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sedicenti medici

Scoperti due sedicenti medici a Roma e Bologna. L’attività dei militari si è concentrata, in particolare, sulle prestazioni sanitarie pubblicizzate online

Sono sempre più frequenti i casi di sedicenti medici che esercitano la professione senza i necessari  titoli abilitativi, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Tra loro anche molti finti odontoiatri, nutrizionisti e dietisti.

Per fare fronte a tale fenomeno i Carabinieri del NAS, nel quadro della lotta all’abusivismo, hanno intensificato i controlli. In particolare, si sono rivolti al monitoraggio di attività e prestazioni sanitarie pubblicizzate online, indirizzando i controlli su quelle irregolari.

Gli uomini del Nucleo anti sofisticazioni di Roma, nell’ambito di indagini sviluppate su piattaforme informatiche, hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Velletri una giovane che offriva al pubblico, attraverso pubblicità online, percorsi di anamnesi e valutazioni nutrizionali . Il tutto con tanto di rilascio di terapie dietetiche, anche a persone affette da patologie.

La sedicente professionista era priva del previsto titolo accademico e della necessaria abilitazione all’esercizio della professione medica.

A Bologna, invece, i militari hanno scoperto una ragioniera che praticava la somministrazione di vaccini e altre prestazioni mediche. Si tratta della moglie di un medico di medicina generale, nonché  sua collaboratrice nello studio ubicato in una località del Ferrarese. La donna, tuttavia, non si limitava a svolgere attività di segreteria ma procedeva nell’esecuzione di prestazioni mediche quali diagnosi e cura di patologie. Il tutto con il consenso del marito e utilizzando il timbro professionale di quest’ultimo.

Inoltre, secondo quanto appurato dai carabinieri, rilasciava anche referti medici con indicazione della posologia dei farmaci da assumere. I due coniugi sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara.

Prima di rivolgersi a un medico (odontoiatra, fisiatra, dietologo etc.) non conosciuto direttamente, i NAS consigliano di verificarne il  possesso del titolo di studio e delle specializzazioni conseguite. Il controllo può essere effettuato accedendo al sito della FNOMCEO, cliccando sulla voce  “Anagrafe” e inserendo il cognome e nome del medico che si intende consultare.

 

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ispettori

Gli ispettori inviati dal Ministro Giulia Grillo hanno effettuato verifiche sugli interventi eseguiti presso il nosocomio dalla direzione dell’Asl Napoli 1 Centro in seguito alla presenza di formiche riscontrata negli ultimi mesi in alcuni reparti

Blitz degli ispettori del Ministero della Salute, ieri mattina, all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Presso alcuni reparti del nosocomio, tra cui quello di terapia intensiva, è stata riscontrata negli ultimi mesi la presenza di formiche.

Secondo quanto riportato dall’Ansa gli ispettori, tra cui figura anche un ingegnere,  assieme ai Carabinieri del NAS, avrebbero effettuato verifiche e confronti sugli interventi eseguiti finora dalla direzione dell’Asl competente, la Napoli 1 Centro.

La vicenda delle formiche è stata al centro di una polemica che ha visto intervenire nei giorni scorsi anche il Governatore della Campania, nonché Commissario per la Sanità, Vincenzo De Luca.

Il Presidente della Regione, in particolare, ha fatto riferimento a quanto accaduto al San Giovanni Bosco in rapporto ad altre vicende che hanno riguardato in questo periodo altri nosocomi italiani. “Sono morti 3 bambini all’ospedale di Brescia  non tre formiche, e non è successo niente – ha affermato De Luca -. A Napoli basta un imbecille che fa una foto a una formica ed è la fine del mondo”.

“Dobbiamo recuperare anni e anni di discredito che ci hanno lanciato addosso – ha aggiunto – ma queste cose non sono casuali. Se blocchiamo la mobilità passiva, ovvero la quantità di cittadini campani che vanno ad operarsi fuori regione, alcuni ospedali del Nord dovrebbero chiudere perché vivono con i 300 milioni che la Campania trasferisce al Nord. Il conflitto d’interesse c’è”.

