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Massimo Berruto

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Si è concluso il 4° Corso di formazione di Sigascot sulla femoro rotulea, patologia della rotula. Ce ne parla il dr. Massimo Berruto 

Il 3 e il 4 dicembre 2016 si è tenuto al Salone d’Onore del CONI a Roma il 4° Corso di formazione di Sigascot sulla sindrome femoro rotulea, patologia della rotula molto diffusa ma di difficile comprensione e, di conseguenza, con elevato rischio di sbagliata diagnosi e cura, talvolta con effetti peggiorativi sulle condizioni del paziente.

E’ dal 2012 che la Sigascot (Società Italiana del Ginocchio Artroscopia Sport Cartilagine Tecnologie Ortopediche) organizza corsi di formazione con cadenza annuale su questa patologia, corsi teorico pratici che si sono svolti a Milano, Genova, Ancona e l’ultimo a Roma, accompagnati tutti da dei Cadaver Lab sulla femoro rotulea tenuti ad Arezzo.

Responsabile Civile ha intervistato il dr. Massimo Berruto, responsabile del Dipartimento di chirurgia del ginocchio del Gaetano Pini di Milano e secondo vicesegretario Sigascot, responsabile della formazione scientifica del corso di formazione sulla sindrome femoro rotulea.

Dr. Berruto, come mai la Sigascot ha dedicato tutta quest’attenzione alla sindrome femoro rotulea?
Questo percorso formativo è nato dall’esigenza di approfondire questa che è una patologia molto diffusa ma di difficile comprensione. L’obiettivo era quello di creare una cultura più approfondita ed un linguaggio comune da adottare tra gli ortopedici per ottenere un approccio il più possibile scientifico e condiviso anche a livello terminologico, cosa che fino ad oggi è mancata.

Che novità ci sono state in quest’ultima edizione?
Questa edizione è stata particolarmente importante perché ha visto, oltre alla partecipazione della faculty di Sigascot, anche la presenza dei maggiori membri di un’importante faculty straniera, il Patellofemoral Study Group, un gruppo di studio internazionale che si occupa della rotula. Si è trattato di un corso di altissimo valore scientifico, che ha riunito i maggiori esperti al mondo.

Quali sono le difficoltà maggiori legate alla femoro rotulea?
Sono due, e sono legate all’instabilità rotulea e al dolore anteriore di ginocchio.
L’instabilità rotulea riguarda i pazienti con lussazione della rotula, la cosa importante da parte degli ortopedici è capire le cause anatomiche di questo problema per poi poterle correttamente correggere chirurgicamente. In questo caso, usando una terminologia molto cara alla scuola francese, in particolare a quella lionese che più di tutte ha studiato questa patologia, si parla di “menù à la carte”, ossia di utilizzare un vero e proprio menù chirurgico per individuare, studiare e correggere le anomalie, singole o associate, che determinano questa instabilità.
Il dolore anteriore di ginocchio, invece, è uno dei dolori più frequenti negli sportivi e negli adolescenti, soprattutto nelle ragazze, e viene spesso confuso con dolore puramente rotuleo. Per definirlo si usano vari termini, come condromalacia di rotula o condropatia di rotula. Si tratta di un dolore che effettivamente si colloca sulla rotula, ma che può avere cause al di fuori della rotula o del ginocchio, come ad esempio di tipo dinamico o altro ancora. Si tratta di un problema risolvibile con della fisioterapia, mentre molto spesso viene trattato chirurgicamente non solo non migliorando la situazione, ma addirittura peggiorandola.

Quanto sono frequenti l’instabilità rotulea e il dolore anteriore di ginocchio?
Il dolore anteriore al ginocchio è una tra le casistiche più frequenti in ambito ortopedico, si tratta del 30-40% dei casi. L’instabilità rotulea è invece meno frequente, un 5-6% del totale.

Cosa consiglia a chi ha a che fare con queste con la sindrome femoro rotulea?
Noi di Sigascot abbiamo attivato questo percorso formativo con la convinzione che una corretta informazione scientifica sia di fondamentale importanza per chi si avvicina a questi problemi, che come detto sono molto frequenti. La cosa più importante da fare è cercare di individuare le effettive cause e correggerle nel modo giusto, ci troviamo in un campo minato e dobbiamo essere quindi essere molto cauti e attenti prima di incappare in errori che possano danneggiare il paziente, senza la possibilità di tornare indietro.

