Tags Posts tagged with "vincenzo de luca"

vincenzo de luca

0
ispettori

Gli ispettori inviati dal Ministro Giulia Grillo hanno effettuato verifiche sugli interventi eseguiti presso il nosocomio dalla direzione dell’Asl Napoli 1 Centro in seguito alla presenza di formiche riscontrata negli ultimi mesi in alcuni reparti

Blitz degli ispettori del Ministero della Salute, ieri mattina, all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Presso alcuni reparti del nosocomio, tra cui quello di terapia intensiva, è stata riscontrata negli ultimi mesi la presenza di formiche.

Secondo quanto riportato dall’Ansa gli ispettori, tra cui figura anche un ingegnere,  assieme ai Carabinieri del NAS, avrebbero effettuato verifiche e confronti sugli interventi eseguiti finora dalla direzione dell’Asl competente, la Napoli 1 Centro.

La vicenda delle formiche è stata al centro di una polemica che ha visto intervenire nei giorni scorsi anche il Governatore della Campania, nonché Commissario per la Sanità, Vincenzo De Luca.

Il Presidente della Regione, in particolare, ha fatto riferimento a quanto accaduto al San Giovanni Bosco in rapporto ad altre vicende che hanno riguardato in questo periodo altri nosocomi italiani. “Sono morti 3 bambini all’ospedale di Brescia  non tre formiche, e non è successo niente – ha affermato De Luca -. A Napoli basta un imbecille che fa una foto a una formica ed è la fine del mondo”.

“Dobbiamo recuperare anni e anni di discredito che ci hanno lanciato addosso – ha aggiunto – ma queste cose non sono casuali. Se blocchiamo la mobilità passiva, ovvero la quantità di cittadini campani che vanno ad operarsi fuori regione, alcuni ospedali del Nord dovrebbero chiudere perché vivono con i 300 milioni che la Campania trasferisce al Nord. Il conflitto d’interesse c’è”.

Il Governatore ha anche lanciato un appello al ministro della Salute, Giulia Grillo, affinché sblocchi “i fondi da 1,80 miliardi per l’edilizia sanitaria regionale”. Inoltre, ha annunciato un investimento “da 25 milioni di euro per il polo oncologico di Pagani”, nel salernitano.

 

Leggi anche:

FORMICA SUL VOLTO DI UN PAZIENTE, NUOVO CASO AL SAN GIOVANNI BOSCO

0
Paziente ricoperta dalle formiche: sospesi un medico e 3 infermieri

Proseguono gli accertamenti dei Nas sul caso della paziente ricoperta dalle formiche al San Giovanni Bosco di Napoli. E arrivano le prime sospensioni

Un medico e tre infermieri dell’ospedale San Giovanni Bosco sono stati sospesi – a partire da oggi – per il caso della paziente ricoperta dalle formiche mentre si trovava intubata nel letto d’ospedale.

Nel provvedimento si legge che la sospensione è stata decisa perché si può ritenere “legittimo il sospetto che tutto il personale di turno sia venuto meno alle proprie funzioni di controllo e vigilanza della paziente per un lungo lasso di tempo abbandonandola di fatto a se stessa e, soprattutto, tra le formiche”.

E d’altronde, dopo la denuncia di Francesco Emilio Borrelli dei Verdi, era prevedibile che quel video – che ha fatto il giro del web – sollevasse polemiche e dubbi sullo stato igienico della struttura.

Il caso dell’anziana paziente cingalese incosciente ricoperta dalle formiche ha portato la consigliera pentastellata Valeria Ciarrambino a chiedere le dimissioni del Governatore De Luca e di ogni responsabile.

Nella giornata di oggi, i carabinieri consegneranno la prima informativa ai magistrati del pool coordinato dal magistrato Lucantonio. Un secondo capitolo dell’inchiesta punta a far luce sull’appalto di pulizia del San Giovanni Bosco.

Questo è infatti affidato ad una ditta con sede legale a Piacenza.

Nel frattempo, i familiari della donna hanno deciso di non presentare denuncia. Contestualmente, lo stesso Borrelli ha lanciato una raccolta fondi per consentire alla donna cingalese di tornare a casa.

