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rinnovo dei contratti

dottoressa violentata a Catania

Doppia manifestazione nella Capitale in programma il 13 e il 16 maggio

Adesso tocca a noi! Questo lo slogan adottato dalle organizzazioni sindacali di area medica per lanciare un sit-in di protesta in programma martedì 16 maggio a Roma, davanti a Palazzo Vidoni, sede del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione.

Al centro della manifestazione – cui aderiscono Anaao Assomed, Cimo, Aaroi Emac, Fp Cgil Medici e dirigenti SSn, Fvm, Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Uil Fpl Medici – il rinnovo del Contratto di lavoro, la stabilizzazione dei precari della sanità, il rilancio della sanità pubblica e la dignità della professione.

Le sigle, inoltre, come si legge nelle locandina dell’appuntamento protesteranno “contro le norme che scippano i nostri stipendi, contro l’indifferenza della politica, contro la marginalizzazione del nostro ruolo”.

Intanto sempre a Roma si prepara anche un’altra manifestazione che prevede la partecipazione di medici e odontoiatri. Si tratta del corteo per ‘l’”Equo compenso”, che vedrà i camici bianchi sfilare sabato 13 maggio al fianco di varie categorie professionali, tra cui avvocati e commercialisti, che chiedono la reintroduzione delle tariffe minime per le proprie prestazioni.

Ieri il Presidente dell’ordine dei Medici di Roma, Giuseppe Lavra, ha illustrato nel corso di un incontro con i rappresentanti del Ministero della Salute le istanze dei professionisti del mondo medico che saranno oggetto, insieme a quelle delle altre realtà ordinistiche, della manifestazione.

medico aggredito

Quici: armonizzazione porterà ad un livellamento verso il basso del salario per favorire quella armonizzazione tanto cara al Ministro a sostegno di altre figure professionali con ulteriore appiattimento della carriera

“Nessun dipendente pubblico nutre aspettative rassicuranti sul futuro contratto ma per i medici dipendenti si apre uno scenario davvero grigio che porta, nell’immediato, a rifiutare qualsiasi proposta di un contratto di lavoro ‘a perdere’”. Così il Vice presidente vicario del Cimo, Guido Quici, interviene a commento del Decreto Madia che sblocca i fondi per i rinnovi contrattuali della PA, aprendo ufficialmente la stagione contrattuale ferma, oramai, da oltre sette anni.

Il cosiddetto “fondone” comprenderà le risorse per il rinnovo contrattuale, nonché le assunzioni straordinarie ed il riordino delle Forze dell’Ordine ma le premesse per i camici bianchi non lascerebbero ben sperare. “Si parte dal comma 236 della Legge Finanziaria del 2015 che vanifica definitivamente le aspettative contenute nell’art. 22 del Patto della salute in tema di valorizzare delle professioni sanitarie e sviluppo di carriera per effetto del congelamento del trattamento accessorio del personale con riduzione dei fondi in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio”.

“Un anno fa . prosegue Quici – in occasione dell’incontro dei Sindacati medici presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (9 marzo del 2016) per la Vertenza Salute, il Governo aveva sottolineato l’importanza di premiare il merito ma, evidentemente, era l’ennesimo “spot”.

Oggi la Madia, che nel frattempo ha dimenticato che i problemi legati al precariato medico sono ricompresi nella Pubblica Amministrazione, dispone la proroga al blocco dei fondi accessori facilitando l’ulteriore depauperamento della massa salariale”.

“Ma – sottolinea il Vce Presidente Vicario CIMO – non è finita qui perché l’art. 23 della recente Legge di riforma della PA introduce quel processo, meglio definito come sperimentazione, attraverso il quale si tenderà ad “armonizzare” i trattamenti economici accessori per ogni comparto o area con graduale convergenza dei trattamenti anche mediante la differenziata distribuzione delle risorse finanziarie destinate all’incremento dei fondi per la contrattazione integrativa di ciascuna amministrazione. Tutto questo, tradotto nel mondo del medico dipendente, significa che l’armonizzazione porterà ad un livellamento verso il basso del salario per favorire quella armonizzazione tanto cara alla Madia a sostegno di altre figure professionali con ulteriore appiattimento della carriera. Se poi aggiungiamo i costi che i medici sostengono, ogni anno, nei confronti delle Compagnie assicurative per la responsabilità professionale ed il “pizzo” sempre più elevato a favore delle aziende per la libera professione, allora si comprenderà bene come non esistono le condizioni per avviare un contratto a ‘perdere’”.

