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ministro sergio costa

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Crisi climatica

Il Ministro dell’ambiente è  in queste ore in Kenia per l’Assemblea Unea, focalizzata sulla crisi climatica e sul ruolo dell’innovazione nel cambiamento delle scelte di produzione e di consumo per vivere in modo sostenibile

“Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello planetario”. Sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella riportate dal Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, alla vigilia dell’assemblea Unea (UN Environment Assembly) in programma in questi giorni a Nairobi, in Kenia. Il vertice è focalizzato sul ruolo dell’innovazione nel cambiamento delle scelte di produzione e di consumo per vivere in modo sostenibile. Sono presenti 182 Paesi.

Costa, prima della partenza, ha raccontato di aver incontrato tempo fa il suo omologo delle isole Fiji, il quale,  con le  lacrime agli occhi gli ha detto “i miei nipoti li vedo senza patria”. Il riferimento è al fatto che quelle isole del Pacifico, come altre, tra 20 anni saranno sommerse dalle acque. “Io che sono nonno – ha sottolineato il Ministro – non posso restare indifferente”.

Il ministro rientrerà in Italia solo sabato e seguirà quindi a distanza la marcia per il clima organizzata in tutto il mondo venerdì 15 marzo.

“Credo sia una bella coincidenza che la grande marcia globale dei ragazzi che aderiscono a Friday for Future sia questo venerdì, quando termina il vertice di Nairobi. A questi ragazzi dobbiamo delle risposte. L’emergenza climatica e quella della plastica non sono separate. A Nairobi si voteranno risoluzioni globali per liberarci dalla plastica e la proposta che come Italia porteremo avanti è di muoverci su due binari, un Trattato globale che ha però tempi lunghi e impiegare la Convenzione di Basilea sui rifiuti transfrontalieri che invece possiamo fare subito.”

“E perché fare domani quel che possiamo fare oggi? Conclude Costa – . Non c’è tempo da perdere”.

 

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pianura padana

Il Ministro annuncia la convocazione di un tavolo con i Governatori delle regioni della Pianura padana sottolineando come sia tempo “di agire tutti per intraprendere senza esitazione i cambiamenti necessari”

Un tavolo per la qualità dell’aria in Pianura padana, finalizzato a trovare un nuovo accordo che preveda misure e azioni sempre più efficaci a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. E’ l’iniziativa promossa dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Lo annuncia la stessa titolare del dicastero di Lungotevere Ripa in un post su Facebook. Al tavolo, nelle prossime settimane, saranno invitati i governatori di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto. Con loro anche i sindaci dei grandi centri urbani di queste regioni.

Il 95% dei cittadini europei a rischio di malattie per polveri ultrasottili pm 2.5, biossido d’azoto e ozono vivono nel nord del Paese. Lo attestano – spiega il Ministro – i dati recentemente diffusi dall’Agenzia Europea dell’Ambiente.

In Italia, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’ISS, ogni anno si registrano tra le 85.000 e le 90.000 morti premature causate dall’inquinamento.

La maggior parte di queste si concentrano nelle regioni della Pianura padana, una delle zone più inquinate d’Europa e del mondo. Anche per questo l’Italia è sotto infrazione europea per la qualità dell’aria.

“Il Ministero dell’Ambiente – prosegue Grillo –  sta firmando protocolli con le regioni maggiormente coinvolte per azioni strutturali mirate a migliorare la qualità dell’aria. Ma è giusto agire insieme perché quello dello smog è un problema di ambiente e di salute.

Il Ministro cita il rapporto Legambiente Onlus Mal’Aria, pubblicato nelle scorse ore. Lo studio evidenzia che nel 2018 sono stati superati i limiti di legge in ben 55 capoluoghi di provincia in Italia. Tra questi, Brescia risulta la città più inquinata della Penisola.

“È tempo di agire tutti per intraprendere senza esitazione i cambiamenti necessari – conclude Grillo -. L’aria e la salute sono un bene comune! La lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici non deve vederci divisi ma uniti. Per noi, per i nostri figli, per il nostro futuro”.

 

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mobilità

Lo ha annunciato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa confermando il suo impegno a favore di una mobilità a zero emissioni

In arrivo incentivi per la rottamazione e sostituzione delle vetture diesel e benzina dall’Euro 3 alle classi inferiori per favorire una mobilità più ecologica. Ad annunciarlo, in un’intervista al mensile dell’Aci ‘L’Automobile’ è il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa.

Il Ministro ha affermato di aver attivato in tal senso un dialogo con il ministero dei Trasporti e con il collega Danilo Toninelli. Il tutto nel totale rispetto delle competenze di ciascun dicastero. “Ritengo – ha sottolineato – che ci sia un buon accordo per trovare una soluzione condivisa da entrambi”.

Secondo una ricerca dell’Unrae a fine 2017 in Italia circolavano ancora quasi 7,6 milioni di vetture con almeno 19 anni, omologate Euro 0, 1 o 2. Il tutto su un totale di 35 milioni di automobili registrate.

Lo svecchiamento del parco circolante dovrebbe passare sia dalla rottamazione delle automobili di classe emissione più inquinante, sia dall’incentivo all’acquisto di modelli a basso impatto ecologico. E’ il caso, quest’ultimo, delle auto elettriche, a cui volge lo sguardo il titolare del dicastero di Via Cristoforo Colombo.

“Le auto elettriche rappresentano uno dei migliori sostituti alle auto maggiormente inquinanti”.

Inoltre – ha aggiunto Costa – “l’auto elettrica fa parte del sistema nuovo di concepire la tutela ambientale e della salute”. Un tema su cui il Ministro ha promesso il massimo impegno “affinché il Governo si faccia promotore della sua diffusione”.

Intanto appare scongiurato il rischio di un aumento del bollo auto per i veicoli più inquinanti, ovvero proprio gli euro 3 e inferiori. Fino ad ora, infatti, non sembra trovare riscontro l’ipotesi di misure al riguardo nella prossima legge di Bilancio. I proprietari dei veicoli meno ecologici, dunque, dovrebbero pagare la stessa tassa corrisposta negli anni passati.

 

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