Ieri la paziente ricoperta dalle formiche protagonista, suo malgrado, del terribile video, ha ricevuto proprio la visita del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Per più di due ore, ieri mattina, si è intrattenuto al letto dell’ammalata per poi incontrare dirigenti e personale della struttura annunciando misure drastiche.

“Quello che è certo – ha dichiarato – è il mancato e doveroso controllo della paziente; si procederà come sempre con il massimo rigore, oltre alla sospensione, già decisa, del personale in servizio”.

Una vicenda, questa, che ricorda da vicino il caso delle formiche al San Paolo di Napoli, denunciato anche in quell’occasione dal consigliere regionale dei Verdi e componente della commissione Sanità della Regione Campania, e che aveva suscitato profonda indignazione.

 

Leggi anche:

DONNA INTUBATA E SOMMERSA DALLE FORMICHE IN OSPEDALE DI NAPOLI

0
napoli

Il Ministro della Salute sulla chiusura del punto nascita dell’Ospedale del mare di Napoli: per smantellarlo il Governatore deve passare sul mio corpo

Si accentua lo scontro tra il Ministro della Salute, Giulia Grillo e il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca sul trasferimento del punto nascita dell’Ospedale del mare di Napoli. Nelle intenzioni della Regione il polo di Napoli Est è destinato a diventare un Dea di II livello, privo del polo materno-infantile, destinato al Loreto Mare. Una decisione avversata dall’attuale titolare del dicastero di Lungotevere Ripa. Grillo, già la scorsa estate, dopo una visita al nuovo Polo ospedaliero partenopeo, aveva dichiarato che per smantellarlo De Luca sarebbe dovuto passare su suo corpo.

Il Ministro ha ribadito ieri la sua contrarietà al Piano di organizzazione ospedaliera inviato al Ministero. “Mi riservo di vedere il testo, che al momento non ci è ancora pervenuto, ma De Luca si faccia una ragione che non passerà alcuna richiesta di accreditare un piccolo punto nascita, in deroga al parere negativo di tutte le maggiori associazioni scientifiche nazionali di ostetricia, pediatria e neonatologia”.

Per il Ministro, la sicurezza delle mamme e dei bambini dell’area metropolitana di Napoli, richiede una riorganizzazione della rete materno-infantile e dei centri nascita. Il tutto secondo gli standard di sicurezza garantiti ovunque in Italia. Tale riorganizzazione – sottolinea Grillo – deve contemplare “il ripristino del Polo materno-infantile dell’Ospedale del Mare, costato 4 milioni di euro e mai avviato pur essendo già in possesso della formale autorizzazione sindacale all’esercizio, utilizzando le risorse strutturali e tecnologiche già allestite, nonché le risorse umane e organizzative, prontamente disponibili presso la stessa Azienda Na 1 Centro, nel P.O. Santa Maria di Loreto”.

“Le emergenze ostetriche vanno gestite secondo gli standard di sicurezza previsti dalla legge, e cioè all’interno di un DEA e con presenza di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale”.

“La maggior parte dei centri nascita accreditati in Campania non possiede tali requisiti, né raggiunge la soglia minima di expertise di 1.000 parti/anno, né quella di efficacia rispetto alla percentuale di tagli cesarei”.

“Il Loreto Mare, che pure è un importante presidio per l’area metropolitana, essendo un ospedale generale non dispone delle discipline specialistiche necessarie a gestire parti in sicurezza. De Luca – conclude Grillo – non può continuare a perpetuare quegli errori che nei decenni scorsi hanno portato la sanità regionale nel baratro”.

 

Leggi anche:

MINISTRO GRILLO IN VISITA OSPEDALE DEL MARE: STATO VICINO AI CITTADINI

0
governo delle liste di attesa

I Nas, nell’ambito di un’attività volta al contrasto delle truffe ai danni del servizio sanitario, hanno scoperto un accordo illecito tra un camice bianco e il titolare di una struttura sanitaria. L’entità del danno sarebbe pari a circa 70mila euro

I Carabinieri del Nas di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare per il titolare di una struttura sanitaria privata e un medico di base. Entrambi, convenzionati con l’Autorità sanitaria locale, si trovano agli arresti domiciliari. Il provvedimento è frutto di un’inchiesta volta al contrasto delle truffe ai danni del Servizio sanitario nazionale.