“Allora, prima di qualsiasi proclamo circa l’avvio della tornata contrattuale, il Ministro Madia ci chiarisca se l’art. 23 della riforma PA riguarda anche la sanità. E tutto questo porterebbe ad una valorizzazione del merito e la qualità dei servizi garantendo adeguati livelli di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa? La percezione – conclude Quici – è che queste frasi, di evidente ipocrisia contenute nel testo di riforma, sfiorano l’offesa ad una categoria che ogni giorno deve tutelare la salute dei cittadini affrontando, sulla propria pelle, i disservizi creati della burocrazia”.

Tra i principali obiettivi la valorizzazione delle professionalità maggiormente necessarie per rispondere ai bisogni della collettività

Rilancio e rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso la predisposizione di apposite misure sia in sede legislativa che contrattuale, per la cui definizione il Governo sarà impegnato anche successivamente all’approvazione della legge di bilancio. E’ l’impegno ribadito congiuntamente da Marianna Madia e Beatrice Lorenzin in riferimento allo sciopero proclamato dall’Intersindacale medica per il 16 dicembre in materia di contrattazione del pubblico impiego e in relazione ai contenuti dell’Accordo sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali (Cgil, Cisl e Uil) lo scorso 30 novembre.

Per le titolari dei dicasteri della Pubblica Amministrazione e della Salute, il rinnovo del contratto sarà l’occasione per offrire risposte alle giuste esigenze delle professionalità del settore medico. “L’accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti pubblici – affermano Madia e Lorenzin – ha, tra i suoi principali obiettivi, quello di contribuire a una necessaria innovazione dell’intero settore pubblico, soprattutto al fine di offrire ai cittadini servizi di maggiore qualità e con tempi più certi, valorizzando, anzitutto, le professionalità maggiormente necessarie a rispondere ai bisogni più importanti della collettività”.

Le parti hanno condiviso di individuare, tra i principi che dovranno ispirare il prossimo rinnovo contrattuale, una riduzione della forbice retributiva sia per sostenere i livelli retributivi che maggiormente hanno sofferto la crisi, sia per valorizzare ancor di più professionalità fondamentali per l’erogazione di servizi essenziali.

I ministri assicurano che ci sarà una particolare attenzione alle figure professionali che in considerazione della loro peculiarità risultano indispensabili al benessere della comunità e tra le quali vi sono certamente quelle del settore sanitario. Viene poi confermato che l’impegno assunto dal Governo con l’accordo del 30 novembre, inteso a semplificare l’attuale sistema dei fondi di contrattazione di II livello, al fine di consentire l’utilizzo pieno di strumenti e risorse, riguarderà l’intero settore sanitario, posto che l’accordo fa espressamente richiamo a tutti i settori, aree e comparti di contrattazione».

“Inoltre – concludono Madia e Lorenzin – è indubbio che la Sanità rappresenti un contesto organizzativo rispetto al quale il contratto nazionale di lavoro, di prossima definizione, dovrà rispondere in modo adeguato sia alle attese delle professioni del comparto sanitario che alle attese dei medici, dei veterinari e dei dirigenti sanitari. In tal senso è indirizzata la norma inserita alla Camera nel Ddl di bilancio con la quale, per la prima volta, per i rinnovi contrattuali del personale dipendente e convenzionato del Servizio Sanitario Nazionale, viene vincolata una quota del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato”.

Il testo non affronta nessuno dei problemi della sanità evidenziati dalle sigle aderenti, mettendo a rischio l’efficienza del sistema sanitario e la salute dei cittadini

“Bocciare le richieste di chi cura la salute dei cittadini solo per permettere alle Regioni di continuare a fare cassa con i soldi degli stipendi di medici e sanitari è una vergogna da terzo mondo”. E’ duro il commento delle sigle riunite nell’Intersindacale il giorno dopo l’approvazione a Palazzo Montecitorio della Legge di bilancio 2017, “approdata, nel formato consueto del maxiemendamento di un solo articolo e migliaia di commi, al voto della Camera dei Deputati senza recepire le richieste delle organizzazioni sindacali della Dirigenza medica e sanitaria, tese ad ottenere, senza oneri per la finanza pubblica, la fine della sottrazione di risorse dai fondi contrattuali”.

