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Walter Ricciardi

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infezioni ospedaliere

A rendere sempre più insidiose le infezioni ospedaliere sarebbe anche l’aumento dell’antibioticoresistenza e il dilagare dei super-bug

“C’è un’emergenza super-bug e infezioni ospedaliere nel nostro Paese”. A lanciare l’allarme è Walter Ricciardi, ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica di Roma e direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane.  A margine della presentazione del Rapporto Osservasalute 2018, Ricciardi evidenzia come dal 2003 al 2016 nel nostro Paese sia cresciuto enormemente il numero delle morti correlate alla sepsi. “Siamo passati da 18.668 a 49.301. Decine di migliaia di morti, avvenute nella quasi totalità in ospedale. Nello stesso periodo il tasso di mortalità sepsi è pressoché raddoppiato sia per gli uomini che per le donne”.

A rendere sempre più insidiose le infezioni ospedaliere sarebbe anche l’aumento dell’antibioticoresistenza e il dilagare dei super-bug. “Se i numeri indicano un raddoppio dei decessi, possiamo dedurre che il dato nella realtà sia almeno triplicato. E non si tratta –  aggiunge Ricciardi – di un problema di registrazione dei dati. Già qualche tempo fa il Centro europeo per il controllo delle malattie aveva segnalato che l’Italia ha il 30% delle morti per infezioni da sepsi correlata all’assistenza”.

“Dunque c’è un problema reale, e il fenomeno è drammaticamente sottovalutato”.

Il rapporto Osservasalute mostra come il fenomeno incida maggiormente fra gli over 75, con 36.824 decessi solo nel 2016. A livello regionale, poi, la crescita della mortalità sepsi-correlata nella classe di età ’75 anni e oltre’ è un fenomeno generalizzato a tutte le aree del Paese. E dal 2016 la situazione non è migliorata. “Abbiamo studiato questo fenomeno per 3 anni, ora possiamo parlare di emergenza nazionale: il Piano nazionale di contrasto all’antibioticoresistenza c’è, ma è rimasto sulla carta. Occorre intervenire – conclude Ricciardi – per contrastare efficacemente un problema davvero insidioso, che ormai è diventato un’emergenza nazionale”.

 

Se a causa di una infezione ospedaliera avete subito un grave danno fisico, scrivete a medicolegale12@gmail.com per valutare con i nostri esperti la procedibilità del vostro caso

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INFEZIONI CORRELATE ALL’ASSISTENZA, OMS LANCIA CAMPAGNA SU LAVAGGIO MANI

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L’ex presidente dell’Iss, Walter Ricciardi, spiega le ragioni delle sue dimissioni senza risparmiare stoccate all’attuale Esecutivo

“Malgrado il buon rapporto personale con la ministra della Salute Giulia Grillo, la collaborazione tra l’Istituto e l’attuale governo non è mai decollata. Al contrario, su molti argomenti alcuni suoi esponenti hanno sostenuto posizioni ascientifiche o francamente antiscientifiche”. Così l’ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, in un’intervista al Corriere della Sera rilanciata dall’Ansa.

Ricciardi spiega le ragioni del suo addio senza risparmiare stoccate all’esecutivo: “Questo governo ha sempre detto di credere allo spoil system in aree nelle quali in Italia non è previsto: Istat, Inps, Iss. Non vorrei che l’Istituto fosse sottoutilizzato a causa della mia presenza, dato che non vengo ritenuto in linea con i partiti oggi al potere”.

“È chiaro che quando un vicepresidente del Consiglio dice che per lui, da padre, i vaccini sono troppi, inutili e dannosi, questo non è solo un approccio ascientifico. È antiscientifico. Cosa sarebbe di troppo, cosa sarebbe inutile o dannoso – evidenzia Ricciardi – questo esponente del governo non lo ha detto. In realtà in Italia stiamo applicando i protocolli e gli schemi internazionali sulle vaccinazioni”.

Il presidente dimissionario dell’ISS ricorda, quindi, la raccomandazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump al National Institute for Health degli Stati Uniti: non pronunciare più il termine evidence-based, basato su prove scientifiche. “È un atteggiamento studiato dai populisti – sottolinea Ricciardi – che hanno una grande difficoltà a interagire con la scienza”.