Il Governatore ha anche lanciato un appello al ministro della Salute, Giulia Grillo, affinché sblocchi “i fondi da 1,80 miliardi per l’edilizia sanitaria regionale”. Inoltre, ha annunciato un investimento “da 25 milioni di euro per il polo oncologico di Pagani”, nel salernitano.

 

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mense scolastiche

Il monitoraggio di controllo condotto dai Nas sulle mense scolastiche ha portato al sequestro di oltre 2 tonnellate di alimenti. Grillo: un film dell’orrore

“Cibi scaduti, gravi carenze igieniche, perfino topi e parassiti: un film dell’orrore”. Questo il commento del Ministro della Salute Giulia Grillo sui primi esiti del monitoraggio di controllo condotto dai carabinieri del Nas sulle mense scolastiche italiane.

L’attività , ancora in corso, riguarda i servizi di ristorazione nelle scuole di ogni ordine e livello. L’obiettivo è accertare le condizioni d’igiene e strutturali dei locali e la rispondenza dei menù ai capitolati d’appalto. Nel mirino anche la corretta gestione e preparazione degli alimenti, con riferimento alle esigenze nutrizionali dei ragazzi.

Su 224 mense scolastiche ispezionate dall’inizio dell’anno scolastico in corso sette sono state chiuse per la grave situazione igienico-strutturale rilevata. I militari, inoltre, hanno riscontrato irregolarità in 81 istituti (uno su tre).

Nel complesso sono state contestate 14 violazioni penali e 95 infrazioni amministrative alle normative nazionali e comunitarie. Quindici persone sono state deferite alle competenti Autorità Giudiziarie, mentre 67 soggetti sono stati segnalati  alle Autorità Amministrative.

I militari hanno erogato sanzioni pecuniarie per oltre 576mila euro. Inoltre, hanno individuato e sottoposto a sequestro oltre 2 tonnellate di alimenti. Derrate prive di indicazioni di tracciabilità e provenienza dei prodotti, detenute in ambienti e condizioni inadeguati, oppure scadute di validità. Tra queste: prodotti ittici, carni, formaggi, frutta, verdura, olio, pane.

“La maggioranza delle violazioni rilevate in questo piano di controlli – precisa il Generale Adelmo Lusi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute – sono di tipo amministrativo.” Ad esempio, la mancata applicazione dei sistemi di autocontrollo e prevenzione del rischio, le carenze igieniche e strutturali delle aree adibite alla lavorazione. O ancora l’irregolarità sull’etichettatura e sulla tracciabilità degli alimenti.

“Gli illeciti penali . aggiunge Lusi – hanno interessato reati quali la frode e le inadempienze nelle pubbliche forniture, dovute al mancato rispetto agli obblighi contrattuali assunti dalle aziende di catering all’atto dell’assegnazione delle gare di appalto, la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e l’omessa applicazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro ed a tutela degli operatori”.

 

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SEGNALAZIONI E SEQUESTRI IN TUTTA ITALIA, 4 PERSONE NEL MIRINO DEI NAS

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abusivismo sanitario

A Bologna deferita per abusivismo sanitario una donna accusata anche di lesioni colpose per aver eseguito interventi di chirurgia estetica a una paziente cagionandole delle lesioni necrotiche al volto

Continua incessante l’attività dei Nas per contrastare il fenomeno dell’abusivismo sanitario. In Emilia Romagna, le indagini condotte dagli uomini del Nucleo Anti Sofisticazioni hanno portato nelle scorse ore alla segnalazione di cinque persone.

In particolare a Bologna, al termine di alcuni accertamenti eseguiti in collaborazione con i colleghi dell’Arma Territoriale di Ravenna, Faenza e Bologna Centro, i militari hanno deferito una donna all’Autorità Giudiziaria. L’indagata è accusata di esercizio abusivo di una professione e di lesioni personali colpose. La donna, benché priva di alcun titolo abilitativo, “praticava l’esercizio di medico estetista in diverse città emiliane”. Inoltre, avrebbe eseguito anche tre interventi di chirurgia estetica a una sua paziente cagionandole delle lesioni necrotiche al volto. La perquisizione locale e personale ha portato al sequestro di apparecchiature elettromedicali, farmaci e dispositivi medici del valore complessivo pari a 10.000 euro circa.

