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purple drank

Il Purple drank è un mix di sciroppo per la tosse a base di codeina e gazzosa. Gli effetti vanno da euforia ad apatia, sonnolenza ed estremo rilassamento

Si chiama Purple drank ed è un mix di sciroppo per la tosse a base di codeina e gazzosa. E’ la nuova forma di sballo fai da te che si sta diffondendo anche tra gli adolescenti del nostro Paese. La pratica, come spiega all’Adnkronos Salute  lo psichiatra e psicoterapeuta Federico Tonioni, responsabile dell’Area dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma, serve a “raggiungere uno stato di euforia o, al contrario, per rilassarsi”.

La codeina è un oppioide usato per trattare il dolore. Essendo meno regolato rispetto ad altri considerati più pericolosi, come la morfina, arrivare all’abuso è più semplice. Gli effetti vanno da euforia ad apatia, sonnolenza, estremo rilassamento. Il tutto con un alto rischio di sviluppare dipendenza. Dagli esperti, è considerata una via d’accesso ad altri oppiacei. “La mia idea – spiega Tonioni – è che il gas delle bibite scelte per il mix rinforzi la velocità e la potenza di questa sostanza, come accade con i cocktail che abbinano bibite gassate e gin”.

L’allarme in Italia è scattato a Napoli, dove sono stati rinvenuti flaconi per la preparazione della ‘bevanda’ in alcuni luoghi di ritrovo dei giovani partenopei.

Sulla vicenda è intervenuto anche il locale ordine dei farmacisti chiarendo come la codeina sia un farmaco con obbligo di ricetta. Pertanto, occorre chiarire come i ragazzi riescano a reperire il farmaco. Se acquistandolo online dall’estero o se a dispensarlo siano i farmacisti italiani. In quest’ultimo caso l’Ordine della provincia di Napoli preannuncia misure disciplinari.

Il presidente Vincenzo Santagada ha sottolineato di non aver ricevuto denunce o segnalazioni in tal senso, ma garantisce che la guardia sarà tenuta alta. “Anche perché il pericolo – aggiunge – è che per questi mix si usino medicinali di provenienza e composizione dubbia. Magari anche associati ad altri farmaci, o all’alcol, con un effetto più potente di perdita dei riflessi o euforizzante”.

 

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Gli ispettori inviati dal Ministro Giulia Grillo hanno effettuato verifiche sugli interventi eseguiti presso il nosocomio dalla direzione dell’Asl Napoli 1 Centro in seguito alla presenza di formiche riscontrata negli ultimi mesi in alcuni reparti

Blitz degli ispettori del Ministero della Salute, ieri mattina, all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Presso alcuni reparti del nosocomio, tra cui quello di terapia intensiva, è stata riscontrata negli ultimi mesi la presenza di formiche.

Secondo quanto riportato dall’Ansa gli ispettori, tra cui figura anche un ingegnere,  assieme ai Carabinieri del NAS, avrebbero effettuato verifiche e confronti sugli interventi eseguiti finora dalla direzione dell’Asl competente, la Napoli 1 Centro.

La vicenda delle formiche è stata al centro di una polemica che ha visto intervenire nei giorni scorsi anche il Governatore della Campania, nonché Commissario per la Sanità, Vincenzo De Luca.

Il Presidente della Regione, in particolare, ha fatto riferimento a quanto accaduto al San Giovanni Bosco in rapporto ad altre vicende che hanno riguardato in questo periodo altri nosocomi italiani. “Sono morti 3 bambini all’ospedale di Brescia  non tre formiche, e non è successo niente – ha affermato De Luca -. A Napoli basta un imbecille che fa una foto a una formica ed è la fine del mondo”.

“Dobbiamo recuperare anni e anni di discredito che ci hanno lanciato addosso – ha aggiunto – ma queste cose non sono casuali. Se blocchiamo la mobilità passiva, ovvero la quantità di cittadini campani che vanno ad operarsi fuori regione, alcuni ospedali del Nord dovrebbero chiudere perché vivono con i 300 milioni che la Campania trasferisce al Nord. Il conflitto d’interesse c’è”.

Il Governatore ha anche lanciato un appello al ministro della Salute, Giulia Grillo, affinché sblocchi “i fondi da 1,80 miliardi per l’edilizia sanitaria regionale”. Inoltre, ha annunciato un investimento “da 25 milioni di euro per il polo oncologico di Pagani”, nel salernitano.