L’attività di indagine dei militari ha accertato che tra il camice bianco e l’imprenditore esisteva un illecito accordo. Il primo compilava false ricette mediche a carico del Ssn. Vi apponeva i dati anagrafici di ignari pazienti nei cui confronti prescriveva esami di diagnostica per immagini ad alto costo.

L’imprenditore, sulla scorta dell’operato del complice, approntava successivamente la relativa documentazione attestante che i predetti esami erano stati eseguiti presso la propria struttura. La documentazione veniva quindi presentata ai preposti uffici dell’A.S.L. al fine di ottenere l’illecito rimborso per prestazioni sanitarie mai eseguite.

Dagli accertamenti condotti il Nucleo anti sofisticazioni ha stimato che il danno arrecato al Servizio sanitario regionale si aggirerebbe intorno ai 70.000 euro.

Sulla vicenda è intervenuto il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. In una nota la Regione ha spiegato che l’operazione dei Nas è partita da un’indagine interna promossa dall’ASL Napoli 2.

“La vicenda – ha dichiarato il presidente De Luca – conferma che le azioni messe in campo per il rigore e la trasparenza, anche con il sistema regionale di controllo telematico, continuano ad ottenere risultati nel risanamento nella sanità campana. Queste azioni proseguono e proseguiranno con sempre maggiore impegno ed efficacia per individuare le aree di illegalità e di parassitismo”.

 

Leggi anche:

TRUFFA AGGRAVATA E PECULATO, NEI GUAI 4 MEDICI IN SERVIZIO A PRATO

0
Pulci in Rianimazione a Salerno, ma il nosocomio si difende

Il Questore della Camera Cirielli ha annunciato l’intenzione di far luce sul caso delle pulci in Rianimazione al Ruggi.

Nuova grana per la sanità campana per la vicenda delle pulci in Rianimazione all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno.

Il Questore della Camera dei Deputati, Edmondo Cirielli, ha annunciato la propria intenzione di far luce sul caso delle pulci in Rianimazione all’ospedale di Salerno.

Cirielli vuole presentare un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute Giulia Grillo. Lo scopo è accertare la fondatezza delle segnalazioni che sono giunte al suo indirizzo sul caso delle pulci in Rianimazione all’ospedale di Salerno.

E sembra che il caso sia stato denunciato “con tanto di referto” proprio da un medico che lavora nella struttura ospedaliera. Inoltre, la vicenda pare “confermata dalla presenza di ‘imbianchini’ bardati e protetti come gli operatori in presenza di epidemie”.

Insomma, la situazione appare piuttosto seria.

Al punto che Cirielli non risparmia critiche anche ad altri esponenti del governo regionale.

“Chissà se il consulente per la Sanità del governatore della Campania Enrico Coscioni, primario proprio all’ospedale Ruggi e imputato in processo per concussione nell’esercizio del mandato, non abbia informato il presidente della Regione Vincenzo De Luca della presenza di pulci in un reparto così strategico e delicato ”, ha dichiarato Cirielli.

Il Questore ha poi suggerito al presidente della Regione De Luca “di lasciare stare le bande di nigeriani e concentrarsi sul ruolo di commissario alla Sanità”.

Questo perché, specifica, “episodi come quello del Ruggi certificano lo stato di abbandono e degrado della sanità in Campania” .

Cirielli ha sottolineato infine di aver rinnovato l’appello al ministro Grillo per revocare la nomina del Governatore. La richiesta è quella di procedere “alla nomina di un nuovo commissario se come penso ha a cuore la salute dei campani”.

Dura la replica della direzione sanitaria del Ruggi. Il nosocomio, sul caso delle pulci in Rianimazione, avrebbe rispedito le accuse al mittente.

“In merito alla preannunciata interrogazione parlamentare al ministro della Salute Giulia Grillo da parte dell’On. Edmondo Cirielli – si legge sulla nota dell’ospedale – al fine di accertare sulla presunta infestazione di pulci nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, si chiarisce quanto segue”.