“Dire in continuazione che i migranti portano malattie è senza fondamento e mette in difficoltà le istanze tecniche, costrette a una specie di autocensura per non contraddire il livello politico. E dire che i termovalorizzatori sono una cosa di altri tempi come ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, non ha senso”.

“Guai se la politica interferisce con la scienza. Quando accade – avverte Ricciardi – è perché ci sono interessi inconfessabili di mezzo, soldi o consenso. E ci rimettono i cittadini”.

Infine, un commento sulla manovra approvata dal Parlamento.  “Con questo finanziamento e questi assetti organizzativi – conclude Ricciardi – il sistema è destinato a un’ inesorabile obsolescenza”.
 

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VERITÀ SUI VACCINI, IL PUNTO DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

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Grillo accetta le dimissioni del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. L’ex Ministro Lorenzin: il nostro sistema perde una professionalità di altissimo livello

“Accetto le dimissioni del prof. Ricciardi dalla presidenza dell’Istituto Superiore di Sanità, oggi abbiamo ricevuto la sua lettera. Ero a conoscenza da qualche settimana della sua volontà che rispetto”. Così il Ministro della Salute, Giulia Grillo, in relazione alla decisione di Walter Ricciardi di lasciare la guida dell’ISS. “Il presidente lascerà l’incarico dal 1° gennaio- aggiunge in una nota Grillo – e contestualmente nomineremo un commissario per assicurare il funzionamento della macchina amministrativa”. E’ infatti, “necessario garantire continuità operativa all’Istituto, che è un fiore all’occhiello del nostro Paese.”

A Ricciardi hanno rivolto il loro saluto numerosi esponenti del mondo politico, a partire da Beatrice Lorenzin. “Con lui – ha evidenziato l’ex titolare del dicastero della Salute – è stato possibile creare una grande alleanza a favore dei cittadini su temi fondamentali”. Tra questi, i vaccini, la prevenzione delle malattie, la difesa del Sistema Sanitario Nazionale.

“Grazie alla fortissima sinergia col Ministero della Salute – continua Lorenzin -, l’Istituto superiore di Sanità è stato totalmente riorganizzato, risanando il bilancio e stabilizzando i 437 precari da anni impegnati nel contributo alla ricerca e che oggi costituiscono la nuova forza di una istituzione credibile, che ha ritrovato anche grazie alla dedizione e alla professionalità di Ricciardi lustro e prestigio”.

“Credo che l’Italia possa oggi essere orgogliosa della sua alta istituzione scientifica – sottolinea l’ex Ministro. Oggi il nostro sistema perde una professionalità di altissimo livello”

Un coro di ringraziamenti è arrivato anche dal mondo sindacale. “Al collega Walter Ricciardi, del quale riconosciamo i meriti come medico, come accademico, come esperto di sanità pubblica, e del quale ricordiamo in particolare l’instancabile opera per l’abbattimento delle disuguaglianze in sanità, vanno, a nome di tutto il Comitato Centrale della Fnomceo, gli auguri di un lavoro buono e fruttuoso nell’ambito dell’attività accademica e di gestione della Salute pubblica che torna a ricoprire pienamente, come Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente della World Federation of Public Health Associations”. Sono le parole del presidente della Federazione nazionale dei medici, Filippo Anelli. “Siamo certi – ha aggiunto – che il Ministro Grillo saprà trovare figura di pari spessore professionale per ricoprire il delicato e strategico ruolo di Presidente dell’Istituto, fiore all’occhiello della Sanità pubblica del nostro Paese”.

Un ‘arrivederci’ a Ricciardi anche dal segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti. “Ricciardi – ha evidenziato – nel suo percorso all’ISS, durato 4 anni, ha saputo dar lustro alle istituzioni sanitarie attraverso la creazione del primo Museo di Sanità Pubblica e ha contribuito al riconoscimento del ruolo del mmg nella prevenzione, sia per quanto riguarda gli stili di vita sia per il riconoscimento dato alla Medicina Generale per la diffusione e la pratica delle dinamiche vaccinali. Si è impegnato anche, in accordo con le associazioni della medicina generale, al riconoscimento/accreditamento delle società scientifiche responsabili della stesura delle Linee Guida in riferimento alla responsabilità professionale come da legge Gelli ”.

