Aggressioni agli infermieri, ecco le soluzioni proposte da Ipasvi

Aggressioni agli infermieri, ecco le soluzioni proposte da Ipasvi

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coordinati infermieristici

Dopo i recenti episodi di aggressioni agli infermieri, l’Ipasvi presenta due proposte per fronteggiare quella che è diventata una vera emergenza

A seguito dei sempre più frequenti casi di aggressioni agli infermieri in diversi ospedali italiani, l’Ipasvi ha lanciato un allarme per una situazione che è diventata d’emergenza.

È dai collegi Ipasvi di Bari e della Bat che è partita la proposta di istituire ambulatori See&Treat, nonché quella di attivare la cosiddetta “Fast Track”, ovvero dei percorsi più veloci di gestione infermieristica. Due punti importanti che fanno parte della proposta che è stata presentata al presidente della Regione Puglia e assessore alla sanità, Michele Emiliano, per fronteggiare i continui episodi di aggressioni agli infermieri.

“Si tratta di un fenomeno dilagante”, hanno dichiarato i presidenti dei Collegi Ipasvi di Bari e della Bat, Saverio Andreula (Bari) e Michele Ragnatela (Bat), fenomeno che coinvolge non solo gli infermieri, ma anche gli operatori sanitari nei servizi di emergenza/urgenza e nei pronto soccorso degli ospedali delle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani.

E sarebbe oltremodo semplicistico ridurre le aggressioni agli infermieri al piano “fisico”, perché queste molto spesso si traducono anche in aggressioni di tipo verbale che rendono complessa la gestione del lavoro in situazioni di emergenza. Al governatore della Puglia Emiliano, Ipasvi ha chiesto interventi risolutivi a tutela dell’integrità degli infermieri, soprattutto in un momento come quello estivo, che rischia di diventare ingestibile con l’arrivo dei turisti in Puglia e un prevedibile incremento degli accessi in Pronto Soccorso.

Il cosiddetto “overcrowding” rischia infatti di essere uno dei fattori scatenanti delle aggressioni agli infermieri e al personale sanitario, perché in un Pronto Soccorso affollato i tempi di attesa per i pazienti si dilatano inevitabilmente (specie considerate le alte percentuali per quanto riguarda gli accessi di minore gravità, che sono circa l’81% dei casi).

In questi casi “si dilatano i tempi di attesa soprattutto per i pazienti a gravità minore – scrivono Andreula e Ragnatela – che si innervosiscono e ingaggiano con il personale infermieristico vere e proprie contese per ottenere, nell’immediato, risposta ai loro desiderata innescando reazioni che si traducono in episodi di violenza”.

La prima soluzione proposta dai collegi Ipasvi è quindi quella di ripetere l’esperienza virtuosa già sperimentata con successo in Toscana dei See&Treat. “Si tratta di protocolli di gestione infermieristica per patologie non urgenti” sottolineano Andreula e Ragnatela.

E i risultati di questi ambulatori infermieristici per le problematiche cliniche di natura minore, ad oggi, sono stati più che soddisfacenti.

L’assistenza è stata valutata in modo eccellente nel 64% dei casi, percentuale che sale all’86% per cento per la risoluzione dei problemi, con tempi di attesa inferiori ai 10 minuti.

La seconda soluzione proposta è quella del “Fast Track”, ovvero un percorso veloce di gestione infermieristica attuato dall’infermiere di triage con competenze specifiche. “Questo significa – dichiarano i presidenti di Bari e della Bat – inviare il paziente direttamente allo specialista e/o alla diagnostica in presenza di procedure e protocolli validati dall’Azienda, così da bypassare la fase di inquadramento e valutazione clinica del medico di pronto soccorso”.

Due innovazioni importanti che, secondo Andreula e Ragnatela, “possono produrre risultati eccellenti non solo sulla qualità delle prestazioni erogate ai cittadini ma anche per rendere più sicure e protette le prestazioni professionali degli infermieri sottraendoli alle aggressioni”.

 

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