“Periodicamente, al fine di garantire l’igienicità degli ambienti interni, si procede alla disinfestazione e derattizzazione di quelli esterni in quanto l’ospedale è immerso in una zona campestre”.

“Ultimamente – prosegue la nota – si è registrata la presenza di alcuni gatti, probabilmente appartenenti ad una colonia felina già segnalata al dipartimento di prevenzione dell’Asl, nelle aree strettamente viciniore al Reparto di Rianimazione”.

“Pertanto – si legge – si è ritenuto doveroso procedere con urgenza alla sanificazione e bonifica preventiva di tutti gli ambiti adiacenti alla Rianimazione”.

 

Leggi anche:

PULCI ALL’ASL DI LABARO, CHIUSO IL POLIAMBULATORIO DI ROMA

0
Eliminazione del ticket regionale: la proposta di Vincenzo De Luca

Il Governatore della Campania pensa a eliminazione del ticket regionale per le famiglie in difficoltà. L’annuncio alla conferenza stampa di fine anno

La proposta della eliminazione del ticket regionale per le famiglie in difficoltà è stata avanzata da Vincenzo De Luca, governatore della Campania, nel corso della conferenza stampa di fine anno convocata a Palazzo Santa Lucia per fare un bilancio dell’ultimo anno e per mettere in campo le proposte per il nuovo.

De Luca ha presentato i risultati ottenuti in Regione nell’ultimo anno e ha annunciato le strategie per il prossimo futuro.

Eliminazione del ticket regionale, certo, ma non solo.

“Eliminiamo il ticket sanitario regionale – ha dichiarato il governatore campano – dando una mano a tante famiglie al di sotto dei 26mila euro di reddito”.

Il presidente della regione Campania, che è anche commissario per la Sanità, si è dedicato molto ai risultati ottenuti nel comparto, sottolineando l’importanza dell’apertura del pronto soccorso dell’Ospedale del Mare e la riapertura di quello del Cto.

Un’apertura che ha alleggerire la mole di lavoro del Cardarelli che era rimasto l’unico presidio di pronto soccorso attivo a Napoli.

“La Sanità è uno dei maggiori motivi di soddisfazione che abbiamo”, ha infatti affermato l’ex sindaco di Salerno. Il quale ha annunciato tra l’altro la firma di una pre intesa con le cliniche private accreditate, che rappresentano il 30% della Sanità campana.

In seguito all’approvazione del Piano ospedaliero da parte del Governo, “oggi siamo in grado di fare a Roma le richieste di personale, quattromila unità lavorative in più tra medici e infermieri, chiedendo anche la stabilizzazione di tremila dipendenti precari”, ha affermato De Luca.

Una misura che rimedia alla mancanza di personale, stimata intorno ai 12 mila dipendenti, ereditata dalla passata amministrazione regionale.

Un altro importante annuncio, oltre a quello dell’ eliminazione del ticket regionale per le famiglie in difficoltà, riguarda l’autonomia.

“A gennaio si chiederà un tavolo al Governo per la trattativa sull’autonomia”. Autonomia che riguarderà la Sanità ma anche i Trasporti, l’Ambiente, la formazione e il lavoro.

“Prima di chiedere maggiori poteri”, conclude il numero uno di Palazzo Santa Lucia, “voglio chiedere maggiori risorse. Oggi la Campania è la regione che riceve meno soldi pro capite per la Sanità, è incredibile e vergognoso e la cosa incredibile è che la Campania oggi è pronta a lanciare la sfida dell’efficienza, cioè quella dei costi standard. Gli amici del Nord hanno detto di no, dovremmo discutere con maggiore fermezza”.

 

 

 

Leggi anche:

OSPEDALE DEL MARE A NAPOLI, APERTURA IN CINQUE “RATE”

0
Chirurgia Touchless, innovazione all’Ospedale degli Incurabili

Un nuovo sistema di chirurgia Touchless permetterebbe di controllare le immagini Tac durante l’intervento senza toccare alcuna superficie

Si chiama chirurgia Touchless, senza tocco, il nuovo sistema chirurgico inaugurato ieri all’ospedale degli Incurabili della Asl Napoli 1 Centro.

