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La responsabilità medica è stato il tema del convegno organizzato da Osservatorio Sanità: i punti oscuri e i dubbi interpretativi della Legge 24/2017

La Legge 24/2017 in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, meglio nota come Legge Gelli/Bianco, ha compiuto un anno. Tuttavia, le aspettative di vedere normato un tema complesso quale  la responsabilità medica, sono state in buona parte disattese.

I decreti attuativi fantasma, la scarsa chiarezza del testo e i conseguenti dubbi interpretativi, hanno di fatto vanificato l’opera del legislatore. Uno sforzo che si è rivelato distante dalla materia affrontata, obbligando giuristi e magistrati a colmare lacune di natura ermeneutica e pratica.

Queste problematiche sono state al centro del convegno “Responsabilità medica: la riforma incompiuta della Legge Gelli/Bianco”, organizzato a Roma dall’Associazione Osservatorio Sanità.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per analizzare gli aspetti oscuri di una normativa che ha lasciato nel limbo diverse questioni.

Tra queste, ad esempio, il coinvolgimento diretto delle compagnie di assicurazione nell’ambito della consulenza preventiva ai fini conciliativi ex art. 696 bis c.p.c. E ancora, la revisione qualificata degli albi dei CTU, il cui impegno tecnico e conciliativo appare centrale nell’ottica deflattiva che la legge intenderebbe perseguire.

Il convegno, aperto dal Presidente di Osservatorio Sanità, l’Avv. Francesco Lauri, ha visto la partecipazione di esperti giuristi.

Marco Rossetti, consigliere della terza sezione civile della Corte di Cassazione, si è soffermato sui poteri di giudici, parti e ctu nell’ambito della consulenza preventiva a fini conciliativi. Il magistrato ha analizzato poi i principali nodi interpretativi e applicativi della Legge 24/2017.

Alberto Michele Cisterna, presidente della XIII sezione civile del tribunale di Roma, è intervenuto invece sul peso della consulenza tecnica preventiva nell’ambito del procedimento ex art. 702 bis del codice di procedura civile.

 

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LA COLPA MEDICA: IL NESSO DI CAUSALITÀ DEVE ESSERE SEMPRE ACCERTATO

Il Dott. Carmelo Galipò spiega come l’iniziativa editoriale del quotidiano ResponsabileCivile rappresenti un supporto concreto a tutela dei lettori che abbiano subito un danno alla salute

Tutelare il cittadino danneggiato. Questo l’obiettivo del quotidiano online Responsabilecivile, un’iniziativa editoriale che nasce circa tre anni fa per volontà del medico legale Carmelo Galipò.

Ma Responsabile Civile è più che un giornale. E’ un progetto che unisce medici legali, medici specialisti e giuristi che mettono la propria professionalità e le proprie competenze al servizio dei lettori.

Il giornale si rivolge a un pubblico vasto.

Quotidianamente vengono presentati casi che riguardano il cittadino danneggiato: dalla malpractice medica ai licenziamenti ingiusti; dalle violenze su donne e minori ai sinistri stradali; dagli infortuni sul lavoro ai danni ambientali, dal mobbing alle cause di servizio.

“Trattiamo molte materie e seguiamo molti aspetti della responsabilità civile – afferma il Dott. Carmelo Galipò, Presidente dell’Accademia della Medicina Legale –  Il medico legale è il buon consulente del cittadino danneggiato. E’ proprio il medico legale che sa se una pratica è procedibile o meno, e può quindi indirizzare un cittadino da un avvocato”.

I lettori che ritengano di essere coinvolti in casi simili possono richiedere una consulenza o semplici informazioni agli esperti che collaborano con la redazione. Le modalità a disposizione degli utenti sono molteplici: scrivere una mail all’indirizzo redazione@responsabilecivile.it; mandare un messaggio, anche vocale, via whatsapp al n. 392/7945623; utilizzare la chat attiva sul sito.

In base alla tipologia di danno subito viene effettuata un’analisi gratuita del problema posto dal lettore e, nel caso vengano ravvisati gli estremi per avanzare una richiesta di risarcimento in sede civile, si valuta assieme come procedere.

