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matteo salvini

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Lo scorso settembre è partita una fase sperimentale in alcune città italiane. Nei primi sei mesi il taser sarebbe stato utilizzato 48 volte

“A giugno arriva in dotazione delle forze dell’ordine la pistola elettrica”. Ad annunciarlo il ministro dell’interno Matteo Salvini in occasione della convention del partito nel Lazio.  Già lo scorso 5 settembre è iniziata una fase sperimentale che coinvolge le città di  Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova. Ad oggi secondo i dati del Viminale, il taser è stato protagonista 48 volte. Nella maggioranza dei casi sarebbe stato sufficiente minacciarne l’utilizzo per risolvere la situazione.
L’ultimo caso si è verificato lo scorso fine settimana a Genova. I poliziotti sono intervenuti nel quartiere Begato su richiesta di una donna vittima di maltrattamenti da parte del marito. Al loro arrivo l’uomo, un 40enne ubriaco, avrebbe cominciato a lanciare oggetti dalle scale urlando ‘Vi ammazzo’. L’utilizzo del taser con i dardi, dopo il lancio di una biciletta, ha consentito di bloccarlo. L’uomo si è accasciato a terra, rimanendo cosciente e poi è stato condotto in ospedale dove è stato sedato. Successivamente è stato arrestato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato, oltre ad essere denunciato dalla moglie per maltrattamenti

Il taser, abbreviazione di  Thomas A. Swift’s Electronic Rifle, usa l’elettricità per immobilizzare il soggetto colpito, facendone contrarre i muscoli e provocando dolorosi spasmi.

Una volta azionato, ‘lancia’ due piccoli aghi legati da fili elettrici al dispositivo. Questi, a contatto con il soggetto, trasferiscono una scarica ad alta tensione in brevi impulsi. Classificato tra le armi da difesa ‘meno che letali’, il dissuasore elettrico è stato tuttavia inserito dall’Onu nella lista degli strumenti di tortura. Secondo Amnesty International, inoltre, negli Usa l’arma sarebbe responsabile di centinaia di morti.
Il dispositivo è dotato di una memory card che registra la data, l’ora e il numero dei colpi sparati. Ha un raggio d’azione di poco meno di 7 metri e gli aghi sparati non devono penetrare negli abiti per agire. Attualmente è in dotazione alle Forze di polizia in circa 107 Paesi. Tra questi: Canada, Brasile, Australia, Kenya e, in Europa, Francia, Germania, Grecia e Regno Unito.
 
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Il Ministro dell’Interno: dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua

Con voti 201 favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti, il Senato ha approvato, in terza lettura, il disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento, dunque, diventa a tutti gli effetti legge dello Stato.  “Questo 28 marzo è un giorno bellissimo non per la Lega ma per gli italiani – ha affermato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini -. Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene”.
Di tutt’altro tenore il commento dell’Associazione nazionale dei magistrati, che avanza anche dubbi di incostituzionalità sulla misura. “La nuova legge – rileva il presidente Francesco Minisci – non tutelerà i cittadini più di quanto erano già tutelati fino ad oggi. Al contrario introduce concetti che poco hanno a che fare con il diritto, prevede pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati, oltre a portare con sé grandi difficoltà di interpretazione. Tutto ciò significa che tutti saranno meno garantiti”.
La nuova normativa specifica che sussiste ‘sempre’ il rapporto di proporzione tra difesa e offesa se, in caso di violazione di domicilio, si usi un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, nonché i beni propri o altrui, “quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione”.

Tra le principali novità introdotte dalla riforma figura poi l’aggiunta del comma 4 all’articolo 52 del codice penale.

In base a tale norma agisce “sempre in stato di legittima difesa” colui che “compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”.
Secondo la nuova legge, inoltre, la difesa è sempre legittima se chi ha agito lo ha fatto in stato di grave turbamento. In particolare l’art. 55 c.p. viene modificato prevedendo che nei casi di violazione del domicilio o del luogo di lavoro se si è agito per difendere se stessi o qualcun altro, non può essere punito chi ha agito perché turbato dalla situazione.
 