Il nuovo sistema di chirurgia touchless è altamente innovativo.

Permette, infatti, di visualizzare e manipolare senza che vi sia tocco gli esami radiologici del paziente che in quel momento viene operato.

Basteranno gesti e voce per fare il tutto, incluso consultare documenti durante l’intervento.

Le immagini visualizzate vengono poi selezionate, evidenziate e manipolate a distanza secondo comandi che il chirurgo impartisce con dei semplici gesti.

Non solo. La chirurgia touchless si avvale anche di comandi vocali che il sistema recepisce con una particolare telecamera.

Il nuovo sistema di chirurgia touchless è il risultato di una ricerca tecnologica ed applicativa frutto di un accordo firmato circa 3 anni fa tra l’Asl Napoli 1 Centro e il Cnr.

L’elemento più importante di questo nuovo strumento è che di fatto consente al chirurgo di controllare le immagini Tac, di risonanza magnetica o di radiologia in genere, senza dover toccare alcuna superficie.

Questo manterrebbe una totale sterilità consentendo di consultare il fascicolo sanitario elettronico del paziente durante l’intervento.

La presentazione della tecnologia touchless è avvenuta alla presenza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

“Questo – ha detto De Luca – è l’ospedale con il livello di più alta produttività Asl Napoli 1, un merito che va riconosciuto a chi qui lavora”.

De Luca ha poi sottolineato come, nonostante i molti problemi, le eccellenze della sanità campana non vengano valorizzate a sufficienza.

“Noi siamo impegnati in una sfida davvero immane per riorganizzare la nostra sanità, ma devo dire che siamo estremamente fiduciosi” ha proseguito De Luca.

“Abbiamo arretrati di decenni da recuperare – ha concluso il governatore – perché dobbiamo mantenere equilibrio tra risanamento finanziario e qualità delle prestazioni che forniamo ai nostri concittadini”.

 

 

 

 

Leggi anche:

TEST DIAGNOSTICO MADE IN ITALY: SCOPRE TUMORE AL POLMONE CON ANALISI DEL SANGUE

CHEMIO NEI BIMBI, UN METODO INNOVATIVO CONTRO L’IPERSENSIBILIZZAZIONE

 

0

Coro di polemiche e imbarazzi nel PD per possibile nomina di Vincenzo De Luca a nuovo Commissario Sanità in Campania

Vincenzo De Luca è un nome sempre al centro di accese polemiche. Questa volta le voci sdegnate si sono alzate per la sua possibile nomina a nuovo Commissario Sanità in Campania, investitura che a molti non andrebbe giù.

Pare infatti che la proposta sia sul tavolo di Paolo Gentiloni da diverso tempo, ma è stata sempre bloccata.

Non è inoltre un mistero che il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, abbia sempre osteggiato la nomina di De Luca a nuovo Commissario Sanità in Campania, non per ragioni personali, bensì poiché fortemente contraria per ragioni di principio. Come dire, controllore e controllato non possono certo essere la stessa persona.

Eppure, quello di Lorenzin, non è certo l’unico veto posto alla nomina di De Luca a a nuovo Commissario Sanità in Campania. Tra i suoi detrattori, infatti, c’è anche in prima linea il senatore di Alternativa Popolare Tonino Gentile, fortemente contrario a un cambio di rotta rispetto alla prassi seguita nelle Regioni del Mezzogiorno. “Perché – si domanda Gentile – questo principio vale per la Campania e non per la Calabria?”,

Bisogna comunque ammettere che la nomina di De Luca a nuovo Commissario Sanità in Campania non è di certo scontata. Se pure sarebbe consentita da un emendamento inserito dal Pd nell’ultima legge di bilancio, il governo ha deciso di prendersi del tempo per riflettere sulla migliore soluzione da adottare nell’interesse di tutti.

Anche perché le voci indignate provengono da più fronti, anche all’interno dello stesso Partito Democratico, nel quale si registrano numerose resistenze.