“Siamo un gruppo di professionisti sfrontatamente leali che gridano giustizia – conclude il Dott. Galipò – Abbiamo un’esperienza ultradecennale e siamo radicati su tutto il territorio nazionale, svolgendo il  nostro lavoro con grande  passione”.

 

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RESPONSABILE CIVILE: L’INFORMAZIONE DALLA PARTE DEL CITTADINO

Il Dr. Carmelo Galipò, Presidente dell’Accademia della Medicina Legale, lancia una serie di appuntamenti per approfondire gli aspetti relativi al rapporto medico paziente

Con l’approvazione della Legge Gelli in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, cosa è cambiato in tema di contenzioso medico legale? Ne parliamo con il Dr. Carmelo Galipò, Presidente dell’Accademia della medicina legale, che lancia una serie di approfondimenti relativi, in particolare, a uno degli aspetti più rilevanti alla base del contenzioso, ovvero il rapporto medico paziente.

Uno degli obiettivi della Legge n. 24/2017 è proprio quello di migliorare tale relazione, introducendo maggiori tutele da entrambe le parti. Da un lato, consentendo ai camici bianchi di svolgere la propria attività più serenamente, riducendo il ricorso alla cosiddetta medicina difensiva. Dall’altro garantendo migliori cure a favore degli assistiti e semplificando le procedure per ottenere giusti risarcimenti in caso di errore medico.

Ma, a distanza di più di otto mesi dall’entrata in vigore della Legge, si può affermare che la normativa sia riuscita in tale intento?

Non del tutto, secondo il Dr. Galipò, che afferma la necessità di una migliore comunicazione tra medico e paziente. La mancanza di trasparenza, rappresenta infatti oggi, secondo il presidente dell’Accademia della Medicina Legale, il vulnus del contenzioso medico legale.

Di qui la necessità di delineare delle linee guida sia per il medico che per il paziente affinché la relazione tra queste due componenti migliori. Il medico deve informare i pazienti sui rischi delle decisioni prese. Il paziente, a sua volta,  deve collaborare con sincerità con il medico al fine di facilitare la diagnosi. Il tutto, in direzione di una corretta compilazione e tenuta della cartella clinica del paziente.

Nelle prossime settimane il Dr. Galipò, con il contributo di altri esperti in materia, sarà protagonista di una serie di video appuntamenti dedicati proprio all’approfondimento di un corretta impostazione e gestione del rapporto medico paziente.

 

 

 

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LINEE GUIDA APPLICATE CORRETTAMENTE E COLPA LIEVE: MEDICO “SALVO”

Il Sindacato dei medici presenta un video-spot e una vertenza per combattere le aggressioni ai medici sempre più frequenti

Sempre più frequenti sono i casi di aggressioni ai medici. Il Sindacato dei medici italiani e il Coordinamento Nazionale donne medico avviano una serie di iniziative per dire basta alle violenze sul posto di lavoro.

Il Coordinamento ha realizzato un video-spot per sensibilizzare sul tema. Un’iniziativa per “tenere alta l’attenzione, affinché non cali ancora una volta il silenzio su questa spirale di aggressioni che mettono a rischio l’incolumità dei professionisti del Ssn e la natura stessa dei servizi sanitari per i cittadini”.

Sono allarmanti i dati diffusi dal Coordinamento. Ogni giorno, almeno 3 medici sono vittime di aggressioni. Nel 70% dei casi, si tratta di donne.

“La violenza è deprecabile nei confronti di qualsiasi persona, ancor di più se donna, e se subita nello svolgimento della propria attività lavorativa”, si legge nella vertenza.

Non solo violenza verbale con insulti rivolti ai medici ma vera e propria violenza fisica con aggressioni e persino stupri e assassini.

Le violenze si verificano in ogni luogo della sanità pubblica. Negli ambulatori di guardia medica, nei pronto soccorso, nelle corsie degli ospedali, sulle ambulanze del 118, nei sert e negli studi dei medici di famiglia.

Il diritto alla salute solo con la sicurezza sul posto di lavoro

Per garantire il diritto alla salute dei cittadini, che gli operatori sanitari siano messi in sicurezza, che venga garantito loro il diritto di lavorare in un ambiente protetto.