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bambini non vaccinati

Il Vicepremier scrive una lettera al Ministro della Salute Giulia Grillo chiedendo un decreto per evitare l’allontanamento dalle scuole dell’infanzia dei bambini non vaccinati

Un decreto legge per consentire la permanenza scolastica ai bambini non vaccinati delle scuole di infanzia 0-6 anni. E’ quanto chiede il Vicepremier, Matteo Salvini,  in una lettera inviata al Ministro della Salute, Giulia Grillo. “L’intento del procedimento – scrive – è quello di garantire la permanenza dei bambini nel ciclo della scuola dell’infanzia”.

Secondo Salvini è necessario evitare “l’allontanamento e la decadenza dalle liste scolastiche” dei bambini “essendo ormai giunti alla conclusione dell’anno”. Bisogna “evitare traumi ai più piccoli”, aggiunge il titolare del Viminale. Da qui la necessità di “prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo prossimo contenuti nella legge Lorenzin”.

La risposta di Giulia Grillo non si è fatta attendere. Dalla Calabria, il Ministro della Salute ha sottolineato come l’intento comune sia quello di superare il decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori. “Una legge che noi riteniamo abbia alcune importanti lacune”. “Come è giusto che sia ha aggiunto Grillo – sarà il Parlamento a superare quella legge”.

Alla lettera di Salvini hanno fatto seguito le reazioni del mondo della scuola.

“Giusta la preoccupazione di non traumatizzare i bambini  ma si continua a non tenere conto dei bimbi più fragili, la cui vita sarebbe a rischio se consentissimo ai non vaccinati per motivi ideologici di frequentare la stessa scuola. A sottolinearlo è  il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli. “Non ci possono essere bambini di serie A e di serie B. C’è un tema di salute pubblica per cui non possiamo essere d’accordo. L’intervento – aggiunge – ora con un dl farebbe ripiombare in un caos da cui si sta faticosamente uscendo”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’ex Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Salvini – ha affermato – invece che evitare traumi pensi a come garantire la sicurezza dei bambini immunodepressi che non possono andare a scuola e a come verrà garantita la salute per quei bambini che i genitori non vogliono vaccinare mettendone a rischio la salute”.

 

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decreto migranti

Tra le novità del decreto migranti è prevista la lotta ai ricorsi di questi ultimi. Per Salvini, infatti, intaserebbero i tribunali pesando sui contribuenti

In attesa del testo definitivo del decreto migranti, Salvini riaccende come di consueto le polemiche.

Questa volta si è scagliato contro i ricorsi di questi ultimi. Secondo il ministro degli Interni, infatti, questi intaserebbero i tribunali.

Pertanto, nel decreto migranti, il ministro ha inserito l’eliminazione della reiterazione delle impugnazioni da parte di coloro i quali si sono visti respingere le richieste d’asilo.

Il patrocinio gratuito garantito in questi casi ai migranti, arricchisce a suo avviso “la lobby degli avvocati d’ufficio”. Oltre a intasare le aule dei Tribunali e pesare sui contribuenti.

Ma non è tutto.

Secondo il Ministro, il sistema previsto per le domande di protezione è gravato da un contenzioso che vede la previsione di ricorsi reiterati da parte dei migranti.

Per Salvini, per scoraggiare il fenomeno dei ricorsi e diminuire i costi per i contribuenti, occorre eliminare la possibilità di reiterare l’impugnazione del provvedimento, nel momento in cui il migrante ha completato il percorso per la prima volta.

Quindi nel decreto migranti sarà incluso l’addio all’assistenza legale gratuita per loro.

L’art 14 del decreto – nello specifico – prevede, al pari di quanto avviene già nel processo penale, che se l’impugnazione, anche incidentale, viene dichiarata improcedibile o inammissibile, nessun compenso deve essere liquidato al difensore.

Ancora, il secondo comma prevede che non possano essere liquidate neppure le spese relative alle consulenze tecniche di parte, se al momento del conferimento dell’incarico risultavano superflue o irrilevanti ai fini probatori.