 

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FORMICA SUL VOLTO DI UN PAZIENTE, NUOVO CASO AL SAN GIOVANNI BOSCO

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L’accettazione del Pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni Bosco è rimasta chiusa un’ora per consentire la disinfestazione del reparto. Il Consigliere Borrelli: situazione inaccettabile

Ancora formiche all’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Il nosocomio poche settimane fa era stato alla ribalta delle cronache dopo la pubblicazione di un’immagine che ritraeva un’anziana signora intubata e ricoperta di insetti. Ieri, sempre a causa delle formiche, l’accettazione chirurgica del Pronto soccorso è stata chiusa per un’ora, dalle 12 alle 13. Il reparto ha quindi riaperto dopo lo svolgimento di un’immediata disinfestazione.

Per il Consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, si tratta di un episodio inaccettabile. “Le carenze igieniche negli ospedali – ha affermato – sono un problema che deve essere affrontato immediatamente e strutturalmente”. Per evitare il ripetersi di simili scene, Borrelli sottolinea la necessità di una attività preventiva. “Non è la prima volta che la presenza di insetti pregiudica l’attività di alcune strutture sanitarie in Campania che devono essere urgentemente riqualificate”.

L’attività di bonifica necessaria per ripristinare le condizioni di igiene, secondo il componente della Commissione sanità regionale, dovrà essere il primo passo di un lavoro capillare che deve portare ad evitare nuovi casi del genere.

“Vedere le formiche o altri insetti che si aggirano per le sale, attraversando persino gli scaffali dei medicinali, è un affronto ai diritti dei malati. Chi mette piede in un ospedale ha il sacrosanto diritto di ricevere le cure in un ambiente salubre e pulito”.

Intanto al San Giovanni Bosco, la paziente al centro del caso del mese scorso è ancora ricoverata presso il reparto di medicina generale. Secondo quanto denuncia il suo legale “resta il grave stato di abbandono della donna che ha provocato la formazione sul suo corpo di piaghe da decubito” La signora, in coma vigile e intubata in seguito ad un ictus, non è trasportabile, ed è quindi rimasta all’ospedale partenopeo. Il legale fa sapere che la famiglia chiederà il risarcimento danni al giudice civile, mentre sul fronte penale la figlia della donna sembrerebbe aver preferito non presentare denuncia.

 

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PAZIENTE INTUBATA E SOMMERSA DALLE FORMICHE IN OSPEDALE DI NAPOLI

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Il Ministro della Salute sulla chiusura del punto nascita dell’Ospedale del mare di Napoli: per smantellarlo il Governatore deve passare sul mio corpo

Si accentua lo scontro tra il Ministro della Salute, Giulia Grillo e il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca sul trasferimento del punto nascita dell’Ospedale del mare di Napoli. Nelle intenzioni della Regione il polo di Napoli Est è destinato a diventare un Dea di II livello, privo del polo materno-infantile, destinato al Loreto Mare. Una decisione avversata dall’attuale titolare del dicastero di Lungotevere Ripa. Grillo, già la scorsa estate, dopo una visita al nuovo Polo ospedaliero partenopeo, aveva dichiarato che per smantellarlo De Luca sarebbe dovuto passare su suo corpo.

Il Ministro ha ribadito ieri la sua contrarietà al Piano di organizzazione ospedaliera inviato al Ministero. “Mi riservo di vedere il testo, che al momento non ci è ancora pervenuto, ma De Luca si faccia una ragione che non passerà alcuna richiesta di accreditare un piccolo punto nascita, in deroga al parere negativo di tutte le maggiori associazioni scientifiche nazionali di ostetricia, pediatria e neonatologia”.

Per il Ministro, la sicurezza delle mamme e dei bambini dell’area metropolitana di Napoli, richiede una riorganizzazione della rete materno-infantile e dei centri nascita. Il tutto secondo gli standard di sicurezza garantiti ovunque in Italia. Tale riorganizzazione – sottolinea Grillo – deve contemplare “il ripristino del Polo materno-infantile dell’Ospedale del Mare, costato 4 milioni di euro e mai avviato pur essendo già in possesso della formale autorizzazione sindacale all’esercizio, utilizzando le risorse strutturali e tecnologiche già allestite, nonché le risorse umane e organizzative, prontamente disponibili presso la stessa Azienda Na 1 Centro, nel P.O. Santa Maria di Loreto”.