Diverse le richieste avanzate in merito dal Coordinamento. Intervento urgente di messa in sicurezza delle strutture sanitarie, telesorveglianza e sicurezza privata nei luoghi di lavoro. Ma anche una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio e il riconoscimento del ruolo di pubblico ufficiale ai medici in servizio. E infine una migliore organizzazione del lavoro, senza chiudere le guardie mediche.

Il sindacato dei medici italiani ha richiesto tramite la piattaforma charge.org la convocazione di una vertenza nazionale sulla sicurezza per gli operatori del SSN. Vertenza indirizzata al Ministro dell’Interno Minniti e al Ministro della Salute Lorenzin.

 

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Il nostro esperto, Dr. Paolo Scannavini, spiega l’importanza dell’attività fisica adattata come ausilio all’interno di un percorso di riabilitazione

La attività fisica adattata è una pratica fondamentale e, da diversi anni, in alcune regioni italiane il Ministero della Salute ha sovvenzionato dei progetti in cui questa viene integrata attraverso un percorso sanitario come ausilio alla riabilitazione, quindi come un vero e proprio farmaco.

Ma chi ha una sofferenza cardiaca o è stato oggetto di un infarto del miocardio può fare della attività fisica adattata?

La risposta è sì, questo tipo di attività deve essere effettivamente eseguita.

Ovviamente, però, occorre prestare attenzione e adottare alcuni accorgimenti nel praticare la attività fisica adattata.

La prima cosa da fare è effettuare una visita medico-sportiva che possa valutare lo stato attuale del nostro sistema cardiaco e respiratorio.

Sotto parere medico, si può svolgere l’attività fisica adattata, ma deve essere sempre svolta sotto la supervisione di uno specialista.

Questo può essere un fisioterapista, un laureato in scienze motorie o un insegnante di educazione fisica.

Il soggetto prima di tutto deve essere sottoposto a una batteria di test, che valutino la soglia aerobica o la soglia di sforzo massimale consentito dal punto di vista cardiaco.

Dopodiché, una buona attività fisica, al fine di mantenere e non portare a sforzo il sistema cardiocircolatorio deve essere svolta in un range che vada dal 70 all’85%.

Per misurarlo, usiamo un cardiofrequenzimetro a fascia o un saturimetro, che dà istante per istante la reale frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno.

Trenta minuti è il tempo giusto per l’attività fisica adattata che dovremmo svolgere giornalmente, ma non in senso continuato.

Ci deve essere un riscaldamento, una fase costante di livello di affaticamento e, infine, una fase di riposo.

Nella fase finale è importante continuare a respirare e terminare gradualmente l’attività, e attendiamo che il battito lentamente scenda, mentre la saturazione dovrà cominciare a salire.

Dopo aver fatto questo, è possibile terminare questa attività aerobica e iniziare una seduta di allungamento muscolare (stretching).

 

 

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Lo stress in estate per i figli di genitori separati è piuttosto frequente, ma è importante sapere come star loro vicino e aiutarli

L’ estate per i figli di genitori separati può essere un momento particolarmente difficile e carico di stress.

Questo avviene soprattutto se il bambino la sperimenta magari per la prima volta, dividendosi tra le ferie con la mamma e quelle col papà.

La situazione si complica ulteriormente se ci troviamo in presenza di una separazione burrascosa e conflittuale. Oppure, laddove uno dei genitori – o entrambi- abbia già un nuovo partner.

Immaginiamo quindi come un momento tanto atteso come quello delle vacanze estive, votato al riposo e allo svago soprattutto per i più piccoli, possa essere vissuto con stress e ansia dai bambini con genitori separati.

L’estate per i figli di genitori separati, però, deve essere comunque vissuta con serenità, nei limiti del possibile, e in tal senso è importante seguire alcune regole.

Prima di tutto, non bisogna incaricare il figlio di gestire il tempo di una vacanza.