Nel decreto migranti però sono previste anche altre misure.

In primis, l’incremento dei posti nei Centri permanenti per il rimpatrio, con la creazione di nuove sedi in luoghi già individuati (Macomer in provincia di Nuoro, Modena, Gradisca d’Isonzo a Gorizia e Milano) e nelle regioni che al momento non ne dispongono.

L’obiettivo è di ospitare 400 unità in più, che si vanno ad aggiungere alle 880 disponibili attualmente.

Previsto inoltre il blocco delle richieste d’asilo per chi commette reati e l’incremento delle ispezioni nei centri di accoglienza. Nel decreto si inserisce anche lo stop ai rientri in Patria da parte dei rifugiati.

Inoltre, si intendono contrastare gli sbarchi e le infiltrazioni di terroristi tra i migranti attraverso la modifica del Regolamento di Dublino.

Le misure inserite prevedono infine la lotta alle occupazioni abusive degli immobili; l’aumento dei vigili urbani nella misura di 1600 nel quinquennio 2018-2022 e la lotta alle mafie.

 

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piano sicurezza

Con il piano sicurezza, da oggi arriva il taser in dotazione alle forze di polizia di 12 città italiane. Ma non è l’unica misura prevista.

Il piano sicurezza deciso da Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, prende il via.

Da oggi, infatti, arriva il taser in dotazione alle forze di polizia di 12 città italiane.

Oltre a questo, ci sarà un netto giro di vite sugli sgomberi, iniziativa molto cara al ministro Salvini.

Quanto al taser, è una novità per la polizia italiana. Si tratta di un’arma già usata dagli agenti di polizia negli Usa.

In sostanza si parla di un “dissuasore” che ha la forma di una pistola. Esso genera una scossa elettrica capace di rendere inoffensiva la vittima.

Un dispositivo che tuttavia non è privo di rischi e che all’estero ha anche causato dei decessi quando utilizzato impropriamente.

“Dal 5 settembre in 12 città italiane, da Milano fino a Catania – ha dichiarato Salvini – inizierà la sperimentazione del taser, la pistola elettrica non letale che aiuterà migliaia di agenti a fare meglio il loro lavoro”.

Secondo il ministro, ciò aiuterà i nostri agenti a lavorare al meglio.

“Per troppo tempo – afferma – le nostre Forze dell’Ordine sono state abbandonate, è nostro dovere garantire loro i migliori strumenti per poter difendere in modo adeguato il popolo italiano. Orgoglioso del lavoro quotidiano delle forze di Polizia e Carabinieri”.

Dopo l’aggressione nel carcere di Prato, Salvini ha precisato che proporrà l’estensione della pistola ad impulsi elettrici anche al ministro Bonafede per l’utilizzo nelle carceri.

Ma dal Viminale arrivano indicazioni anche sugli sgomberi.

Il giro di vite arriva insieme ad un censimento degli occupanti abusivi di immobili che riguarderà anche centri sociali occupati, edifici dismessi dove dimorano migranti o chi non può pagare un affitto.

A tal riguardo, c’è una circolare fatta pervenire ai prefetti, ai commissari per le province autonome di Trento e Bolzano e al presidente della Regione Valle D’Aosta. In questa si legge che gli immobili occupati abusivamente devono essere sgomberati con la “dovuta tempestività”.

Questo per evitare il consolidarsi di situazioni di illegalità che possano pregiudicare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici.

Contestualmente viene rinviata ad una “fase successiva ogni valutazione in merito alla tutela delle altre istanze, nella consapevolezza che il consolidamento di situazioni d’illegalità possa recare un grave pregiudizio ad alcuni dei principali valori di riferimento nel nostro ordinamento”.

In merito al censimento, questo dovrà essere finalizzato alla possibile identificazione degli occupanti e della composizione dei nuclei familiari.

Si accerterà la presenza di minori e di persone in condizioni di fragilità. Oltre a questo, vi sarà “la verifica della situazione reddituale e della condizione di regolarità di accesso e permanenza sul territorio nazionale”.