In queste ore, riferiscono fonti parlamentari, al Nazareno, si starebbe parlando della vicenda tentando di trovare una soluzione che possa mettere tutti d’accordo senza alimentare nuove divisioni all’interno della maggioranza.

L’imbarazzo è tanto nel PD e tra i renziani, soprattutto perché Renzi è legato al presidente della Regione Campania da un patto di ferro, stipulato in cambio del sostegno al Sì al referendum del 4 dicembre scorso.

Cionostante, Matteo Renzi tiene il basso profilo e non si è ancora pronunciato sulla nomina di De Luca a nuovo Commissario Sanità in Campania: un silenzio che lascerebbe supporre una scarsa volontà, da parte del segretario Dem, di spendersi in tal senso.

 

LEGGI ANCHE:

TERRA DEI FUOCHI: PER I MEDICI LA MORTALITÀ SUPERA LA MEDIA NAZIONALE

0
ospedale del mare

L’ Ospedale del Mare verrà ultimato in cinque fasi secondo il Governatore De Luca, ma l’apertura del Pronto Soccorso era prevista a febbraio 2017

Un’apertura “a rate” quella dell’Ospedale del Mare di Napoli, struttura che, nelle parole del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, doveva diventare la “punta di diamante della sanità pubblica campana e un punto di eccellenza di livello internazionale”, ma che nei fatti non è ancora stata ultimata.

Nella giornata di ieri il Presidente della Regione Campania ha annunciato la conclusione dei lavori della struttura sita nel quartiere Barra-Ponticelli e “100 milioni per la ricerca oncologica”, ma il Pronto Soccorso – che doveva essere pronto già a febbraio 2017 – non è ancora stato ultimato, mentre il servizio di anatomia patologica sarà per ora effettuato al Vecchio Pellegrini. Un problema se si considera anche che, al momento, non è possibile effettuare i cosiddetti test “estemporanei”, quelli cioè che vanno effettuati durante l’intervento chirurgico per decidere il protocollo operatorio immediato, in quanto non è ipotizzabile una trasferta al Vecchio Pellegrini con il paziente sul lettino operatorio.

Le dichiarazioni di De Luca, però, parlano di un nosocomio moderno e ben attrezzato, che dovrà prevedere 90 posti letto (69 destinati ai ricoveri ordinari) pronti entro la fine giugno e così distribuiti: 11 posti di chirurgia generale, 4 di chirurgia endocrina, 5 di endocrinologia e metabolismo, 10 di gastroenterologia, 8 di psichiatria, 27 di medicina, 4 di terapia intensiva post-operatoria. Altri 21, invece, per ricoveri di un solo giorno (chirurgia vascolare, otorino e cardiologia).

I posti letto pronti per fine mese si sommano agli ambulatori di radioterapia, emodialisi e diagnostica inaugurati “per immagini” prima di Natale ma, interpellato sulle tempistiche relative alla costruzione del Pronto Soccorso, il Governatore ha dichiarato che verrà aperto “tra ottobre e dicembre”.

Ma non sembra essere questo l’unico problema. I concorsi per i primari, infatti, sono ancora in itinere, se si eccettuano due o tre nomi. Non si sa ancora chi dovrà dirigere Anestesia e Rianimazione, poiché il primario in carica della Asl Napoli uno è a pochi giorni dalla pensione. Probabile, dunque, la nomina di un facente funzione (Marcello D’Agostino o Pio Zanetti).

Il primario di chirurgia, Gennaro Rispoli, anche lui prossimo alla pensione, andrà a dirigere il reparto all’Ospedale del Mare con una delibera della Asl che prevede una sua collaborazione di “affiancamento” per un anno “a titolo gratuito”.
Molte incognite anche sul fronte delle attrezzature, la più rilevante delle quali riguarda i ferri chirurgici. Il bando da 7 milioni di euro l’anno per un quinquennio per la sterilizzazione degli strumenti di sala operatoria è ancora nelle fasi iniziali perché diversi componenti della commissione, per timore delle responsabilità connesse alle procedure, si sono dimessi. Proprio in merito ai ferri chirurgici, in attesa della gara, saranno in funzione due o tre apparecchiature sterilizzatrici dell’Ospedale del Mare. E gli stessi ferri per il momento arrivano dai depositi delle carceri di Secondigliano e Poggioreale.
E non è tutto. Nemmeno il laboratorio di analisi è stato ancora attivato e si presume che, per il momento, si dovrà ricorrere ai servizi garantiti dal presidio intermedio di Barra-Ponticelli.