“Le emergenze ostetriche vanno gestite secondo gli standard di sicurezza previsti dalla legge, e cioè all’interno di un DEA e con presenza di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale”.

“La maggior parte dei centri nascita accreditati in Campania non possiede tali requisiti, né raggiunge la soglia minima di expertise di 1.000 parti/anno, né quella di efficacia rispetto alla percentuale di tagli cesarei”.

“Il Loreto Mare, che pure è un importante presidio per l’area metropolitana, essendo un ospedale generale non dispone delle discipline specialistiche necessarie a gestire parti in sicurezza. De Luca – conclude Grillo – non può continuare a perpetuare quegli errori che nei decenni scorsi hanno portato la sanità regionale nel baratro”.

 

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MINISTRO GRILLO IN VISITA OSPEDALE DEL MARE: STATO VICINO AI CITTADINI

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frattura del naso

L’operatore sanitario, accorso sul luogo di un incidente per soccorrere un motociclista, è stato colpito dal centauro riportando la frattura del naso

Ancora un’aggressione – la terza in 48 ore – ai danni di un operatore sanitario a Napoli. L’ultima vittima è un infermiere del  118 che ne è uscito con un trauma cranico e una frattura del naso guaribile in 25 giorni. Il sanitario faceva parte dell’equipaggio di un’ambulanza chiamata nella prima mattinata di lunedì per soccorrere i motociclisti coinvolti in un incidente stradale.

Secondo quanto ricostruito, un’altra ambulanza, già presente sul luogo del sinistro, si stava occupando del centauro che aveva riportato le conseguenze più gravi. L’altro paziente da caricare avrebbe quindi cominciato a criticare la scelta dei sanitari di trasportarlo all’Ospedale Cardarelli, la struttura più vicina e adeguata al caso.

L’uomo, secondo quanto raccontato dalla vittima, si sarebbe quindi diretto verso un muretto dove aveva lasciato la borsa e il casco. L’infermiere lo avrebbe seguito, pronto a intervenire qualora si fosse sentito male. A quel punto il centauro avrebbe cominciato a colpirlo con il casco. “Ero stordito e perdevo molto sangue – racconta il professionista al Mattino – .Sentivo che l’aggressore continuava a urlare contro di me finché l’autista del 118 che si trovava sull’ambulanza è corso in mio aiuto”.

Nonostante l’accaduto l’equipaggio ha comunque deciso di non interrompere i soccorsi e di trasportare il paziente in Ospedale.

Il personale ha quindi denunciato l’episodio e nel giro di poche ore l’aggressore è stato rintracciato e arrestato per lesioni colpose. Al momento del suo fermo gli agenti di Polizia avrebbero trovato una bustina di marijuana nella tasca del suo borsello. Successivi controlli presso la sua abitazione avrebbero portato al rinvenimento di altre piccole quantità di droghe leggere. L’uomo si trova dunque ai domiciliari, in attesa di essere giudicato per direttissima.

“Dopo i calci al basso ventre, il sequestro di un’autolettiga, oggi siamo alla follia pura con i familiari che pretendono di scegliere l’ospedale più gradito”. Sono le parole del presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli, Ciro Carbone, a commento dell’episodio. “L’Ordine farà fino in fondo la sua parte”, afferma Carbone annunciando di avere già deliberato che l’Ordine si costituirà parte civile in un eventuale processo.

 

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ambulanza danneggiata

La ricostruzione della Polizia smentisce la versione dell’ ambulanza danneggiata dal lancio di un paletto di ferro. De Magistris: ora attendiamo delle scuse

Svolta nelle indagini sull’ ambulanza danneggiata a Napoli lo scorso 12 maggio mentre stava trasportando un paziente in codice rosso. L’evento, che si pensava fosse stato provocato dal lancio di un paletto di ferro, non sarebbe di origine dolosa.

Dai rilievi e gli accertamenti effettuati dalla Polizia emergerebbe un’altra verità. Il mezzo in movimento avrebbe agganciato probabilmente un tubo di ferro che si sarebbe schiantato contro la fiancata. Si tratterebbe pertanto di un incidente del tutto accidentale.

