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asilo abusivo

Scoperto dai Carabinieri un asilo abusivo a 60 km da Cagliari privo dei requisiti richiesti dalla legge. I responsabili sono stati segnalati all’Autorità amministrativa

Il Sindaco di Villacidro, in Sardegna, ha emesso un’ordinanza di chiusura di un asilo abusivo ubicato in campagna, a circa 60 km da Cagliari. I responsabili della scuola dell’infanzia, frequentata quotidianamente da decine di bambini, sarebbero risultati privi di qualsiasi autorizzazione. Si tratta, nello specifico, di un uomo di 38 anni e di una donna di 54, che sono stati quindi segnalati all’autorità amministrativa.

La struttura è finita nel mirino dei carabinieri in seguito a una segnalazione anonima giunta agli specialisti del Nucleo Anti Sofisticazioni. I militari della locale Compagnia, peraltro, avevano già notato nei pressi dello stabile uno strano via vai di auto da cui scendevano adulti e bambini. In particolare tra le 8 e le 9 di mattina e poi di nuovo nel pomeriggio.

Le indagini, partite circa due mesi fa ed effettuate mediante appostamenti in loco, hanno consentito di scoprire l’attività illecita.

I bambini venivano accompagnati al mattino e trascorrevano nella scuola abusiva gran parte della giornata, consumando il pranzo fornito dai familiari. Nel pomeriggio i genitori tornavano a prenderli.

Nelle scorse ore è scattato il blitz degli uomini dell’Arma accompagnati dal personale dei servizi sociali del Comune. L’ispezione avrebbe appurato la totale mancanza dei requisiti richiesti per l’avvio di una struttura scolastica. Ai responsabili sarebbe stata quindi contestata la “mancata autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi educativi per la prima infanzia”.

Sono ancora in corso le indagini per stabilire come e perché i responsabili abbiano attivato l’asilo. Secondo quanto riportato da Repubblica la struttura sarebbe stata molto richiesta, tanto che alcuni bambini sarebbero arrivati anche da paesini distanti 20 km. Tra i motivi potrebbe esserci anche la circostanza che la scuola non avrebbe richiesto i certificati vaccinali di rito.

 

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I carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni hanno intensificato i controlli su beni e servizi connessi alle filiere dei cibi pasquali, conducendo 862 ispezioni sul territorio nazionale e contestando 4.590 violazioni penali ed amministrative

I Carabinieri del NAS hanno intensificato in questi giorni le attività di controllo di tutti i comparti merceologici e produttivi di beni e servizi connessi alle filiere dei cibi pasquali. L’operazione, pianificata a livello nazionale è stata realizzata con 862 ispezioni nei diversi settori di interesse. Nel mirino dei militari, in particolare, i tradizionali prodotti dolciari, quali uova di cioccolato e colombe. Ma anche la correttezza commerciale e igienica dei prodotti ittici e della carne ovina, i cui consumi evidenziano un significativo incremento nel periodo. L’esecuzione della campagna di controllo ha interessato la fornitura al dettaglio, la gestione dei prodotti finiti e la preventiva vigilanza alle fasi di produzione e distribuzione.
Gli esiti conseguiti documentano irregolarità accertate presso 337 strutture ed aziende oggetto di ispezione (pari al 39%). Contestate, nello specifico, 4.590 violazioni penali ed amministrative, per un ammontare di 431 mila euro di sanzioni pecuniarie. Sequestrate complessivamente, inoltre, 273 tonnellate di alimenti, per un valore stimato in oltre 2 milioni di euro.
Tra le violazioni più rilevanti figura la frode in commercio; è il caso di colombe o uova prodotte industrialmente ma dichiarate artigianali. E ancora, la detenzione di alimenti e materie prime in cattivo stato di conservazione nonché la carente pulizia ed idoneità dei locali. Il 70% circa delle irregolarità riguarda invece la mancata applicazione delle procedure preventive di sicurezza alimentare, l’omessa tracciabilità e carenze in materia di etichettatura.

A causa di gravi irregolarità igieniche e strutturali sono stati disposti provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 59 esercizi commerciali e produttivi.