Il NAS di Parma, al termine di approfondite indagini relative a uno studio dentistico in provincia di Piacenza, ha invece deferito 4 persone in stato di libertà.

Nel corso dell’attività investigativa, infatti, gli uomini del Nucleo hanno raccolto importanti elementi di prova a carico degli indagati. Questi sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di esercizio abusivo di una professione.
Nello specifico, il rappresentante legale della struttura è accusato di aver consentito a due dipendenti di esercitare abusivamente la professione odontoiatrica. L’uomo, in un caso, avrebbe sostanzialmente costretto una terza dipendente a compiere il medesimo reato, sotto la minaccia di un licenziamento ingiusto.

Infine, sempre i carabinieri di Parma, nel corso di un’ispezione presso una clinica dentistica associata sita nella provincia di Reggio Emilia, hanno rinvenuto, all’interno dei cassetti del banco di lavoro ubicati nello studio operativo, due confezioni di farmaci e una bombola di ossigeno scaduti di validità. Il legale rappresentante della struttura è quindi stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per commercio/ somministrazione di medicinali scaduti.

 

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segnalazioni

Da Bologna a Latina, l’attività dei militari del Nucleo Anti Sofisticazioni è sfociata in quattro segnalazioni all’Autorità Giudiziaria

Quattro segnalazioni all’Autorità Giudiziaria. Questo il bilancio dell’attività svolta negli ultimi giorni dai Carabinieri del Nucleo Anti Sosfisticazioni sul territorio nazionale per la tutela della salute.

I NAS di Bologna, in particolare, hanno deferito alla Procura di Forlì una donna, accusata di esercizio abusivo della professione di dietologo e nutrizionista. Il tutto mediante la prescrizione di diete alimentari, indirizzate a pazienti con problemi di sovrappeso.

Sempre a Bologna, a seguito di un controllo igienico-sanitario presso lo studio di un massofisioterapista ed osteopata, i militari hanno sottoposto a sequestro amministrativo 50 confezioni di prodotti cosmetici. Recavano, infatti, etichette non conformi in quanto prive delle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa (data di durata minima, numero del lotto del fabbricante, elenco degli ingredienti etc.).

I carabinieri del nucleo di Latina, invece, nell’ambito di controlli sull’illecita commercializzazione di prodotti on-line, hanno deferito una donna alla Procura della Repubblica di Catania. L’indagata è accusata di aver esercitato abusivamente la professione di farmacista. Nello specifico avrebbe importato illegalmente dall’estero, e successivamente messo in vendita online, di 1000 confezioni di farmaci per la terapia della disfunzione erettile.

A Parma, invece, al termine di alcuni accertamenti effettuati presso una scuola della provincia di Reggio Emilia, i militari del NAS ha deferito in stato di libertà tre persone. Uno degli indagati è il padre di due studenti minorenni. E’ accusato di aver prodotto e presentato alla direzione didattica della scuola una falsa autocertificazione, con la quale attestava la condizione di esonero, omissione e/o differimento delle vaccinazioni relativamente ai suoi figli.

Le altre due persone segnalate all’A.G. sono le madri di due bambine. Queste avevano falsamente dichiarato di aver presentato alla propria USL una richiesta di prenotazione per vaccinare le proprie figlie.

 

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TRUFFA CONTINUATA E AGGRAVATA, NEI GUAI DIPENDENTE DELL’ASL DI BRINDISI

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truffa continuata

L’uomo è accusato di truffa continuata e aggravata per aver falsificato le ricevute attestanti il pagamento dei ticket e trattenuto le somme versate dagli ignari utenti

Truffa continuata e aggravata in danno di ente pubblico e di privati. Questa l’accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Brindisi nei confronti di un dipendente con funzioni amministrative del Dipartimento di Prevenzione della locale ASL.

L’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo di provincia pugliese. L’ordinanza, accompagnata da un decreto di sequestro preventivo, è stata eseguita dai Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni di Taranto.