Per i sindacati si tratta di un testo prodigo di bonus e prebende di tutti i tipi per settori che probabilmente rappresentano priorità di maggior rilevanza elettorale. “Una legge che viene spacciata per panacea che però non affronta seriamente alcuno dei problemi della sanità che avevamo evidenziato”. Tra questi rientra in primis la mancanza del personale che servirebbe per sopperire alle carenze di organico e all’invecchiamento dei sanitari, con migliaia di giovani laureati e specializzati che cercano occupazione, un precariato cronicizzato nei decenni per mantenere in vita i servizi essenziali e trattamenti economici sempre meno remunerativi e sempre meno premianti il merito, oltre a “una burocrazia oppressiva da paese sovietico e una esposizione al rischio sempre maggiore di medici e pazienti di fronte a liste d’attesa indecenti”. Una situazione che compromette fortemente la sicurezza nella quasi totalità degli ospedali, specie nei pronto soccorso, nelle sale operatorie, nelle sale parto e nelle terapie intensive.

L’Intersindacale lamenta poi l’incertezza delle cifre relative a tempi e numeri delle stabilizzazioni – per le quali sono previste risorse esigue e inferiori al necessario – oltre a un finanziamento contrattuale che dopo 7 anni di blocco appare del tutto simbolico e  inferiore rispetto a quello concesso ad altri settori del pubblico impiego e a quello di edili, chimici, metalmeccanici. “Un piatto di lenticchie che non corrisponde all’enfasi che il Premier attribuisce al riconoscimento del merito e che non attribuisce una essenziale distinzione e dignità professionale di un lavoro che del SSN è valore fondante”. Il testo approvato dalla Camera non ha neppure preso in considerazione la proposta di equiparare il lavoro pubblico a quello privato per quanto riguarda la defiscalizzazione di parte del trattamento di risultato per generare maggiori fattori di incentivazione e porre riparo a una scandalosa iniquità, di rilievo costituzionale, che vede ancora una volta il lavoro pubblico penalizzato.

“Con questa legge di bilancio si allontanano le condizioni per trasformare un ordinario rinnovo contrattuale in un contratto nuovo. Per il Governo – concludono i sindacati – siamo l’ultima ruota del carro. Ma la sanità, quando si rompe, trascina con sé l’intero carro”. Di qui un nuovo appello al Governo ad ascoltare le richieste presentate e a cambiare la legge, per il bene della sanità, dei cittadini e dei medici che ne devono tutelare la salute.

 

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legge di bilancio 2018

Il testo, con importanti revisioni rispetto alla stesura iniziale, è atteso ora in Senato

Con 290 voti a favore, 118 contrari e tre astenuti la Camera dei Deputati ha approvato ieri in prima lettura la legge di bilancio 2017. La parola passa ora al Senato, dove la discussione inizierà la prossima settimana dopo la pausa referendaria.

In ambito sanitario, il testo approvato presenta diversi cambiamenti rispetto alla sua stesura iniziale; dalla possibilità per i Presidenti delle Regioni di essere nominati commissari ai fondi per i rinnovi contrattuali del personale dipendente e convenzionato del Ssn (che saranno vincolati al Fondo sanitario nazionale), passando per la continuità contrattuale per i ricercatori con contratti flessibili degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e degli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs).

“Sulla sanità – ha affermato il premier, Matteo Renzi – le polemiche stanno a zero. C’è un aumento evidente, 113 miliardi, due in più oltre a interventi in materia di nuovi farmaci oncologici e vaccini, stabilizzazione medici e infermieri». Renzi ha inoltre rimarcato l’incremento del fondo per la non autosufficienza a 450 milioni, “più 50 rispetto all’anno scorso” e l’allocazione di 1,6 miliardi da parte del Governo su Taranto.

Rimanendo sulle cifre, il ddl istituisce due fondi da 500 milioni annui ciascuno per i farmaci innovativi e per gli oncologici innovativi; in tal senso la determinazione di innovatività non potrà essere adottata senza il parere della Commissione tecnico-scientifica (Cts) dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Viene inoltre istituito un fondo da 300 milioni di euro annui per l’Azheimer mentre,  per quanto riguarda la cura dei soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico, in aggiunta ai 5 milioni di euro previsti, vengono trasferite nel Fondo per l’autismo le risorse dello stesso Fondo non utilizzate nel 2016.

