Trisomia 21 o sindrome di down: senza amniocentesi genitori risarciti

Trisomia 21 o sindrome di down: senza amniocentesi genitori risarciti

trisomia 21

La Cassazione accoglie il ricorso dei genitori di un bambino affetto da sindrome di down (trisomia 21). Leso il diritto della gestante a conoscere le condizioni del feto

Non aveva tempestivamente prescritto l’amniocentesi a una donna incinta. Il ginecologo era quindi stato citato in giudizio dalla paziente, la quale, dopo il parto, aveva scoperto che il figlio era affetto da sindrome di down (trisomia 21). La donna, in particolare, chiedeva il risarcimento del danno per aver sofferto di una ‘nevrosi ansioso depressiva’.

La gestante, in realtà, era stata informata della possibilità di effettuare l’esame, in un secondo momento, da altri medici. Tuttavia, si era rifiutata, facendo affidamento sulla mancata prescrizione da parte del proprio ginecologo.

Tale circostanza era stata determinante per l’esito dei primi due gradi del processo. In sede di merito, infatti, i Giudici non avevano riconosciuto la responsabilità del medico. A loro avviso il successivo rifiuto della futura mamma a svolgere l’amniocentesi assumeva efficacia causale esclusiva del danno. Tale volontà, in altri termini, rappresentava un evento con capacità interruttiva del nesso causale rispetto al comportamento del professionista. Il danno lamentato, pertanto, era da attribuire alla stessa paziente.

Di tutt’altro avviso invece la Cassazione, che si è pronunciata sulla vicenda con la sentenza n. 243/2017.

Gli Ermellini hanno evidenziato la non adempienza del medico rispetto all’obbligo informativo gravante nei confronti della paziente. La donna, a detta della Suprema Corte aveva diritto a conoscere tempestivamente lo stato di salute del feto. In tal modo, durante i successivi mesi di gravidanza, avrebbe potuto abituarsi e prepararsi, anche psicologicamente, ad affrontare la condizione patologica del nascituro. La lesione di tal diritto rappresenta dunque una perdita di chance. Da qui la decisione di accogliere il ricorso presentato dai genitori del bambino.

Per una disamina più approfondita del caso e per conoscere, nel dettaglio, le motivazioni della sentenza, si invita a leggere l’articolo “Amniocentesi mancata e figlio down: responsabilità medica” dell’Avv. Fabrizio Cristadoro.

 

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