Le verifiche dei NAS, in particolare, sono state indirizzate sui prodotti dolciari, a cui è stato riservato il 72% dei controlli. In tale ambito 28 persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria e 255 a quelle Amministrativa. Sono stati inoltre eseguiti sequestri di 6 tonnellate di uova, colombe e semilavorati.
Nella filiera dei prodotti ittici, tradizionalmente consumati nei precetti religiosi, si registra il 42% di esiti non regolamentari. I sequestri, pari a complessivi 259 tonnellate di pesce, hanno interessato principalmente le aziende di importazione e di commercio all’ingrosso.
 
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carnevale

Il Ministro Grillo sull’operazione dei NAS condotta in occasione del periodo di Carnevale: attenzione ai prodotti senza marchio di conformità, possono essere tossici per i nostri bambini

I Carabinieri dei NAS hanno eseguito una campagna a livello nazionale finalizzata a verificare sicurezza e conformità dei prodotti tradizionalmente utilizzati nel periodo di carnevale. Gli interventi hanno interessato l’intera filiera commerciale e le aziende di settore che trattano articoli ludici per la ricorrenza in maschera.

“Un ringraziamento speciale ai nostri Carabinieri del Nas per la particolare attenzione e cura nei controlli che, di volta in volta, puntano i riflettori sulle situazioni in cui potrebbero nascondersi rischi per la nostra salute. Il periodo di carnevale è uno di questi – dichiara il ministro della Salute, Giulia Grillo -. Da genitore prima che da ministro, chiedo a tutti di non sottovalutare il problema dei giocattoli privi dei requisiti di sicurezza, acquistati per pochi soldi, magari in totale buona fede, senza pensare che dietro a quei pezzi di plastica, quelle mascherine, quegli spray apparentemente innocui, potrebbero esserci situazioni produttive totalmente illegali e l’utilizzo di sostanze irritanti e tossiche”.

Per questo, nell’ambito delle verifiche sono stati eseguiti campionamenti per successive analisi di laboratorio.

“I test sulla merce sequestrate – dice il ministro – potranno rilevare eventuali cessioni di sostanze pericolose, nonché l’idoneità alla vendita di giocattoli costituiti da parti elettriche e con frammenti a rischio di distacco, particolarmente pericolose per i bambini. Le ingestioni accidentali da parte dei più piccoli e gli incidenti domestici possono essere prevenuti, non possiamo abbassare la guardia”.

“Nel corso delle attività – spiega il generale di divisione dei Carabinieri del Nas, Adelmo Lusi – sono stati ispezionati 896 tra aziende ed esercizi commerciali, rilevando irregolarità su 139 obiettivi oggetto di controllo. Gli accertamenti hanno consentito altresì di individuare e sequestrare oltre 77mila articoli irregolari, costituiti prevalentemente da maschere, parrucche, vestiti di carnevale, spray coloranti, giocattoli e gadget vari, rintracciati nei vari livelli del circuito commerciale. Nel contesto delle verifiche, i nostri Carabinieri hanno sanzionato 101 titolari di ditte all’ingrosso e rivendite al dettaglio, per violazioni amministrative ammontanti ad oltre 289mila euro. Le irregolarità riscontrate riguardano principalmente la mancanza di indicazioni obbligatorie nelle etichettature e nelle confezioni dei prodotti, con particolare riguardo alla corretta modalità d’uso e alla sicurezza, alle istruzioni in lingua italiana, all’omessa presenza della marcatura CE che, in alcuni casi – conclude – è risultata contraffatta”.

 

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analisi di laboratorio

Tra il 2015 e il 2016 almeno 600 dipendenti avrebbero evitato a conoscenti, amici, parenti, e anche a loro stessi, di pagare per lo svolgimento di analisi di laboratorio all’ospedale San Martino

Sarebbero 2300 le persone indagate dalla Procura di Genova nell’ambito di un’inchiesta su presunte analisi di laboratorio effettuate gratuitamente presso l’ospedale San Martino di Genova.