Tutto è stato tranne che un’aggressione all’ambulanza, ai medici e agli infermieri” ha prontamente commentato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

“Spiace che approfittando di un episodio che sembrava andare in una direzione qualcuno ha pensato di utilizzarlo subito strumentalmente”. Il riferimento sembra essere al presidente dell’OMCeO di Napoli, Silvestro Scotti, che dopo l’episodio aveva paragonato il capoluogo partenopeo a Raqqa.

De Magistris ha dichiarato di aspettare delle scuse da chi aveva denunciato l’episodio. Ma la replica del Presidente della Croce Rossa di Napoli, Paolo Monorchio, è secca: “Queste richieste dalle autorità sono fuori luogo. Il problema delle aggressioni esiste ed oggi è stato riconosciuto anche dal Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza”.

Monorchio ha ribadito quanto riferito dagli operatori dell’ambulanza in questione. Questi, come scritto nella denuncia, non ebbero la sensazione di aver colpito nulla nel tragitto. Se di incidente si è trattato, dunque, i sanitari non se ne sarebbero accorti.

In ogni caso, secondo il Presidente della sezione napoletana della Croce Rossa, le aggressioni registrate da inizio anno non sarebbero 32 ma 31, “un dato abnorme che non si registra in nessuna altra parte d’Italia”. Per Monorchio, quindi, è la città di Napoli che deve chiedere scusa agli operatori sanitari. “Invece di dividerci dovremmo essere uniti e vicini a chi opera. Se ci si divide daremo la possibilità a quei pochi che si comportano male di continuare a farlo”.

 

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L’11 maggio il primo convegno del Gruppo DAT, con l’obiettivo di discutere il tema della incapacità, tra responsabilità sanitaria e tutela patrimoniale nella prassi notarile

Medici Specialisti in Medicina Legale, Notai, Magistrati e Avvocati riuniti allo stesso tavolo per proporre un qualificato dibattito sul rilevante tema della incapacità.

La discussione si svolgerà in occasione del primo convegno del neonato gruppo DAT. Il Gruppo di studio interdisciplinare sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento è formato dall’unione del SISMEL, Sindacato Specialisti in Medicina Legale, con l’Associazione Valore Uomo e l’Associazione Amici di Guido Stanzani, AGS.

L’evento, in programma l’11 maggio a Napoli, ha ottenuto il riconoscimento di Evento Formativo per Medici (8 crediti), Avvocati (6 crediti) e Notai (10 crediti).

L’obiettivo del convegno è la valorizzazione della specifica competenza dello Specialista in Medicina Legale. Un landmark primario degli operatori del diritto anche nei casi che richiedono un approccio multidisciplinare.

In tale ottica si discuterà della legge 24/2017, progettata con l’intento di normare la responsabilità professionale medica.

Il provvedimento, altrimenti noto come Legge Gelli, intende fornire al medico e al cittadino maggiori garanzie di buone pratiche. D’altra parte vuole offrire ai giuristi e ai loro consulenti una nuova spinta ideologica verso un contenzioso più snello.

Tuttavia, in questo difficile percorso normativo il legislatore non è riuscito a completare l’opera. Occorre, infatti, un intervento che ridisegni il “consenso informato”, percepito dagli operatori del settore come un opera di ingegneria sociale correlata alla apprezzabile evoluzione giurisprudenziale.

Non a caso sopraggiunge la legge 219/2017. Tale norma, all’articolo 1, descrive le finalità del consenso informato, a garanzia del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione, Principi, questi ultimi, sanciti dagli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e dagli  articoli  1,  2  e  3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Il convegno inizierà con la lezione magistrale su “Bioetica e Biotestamento”, tenuta dal prof. Claudio Buccelli dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Già nella prima sessione, dedicata alla tutela patrimoniale nella prassi notarile, si discuterà della incapacità.  Il tema sarà affrontato sia in termini di accertamento clinico e medico-legale in sede stragiudiziale, sia in termini di accertamento giudiziario, sia relativamente ai suoi riflessi giuridici in campo notarile. A seguire la sessione dal titolo “Il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione tra legge 24/2017 e legge 219/2017”.