“Chiederemo ancora il suo supporto – conclude Scotti – nel percorso di crescita e innovazione delle cure primarie in generale e della Medicina Generale in particolare, l’unica strada per mantenere e potenziare un SSN ad accesso universale”.

 

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WALTER RICCIARDI LASCIA LA GUIDA DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

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Dal primo gennaio Walter Ricciardi tornerà a dedicarsi all’attività di ricerca e accademica: “Lascio un Ente di ricerca attivo e stimato sia a livello nazionale che internazionale per la qualità e quantità delle sue prestazioni”

Dopo un anno da Commissario e a tre anni e mezzo dalla sua nomina a Presidente, Walter Ricciardi, dal primo gennaio lascia la guida dell’Istituto Superiore di Sanità per potersi dedicare pienamente all’attività di ricerca e accademica. Lo comunica l’Ente di ricerca in una nota.

“Negli ultimi quattro anni e mezzo mi sono impegnato profondamente per il risanamento e il rilancio dell’Istituto Superiore di Sanità – dichiara Ricciardi -. Oggi lascio un Ente di Ricerca solido dal punto di vista economico-finanziario, riorganizzato dal punto di vista gestionale, attivo e stimato sia a livello nazionale che internazionale per la qualità e quantità delle sue prestazioni, dove è stato creato un museo che rappresenta anche un luogo di memoria e di diffusione della cultura scientifica. Ritorno alle attività di ricerca, d’insegnamento e professionali con le quali penso di poter contribuire in modo produttivo allo sviluppo scientifico, economico e sociale del Paese.

L’attuale vertice dell’ISS ringrazia quindi il Ministro Giulia Grillo “per la fiducia che mi ha espresso perché io continui a rappresentare l’Italia nell’Executive Board dell’OMS”.

“Da gennaio – conclude Ricciardi – potrò dedicarmi con più tempo e maggiore intensità al mio ruolo di Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Presidente della World Federation of Public Health Associations, che mi consentirà di portare la nostra tradizione di sanità pubblica in tutto il mondo e di promuovere all’estero l’immagine e la qualità della ricerca del nostro Paese che ho avuto l’onore e l’onere di servire, vivendo un’esperienza entusiasmante condivisa con i ricercatori e con il personale tecnico ed amministrativo che ringrazio per avermi sempre sostenuto e seguito con impegno e responsabilità”.

 

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Il documento contiene ventiquattro raccomandazioni relative ai tanti temi inerenti il climate change, in cui i determinanti ambientali influenzano fortemente la salute

Per evitare una tragica evoluzione degli effetti che i cambiamenti climatici potrebbero avere sulla specie umana, è necessario cominciare a garantire l’equilibrio degli ecosistemi. Occorre inoltre invertire la tendenza verso un consumo sostenibile che rispetti la natura e protegga la salute. È questo il senso di molte indicazioni specifiche contenute nella Carta di Roma, siglata ieri alla sessione conclusiva del I Simposio Health and Climate Change.

L’evento, svoltosi presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha visto susseguirsi per tre giorni dibattiti e riflessioni tra 500 ricercatori esperti su salute e cambiamenti climatici. La Carta è articolata in ventiquattro raccomandazioni relative ai tanti temi in cui i determinanti ambientali influenzano fortemente la salute. Il documento vuole essere un indirizzo trasversale a tutte le politiche ed è rivolto a tutte le parti sociali. Da quelle che rappresentano il mondo industriale a quello politico fino ai singoli cittadini.

L’obiettivo è garantire la qualità della vita, la salute e il benessere nel prossimo futuro.

“Questa Carta, la prima che indica le azioni capaci di contrastare i rischi che i cambiamenti climatici causano alla salute non è un’enunciazione di principi, ma vuol essere un richiamo alle responsabilità di tutti, soggetti pubblici e privati, decisori politici e semplici cittadini affinché ognuno faccia la propria parte per tutelare la salute collettiva – dichiara Walter Ricciardi, presidente dell’ISS – . La comunità scientifica non poteva esimersi da questa responsabilità ed è per questo che ha sentito il bisogno di riunirsi e indicare le azioni che, sulla base delle evidenze scientifiche, sono necessarie per evitare una catastrofe che colpirebbe in primis bambini e persone fragili”

In base alle indicazioni della “Carta” il futuro non può prescindere da una tecnologia pulita che impatti il meno possibile sull’ambiente. Così come dal risparmio dell’acqua, del cibo e del suolo e dal riutilizzare il più possibile le materie prime. La promozione dei parchi e delle aree protette sono fonte di salute e rappresentano una priorità per tutelare la salute dei bambini.