Tra loro, come riporta il Secolo XIX, figurerebbero primari, medici, dirigenti amministrativi, sindacalisti, impiegati, infermieri, tecnici, barellieri, operatori socio-sanitari. Ma anche parenti e amici dei dipendenti. Nella lista dei furbetti, secondo il quotidiano ligure, risulterebbe addirittura una suora. Le accuse a loro carico sono, a vario titolo, di falso, truffa ai danni dello Stato e accesso abusivo al sistema informatico.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nas, tra il 2015 e il 2016 almeno 600 dipendenti avrebbero evitato a conoscenti, amici, parenti, e anche a loro stessi, di pagare il ticket. Il sistema scoperto dai militari, nello specifico, era semplice: per evitare code e pagamenti, si faceva risultare il paziente ricoverato. Quindi, il dipendente accedeva al sistema dell’ospedale e immetteva i dati della persona.

L’indagine è partita da alcuni esposti presentati in Procura circa 3 anni fa.

I pazienti avrebbero evitato di pagare anche importi minimi. Gli uomini del Nucleo Anti Sofisticazioni hanno contestato, infatti, ticket non pagati per 6, 15 o 36 euro.

Nel 2017, la corte dei Conti aveva condannato 37 dipendenti ed ex dipendenti del Laboratorio di analisi del San Martino a pagare un risarcimento di quasi 100mila euro: fra loro, anche il direttore del Laboratorio.

La vicenda, riferisce ancora il Secolo XIX, starebbe creando imbarazzo anche tra i vertici del nosocomio a cui, tra l’altro è stato informalmente contestato di non aver aperto un procedimento disciplinare o una contestazione amministrativa nei confronti del personale coinvolto nella truffa.

 

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CATANIA: TRUFFA AI DANNI DELLO STATO, INDAGATI MEDICI DI UNA CLINICA

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sequestrata

La droga sequestrata era diretta in un paese del centro Italia. E’ simile all’eroina, ma molto più economica e pericolosa. Con l’assunzione di 25 mg può provocare la morte

Una nuova miscela psicoattiva altamente tossica, è stata sequestrata per la prima volta in Europa dagli investigatori del Nucleo anti sofisticazioni dei carabinieri. I 20 grammi scoperti sarebbero stati sufficienti per fabbricare ben 20.000 dosi. Secondo gli investigatori, si tratta di una sostanza simile all’eroina ma molto più economica e letale.

La diffusione di nuove droghe sintetiche che continuamente appaiono sui mercati necessita – sottolineano i Nas – di un’attività investigativa costante e complessa. La nuova droga killer presenta una struttura molecolare simile al farmaco sedativo Fentanyl ma con effetti molto più devastanti per l’organismo. L’intossicazione può essere provocata anche attraverso il semplice contatto con la pelle.

La sostanza rinvenuta proveniva dell’estero ed era contenuta in un plico postale indirizzato in una città del centro Italia.

E’ stata intercettata tramite accertamenti sul web grazie a un’operazione di intelligence che ha visto come protagonisti i militari della Sezione Operativa Centrale del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute.

“La chiamano impropriamente ‘eroina sintetica’ – spiega all’ANSA il Comandante dei Nas, Generale Adelmo Lusi – per il tipo di effetto psicotropo simile. Ma dal punto di vista della tossicità è molto peggio: con 25 milligrammi di eroina ci si sballa, con 25mg di simil-fentanyl, come quello appena sequestrato, si muore”.

Le indagini sono partite da ricoveri per overdose in ospedale, in cui arrivavano ragazzi che non rispondevano al trattamento disintossicante per l’eroina. La nuova sostanza verrà ora segnalata dal Nucleo anti sofisticazioni dei carabinieri per l’inserimento tra le tabelle ministeriali degli stupefacenti prevista dal Dpr 309/1990.

