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Ai domiciliari anche il segretario regionale del Partito democratico nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Perugia sulla sanità umbra. Nel mirino otto procedure di selezione del personale “condizionate illecitamente”

Bufera sulla sanità umbra. Il segretario regionale del PD Gianpiero Bocci e l’assessore regionale alla Salute e coesione sociale Luca Barberini sono stati arrestati dalla Finanza e si trovano ai domiciliari. Le misure cautelari rientrano nell’ambito di un’indagine della Procura di Perugia su alcune irregolarità che sarebbero state commesse in un concorso per assunzioni in ambito sanitario. Nell’inchiesta, riporta l’agenzia Ansa, sarebbero coinvolti anche sei dirigenti dell’azienda ospedaliera di Perugia. Tra loro figurano anche il direttore generale e il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera di Perugia.
Nella serata di ieri si è inoltre appreso che nel mirino dei magistrati ci sarebbe anche il Presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini. “Quest’oggi – aveva affermato la Governatrice nel pomeriggio – mi è stata notificata dalla Procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di una indagine preliminare relativa a procedure concorsuali in capo a una Azienda sanitaria umbra. Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale all’attività dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”.

Sarebbero otto le procedure di selezione del personale “condizionate illecitamente”.

“L’alterazione dei risultati della selezione – si legge nell’ordinanza del gip di Perugia – è avvenuta mediante reiterati reati di rivelazione di segreti d’ufficio, falso ideologico in atto pubblico e abuso d’ufficio compiuti mediante la comunicazione a terzi interessati delle tracce d’esame, e inoltre indirizzando la Commissione in ordine alle valutazioni da assegnare ai candidati”.
Le indagini sono state condotte mettendo sotto controllo i telefonini degli interessati attraverso dei trojan, nonché tramite intercettazioni ambientali. Un video, inoltre, documenterebbe come il dg dell’ospedale “avesse con sé le tracce delle prove scritte del concorso e le dovesse portare in ‘consiglio regionale’. Nell’ordinanza d’arresto si legge poi di una presunta “alterazione della procedura concorsuale consistita nella manipolazione dell’esito del sorteggio dei componenti della commissione esaminatrice”.
 
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L’uomo era ricoverato all’ospedale di Perugia per la rimozione di un tumore alla prostata. Si attendono i risultati dell’autopsia per chiarire le cause del decesso

Nove sanitari in servizio presso l’ospedale di Perugia sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla locale Procura della Repubblica. L’ipotesi di reato a loro carico è di omicidio colposo. Si tratta, nello specifico, di medici e infermieri finiti sotto inchiesta per il decesso di un paziente di 76 anni originario di Terni. L’uomo era ricoverato per la rimozione di un tumore alla prostata. Era già stato sottoposto ad altri interventi urologici.

L’inchiesta è partita in seguito alla denuncia presentata dai familiari della vittima, che in seguito al decesso si sono rivolti al posto fisso di Polizia.

Secondo quanto riferisce il Quotidiano dell’Umbria i parenti avrebbero ipotizzato che al loro congiunto scomparso sia stato somministrato, per l’anestesia, un farmaco cui era allergico. Il tutto dopo che, a loro dire, i sanitari erano stati messi al corrente delle intolleranze della vittima.

Ma gli anestesisti avrebbero respinto le accuse ribadendo la correttezza del loro operato e imputando, quindi, il decesso a circostanze diverse.

Per fare chiarezza sulle cause della morte bisognerà attendere gli esiti dell’autopsia e della perizia medico legale disposta dal magistrato inquirente. Gli avvisi di garanzia spiccati nei confronti degli indagati rappresentano un atto dovuto proprio per consentire loro di nominare dei consulenti in vista di un accertamento irripetibile quale l’esame necroscopico.

Ai due esperti nominati dalla Procura, quindi, si affiancheranno i medici legali nominati dalla famiglia del defunto e dagli operatori sanitari che lo ebbero in cura.

 

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