“Qui nel Simposio è nata una comunità che osserverà costantemente la qualità delle azioni prodotte dai diversi Paesi e dalle diverse realtà sociali in relazione a ciò che può causare cambiamenti climatici che influenzano negativamente la salute – continua Ricciardi –. Il nostro prossimo appuntamento sarà a Boston a settembre 2019, ci confronteremo sullo stato dell’arte, aggiorneremo le indicazioni sulla base delle nuove evidenze e offriremo nuovamente le nostre conoscenze a servizio dei cittadini che abitano il pianeta. Ma anche i cittadini hanno un ruolo importante in questa sfida – conclude – perché a proteggere la natura, e perciò la salute di tutti, si comincia a casa propria”.

 

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CAMBIAMENTI CLIMATICI, TRA IL 2030 E IL 2050 PREVISTI 250MILA MORTI

cambiamenti climatici

Ricciardi (Iss): i cambiamenti climatici saranno tra i più rilevanti problemi sanitari da affrontare nei prossimi decenni

Si apre oggi a Roma, fino al 5 dicembre, il primo Simposio Internazionale Health and Climate Change organizzato dall’Istituto superiore di Sanità. All’appuntamento prenderanno parte oltre 500 ricercatori provenienti da più di 30 Paesi. Obiettivo dell’evento sarà quello stilare un documento contenente raccomandazioni e azioni necessarie per contrastare e contenere i rischi sulla salute prodotti dai cambiamenti climatici. Il tutto sulla base di evidenze scientifiche.

Dalla qualità dell’acqua, alle zoonosi fino alla salute dei bambini. In più di 20 sessioni, si parlerà di come il clima impatta nei diversi ambiti della vita quotidiana e collettiva. Secondo il presidente dell’ISS Walter Ricciardi gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute “saranno tra i più rilevanti problemi sanitari da affrontare nei prossimi decenni”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che tra il 2030 ed il 2050 nel mondo ci saranno 250.000 morti l’anno a causa di tali cambiamenti.

Le conseguenze dal punto di vista, sanitario, ambientale, economico e sociale sono incalcolabili.

“Abbiamo cercato di fare in modo che questo, a cominciare dalla modalità di organizzazione e di svolgimento del convegno, sia un ‘evento green’, sottolinea Ricciardi. A partire dall’interesse a usare meno carta, a risparmiare energia, a produrre meno rifiuti. “Come dire che abbiamo voluto un evento che fosse anche una manifestazione eco-sostenibile e rappresentasse contemporaneamente l’approdo di un percorso di progetti di ricerca e di attività istituzionale che hanno ispirato le decisioni della Presidenza Italiana del G7 del 2017”.

L’evento non rappresenterebbe, quindi, un semplice convegno, ma è piuttosto “un ‘impegno’, perché la certezza che oggi abbiamo conseguito sul fatto che il degrado ambientale e i fattori climatici siano correlati all’aumento dei rischi per la salute, diventi per noi assunzione di responsabilità a creare una rete globale per vigilare sugli scenari futuri e promuovere una prevenzione che parta da ognuno di noi trasformandosi in uno sforzo corale”.

“Ogni paese – conclude il presidente dell’Iss – deve fare la sua parte e ogni parte è il tassello di un mosaico che solo riunito insieme può produrre salute. I cambiamenti climatici sono uno dei temi fondamentali dell’Agenda 2030 e della Dichiarazione di Ostrava del 2017. Dovrebbero essere uno temi fondamentali nelle agende politiche di tutti paesi”.

 

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Attività fisica

Solo il 50% degli adulti e il 25% dei bambini svolgono livelli raccomandati di attività fisica. Sedentarietà responsabile del 14,6% di tutte le morti nel nostro Paese

Solo un italiano su due tra gli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica. Appena un bambino su quattro dedica al massimo un giorno a settimana (almeno un’ora) allo svolgimento di giochi di movimento. Inoltre, circa un italiano su tre pratica sport nel tempo libero, anche se tale pratica interessa maggiormente le fasce d’età più giovani.