Ma dal Ministero arriva un’ulteriore precisazione.

Ovvero che le operazioni dovranno essere svolte “con la massima rapidità, sfruttando, ove possibile, le risultanze dei registri di anagrafe, o anche dei dati in possesso di altre pubbliche amministrazioni, nonché degli stessi Servizi sociali per quegli occupanti che già beneficiano di eventuali prestazioni assistenziali”.

 

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tribunale dei ministri

Guida al tribunale dei ministri: una panoramica sulle sue funzioni, la sua composizione e le procedure che segue. Ecco tutto quello che c’è da sapere

Dopo la vicenda della nave Diciotti e la notizia dell’indagine a carico del Ministro degli Interni Matteo Salvini per i reati di sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale, si è parlato spesso di Tribunale dei ministri.

Ma cos’è quest’organo e come funziona? Vediamolo insieme.

In premessa, occorre dire che tale tribunale è l’organo competente a giudicare un Ministro.

Si tratta, in particolare, di una sezione specializzata del tribunale ordinario, cui spetta un primo vaglio della documentazione posta a base delle accuse e che non può giudicare il Ministro una volta che la Camera ha rilasciato l’autorizzazione a procedere.

Il Tribunale dei Ministri è previsto dall’art. 96 della Costituzione (sostituito dalla legge costituzionale n. 1/1989) ai sensi del quale si stabilisce quanto segue.

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale”.

Ma da chi è composto tale organo?

Il Tribunale dei Ministri è un collegio di cui fanno parte tre membri effettivi e tre supplenti in possesso della qualifica di magistrato di tribunale o superiore e da almeno 5 anni.

Esso è presieduto dal magistrato con funzioni più importanti o più anziano d’età.

Inoltre, i magistrati che lo compongono restano in carica due anni e quando uno o più di loro viene meno per scadenza dell’incarico o impedimento, il collegio viene subito integrato

Tribunale dei Ministri: quadro normativo

Le legge costituzionale n. 1/1989 fornisce in diversi articoli precisazioni procedurali.

L’art. 5 – in primis – prevede che la competenza al rilascio dell’autorizzazione spetti alla Camera di appartenenza di colui/coloro nei cui confronti si deve procedere, anche se il procedimento riguarda soggetti estranei al Senato o alla Camera.

Invece, è competenza del Senato se gli accusati appartengono a Camere diverse. Oppure, se si deve procedere nei confronti di soggetti che non fanno parte di nessuna delle due.

Ancora, l’art. 10 prevede che nei procedimenti per i reati ministeriali di cui all’art. 96, il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Ministri e gli inquisiti appartenenti al Senato o alla Camera “non possono essere sottoposti a misure limitative della libertà personale, a intercettazioni telefoniche o sequestro o violazione di corrispondenza, perquisizioni personali o domiciliari senza l’autorizzazione della Camera (…) salvo che siano colti nell’atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura”.

Ma non è tutto.

Si legge anche che “nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri non può essere disposta l’applicazione provvisoria di pene accessorie che comportino la sospensione degli stessi dal loro ufficio.”

La procedura

La procedura penale prevista per giudicare un Ministro è particolarmente complessa a causa delle garanzie di cui godono questi soggetti.

L’iter comunque è il seguente.

Il procedimento ha inizio nel momento in cui vengono presentate denunce, referti o rapporti relativi a reati ministeriali.

Questi ultimi vengono inviati al Procuratore della Repubblica del tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello competente per territorio. Una volta ricevuti i documenti suddetti il Pm non è tenuto a indagare, ma deve limitarsi a trasmetterli al Tribunale dei Ministri e a comunicarli ai soggetti interessati,.

L’organo, una volta esaminati i documenti, compiute le indagini e sentito il Pm, ha 90 giorni di tempo per archiviare il procedimento con decreto non impugnabile. Oppure, trasmettere gli atti. Questi dovranno essere accompagnati da una relazione motivata al Procuratore della Repubblica.