 

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NAS, NEL 2018 OTTANTA ARRESTI E SANZIONI PER OLTRE 20 MILIONI

CONTRASTO A MALASANITÀ E ABUSIVISMO SANITARIO, NAS INTENSIFICANO CONTROLLI

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farmaci scaduti

Sotto inchiesta, dopo la scoperta da parte dei Nas di dispositivi medici e farmaci scaduti, un dirigente medico e un coordinatore infermieristico

La Procura di Lecce ha spiccato due avvisi di garanzia nei confronti, rispettivamente, di un dirigente medico dell’unità operativa di cardiologia interventistica ed emodinamica e di un coordinatore infermieristico dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. I provvedimenti rientrano nell’ambito dell’inchiesta scaturita dall’intervento dei militari del Nas  presso il nosocomio del capoluogo di provincia salentino. Durante un controllo nelle sale angiografie del presidio ospedaliero, i carabinieri hanno accertato la presenza di dispositivi medici e farmaci scaduti.

I prodotti erano custoditi in promiscuità con quelli in corso di validità. Nello specifico, sono state sottoposti a sequestro penale una confezione integra di “Ugorol 500 mg/ml” scaduta nel dicembre 2018, e una di “Nacl 09%”.

Quest’ultima  presentava un’etichetta manoscritta attaccata sopra a quella originale con la dicitura “Noradrenalina”, la data 31 gennaio 2019 e la sigla del preparatore.

Rinvenute anche tre siringhe contenenti altri farmaci (Adrenalina”, “Atropina” e “Lidocaina”) con indicazione ‘a penna’ di date di scadenza ormai superate. In un armadietto per la custodia dei farmaci gli uomini del Nucleo anti sofisticazioni hanno poi recuperato una confezione integra di “Zantac”, con validità fino al dicembre 2018, oltre a una scatola di “Ebrantil” e una di “Acetilcisteina Hexal”, scadute entrambe lo scorso settembre.

Inoltre, sono state rinvenute anche diversi dispositivi medici con data di scadenza superata. Tra questi: set di infusione, introduttori di filo guida, sonde, kit multiuso, provette sterili.

Entrano quindi nel vivo le indagini finalizzate a chiarire la presenza nel presidio ospedaliero di materiale con data di validità superata. I carabinieri dovranno ora appurare se il materiale sequestrato rappresenti rimanenze di giacenza non inventariate oppure se si tratti di farmaci destinati ai pazienti.

 

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strutture sanitarie

Sequestrati dai carabinieri del Nas medicinali e dispositivi medici presso alcune strutture sanitarie pubbliche e private tra Bologna e Lecce

I Carabinieri dei NAS continuano a mantenere alta la vigilanza sulle strutture sanitarie pubbliche e private. L’attenzione, in particolare, è rivolta  ai requisiti igienico-strutturali, alle qualifiche professionali, all’efficienza della dotazione strumentale e all’utilizzo dei farmaci.

In tale contesto il NAS di Milano ha denunciato il rappresentante legale ed il direttore sanitario di un poliambulatorio medico specialistico privato della Brianza. Presso la struttura erano infatti impiegati alcuni locali interrati, risultati inidonei e privi di autorizzazione per attività sanitarie e riabilitative.

A Bologna  i militari, a seguito di ispezione presso un poliambulatorio medico, hanno sequestrato penalmente 321 confezioni tra medicinali e dispositivi medici scaduti di validità, per un valore complessivo di 10mila euro. Il titolare è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica.

Analogamente i militari del NAS di Lecce, presso un presidio ospedaliero pubblico, hanno sottoposto a sequestro farmaci e dispositivi non più in corso di validità.  Il direttore di quella Unità Operativa ed un coordinatore infermieristico sono stati deferiti all’A.G. e segnalati all’Autorità Sanitaria.

Una farmacia in un Comune della Provincia di Latina è stata oggetto di chiusura con provvedimento sindacale.

Infatti i Carabinieri del NAS del capoluogo pontino, durante un’ispezione alla struttura, hanno scoperto prescrizioni mediche in bianco e un farmacista intento a compilarne una. Al titolare sono state contestate violazioni amministrative per complessive 13mila euro.

I militari di Torino hanno invece eseguito alcuni servizi ispettivi, soprattutto in orario serale/notturno, tesi a verificare la funzionalità dei pronto soccorso ospedalieri della provincia. Le verifiche sono state svolte in concomitanza con il picco influenzale. In totale sono state 12 le strutture oggetto di controllo.  Tuttavia, sebbene interessate dalla presenza consistente di persone in attesa di prima visita e ricovero, non hanno fatto emergere sovraffollamento.