Sono questi alcuni dei dati riportati nel Rapporto Istisan “Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività”. La ricerca è stata realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

“La promozione dell’attività fisica – sottolinea Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – è sicuramente importante a livello del singolo, ma anche e soprattutto in una visione societaria, per la quale diventa necessario un approccio multi-disciplinare e multi-settoriale, frutto della collaborazione di varie istituzioni e del coinvolgimento di diversi settori (educazione, trasporti, ambiente, politiche fiscali, media, industria, autorità locali), affinché l’attività fisica possa diventare direttamente integrata nella quotidianità di ognuno e affinché il singolo individuo possa farsi promotore della propria salute adottando uno stile di vita “attivo”.”

Non è solo un’attività sportiva di tipo strutturato o agonistico a mantenere il cittadino in buona salute. Sono infatti utili tutte le occasioni in cui si può combattere la sedentarietà (camminare, andare in bicicletta, fare giardinaggio, portare il cane a passeggio, ecc.).

Dal Rapporto Istisan emerge che la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia, pari a circa 88.200 casi all’anno.

La spesa in termini di costi diretti sanitari, invece, ammonta a 1,6 miliardi di euro annui per le quattro patologie ad essa maggiormente imputabili. Si tratta, nello specifico, del tumore della mammella e del colon-retto, del diabete di tipo 2 e della coronaropatia. Un aumento dei livelli di attività fisica e l’adozione di stili di vita salutari determinerebbero un risparmio per il Ssn pari a oltre 2,3 miliardi. Ciò in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, trattamenti ospedalieri e terapie farmacologiche evitate.

Anche i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parlano chiaro. Si stima che nel mondo un adulto su quattro non è sufficientemente attivo mentre l’80% degli adolescenti non raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica. In particolare, in Europa oltre un terzo della popolazione adulta e due terzi degli adolescenti non sembrano svolgere abbastanza attività fisica.

 

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Obbligo vaccinale. Ricciardi: ‘Pericoloso rimuoverlo, coperture basse’

Il presidente dell’Istituto superiore sanità in audizione in commissione Igiene e Sanità boccia il ddl vaccini e ribadisce il ruolo fondamentale dell’obbligo vaccinale

Sul tema dell’ obbligo vaccinale è tornato a esprimersi Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore sanità. In audizione in commissione Igiene e Sanità ha bocciato il ddl vaccini.

“In Italia – ha affermato Ricciardi – le strategie basate solo sulla comunicazione, l’offerta attiva e il potenziamento dei servizi vaccinali (tutti punti del ddl 770), in mancanza di un obbligo, non hanno dato i risultati sperati”.

Ricciardi ha poi ricordato come il Veneto venga spesso citato come Regione che ha fatto un investimento forte.

Tuttavia, “è stata la regione che ha palesato maggiori difficoltà nel raggiungimento della copertura, e oggi ha una serie di ritardi scontabili per questa impostazione, mentre l’obbligo ha dato risultati importanti”.

“Proporre – ha poi precisato Ricciardi riferendosi al cosiddetto ‘ obbligo vaccinale flessibile’ – in caso di emergenza interventi di obbligo locale potrebbe portare confusione, diseguaglianza, scarsa efficienza per mancata omogeneità nazionale, ed è un po’ un concetto in controtendenza in sanità pubblica”.

Secondo il presidente dell’Istituto superiore sanità “sarebbe meglio attendere l’anagrafe vaccinale nazionale e contestualmente preparare il nuovo piano vaccinale strategico”

Nel corso della sua audizione il presidente Iss ha poi ricordato anche come “prima del 1999, i dati di copertura vaccinale italiani erano eclatanti, vicini al 99%, e portati a esempio. Nel ’99, quando il Parlamento abolì la richiesta del certificato vaccinale per l’iscrizione a scuola si è verificato un progressivo abbassamento delle soglie di copertura vaccinale che sono sfociate poi, approssimativamente nel 2013, nell’andare sotto le soglie di sicurezza”.