Le indagini condotte dai militari hanno consentito di acclarare la condotta illecita del lavoratore, in qualità di incaricato di pubblico servizio. L’uomo era preposto alle incombenze propedeutiche per il rilascio di patenti. Secondo gli inquirenti, “mediante artifizi e raggiri, falsificava le ricevute attestanti il pagamento dei ticket per prestazioni sanitarie e certificazioni medico-legali” consegnandoli agli ignari utenti.

In tal modo si appropriava delle relative somme anziché versarle alle casse della Asl.

L’inchiesta ha permesso di quantificare l’ammontare della truffa in oltre 22 mila euro, relativo all’erogazione di 860 visite e accertamenti ambulatoriali. Prestazioni erogate senza che la Pubblica Amministrazione ne ricevesse il corrispettivo economico.

“L’azione criminosa- si legge in una nota – oltre a cagionare un ingente danno economico alla ASL, determinava anche conseguenze negative per gli utenti”. Questi, infatti, non potranno accedere all’eventuale rimborso del ticket in caso di mancata fruizione della prestazione medica. Inoltre, non potranno richiedere il rimborso Irpef in dichiarazione dei redditi.

Il provvedimento cautelare dell’Autorità giudiziaria ha consentito quindi di sequestrare all’indagato la somma di 22. 467,20 euro, pari al valore economico indebitamente sottratto alla Asl. Un intervento che assume particolare rilevanza tenuto conto dell’attuale situazione di disavanzo della spesa sanitaria in cui versa la Regione Puglia.

 

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FALSITÀ IDEOLOGICA E PECULATO, TRE MEDICI DENUNCIATI A NAPOLI

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vendite online

Intercettati oltre 2.000 plichi postali contenenti medicinali non dichiarati. Riscontrate 153 irregolarità nelle vendite online relative alla filiera del farmaco

Duecentoquarantatre esiti non conformi, pari al 51% delle aziende ispezionate. E’ il risultato di una vasta e articolata campagna di controllo delle vendite online, effettuata dai Nas e, in particolare, dal Reparto Operativo Centrale, dal Nucleo AIFA e dai nuclei territoriali.

Nei tre mesi di monitoraggio, su oltre 650 siti web, sono state rilevate criticità nell’offerta on-line di prestazioni mediche da parte di soggetti non abilitati. Per due persone è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di tentato esercizio abusivo della professione sanitaria.

Le verifiche mirate al controllo della filiera del farmaco, inoltre, hanno consentito di rilevare 153 situazioni non regolari. In particolare, il fenomeno più preoccupante riguarda farmaci venduti su canali totalmente illegali e anonimi, con altissimo rischio per l’acquirente. Complessivamente sono stati intercettati oltre 2.000 plichi/pacchi postali contenenti farmaci non dichiarati. Tale attività ha portato al sequestro di 4.000 confezioni e 111.000 medicinali destinati al trattamento di disfunzioni erettili, calvizie e controllo del peso. Ne è derivata la denuncia di 256 persone.

Un altro versante di irregolarità ha interessato aziende che promuovevano la vendita a distanza di medicinali. Ottanta aziende sono state sottoposte a sanzione pecuniaria.

Anche nell’ambito della sicurezza alimentare sono stati effettuati controlli sulle vendite on-line. Nello specifico, sono state accertate 87 irregolarità e denunciati 5 titolari di aziende per reati di frode in commercio e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Inoltre, sono state notificate denunce nei confronti di 73 operatori per irregolarità di natura strutturale, igienico-sanitaria, tracciabilità ed etichettatura, tra cui l’omessa indicazione degli ingredienti e degli allergeni in essi contenuti. A causa di tali violazioni sono state sequestrate 11.400 confezioni irregolarmente destinate alla vendita on line.

Sempre nella filiera agroalimentare, sono stati individuati siti che promuovevano la vendita di prodotti destinati all’uso agricolo (pesticidi, diserbanti) con principi attivi soggetti a restrizioni. La merce era offerta online, senza alcun vaglio dell’abilitazione dell’acquirente, privi dell’etichettatura corretta o in assenza di autorizzazione ministeriale.