Sarà lui poi a dover chiedere l’autorizzazione a procedere alla Camera di appartenenza.

La Camera a cui è stata rivolta la richiesta di autorizzazione, in base alle risultanze istruttorie della giunta competente può muoversi nei seguenti modi.

O negandola insindacabilmente a maggioranza assoluta, se rileva che l’inquisito ha agito per tutelare un interesse costituzionalmente rilevante o per perseguire una finalità pubblica superiore.

Oppure può concederla. In questo modo, permetterà al tribunale ordinario del capoluogo del distretto di corte d’appello competente territorialmente di giudicare il ministro indagato.

 

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Approvato il decreto che prevede l’avvio di una fase sperimentale di utilizzo del taser in centri quali Milano, Firenze e Napoli

E’ stato approvato il decreto che prevede l’avvio in undici centri italiani della fase di sperimentazione del taser. Il ‘dissuasore’, a forma di pistola, genera una scossa elettrica in grado di immobilizzare la vittima e renderla inoffensiva.

Lo strumento sarà dato in dotazione alle forze dell’ordine delle città di Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi.

Le 30 pistole potranno essere utilizzate dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. La fase sperimentale seguirà un disciplinare redatto da un apposito gruppo interforze. Il documento servirà a formare gli agenti coinvolti nella prima fase di utilizzo.

Per il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, il taser rappresenta “un importante deterrente”.

Il Vicepremier si riferisce soprattutto agli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni borderline. “Credo che la pistola elettrica sia un valido supporto, come dimostra l’esperienza di molti paesi avanzati”. La pistola elettrica, infatti, è già impiegata in 107 Paesi tra i quali Stati Uniti, Canada, Australia, Regno Unito, Francia, Germania e Svizzera.

Il taser, tuttavia, non sarebbe esente da “elementi negativi non trascurabili”. Lo sottolinea in una relazione il Garante dei detenuti. Tra questi: i potenziali rischi di abuso; la sofferenza provocata dalla scarica elettrica alla quale è associato; la perdita di controllo del sistema muscolare, anche un dolore acuto.

Da tenere in considerazione anche le ulteriori possibili conseguenze di tipo fisico derivanti dal fatto che la persona colpita normalmente cade a terra e quindi può provocarsi lesioni alla testa o a altre parti del corpo. Tra i rischi più gravi figurano poi la morte per arresto cardiaco o conseguenze, ad esempio, sulla salute del feto nel caso di donne incinte.

Amnesty International ha più volte denunciato le pistole elettriche come strumenti di tortura indicandole, nei suoi rapporti, come la causa del decesso di 500 persone negli ultimi 5 anni. Proprio per limitare tali pericoli, il taser in Italia potrebbe avere un amperaggio ridotto, con scariche più corte rispetto ai cinque secondi dei modelli classici.

 

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spiagge sicure

La Direttiva del Ministero dell’Interno Spiagge sicure prevede multe salate per chi acquista dai venditori ambulanti e per chi paga per tatuaggi e massaggi

Multe salate per chi acquista in spiaggia dai venditori ambulanti. Nel mirino anche chi paga per un tatuaggio o un massaggio. Lo prevede la direttiva del Ministero dell’Interno Spiagge sicure destinata alle varie prefetture e che “sarà pronta a fine mese”. La stretta prevista dal Viminale, inoltre, punta anche “a monitorare chi affitta alloggi e magazzini per la merce” agli ambulanti.

Secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal quotidiano ‘La Stampa’, il Ministero starebbe definendo le linee guida volute dal ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. Al centro del progetto ci sarebbe il rafforzamento della collaborazione tra forze dell’ordine e la polizia municipale delle zone balneari.

Per fare fronte alle difficoltà dei sindaci ad attingere dalle casse comunali per potenziare gli organici dei vigili urbani, Salvini – secondo ‘La Stampa’ starebbe pensando di ricorrere ai fondi europei della legalità. Nell’attesa sarebbero previsti turni a rotazione ed eventuali spostamenti temporanei del personale nelle zone più critiche.