Molto spesso, i sensi di colpa dei genitori tendono a portarli a riempire il bambino di stimoli, a viziarlo, a proporgli continuamente diverse attività. Ecco, questo non è certamente il modo migliore di trascorrere del tempo con i propri figli, in quanto non rafforza una relazione autentica.

Un conto, infatti, è confrontarsi col bambino sulle attività da svolgere insieme, un altro è caricarlo anche di questa responsabilità.

Un’altra cosa importante è garantire al bambino il diritto a sentire entrambi i genitori, senza che gli venga preclusa la possibilità di sentire la mamma o il papà.

Allo stesso modo è normale per i più piccoli provare nostalgia o dei momenti di tristezza, che possono manifestarsi attraverso leggeri malesseri fisici. Questa circostanza, però, non va letta come un’accusa al genitore con cui si trova, ma è solo la manifestazione di un disagio.

Dall’altra parte, l’altro genitore non deve appesantire il bambino con domande, richieste, ma parlargli con leggerezza, di modo che lui possa sentire di essere davvero in vacanza.

Un’altra regola importante in estate per i figli di genitori separati è quella di lasciare loro spazio, rispettando tempi e le abitudini dei bambini, su cui è bene informarsi preventivamente.

Infine, è opportuno ricordare che la pausa estiva è un momento di relax, quindi far scendere i conflitti che una separazione comporta ed essere più elastici e meno fiscali sono elementi importanti per il benessere del bambino.

Bambini con autismo e estate possono non andare molto d’accordo, cosa fare? Ecco i consigli dell’esperta, la dott.ssa Rosaria Ferrara

L’estate può rappresentare un periodo piuttosto complicato per le famiglie con bambini che fanno parte dello spettro autistico. I genitori sanno bene che il binomio bambini con autismo e estate non è facilissimo da affrontare.

Ma non c’è da preoccuparsi, “così come sapete gestire i vostri figli d’inverno, che è un periodo ancora più difficile di questo”, rassicura la dott.ssa Rosaria Ferrara, psicologa esperta di autismo, “così sarete perfettamente in grado di farlo in questo periodo di vacanza”.

Le terapie vanno interrotte o no? Come gestire il tempo delle vacanze del bambino? Perché diventa così ansioso?

In questo video, la dott.ssa Ferrara risponde ad alcune delle domande più frequenti dei genitori che si trovano a gestire dubbi e perplessità sul rapporto tra bambini con autismo e estate.

Per prenotare una consulenza gratuita con la dott.ssa Rosaria Ferrara per la giornata del 11 Luglio scrivi a redazione@responsabilecivile.it

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Incontri gratuiti presso la sede di Responsabile Civile per confrontarsi con un esperto del tema e ottenere informazioni su come affrontare un disturbo che riguarda circa il 17% degli italiani

Secondo un recente Rapporto dell’OCSE gli studenti italiani sono i più ansiosi tra quelli dei 36 Paesi dell’Organizzazione. Un risultato che tuttavia non è correlato a migliori performance scolastiche.

Il dato evidenzia come l’ansia, nel nostro Paese, sia un tema che riguarda da vicino un numero sempre crescente di persone, non solo tra gli adulti, ma anche tra i più giovani, compresi bambini e adolescenti. Secondo dati Istat circa il 17% della popolazione italiana soffre di disturbi legati all’ansia,  uno stato che si declina in modi diversi, dagli attacchi di panico a specifiche tipologie di fobie.

Per approfondire la questione, Responsabile Civile, in collaborazione con la psicologa Rosaria Ferrara, organizza venerdì 26 maggio – dalle ore 10,00 alle ore 20.30, presso la sede del Dr. Carmelo Galipò di Roma in Via Appia Nuova 153, nei pressi di Piazza Re di Roma – una giornata di consulenza gratuita per chiunque sia interessato a un confronto con l’esperta per ottenere dei chiarimenti rispetto alla questione.

Ottima partecipazione dei lettori nel precedente incontro fatto dalla dr.ssa Ferrara e ottima la soddisfazione di chi l’ha incontrata. E’ questo l’obiettivo editoriale: ascoltare, servire e risolvere, ove possibile, i problemi del cittadino.