 

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DENUNCIATI DUE INFERMIERI ABUSIVI, SCOPERTI DAI CARABINIERI DEI NAS

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Illecita dispensazione di farmaci

Nas in azione, da Genova a Lecce, nell’ambito delle attività di controllo sull’illecita dispensazione di farmaci

Il NAS di Latina ha deferito una persona alla Procura della Repubblica di Ivrea per aver esercitato abusivamente la professione di farmacista. Il provvedimento è frutto di una specifica attività di controllo sull’illecita dispensazione di farmaci on-line. L’indagato, in particolare, è accusato di aver messo in vendita su un sito internet 1.203 confezioni di farmaci per la terapia della disfunzione erettile. I prodotti risultano importati dall’estero senza alcuna autorizzazione.

A Firenze, i militari, nell’ambito di accertamenti relativi alla corretta gestione e dispensazione dei farmaci, hanno invece deferito in stato di libertà un medico. Il camice bianco è stato sorpreso mentre scaricava dalla propria autovettura 24 confezioni di farmaci prive di fustella e 25 siringhe preriempite con un farmaco scaduto di validità nel mese di giugno 2018. Rinvenute anche 39 confezioni di striscette per rilevazione valori di glicemia, di cui ben 34 in confezione ospedaliera/ambulatoriale. Il tutto era riposto alla rinfusa nel bagagliaio dell’automobile, a temperature non idonee ed in contrasto con le corrette modalità di conservazione. I Carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro dei medicinali e dei dispositivi medici, del valore di circa 1.000 euro.

Il dottore è stato deferito per i reati di esercizio abusivo della professione di farmacista e commercio o somministrazione di medicinali guasti.

I Carabinieri del nucleo antisofisticazioni di Genova hanno invece segnalato all’Autorità Giudiziaria il direttore di una farmacia per falso materiale e tentata truffa al Ssn. Nello specifico i militari hanno appurato che l’indagato, mediante la falsificazione di una prescrizione medica, aveva aumentato il numero delle confezioni prescritte di un farmaco distribuito per conto dell’ASL, tentando di ricevere il relativo rimborso.

A Lecce, infine, gli uomini del Nas hanno deferito in stato di libertà la titolare di una farmacia pugliese. La donna è accusata di truffa aggravata in danno del Ssn, falsità materiale ed esercizio abusivo della professione medica. I militari hanno accertato che l’indagata aveva illecitamente alterato il contenuto di 2.217 ricette mediche, regolarmente prescritte da medici di base. Il tutto mediante l’aggiunta a penna di ulteriori medicinali. La donna, inoltre, aveva apposto, sulle citate ricette, bollini di confezioni di farmaci mai consegnate. Con tale sistema aveva richiesto ed ottenuto circa 30.000 euro di indebiti rimborsi.

 

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ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA, DENUNCIATE 22 PERSONE

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dose letale

Il camice bianco, in servizio presso una struttura di Eboli, è indagato per omicidio volontario. Secondo gli inquirenti avrebbe somministrato una dose letale di medicinale a un 28enne in fase terminale

Avrebbe somministrato una dose letale di un medicinale per uccidere un malato terminale. Il tutto all’insaputa della famiglia del giovane. È l’accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Salerno nei confronti di un dirigente medico in servizio presso l’unità operativa di Medicina del dolore e cure palliative di una struttura sanitaria di Eboli. Il professionista è stato sottoposto alla misura della detenzione domiciliare.

Secondo gli inquirenti, il camice bianco avrebbe somministrato a un 28enne malato di cancro, una massiccia dose di Midazolam per porre volontariamente fine alla sua vita. La sostanza, peraltro, sarebbe stata illecitamente sottratta dalla farmacia ospedaliera. L’esame autoptico avrebbe riscontrato che quei 60 milligrammi di medicinale avrebbero potuto uccidere anche una persona completamente sana.

La giovane vittima, secondo quanto riporta Repubblica, era stata ricoverata presso un ospedale di Firenze. Al peggiorare delle sue condizioni di salute, tuttavia, aveva espressamente richiesto di poter tornare a casa a Battipaglia. Il suo desiderio era di poter trascorrere i suoi ultimi giorni insieme alla famiglia. Il ragazzo avrebbe anche espresso la volontà di accedere alla cura del dolore. Ma l’intervento del medico indagato avrebbe anticipato tale terapia.