La seconda parte del convegno verterà, invece, sull’Istituto Giuridico dell’Amministratore di Sostegno, con una discussione su temi di grande attualità e elevato interesse sociale: il radicamento (a macchia di leopardo) e l’omogeneizzazione  dell’ADS nel territorio nazionale; la crescente importanza della funzione sociale dei Care Giver; la delicatezza della responsabilità e doveri dei Legali Sociali; gli ulteriori sviluppi nel consenso informato e nelle D.A.T. della Tabella medico-legale  4.0 AGS.

La partecipazione al convegno è gratuita, Tra i patrocinatori figurano la Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, il Sindacato Italiano degli Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni, l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Napoli, L’Ordine degli Avvocati di Napoli, l’Ordine dei Notai dei Distretti Riuniti di Napoli, Taranto e Nola e la Confederazione Nazionale dei GdP.

 

SCARICA QUI LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

 

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Aggressione a un equipaggio del 118: picchiata una dottoressa

Diciannovesima aggressione ai danni di personale medico dall’inizio dell’anno. Vittima, questa volta, una dottoressa in forze al 118

L’escalation di violenza contro i medici non si placa: una aggressione a un equipaggio del 118 ha sconvolto Napoli, dove una dottoressa è stata picchiata con calci e pugni.

Il medico fa parte dell’ equipaggio Ponticelli del 118 ed è stata aggredita, venerdì scorso, da una decina di persone. Questi erano tutti familiari e amici di una coppia caduta dal motorino, che la dottoressa stava soccorrendo con i suoi colleghi.

Il medico ha avuto la peggio, ma vittime dell’ignobile aggressione sono stati gli equipaggi del Ponticelli e del Loreto Mare, entrambi accorsi sul luogo dell’incidente.

Un intervento avvenuto “in ritardo” secondo i parenti delle vittime dell’incidente, che per questo hanno scatenato la loro ira sui sanitari.

Una vicenda che ha dell’incredibile per la violenza dell’atto e per il fatto che oltre dieci persone si siano accanite su una professionista nell’esercizio del proprio lavoro.

Il medico, che ha poi accompagnato i pazienti al Cardarelli nonostante il trauma fisico e psicologico subito, insieme al suo equipaggio ha continuato il proprio turno di lavoro.

La professionista ha quindi rinunciato a farsi refertare per ottenere l’esonero dal servizio.

Dopo i primi soccorsi sul posto, le ambulanze hanno trasportato le vittime al Cardarelli dove l’aggressione è proseguita. Addirittura i familiari sarebbero riusciti a introdursi in pronto soccorso. Qui avrebbero continuato a inveire contro il personale.

La dottoressa vittima dell’aggressione avrebbe poi ripreso a lavorare immediatamente.

Tornata in ambulanza, la sua postazione è stata nuovamente allertata dalla centrale per un violento infarto che aveva colpito un uomo.

Il medico non ha esitato un attimo ed è accorsa sul luogo della chiamata salvando la vita al paziente.

“Se questa collega, che non esito a definire eroica – commenta Giuseppe Galano, responsabile della centrale operativa del 118 e responsabile regionale del sindacato anestesisti rianimatori – fosse tornata a casa refertando i danni subiti con l’aggressione non avrebbe salvato quell’uomo con l’infarto soccorso subito dopo. La sua postazione sarebbe rimasta infatti sguarnita. Una dedizione che la gente deve conoscere”.

Nonostante la becera aggressione a un equipaggio del 118, il lavoro di medici e infermieri è proseguito senza sosta.

“La follia cieca, violenta e gratuita di quelle persone protagoniste della vigliacca aggressione alla collega – prosegue Galano – li ha spinti a pretendere che i pazienti andassero al Pellegrini anziché al Cardarelli”.

“Ciò – conclude Galano – ha rischiato di vanificare il soccorso agli stessi loro congiunti colpiti da un Trauma maggiore”.

La aggressione a un equipaggio del 118 costituisce la numero 19 da inizio anno ai danni di personale medico.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità.

“Troppe e inaccettabili le aggressioni ai danni del personale medico e infermieristico del 118 e dei pronto soccorso – afferma– contro questi delinquenti occorre il pugno duro e spero che i protagonisti di questo ennesimo gravissimo episodio siano identificati e puniti”.