Tra le novità inserite nel maxiemendamento che si accinge a passare al vaglio di Palazzo Madama vi è poi l’articolo che riguarda le procedure pubbliche di acquisto, che avranno come base d’asta il prezzo medio di mercato dei farmaci generici biosimilari e non il prezzo massimo di cessione al Ssn del farmaco biologico di riferimento. Cambia, inoltre rispetto alla prima versione della manovra la soglia di deficit che fa scattare i piani di rientro per gli ospedali passando dal 5 al 7%, a fronte del  limite attuale del 10%.

studio e monitoraggio autismo

Concluso l’esame della Legge di bilancio in Commissione Bilancio alla Camera. Sindacati soddisfatti ma si attendono le cifre.

“Impegno mantenuto con medici dipendenti e convenzionati. Approvato emendamento per rinnovi contrattuali”. Con un cinguettio via twitter il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha salutato la conclusione da parte della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati dell’esame della legge di bilancio 2017.

Via libera, dunque, all’emendamento governativo in base al quale le risorse per i rinnovi contrattuali del personale dipendente e convenzionato del Servizio sanitario nazionale verranno da una quota vincolata a carico del Fondo sanitario nazionale.

Soddisfatti i sindacati dell’area della medicina convenzionata, FIMMG, FIMP e SUMAI-Assoprof . “Mantenuto quanto affermato dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin – dichiara Giampietro Chiamenti , Presidente Nazionale FIMP – sulla necessità di un intervento in finanziaria che prevedesse il riconoscimento di risorse vincolate anche per il rinnovo dei contratti dei medici convenzionati”.

“L’emendamento che ci era stato presentato durante l’incontro con tutti i rappresentanti dell’area della medicina convenzionata, da noi richiesto – sottolinea Antonio Magi, Segretario Nazionale SUMAI – rappresenta la base necessaria per il completamento dell’ACN della specialistica ambulatoriale con l’adeguamento della parte economica.”

“Continueremo a seguire l’iter del provvedimento con estrema attenzione, con la percezione che il Governo nelle sue massime espressioni ha preso in carico il tema della medicina territoriale  – conclude Silvestro Scotti, Segretario nazionale FIMMG – La definitiva approvazione nella finanziaria di questo provvedimento, può rappresentare un importante passo avanti per il rinnovo degli ACN di medicina generale, pediatria di libera scelta e specialistica ambulatoriale, sottolineando che i rinnovi contrattuali della medicina convenzionata, e il loro adeguato finanziamento, restano indispensabili per una vera svolta della assistenza territoriale, da troppo tempo annunciata e non più rimandabile”.

Più cauti i medici e dirigenti dell’Anaao Assomed, che tramite il Segretario nazionale, Costantino Troise, fanno sapere di attendere la quantificazione delle cifre oggetto dell’emendamento.

Intanto, a proposito di cifre, grazie a un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle, vengono aumentati nella Legge gli stanziamenti per il Fondo autismo. “Lo scorso anno grazie a un nostro emendamento alla Legge di Stabilità – affermano i deputati pentastellati della commissione Affari sociali – furono stati stanziati 5 milioni destinati al Fondo per la cura dei soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico. Quei soldi però non erano stati mai sbloccati. La conseguenza di questo ritardo è che, se in legge di Bilancio non fosse stato confermato quello specifico stanziamento, i fondi sarebbero andati persi. Fortunatamente il buonsenso ha prevalso ed è stato approvato il nostro emendamento, a prima firma Silvia Giordano, con il quale chiedevamo che proprio la conferma di quello stanziamento, aggiungendo i tanto attesi 5 milioni alla somma già prevista per il 2017. Auspichiamo che il prossimo anno i fondi vengano sbloccati rapidamente e che, dunque, stavolta possano usufruirne i cittadini affetti da questi disturbi e le famiglie che sono al loro fianco”.

La data del 28 novembre è troppo vicina ad altre mobilitazioni

La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha invitato le sigle aderenti all’intersindacale medica, veterinaria e della dirigenza sanitaria (Anaao Assomed – Cimo – Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici E Dirigenti Sanitari – Fvm – Fassid – Cisl Medici – Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Uil Fpl Medici) –  a riformulare la proclamazione dello sciopero inizialmente previsto per lunedì 28 novembre.