Il decesso, in un primo momento, era stato attribuito a cause naturali.

La verità è emersa grazie ad alcune intercettazioni telefoniche e ambientali disposte dai Nas. Le attività del distretto 64 di Eboli, infatti, erano già da tempo nel mirino dei militari. Ciò a causa di alcune segnalazioni giunte dall’Asl di Salerno in merito alla sparizione continua di numerosi medicinali e prodotti sanitari dalla farmacia ospedaliera.

Il reato contestato al dottore è quello di omicidio volontario. Per gli inquirenti, infatti, l’indagato “sapeva benissimo quello che faceva” nel somministrare la dose letale. Inoltre, il procuratore di Salerno ha chiarito che non si può parlare di eutanasia in quanto la famiglia non avrebbe mai chiesto questo tipo di trattamento.

L’inchiesta vede indagati altri 10 soggetti, accusati, a vario titolo, di truffa ai danni del Ssn, peculato, falso e cessione di farmaci a effetto stupefacente. Si tratta, nello specifico, di 3 dirigenti medici, 3 infermieri professionali, 3 operatrici addette all’assistenza dei pazienti e un agente tecnico. Sono tutti in servizio presso la stessa struttura e presso l’unità operativa di medicina legale del Distretto sanitario 64 di Eboli. Nei loro confronti i Nas hanno emesso provvedimenti consistenti nell’interdizione dall’attività professionale per 12 mesi.

Tra le attività illecite poste in essere dai sanitari rientrerebbero visite domiciliari non svolte ma comunque registrate, anche tramite la contraffazione delle firme dei pazienti. E ancora cartellini di servizio timbrati senza prosecuzione della giornata di lavoro e sottrazione di medicinali, anche a uso stupefacente, utilizzati per la loro attività privatistica.

 

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sacche di midollo

Al centro trasfusionale dell’Ospedale San Martino di Genova sono state scambiate delle sacche di midollo per il trapianto: indagini in corso

L’Ospedale San Martino di Genova si è messo a disposizione per le indagini su un grave episodio avvenuto al centro trasfusionale: delle sacche di midollo destinate alla trasfusione sono state scambiate.

Il paziente che ha ricevuto il trapianto è fuori pericolo, ma dovrà sottoporsi a un nuovo ciclo di chemioterapia.

L’uomo, ricoverato all’ospedale San Martino e in attesa di trapianto, ha ricevuto per errore la sacca sbagliata a causa dello scambio di sacche di midollo.

La conferma di quanto avvenuto è giunta proprio dalla direzione del Policlinico, che ha confermato che il paziente è stato immediatamente sottoposto a esami e accertamenti.

L’uomo sarebbe in buone condizioni di salute.

Sulla grave vicenda delle sacche di midollo scambiate è stata subito aperta un’inchiesta da parte del Nas, del Centro Nazionale Trapianti e del Centro Nazionale Sangue.

In base alle prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, la sacca è stata inviata dal Veneto su richiesta dell’ospedale.

Il nosocomio, infatti, necessitava di cellule staminali compatibili con il paziente ricoverato. Una volta arrivata a Genova, la sacca è stata stivata in emoteca.

Purtroppo però, quando è arrivato il momento della trasfusione, è stata presa per errore la sacca destinata a un altro paziente. Questa conteneva cellule staminali non compatibili con quello che l’ha ricevuta.

Per fortuna, il paziente è fuori pericolo, sebbene sarà costretto a sottoporsi a un nuovo ciclo di chemioterapia.

 I sanitari nel frattempo hanno attuato tutti i provvedimenti per prevenire ogni possibile danno o reazione avversa.

“Incontrerò il paziente per sincerarmi delle sue condizioni e mettermi a disposizione per quanto possa essere utile e necessario», ha detto il direttore generale del nosocomio Giovanni Ucci.

Contestualmente, la Direzione Sanitaria del nosocomio ha già avviato tutte le necessarie procedure per verificare la dinamica degli eventi e accertare eventuali responsabilità.

Nei prossimi giorni, è prevista l’ispezione da parte di Nas, Centro Nazionale Trapianti e Centro Nazionale Sangue.

 

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