La denuncia dei medici della Terra dei Fuochi sull’altissima incidenza di tumori alimenta le polemiche

I medici campani ritornano a lanciare l’allarme sulla diffusione di diversi tipi di cancro nella Terra dei fuochi. A preoccupare, infatti, sono i dati elaborati dal Registro tumori della Asl Napoli 2 Nord che riconfermano la gravità di una situazione sempre più difficile da arginare. E che testimoniano “un eccesso di incidenza e di mortalità per cancro in entrambi i sessi, rispetto al Sud e alla media nazionale”.

I dati raccolti testimoniano che nel triennio 2010-2012 c’è stato un incremento di forme tumorali per quel che concertne le sedi testa-collo, stomaco, fegato, polmone, vescica, ed encefalo. Un elemento che, secondo i medici, “necessita di attenzione da parte delle Istituzioni preposte affinché siano potenziati e migliorati gli strumenti di prevenzione rivolti sia alla tutela della persona che a quella dell’ambiente di vita”.

Ma non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte delle istituzioni. Mentre, infatti, secondo il governatore della Campania Vincenzo De Luca i numeri riportati dal Registro tumori regionale sarebbero “in linea con quelli nazionali”, i risultati dello studio “Epikit”, pubblicato sull”International Journal of Environmental Research and Public Health’ da un gruppo di scienziati coordinato da Annamaria Colao dell’università Federico II di Napoli, dicono tutt’altro.  Il lavoro del team di scienziati, infatti, è stato condotto analizzando le schede di dimissione ospedaliera Sdo, quindi i ricoveri per nuove diagnosi di cancro. E la discrepanza tra questi numeri e quelli della regione è consistente.

Dal confronto, le cifre dei tumori tra bambini e adolescenti sembravano non tornare, con un ‘gap’ di oltre 2 mila unità. In seguito è arrivata la precisazione di alcuni degli autori della ricerca, attraverso una nota di Prisco Piscitelli, ricercatore e medico dell’Istituto scientifico biomedico euro mediterraneo (Isbem) e primo firmatario dello studio scientifico. Piscitelli ha infatti dichiarato che “la comunicazione relativa alle province della Regione Campania, diffusa a mezzo stampa nei giorni scorsi, va riferita al numero di ospedalizzazioni per patologia oncologica in età pediatrica e nei giovani adulti, non già al numero di casi incidenti”. Se si volesse parlare di casi incidenti, bisognerebbe “tener conto dell’effetto di sovrastima insita nei database Sdo ministeriali”.

Una dichiarazione che ha inteso precisare che lo studio in questione si riferiva ai ricoveri, un dato diverso dai “casi incidenti” confermati dai Registri tumori.

Eppure, molti medici di base che operano nel difficile territorio della Terra dei Fuochi denunciano una situazione di una gravità preoccupante. Tra questi, Luigi Costanzo, che ha dichiarato all’Adnkronos che “allergie, tireopatie, autismo, infertilità, malformazioni e tumori si evidenziano in maniera allarmante sul campo, negli studi delle uniche e vere antenne epidemiologiche del territorio: i medici e i pediatri di famiglia che potrebbero offrire a costo zero e in tempi rapidissimi la fotografia reale del territorio”.

Secondo Costanzo, infatti, “mentre si studiano i numeri (e non le persone), la gente continua ad ammalarsi”. E i cittadini del territorio sembrano aver perso fiducia non solo nelle istituzioni, ma anche in quella che Costanzo definisce “la scienza di Stato: lenta, contraddittoria, omertosa che dà risposte ambigue, lontane dai problemi della gente”.

LE ULTIME NEWS

aggressioni ai danni del personale sanitario

0
Negli ospedali di Palermo e Termini Imerese, denunciate due aggressioni ai danni del personale sanitario. Gli episodi di violenza hanno interessato 3...