La data in oggetto, infatti, risulta troppo ravvicinata rispetto a altre due mobilitazioni nazionali previste per il 25 novembre che coinvolgono rispettivamente lo Slai Cobas e l’U.S.I. Lo sciopero dei sindacati, proclamato lo scorso 9 novembre, rappresenterebbe pertanto una violazione della regola della ‘rarefazione oggettiva’. Tale regola, in tema di intervalli minimi tra sciopero generale e scioperi di ambito di livello diverso,  prevede che tra gli stessi debba intercorrere un intervallo di almeno 10 giorni per evitare ‘una non accettabile incidenza sulla qualità del servizio’.

La notizia arriva all’indomani della presentazione presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati dell’emendamento alla Manovra annunciato dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sui fondi da destinare al rinnovo dei contratti, che tuttavia, salvo variazioni, dovrebbero arrivare da una quota vincolata del Fondo sanitario nazionale (e quindi sottratti alla sanità stessa) e non dal Fondo per le pubbliche amministrazioni.

Contrari a questa eventualità i parlamentari del Movimento 5 Stelle, che parlano di ‘giravolta del Governo’ sottolineando come fino a poche settimane fa il ministro della Salute dichiarava che la quota riservata ai rinnovi dei contratti della Dirigenza e delle Convenzioni sarebbe arrivata da cosiddetto Fondo PA. “Se le cose stanno così – affermano i deputati pentastellati della commissione Affari Sociali – allora diventa indispensabile anche l’aumento del Fsn per almeno 900 milioni, da destinare a questi rinnovi. L’emendamento del governo avrebbe dovuto contemplarlo, invece niente. Per questo motivo abbiamo presentato tre sub emendamenti che vanno proprio in tale direzione: aumento del Fondo sanitario nazionale per ulteriori 900 milioni di euro e l’impegno di assicurare comunque il rispetto dei livelli essenziali di assistenza”.

sciopero dei medici

Se non saranno accolte e richieste relative a contratti, assunzioni e stabilizzazione precari nel maxiemendamento che sarà presentato dal Governo alla Legge di bilancio

Ventiquattro ore di sciopero il prossimo 28 novembre. Lo ha annunciato questa mattina l’Intersindacale medica, veterinaria e della dirigenza sanitaria a margine della manifestazione di protesta svoltasi a Piazza Montecitorio a Roma. I camici bianchi incroceranno le braccia qualora il maxiemendamento del Governo alla Legge di bilancio, atteso per il 24 novembre, non dovesse fornire risposte soddisfacenti alle richieste avanzate dalle sigle sindacali i  tema di contratti, assunzioni e stabilizzazione dei precari.

“La legge di bilancio – ha spiegato il segretario nazionale di Anaao Assomed, Costantino Troise – si è dimenticata di medici, veterinari e sanitari, ovvero di tutti coloro che in questi anni difficili hanno garantito anche in carenza di risorse economiche che il servizio sanitario nazionale continuasse a tutelare la salute degli italiani”.

I sindacati hanno ribadito durante il sit-in davanti alla Camera dei Deputati che i finanziamenti per il rinnovo contrattuale sono incerti e esigui, come sono incerti i numeri per il finanziamento della nuova occupazione, necessaria per consentire di rispettare gli orari europei di lavoro e la stabilizzazione di 14.000 precari.

“Basterebbe ripristinare i fondi accessori pre-tagli”, ha affermato il presidente Cimo, Riccardo Cassi, auspicando che l’incontro svoltosi ieri con il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, possa dare i suoi frutti.

“Veniamo da anni di tagli e le risorse stanziate non permettono di sostituire i medici che andranno in pensione – ha rimarcato il segretario Fp Cisl medici, Massimo Cozza – I fondi per i rinnovi contrattuali sono sconosciuti e percentualmente collegati al fondo per il pubblico impiego dove c’è di tutto, dalla scuola alla sicurezza. Il timore è che, una volta diradato il fumo referendario resti ben poco”.

Rassicurazioni del ministro sull’introduzione di un emendamento che prevede fondi vincolati per il rinnovo dei contratti

Si è svolto ieri mattina un incontro chiesto con urgenza dai sindacati di area medica al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sul tema del finanziamento in Legge di Bilancio per il rinnovo dei contratti del personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale , nonché per le nuove assunzioni e la stabilizzazione dei precari.

Tutte le sigle che hanno preso parte al meeting hanno espresso un giudizio positivo per le aperture del Ministro. Fimmg, Fimp e Sumai-Assoprof hanno apprezzato, in particolare l’impegno a presentare un emendamento che, come ha spiegato Gianpietro Chiamenti, Presidente della Federazione italiana medici pediatri, verrà presentato a breve e che prevede il “riconoscimento di risorse vincolate, in analogia all’area della dipendenza, anche per il rinnovo dei contratti dei medici convenzionati”.