Ricciardi ha messo in luce come in Italia vi sia un serio problema di coperture vaccinale.

E i giovani italiani “se crescendo si sposteranno incontreranno, purtroppo, dei germi per cui non hanno coperture”.

Nel ricordare l’importanza dell’Anagrafe nazionale Ricciardi ha evidenziato come “alcune Regioni non hanno ancora anagrafi informatizzate, per cui sostanzialmente le valutazioni si fanno ancora sul cartaceo, ma solo alcune hanno superato la soglia del 95%” di copertura vaccinale”.

Obbligo vaccinale ed eventi avversi

Quanto agli eventi avversi, il presidente Iss ha rimarcato come “praticamente in tutta Europa abbiamo oggi dei sistemi affidabilissimi” per la loro rilevazione.

“Alla fine – ha concluso Ricciardi – quando si va a ricostruire se tali effetti avversi, anche gravi, sono effettivamente avvenuti a causa della vaccinazione, le evidenze ci dicono che non è così: è molto importante la rassicurazione, quando spieghi a una mamma preoccupata che questi sono i dati, allora la mamma, generalmente, i figli li vaccina”.

 

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Presentata la prima indagine nazionale epidemiologica sul gioco d’ azzardo. Nel nostro Paese giocano 18 milioni di adulti e 700mila ragazzi

Diciotto milioni di italiani (un adulto su tre) hanno giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno. Di questi più di 13 milioni giocano in modo ‘sociale’. Due milioni presentano un profilo a basso rischio, mentre un milione e 400mila persone presentano un rischio moderato. Sono invece un milione e mezzo i giocatori problematici. Si tratta, nello specifico, di coloro che faticano a gestire il tempo da dedicare al gioco, a controllare la spesa, alterando inoltre i comportamenti sociali e familiari.

E’ quanto emerge dalla prima indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito dell’accordo scientifico con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il lavoro ha scattato una fotografia ampia del fenomeno. Ha preso in considerazione molti fattori sull’esperienza sociale del gioco e sugli elementi invece che possono concorrere all’instaurarsi del comportamento problematico. Un monitoraggio che, per il Presidente dell’ISS, Walter Ricciardi, può essere “una guida per valutare l’efficacia delle azioni di prevenzione e gli interventi di assistenza”.

Lo studio nella popolazione adulta ha coinvolto complessivamente un campione di 12.007 adulti, composto dal 47,6% di maschi e dal 52,4% di femmine. Nella popolazione scolastica italiana minorenne, invece, il lavoro ha coinvolto complessivamente 15.602 studenti in età dai 14 ai 17 anni (49,1% maschi e 50,9% femmine). Per questi ultimi, la normativa vigente vieta in assoluto la pratica del gioco d’azzardo.

Per Roberto Fanelli, Direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, le evidenze emerse confermerebbero che le azioni messe in campo per il contrasto al gioco patologico vanno nella giusta direzione. “Ma siamo solo all’inizio – sottolinea -. Stiamo già lavorando ad altre misure per rendere più sicuri e di qualità i prodotti di gioco”. Ciò “al fine di limitare i fenomeni di problematicità legati al Gioco d’azzardo patologico”.

Già da un anno, intanto, è attivo presso il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, il Numero Verde 800 558822. L’obiettivo è aiutare e orientare le persone con problemi legati al gioco d’azzardo e i loro familiari.

Qual è il profilo del giocatore problematico?

Rispetto ai giocatori “sociali” i giocatori problematici praticano di più le Slot e le video lotterie. Presentano, inoltre, stili di vita meno salutari: fumo, abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. Il rapporto dell’ISS ha indagato anche l’aspetto economico del gioco problematico. Il 5,8% dei giocatori problematici, infatti, ha ottenuto la cessione del quinto sullo stipendio rispetto allo 0,7 dei non giocatori. Il 27,7% ha ottenuto prestiti da società finanziare rispetto al 4% del non giocatore. Il 14,2% ha chiesto prestiti a privati rispetto allo 0,9% dei non giocatori.

Anche il luogo del gioco caratterizza il giocatore problematico rispetto al giocatore sociale. Rispetto al giocatore sociale, il giocatore problematico predilige i luoghi lontani da casa e dal lavoro, che garantiscono la maggior privacy. I giocatori sociali, invece, scelgono più spesso i luoghi vicino casa o vicino al posto di lavoro, con disponibilità di altri servizi.