 

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SOVRAFFOLLAMENTO ALL’OSPEDALE SAN CAMILLO DI ROMA, GRILLO INVIA I NAS

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sovraffollamento

I carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni sono intervenuti per verificare la situazione di sovraffollamento segnalata da diversi cittadini. Il Dg d’Alba: nessun rilievo su organizzazione e qualità dell’assistenza.

Il ministro della Salute Giulia Grillo ieri mattina ha inviato i Carabinieri del Nas al Pronto soccorso dell’Ospedale San Camillo di Roma. Un intervento volto a verificare la situazione di sovraffollamento segnalata da diversi cittadini e anche dai media.

“Dai primi accertamenti – si legge in una nota del ministero – sembra esistere una percentuale di ricoveri da pronto soccorso molto elevata”. Una situazione che “potrebbe essere spia di inappropriatezza e su cui si concentreranno le analisi dei tecnici del ministero”.

“Non è accettabile che i pronto soccorso dei nostri ospedali siano trasformati in bivacchi” ha dichiarato il Ministro. Così come non è accettabile “che operatori sanitari e pazienti si ritrovino a lavorare e a essere curati in condizioni indegne di un Paese civile”.

“Questi spettacoli indecenti – ha aggiunto – vengono da lontano, non nascono certo oggi, il presidente e commissario Zingaretti vada a fare un giro negli ospedali della sua città prima di chiedere l’uscita dal commissariamento per la sanità del Lazio”

Alla titolare del dicastero della Salute ha risposto il direttore Generale dell’Ospedale San Camillo di Roma Fabrizio d’Alba.

“La visita dei Nas nel Pronto soccorso della nostra azienda – ha chiarito – non ha rilevato nulla in merito all’organizzazione e alla qualità dell’assistenza”.

“I Nas – ha proseguito d’Alba – hanno evidenziato problemi connessi alla privacy, problematica questa dovuta ad una straordinaria affluenza dei cittadini a causa del picco influenzale. Nel Pronto soccorso questa mattina vi erano 82 persone in attesa, di cui 27 pazienti nell’area critica. Per quanto attiene alla tutela della privacy – ha concluso – l’azienda ha già predisposto l’ampliamento delle aree del pronto soccorso”.

E sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale dell’Anaao Assomed, Carlo Palermo.

“L’emergenza nei Pronto Soccorso – ha sottolineato – è ormai un dato strutturale della sanità italiana. Epidemia influenzale o temperature elevate ne rappresentano solo l’epifenomeno, buono per fare da alibi ai fallimenti di programmazione e nascondere lo scempio operato dai tagli lineari”.

“La politica di sottrazione progressiva ed inesorabile di risorse umane ed economiche alla Sanità pubblica – per Palermo – ha lasciato aperta la sola porta dei PS per garantire il diritto a curarsi. In che condizioni e con quali sacrifici per pazienti ed operatori, ormai è sotto gli occhi anche del Ministro di ora”.

 

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BLATTE IN OSPEDALE A NAPOLI, NUOVO CASO SCUOTE LA SANITÀ CAMPANA

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certificazione medica sportiva

I camici bianchi sono accusati di aver redatto certificazione medica sportiva senza legittimazione. Deferite all’Autorità Giudiziaria anche sei persone per reati commessi in ambito odontoiatrico

Continuano i controlli del NAS nell’ambito della certificazione medica sportiva, in particolare per attività non agonistica. I Carabinieri del Nucleo di Campobasso, al termine di una serie di controlli incrociati, hanno infatti segnalato al locale Ordine dei medici ben 31 esercenti della professione sanitaria. Sono tutti accusati di aver redatto certificazioni di idoneità sportiva senza essere legittimati a farlo.

Gli uomini del NAS molisano hanno inoltre deferito in stato di libertà 3 persone, responsabili di aver attivato illecitamente degli ambulatori odontoiatrici. Le strutture, infatti, sono risultate prive della prescritta autorizzazione sanitaria e dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi richiesti dalla legge. Il Direttore Generale dell’Assessorato alla salute della Regione Molise ha disposto la chiusura delle strutture illegali, il cui valore ammonta a quasi un milione e mezzo di valore.

