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TESSERA CARD SANITARIA

I cittadini possono segnalare incongruenze e opporsi all’invio dei dati dal Sistema TS all’Agenzia delle Entrate

Sono disponibili sul sito web www.sistemats.it i servizi telematici rivolti a tutti i cittadini per consultare le proprie spese sanitarie trasmesse al Sistema TS (Tessera Sanitaria). Si tratta dei dati impiegati per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Lo rende noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, chiarendo che è altresì possibile esportare tali dati, nonché visualizzare alcune statistiche. Tra queste, ad esempio, la ripartizione delle spese, sia per tipologia erogatore che per tipologia di spesa, e la relativa distribuzione mensile.

I cittadini possono poi segnalare eventuali incongruenze relative a importi, classificazione della spesa o titolarità del documento fiscale. Il Sistema TS provvede a trasmettere telematicamente le segnalazioni al soggetto che ha effettuato l’invio, affinché possa procedere alla eventuale correzione dell’anomalia. Tale funzionalità è disponibile per i dati relativi all’anno 2019 (fino al 31 gennaio 2020).

E’ inoltre possibile esercitare l’opposizione all’invio dei dati alle Entrate per la predisposizione della dichiarazione precompilata.

Tale funzionalità, secondo le indicazioni condivise con il Garante per la protezione dei dati personali, è disponibile annualmente, solo nel mese di febbraio. In caso di opposizione il Sistema TS non renderà disponibili all’Agenzia i relativi dati.

Per fruire del servizio, attraverso il sito web www.sistemats.it, vi sono varie modalità di accesso. In particolare, è possibile utilizzare lo SPID, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale. In alternativa si può accedere con le credenziali  Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate o mediante Tessera sanitaria (TS e TS-CNS), precedentemente attivata secondo le indicazioni regionali. In quest’ultimo caso il cittadino deve disporre di un lettore di smart card e dei codici PIN, PUK e codice di identificazione CIP.

 

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patrocinio a spese dello stato

In caso di rigetto del patrocinio a spese dello Stato su richiesta dall’amministrazione finanziaria l’interessato ha facoltà di rivolgersi direttamente alla Corte di Cassazione

Aveva proposto ricorso davanti al Giudice civile contro il provvedimento con il quale il Tribunale Penale di Milano gli aveva revocato l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. L’uomo lamentava il suo erroneo inserimento nella certificazione unica della moglie degli anni 2014 e 2015 quale familiare a carico. I due, infatti erano separati dall’inizio del 2014.

Il Tribunale adito aveva dichiarato il non luogo a provvedere e aveva disposto la trasmissione degli atti alla Suprema Corte di Cassazione. A norma dell’art. 113 del d.P.R. n. 115/2002, infatti, avverso il decreto di revoca del beneficio in esame deve essere presentato ricorso per cassazione.

Il Procuratore Generale, con requisitoria scritta, aveva chiesto che la Suprema Corte dichiarasse inammissibile il ricorso. A suo avviso, le doglianze si risolvevano in censure di fatto; inoltre, il difensore non era iscritto nell’albo speciale della Suprema Corte.

La Cassazione, con la sentenza 49915/2018, ha chiarito che, in tema di patrocinio a spese dello Stato, nel caso di revoca dell’ammissione al beneficio disposta su richiesta dall’amministrazione finanziaria, l’interessato ha la facoltà di ricorrere direttamente per cassazione. Ciò, ove non intenda proporre opposizione ai sensi dell’art. 99, d.P.R. n. 115/2002, ovvero davanti al magistrato che ha emesso il decreto di rigetto.

Nel caso in esame – evidenziano gli Ermellini – il Tribunale meneghino aveva disposto d’ufficio la revoca del provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il tutto in assenza di alcuna richiesta dell’Amministrazione finanziaria, sebbene sulla scorta delle informazioni ricevute dall’Agenzia delle Entrate.

Pertanto, l’impugnazione doveva essere qualificata come opposizione ai sensi dell’art. 99, d.P.R. n. 115/2002 con trasmissione degli atti al Presidente del Tribunale di Milano, per l’ulteriore corso.

 

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