Lorenzin, ha ribadito Antonio Magi, Segretario nazionale del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana, ha accolto le richieste avanzate dalla medicina territoriale fornendo “rassicurazioni che riaprono anche per la specialistica ambulatoriale la possibilità di completare, a fianco di Fimp e Fimmg, con la parte economica quanto già definito per quella normativa”.

“E’ un passo in avanti importante – ha sottolineato Silvestro Scotti, Segretario generale nazionale vicario della Federazione italiana medici di medicina generale – anche per la ripresa delle trattative sulla Convezione. La nostra attenzione rimane alta in attesa dell’approvazione definitiva del disegno di legge Bilancio rimanendo convinti che la posizione del Ministero della Salute rappresenta quella di attenzione di tutto il Governo sulla medicina territoriale quale Livello Essenziale di Assistenza di questo Paese”.

Commento positivo anche dal Sindacato medici italiani, presente all’incontro con il segretario generale, Pina Onotri, che ha chiesto al ministro un crono-calendario per le trattative, ma anche che il ristoro economico nel prossimo rinnovo degli Accordi nazionali “sia per i medici, effettivo” e che, quindi, “non comprenda anche i fattori produttivi (ambulatori, strumenti, personale non medico, ecc.) che i professionisti mettono a disposizione per il buon funzionamento dei servizi per i cittadini”.

“Abbiamo apprezzato le aperture del Ministro della salute sui temi posti dalle categorie in materia di Contratto di lavoro, assunzioni e precariato – hanno infine commentato i rappresentanti dell’Intersindacale medica – ma riteniamo che le nostre richieste debbano essere accolte dal Governo e dal Parlamento nella legge di bilancio”. Per queste ragioni, le organizzazioni della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria (Anaao Assomed – Cimo – Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici E Dirigenti Sanitari – Fvm – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Cisl Medici – Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Uil Fpl Medici) “hanno confermato il sit-in in camice bianco previsto questa mattina a Piazza Montecitorio.

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Fondo sanitario a 113 miliardi; 75 milioni per l’assunzione e stabilizzazione del personale. Aumenta la spesa farmaceutica ospedaliera

Fondo sanitario nazionale a 113 miliardi per il 2017 con un incremento di un miliardo l’anno fino al 2019.  E’ quanto prevede la bozza della Legge di bilancio 2017. Il Titolo VI riguarda nello specifico le “misure a sostegno del Ssn” e fa chiarezza su quelle che saranno le cifre stanziate a favore di una serie di questioni ritenute cruciali in ambito sanitario e al centro dell’attenzione della sfera professionale negli ultimi mesi.

Per quanto riguarda il rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione, tra cui figurano quelli dei dipendenti del Ssn, la Legge prevede uno stanziamento da 1,4 miliardi di euro che diventeranno 1,85 nel 2018. Inoltre, con specifico riferimento al settore della Sanità viene previsto un fondo da 75 milioni di euro nel 2017 e da 150 milioni a decorrere dal 2018 per il “concorso al rimborso alle Regioni per gli oneri derivanti dai processi di assunzione e stabilizzazione del personale del Ssn”.

Secondo quanto previsto dall’art. 61 del disegno di legge il 14,85% del Fondo sanitario sarà dedicato alla spesa farmaceutica, con una crescita dal 3,5% al 7,5% della spesa ospedaliera e una riduzione dall’11.35% al 7,85% della spesa territoriale.

La Legge di Bilancio dedica poi grande attenzione  ai medicinali  innovativi e in  particolare a quelli oncologici per i quali vengono stanziati 500 milioni per tre anni. Previsto anche un Fondo vaccini da 100 milioni nel 2017, 127 nel 2018 e 186 nel 2019.

Particolarmente significative per l’ambito sanitario anche le disposizioni contenute del Titolo VII del decreto- “Misure di razionalizzazione della spesa pubblica”. In particolare per Aziende Ospedaliere Universitarie e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, è previsto lo scatto dei piani di rientro con uno sforamento pari al 5 %, ovvero dimezzato rispetto a alla normativa introdotta dalla Legge di Stabilità del 2015.

E’ invece prevista una quota premiale per le Regioni che presentino programmi di miglioramento della qualità e a cui è riservato un contributo complessivo pari allo 0,1% del Fondo sanitario nazionale.

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