Secondo i dati diffusi da Confesercenti quello dell’abusivismo nei settori del commercio e del turismo sarebbe  un giro di affari di 22 miliardi di euro.

Un valore molto elevato, pari al 14% del fatturato dei due comparti. Il fenomeno non danneggia solo le imprese ma anche lo Stato, causando un danno erariale di € 11,5 miliardi in mancato gettito fiscale e contributivo.  Se le attività abusive fossero azzerate, sottolinea l’Associazione, l’Erario recupererebbe abbastanza entrate per finanziare un cospicuo taglio dell’Irpef. “Ci guadagnerebbe anche l’occupazione: la regolarizzazione farebbe emergere 32mila posti di lavoro aggiuntivi”.

I principali effetti negativi legati alla concorrenza da parte delle attività non regolari riguardano la perdita di fatturato per chi opera nel rispetto delle regole. Per alcune categorie l’impatto economico è particolarmente sentito: è il caso ad esempio del commercio su aree pubbliche, dove la percentuale di operatori abusivi è piuttosto elevata.  Anche nell’ambito del turismo, il fatturato sottratto dalle attività irregolari agli imprenditori d’albergo e alle agenzie di viaggio è molto elevato.

 

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obbligo vaccinale nelle scuole

Il Ministro dell’Interno sull’ obbligo vaccinale nelle scuole: troppi dieci vaccini. La replica di Grillo: valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica

Non si placa la polemica relativa all’ obbligo vaccinale nelle scuole. A riaccendere il dibattito sono le dichiarazioni del Ministro dell’Interno, Matteo, Salvini, rilasciate all’emittente RadioStudio54. Per il leader del Carroccio dieci vaccini sarebbero inutili e in parecchi casi pericolosi, se non dannosi.

Salvini ribadisce poi di voler garantire “l’impegno preso in campagna elettorale nel permettere che tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”. “La priorità – chiarisce il Ministro – è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi”, anche se non vaccinati.

A proposito di una eventuale rimozione dell’ obbligo vaccinale nelle scuole, il vicepresidente del Consiglio ha sottolineato la necessità di discuterne con gli alleati del M5S. E proprio dal versante pentastellato arriva la puntualizzazione del Ministro della Salute, Giulia Grillo. “Prenderemo le decisioni opportune in accordo con gli alleati”, ha affermato Grillo, chiarendo tuttavia che il tema “deve essere discusso anzitutto dal Ministero della Salute”.

La titolare del Dicastero sottolinea che “l’obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico”.

Tuttavia, “le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica”. La  politica “non fa” scienza; la politica “decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura”.

Grillo, infine, afferma di essere a lavoro per trovare la soluzione migliore capace di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e al contempo mettere al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del  D.L  Lorenzin”.

Le dichiarazioni di Salvini, tuttavia, hanno sollevato un coro di disapprovazione in ambito medico.

I 10 vaccini “sono sicuri, efficaci e indispensabili a garantire la protezione di tutta la popolazione verso malattie gravi, pericolose e potenzialmente mortali”. Questa la posizione espressa dal Board del Calendario Vaccinale per la vita, cui aderiscono SIP, SItI, FIMP e FIMMG. Per le Associazioni, grazie alla legge che limita l’accesso alle scuole per i bambini non vaccinati, “l’Italia è un Paese più sicuro”.

Sulla stessa linea anche la FNOMCeO, che sottolinea come i vaccini non solo siano utili, ma indispensabili per tutelare la Salute dei cittadini. “Come medici – ricorda la Federazione –  abbiamo l’obbligo morale di far presente quanto la scienza insegna e il Codice deontologico sancisce: l’aderenza alle evidenze scientifiche. l Governo, da parte sua, ha l’onere di mettere in atto provvedimenti efficaci e scientificamente provati per salvaguardare la Salute degli italiani. E, nel farlo, non può non tener conto di quanto i professionisti della Salute affermano, perché è a loro che è affidata la tutela della Salute dei cittadini”.

 

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