E’ possibile prenotare un appuntamento con la dott.ssa Rosaria Ferrara per la giornata del 26 maggio scrivendo a redazione@responsabilecivile.it così da avere l’ora esatta per essere ricevuti e valutare l’opportunità di iniziare un percorso diagnostico e/o terapeutico.

Attività svolte e iniziative future del Sindacato presentate in un incontro a Roma

Si è svolta a Roma, venerdì 7 aprile, la presentazione del corso su tecniche di mediazione per Ctu specializzati in responsabilità medica e sanitaria obbligatorio ai sensi della legge 24/2017, promosso da Sismel  (Sindacato degli specialisti in medicina legale e delle Assicurazioni) e dall’Associazione Romano-Laziale di Medicina Legale.

L’incontro – che ha visto la partecipazione, tra gli altri di Paolo Arbarello e Giovanni Liguori, rispettivamente presidente onorario e Segretario generale del Sismel, oltre che del presidente del’Associazione Romano-Laziale di medicina legale, Natale Mario di Luca – ha rappresentato l’occasione per illustrare le attività svolte e le iniziative future delle due organizzazioni. A fare gli onori di casa la responsabile della sezione romana del Sismel, Alberta Niccolai.

Il Segretario generale Sismel, Giovanni Liguori, ha illustrato a Responsabile Civile le principali sfide del Sindacato, a partire dall’interlocuzione con la magistratura, sia in sede civile che penale, per garantire, attraverso l’individuazione di basi comuni, un miglior funzionamento della giustizia e sensibilizzare i Tribunali circa l’importanza della figura dello specialista medico legale.

“La tutela della professionalità del Medico Legale – sottolinea il Prof. Polo Arbarello – può nascere solo da una forza sindacale limpida, forte e rappresentativa di tutti a livello locale e nazionale, scevra da personalismi”

Giuristi e medici legali si sono confrontati sulle novità normative in tema di responsabilità medica

La legge 24 del 2017, altrimenti nota come Legge Gelli, è stata al centro del Convegno “La responsabilità medica dopo la riforma – aspetti sostanziali, tecnici e normativi” che si è svolto a Velletri Giovedì 6 aprile presso l’Aula Polifunzionale del Tribunale Civile.

L’incontro è stato organizzato dalla sezione locale del Movimento Forense, presieduta dall’Avv. Gaetano Parrello, in collaborazione con l’Accademia della Medicina Legale, presente con il presidente Carmelo Galipò, intervenuto per illustrare compiti, competenze e scaltrezze del consulente tecnico di ufficio nell’ambito del procedimento in materia di responsabilità medica sulla base di quanto previsto dalla nuova Legge e la necessità di un adeguato confronto tra avvocato e medico legale.

Il confronto si è sviluppato sulle novità introdotte dalla nuova normativa, sotto il profilo civilistico – quali ad esempio l’obbligo di assicurazione sia per la struttura sanitaria che per il medico, o ancora l’obbligo del tentativo di conciliazione pregiudiziale prima di iniziare la controversia – e penalistico. In quest’ultimo ambito ci sono dei punti che non vengono, tuttavia, toccati dalla riforma, quali ad esempio, i problemi che riguardano il consenso informato del paziente.

Il programma ha visto gli interventi di autorevoli relatori del mondo giuridico e accademico tra cui il Prof. Avv. Francesco Maria Gazzoni, Ordinario di diritto civile presso l’Università di Roma ‘Tor Vergata’, il Prof. Avv. Domenico Pittella, Docente in programmazione e management presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, l’Avv. Penalista Dario Piccioni del Foro di Roma e l’Avv. Vincenzo Davide Greco, esperto in materia penale e responsabilità medica.

Insomma, un convegno riuscito, malgrado l’allarme bomba, in considerazione dell’ottima partecipazione degli avvocati del foro di Velletri e non solo. Certo sarebbe stata gradita la presenza dei medici legali veliterni in quanto il dibattito sarebbe stato più completo e denso di soluzioni da condividere per l’attuazione di una legge che, malgrado i suoi difetti, doveva essere approvata e che molte cose buone contiene anche per i medici legali di un certo spessore culturale.

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