 

 

 

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medico competente

Il 5 e 6 aprile due giorni dedicati all’approfondimento degli aspetti normativi, giuridici e medico-legali dell’attività del medico competente

Si terrà giovedì 5 e venerdì 6 aprile presso la sede di Unione Industriali Napoli il corso “La responsabilità professionale del medico competente”. L’iniziativa, patrocinata da SIMLA  (Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni), è organizzata dalla Direzione regionale Inail Campania.

Il programma prevede giovedì pomeriggio, con inizio alle ore 14, il saluto delle autorità, tra le quali il Prof. Riccardo Zoja Presidente SIMLA. A seguire la lezione magistrale su “La qualificazione giuridica del medico competente” e la sessione sul tema “Il medico competente tra norme e professionalità”.

Venerdì, a partire dalle ore 9, termine, i lavori prevedono, nella mattinata, la sessione “Sanzioni e responsabilità del Medico Competente”; nel pomeriggio, invece, spazio ai “Case report” e a seguire una tavola rotonda sulle criticità e le prospettive della figura professionale del medico competente.

Gli interventi, coordinati dai moderatori, verteranno su aspetti normativi, giuridici e medico-legali.

Tra gli importanti ed esperti relatori figurano Professori di Diritto o di Medicina Legale e delle Assicurazioni (R. Zoja, F. Corso, C. Buccelli e altri); Dirigenti Inail (P. Rossi, D. Leone, P. Di Palma, L. Polo e altri), Rettori di Università (G. Paolisso, R. Calabrò e altri), Avvocati o Magistrati (F. Graziano, A. Forjo e altri) e il Presidente dell’Accademia della Medicina Legale, dr. Carmelo Galipò

Il corso si rivolge a Medici Competenti, Specialisti in Medicina del Lavoro, in Medicina Legale e in Medicina Preventiva. L’obiettivo è quello di approfondire le attività che presentano maggiore evidenza di rischio e che necessitano di conoscenze sempre aggiornate. Per i partecipanti al corso, peraltro, è prevista l’attribuzione di crediti ECM in fase di accreditamento.

SIMLA, che patrocina l’evento, da sempre si propone di promuovere e tutelare la cultura medico-legale a livello scientifico, legislativo, sociosanitario e professionale e di difenderne i principi etici e deontologici.

 

SCARICA QUI IL PROGRAMMA DEL CORSO

 

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L’episodio si è verificato presso il Centro Direzionale di Napoli. L’aggressore sarebbe un dipendente comunale

Grave episodio di violenza mercoledì scorso a Napoli nei confronti di un camice bianco della Commissione Medica di Verifica. La psichiatra, di origini sannite,  è stata aggredita all’interno dei locali della Commissione da un uomo che le ha puntato una pistola all’addome.

“Dottoressa vedete quello che dovete fare altrimenti vi vengo a prendere sotto casa vostra , tanto so dove abitate”. Questa sarebbe una delle frasi pronunciate dall’aggressore.

Si tratterebbe di un dipendente comunale, successivamente individuato e fermato dalle forze dell’ordine. L’uomo, già esaminato dalla Commissione a dicembre, aveva fatto domanda di prepensionamento a causa di una serie di patologie. La pratica necessitava anche della consulenza psichiatrica.

Secondo quanto riportato dalla stessa dottoressa al Mattino, il soggetto le avrebbe intimato di esprimere un giudizio favorevole alla richiesta avanzata.

“Non ho urlato, per non innervosire il mio aggressore – afferma la psichiatra – e forse il mio comportamento ha evitato la tragedia”. La dottoressa ha raccontato di essere sotto choc e che ci vorrà molto tempo per dimenticare.

“È stata un’esperienza terribile, perché ho temuto che l’uomo, che ha estratto per tre volte la pistola dal borsello, potesse sparare. È accaduto tutto nella sala in cui si doveva riunire la commissione”.

Il medico ha ricevuto la solidarietà dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Benevento, Giovanni Pietro Ianniello. “Questo – ha sottolineato Ianniello- è l’ultimo di una serie di atti di violenza nei confronti di Medici ed in modo particolare di Colleghe”.

Per il presidente dell’Omceo sannita “è ora che le Istituzioni si facciano carico di questa problematica in modo serio ed organico”. Tra le proposte anche la creazione di procedure d’ufficio e non a querela di parte, quando il medico viene aggredito nell’esercizio delle sue funzioni.

 

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