Qual è il prossimo progetto a cui si dedicherà la Sigascot?
Il 3 marzo 2017 a Milano, presso la sede del Sole 24 Ore, faremo un evento sull’edema osseo, che è un’altra tematica che sta diventando sempre più rilevante e che coinvolge non solo gli ortopedici ma anche reumatologi, radiologi e fisiatri.

SigAPPscot è l’innovativa app realizzata da Sigascot per partecipare come osservatore ad un intervento chirurgico. Ce ne parla il suo ideatore, il dr. Massimo Berruto

Tutti i medici chirurghi sanno quanto sia complesso partecipare come osservatore ad un intervento chirurgico. Attualmente la prassi è riuscire a farlo grazie ad accordi personali, giri di telefonate, aiuti da parte di aziende.

Tutto questo non sarà più necessario per partecipare agli interventi di eccellenza di chirurgia al ginocchio: Sigascot (Società Italiana del Ginocchio Artroscopia Sport Cartilagine Tecnologie Ortopediche) ha infatti ideato e realizzato l’innovativa SigAPPscot, la prima app del settore, che permetterà ai medici chirurghi di partecipare ad interventi condotti nei maggiori centri di eccellenza italiani (clicca qui per scaricarla).

L’app è stata presentata al 6° Congresso Nazionale della Sigascot a Firenze, all’interno di una serie di iniziative rivolte agli specializzandi in ortopedia, per migliorare quindi la formazione dei discenti ma anche per chi è interessato ad approfondire alcune tecniche o tipologie di intervento.

L’idea è venuta al dr. Massimo Berruto, responsabile del Dipartimento di chirurgia del ginocchio del Gaetano Pini di Milano e secondo vicesegratario Sigascot, in collaborazione con il gruppo di comunicazione della società, in particolare con il consulente multimediale dott. Gherardo Masini, e poi realizzata operativamente dalla società Igea.

Abbiamo chiesto al suo ideatore, il d. Berruto, di raccontarci cos’è e come si usa SigAPPscot.

Dr. Berruto, cos’è SigAPPscot?

SigAPPscot è un’app che abbiamo realizzato all’interno di Sigascot, la Società Italiana del Ginocchio Artroscopia Sport Cartilagine Tecnologie Ortopediche, che conta oltre mille iscritti ed è la più importante in termini numerici e scientifici in Italia.

SigAPPscot permette ai chirurghi italiani ortopedici di assistere ad una seduta operatoria su interventi di loro interesse nei nostri centri di eccellenza in Italia, circa una trentina.

Come mai è stata ideata?

SigAPPscot è stata concepita come una facilitazione per chi vuole imparare, uno strumento per migliorare la formazione, ma è utilizzabile anche da chi vuole soltanto conoscere altri metodi o interventi.

Cosa cambia con l’utilizzo di quest’app rispetto a prima?

Normalmente è difficile per un chirurgo partecipare ad una seduta operatoria. E’ necessario stringere accordi personali, fare un mare di telefonate, o avere il sostegno di qualche azienda.

Con SigAPPscot, invece, i centri di eccellenza mettono on line delle disponibilità di posti per delle sedute operatorie che svolgono.

Nell’app vengono indicate date e tempistiche della seduta operatoria, il tipo di interventi che vengono svolti, e chi vuole partecipare in qualità di discente può prenotarsi attraverso l’app.

La disponibilità di posti viene scelta da chi opera, da un minimo di uno ad un massimo di tre posti, l’accesso è disponibile sia per i chirurghi che per fisiatri e fisioterapisti che magari abbiano interessa a documentarsi per seguire meglio il post operatorio. Ovviamente i nostri iscritti avranno una precedenza sugli altri, ma il sistema è tale da poter garantire a tutti l’accesso.

Come si accede agli interventi?

Ci si prenota 15 giorni prima e il sistema, una volta verificati tutti i requisiti, invia automaticamente una mail con i dettagli per partecipare alla seduta con i nomi dei professori, i numeri di telefono ecc.

SigAPPscot si scarica gratuitamente, è dotata di un calendario, la geolocalizzazione del posto, e si possono lasciare feedback positivi e negativi sia ai discenti che alla struttura e al medico che svolge l’intervento.

L’app è su base regionale ma può essere utilizzata anche su base base nazionale poiché l’elenco è completo, nulla vieta ad un chirurgo di una regione di assistere ad un intervento in un’altra, è una rete che si crea su tutto  il territorio.

 Ersilia Crisci

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