Il NAS di Napoli, infine, nell’ambito di un’indagine tesa a contrastare il fenomeno dell’attività medico–dentistica abusiva, ha deferito due persone in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

Nello specifico, gli accertamenti dei militari hanno rilevato che un dentista dell’hinterland  napoletano consentiva a un  collaboratore di praticare dei veri e propri interventi odontoiatrici. Il tutto nonostante questi fosse privo del titolo abilitativo. Nel corso della medesima indagine, inoltre, i Carabinieri campani hanno rinvenuto all’interno dello studio dei due indagati delle specialità medicinali “ad uso ospedaliero”. Di queste una, oltretutto, era scaduta di validità.

I NAS consigliano prima di rivolgersi a un medico (odontoiatra, fisiatra, dietologo etc.) non conosciuto direttamente, di accedere al sito della FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri). Cliccando sulla sezione “Anagrafe” e inserendo il cognome e nome del medico che si intende consultare si avrà la conferma o meno del possesso del titolo di studio e delle specializzazioni conseguite dall’interessato.

 

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contrasto

I Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni intensificano i servizi finalizzati al contrasto della malasanità e dell’abusivismo sanitario su tutto il territorio italiano

Nas in campo, in tutta Italia, per il contrasto ai fenomeni dell’abusivismo sanitario e della malasanità. A Ragusa i carabinieri hanno scoperto un falso fisioterapista e un medico compiacente. Tanto è scaturito da un’ispezione eseguita presso un centro fisioterapico della provincia. I militari hanno accertato che un medico di base, titolare del centro, consentiva ad una 38enne del luogo di esercitare abusivamente la professione di fisioterapista. Il tutto sebbene fosse sprovvista di qualsiasi titolo abilitativo. L’Autorità sanitaria ha quindi immediatamente disposto la chiusura dell’ambulatorio attivato, tra l’altro, in assenza di autorizzazione.

Il Nucleo Anti Sofisticazioni di Firenze, invece, ha segnalato un ospedale toscano alla Direzione Generale delle Azienda Sanitaria “Toscana Sud-Est”. Nel corso di un accesso ispettivo, infatti, i militari hanno constatato alcune carenze strutturali relative al malfunzionamento di una porta pedonale e al deterioramento di alcune porte a soffitto “basculanti”.

A Catanzaro, i carabinieri hanno sequestrato, per la seconda volta consecutiva, in una località della Provincia di Vibo Valentia, lo stesso intero ambulatorio polispecialistico.

Il medico titolare, sebbene raggiunto da un provvedimento di sospensione della professione sanitaria dall’ordine dei medici, e nonostante un precedente sequestro dei locali, aveva acquistato altra attrezzatura medica e continuato ad esercitare la professione di odontoiatra con altro medico, negli stessi locali, noncurante delle prescrizione imposte. I due sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

Il Sindaco di Catanzaro, inoltre, a seguito di una segnalazione inoltrata dal NAS locale, ha ordinato la chiusura immediata di una parafarmacia, dal valore di 200.000 euro, in quanto esercitava abusivamente l’attività di farmacia. Il provvedimento scaturisce da un controllo effettuato lo scorso mese di gennaio dai militari dell’Arma. Durante l’ispezione era emerso che il titolare dell’esercizio aveva attivato un vero e proprio commercio di sostanze medicinali abusivo. Inoltre si avvaleva della collaborazione di un medico compiacente, che lo utilizzava come canale per la vendita di farmaci  già oggetto di rimborso da parte del SSN.

Il NAS di Roma, infine, ha segnalato all’Autorità Amministrativa una farmacista laziale per irregolarità nella dispensazione di medicinali. Nello specifico, i Carabinieri hanno rinvenuto ben 44 ricette per farmaci ad uso umano, le quali erano state commercializzate nonostante fossero prive del codice fiscale. I Militari hanno contestato delle violazioni amministrative alla farmacista e ai 15 medici prescrittori, per un valore totale di euro 13.200.

 

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