L’indagine dedicata ai giovani studenti tra i 14 e i 17 anni ha rilevato che sono quasi 700mila quelli che giocano.

Sono 17enni nel 35% dei casi, con un divario di genere molto marcato e prevalente nei maschi: 4 su 10. I giovani giocatori problematici invece sono il 3% dei giovani giocatori (circa 70mila studenti), praticano soprattutto scommesse sportive (79,6%) e lotterie istantanee (70,1%).

Tra gli over 65, invece, sono circa 3 milioni quelli che giocano, senza divario di genere, sia uomini che donne. Di questi 3 milioni il 2% è un giocatore problematico. Preferiscono le lotterie come tipologia di gioco e lo fanno dal tabaccaio o al bar.

 

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igiene ospedaliera

Nel corso della sua lectio magistralis dal titolo “30 anni di igiene ospedaliera al Policlinico Gemelli”, Ricciardi ha sottolineato l’importanza della prevenzione in tema di infezioni ospedaliere.

Si ritorna a parlare di un argomento sempre attuale nella sanità italiana: quello della igiene ospedaliera e delle relative infezioni in corsia.

Il tema è stato al centro della lectio magistralis tenuta il 27 aprile scorso da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità.

“30 anni di igiene ospedaliera al Policlinico Gemelli”, tenuta a Roma nell’aula Brasca della Fondazione Policlinico universitario Gemelli -Irccs, per l’inaugurazione della XIV edizione del master universitario di II livello “Sepsi in chirurgia” promosso dall’Università Cattolica, è stata l’occasione per riflettere – ancora una volta – sul tema della igiene ospedaliera.

“Costi umani, sanitari ed economici, che derivano da comportamenti sbagliati e organizzazioni carenti – ha dichiarato Ricciardi – possono essere prevenuti tramite una migliore cultura da parte degli operatori”.

Come riportato da Sanità24, secondo Ricciardi nel nostro Paese “ci sono settemila decessi evitabili collegati alle infezioni ospedaliere, con un costo aggiuntivo pari ad un miliardo di euro”.

Numeri che danno da pensare, questi. Anche perché – secondo il presidente dell’Iss – il semplice lavaggio delle mani è “la singola procedura più importante che riesce a prevenire da sola il 40% delle infezioni ospedaliere”.

Una proceduta semplice che spesso non basta, però. E ciò in quanto “è importante anche la prevenzione tramite disinfezione e la sterilizzazione”.

All’intervento di Ricciardi ha fatto seguito una tavola rotonda con le testimonianze di esperti del Gemelli e della Cattolica.

A intervenire sono stati gli intensivisti Massimo Antonelli e Mariano Pennisi e l’ematologo Andrea Bacigalupo. Con loro erano presenti l’infettivologo Roberto Cauda, il chirurgo d’urgenza Daniele Gui e il microbiologo Maurizio Sanguinetti.

Gli esperti hanno parlato di come gli eventi epidemici abbiano modificato l’assetto geo-politico dell’Europa.

Al direttore sanitario della Policlinico A. Gemelli, Andrea Cambieri, sono state poi affidate le conclusioni dell’incontro. Cambieri ha definito il ruolo della Direzione Sanitaria nella prevenzione della sepsi in chirurgia.

Considerata, dunque, l’attualità del tema, il Master Sepsi in Chirurgia si propone di individuare un percorso multidisciplinare e unitario. Al centro del master vi sono la èrevenzione, la diagnosi e la terapia delle infezioni ospedaliere.

Il master è diretto da Gabriele Sganga, docente dell’Istituto di Clinica Chirurgica dell’Università Cattolica. Sganga è anche chirurgo della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

“Riconoscendo la validità e la fondamentale importanza degli avanzamenti tecnologici – dichiara Sganga – non vi è dubbio che, al di là della prevenzione, la vera e più efficace terapia per affrontare la sfida contro la sepsi è la conoscenza epidemiologica dei fattori di rischio, dei dati microbiologici, della fisiopatologia delle infezioni e di saper approntare iter diagnostici rapidi ed efficaci, applicando strategie chirurgiche appropriate”.

 

 

 

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