nazionale e di concerto con il Ministero della Salute che mi pare sia ancora il soggetto competente”. A tal proposito la Federazione esprime ancora maggiore preoccupazione in assenza di un intervento del Ministro Grillo su tale questione “visto che queste appaiono le premesse ad una regionalizzazione spinta che qualcuno vorrebbe, al punto di legiferare su temi di non competenza regionale.

“L’attività svolta nel 118 – conclude Scotti – può ed è certamente importante e formativa ma non certo per le competenze della medicina di famiglia e tantomeno può essere un passaporto privilegiato che aggiri il merito”.

 

Leggi anche:

ACCESSO ALLA MEDICINA DI FAMIGLIA, FIMMG: NO A ‘SANATORIE ALL’ITALIANA’

LE ULTIME NEWS