In pronto soccorso per estrazione di un dente, il dentista paga i danni?

In pronto soccorso per estrazione di un dente, il dentista paga i danni?

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    Sono ricoverata in pronto soccorso per estrazione di un dente, posso chiedere al dentista il risarcimento del danno?

    Buongiorno, vi scrivo dal Pronto Soccorso dove sono ricoverata dopo le conseguenze dell’estrazione di un dente, vorrei sapere se ci sono gli estremi per intentare una causa di risarcimento danni nei confronti del mio dentista.

    Ecco cosa è successo. Una settimana dopo una panoramica che non evidenzia alcun impedimento a procedere, sabato mi è stato estratto il dente del giudizio inferiore sinistro semincluso. L’estrazione si presenta più semplice del previsto e in circa mezz’ora il dente viene estratto senza necessità di incisioni e mi vengono suturati alcuni punti. Vengo lasciata andare a casa con prescrizione antibiotica, di antinfiammatorio e colluttorio. Il dentista riceve compenso e mi fissa appuntamento per il sabato successivo per l’estrazione dei punti.
    Durante la domenica la guancia si gonfia e decido di recarmi dal medico di base per farmi prescrivere un paio di giorni di mutua. Lunedì vengo chiamata dall’assistente del dentista che mi chiede aggiornamenti circa la mia situazione. Riferisco che non riesco a stare senza antinfiammatorio e che la guancia si è gonfiata. Mi rassicura sul fatto che ci vorrà ancora un giorno per vedere scendere il gonfiore.

    Martedì la giornata procede nello stesso modo. Non avverto particolari peggioramenti ma nemmeno vedo migliorare la situazione. Mercoledì vado al lavoro, seppur gonfia, ma la situazione comincia a degenerare. Alle ore 13.00 circa mi metto in contatto con il dentista che mi indica di ravvicinare la somministrazione dell’antibiotico portandola da 12 a 8 ore. La sera il peggioramento. Risento il dentista che alle ore 18 circa mi consiglia di recarmi in Pronto Soccorso perché teme ci sia un’infezione in corso. Mi reco al PS, mi cambiano antibiotico e mi mandano a casa con un antidolorifico diagnosticandomi un ascesso. Nel corso della notte mi gonfio sempre più ed alle sette del mattino, dopo aver inviato le foto e spiegato la situazione al mio dentista, concordo di recarmi nuovamente in Pronto Soccorso, da dove vi sto scrivendo. Mi viene fatta nuova panoramica post estrattiva che conferma ascesso in corso.

    Da giovedì vengo sottoposta a nuova terapia antibiotica ed antidolorifica in vena e sabato vengo sottoposta a drenaggio dell’ascesso. Ora sono in attesa di capire come evolverà la situazione e per quanti giorni dovrò rimanere ricoverata.

    Oggi il mio dentista, che è rimasto sempre in contatto con me tramite SMS, è venuto a sincerarsi sulle mie condizioni. La mia precisa sensazione è questa. A seguito dell’estrazione, seppur semplice, di un dente del giudizio, lunedì o martedì avrebbero dovuto visitarmi. Probabilmente da una visita si sarebbero accorti dell’infezione e forse avrebbero potuto arginare la situazione cambiando antibiotico. L’unica negligenza che in sincerità rilevo è proprio questa.

    Ora, premesso tutto quanto sopra, esistono i presupposti per richiedere un risarcimento, se non altro della prestazione pagata?

    Molte grazie per la risposta.


    Gentile signora, non rilevo estremi per intentare richiesta di risarcimento. Unico neo, ma piccolo, quello da lei stessa sollevato. Sì, ha ragione, il collega avrebbe potuto farla andare in studio ed accertarsi direttamente del suo stato, ma in verità non ha mai smesso di essere in contatto con lei, le ha cambiato il dosaggio (è giusto prima di cambiare farmaco) e l’ha indirizzata al PS.

    Direi che davvero si tratta di complicanza e che la gestione della stessa è stata congrua.

    Cordiali saluti

    Marco Brady Bucci

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