Agguato in ospedale a Napoli, spari al Vecchio Pellegrini

Agguato in ospedale a Napoli, spari al Vecchio Pellegrini

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Obiettivo dell’agguato in ospedale un giovane di 22 anni, ora in condizioni stabili, arrivato al Pronto soccorso con ferite di arma da fuoco. FNOMCeO: episodio inaccettabile per sicurezza operatori sanitari

La scorsa notte un sicario a volto coperto con il casco integrale ha fatto irruzione all’interno del Vecchio Pellegrini di Napoli. Obiettivo dell’agguato in ospedale un giovane di 22 anni appena trasportato in Pronto soccorso per delle ferite di arma da fuoco alle gambe. Sull’episodio indagano i carabinieri, coordinati dall’Antimafia.

Secondo quanto riferisce il Commissario straordinario dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva, l’uomo avrebbe sparato ad altezza d’uomo. Il tutto senza curarsi del fatto che sulle scale del Pronto soccorso, c’erano almeno quattro o cinque persone. Tra questi due minorenni che accompagnavano il ‘bersaglio’ e che verosimilmente sarebbero stati feriti di striscio proprio in ospedale. I due giovani, tuttavia, si sarebbero allontanati dalla struttura prima che venissero contattati i genitori. Stabili, invece, le condizioni del 22enne.

“Poteva essere una strage” ha sottolineato Verdoliva, evidenziando come di questo passo “arriveremo ai camici bianchi antiproiettile”.

Sulla vicenda  dell’agguato in ospedale a Napoli è intervenuta anche la FNOMCeO, chiedendo un incontro urgente con il Ministro della Salute Giulia Grillo. “Non è possibile, in un paese civile, che medici e infermieri siano costretti ad operare in condizioni prive di ogni sicurezza, finendo addirittura coinvolti in una sparatoria”. A sottolinearlo il presidente della Federazione Filippo Anelli.

“Tutti i trattati internazionali – prosegue – vietano, in battaglia, di aprire il fuoco contro chi soccorre i feriti, così come, in guerra, di bombardare ospedali o di sparare contro i mezzi di soccorso. Che questo possa accadere in tempo di pace e, soprattutto, che non ci siano le condizioni per prevenirlo, è un fatto inaccettabile. Gli operatori sanitari garantiscono un diritto previsto dalla Costituzione, se la loro sicurezza e la loro stessa vita sono a rischio lo è anche il diritto alla salute di tutti i cittadini”.

La FNOMCeO chiede dunque l’attivazione immediata di un Tavolo con tutte le professioni sanitarie, che metta a punto una strategia d’azione seria, concreta e tempestiva, e su più livelli. “Nell’immediato – afferma Anelli –  va accelerato l’iter di approvazione del Disegno di Legge sulla sicurezza  degli operatori sanitari. Va inoltre previsto un fondo dedicato, che permetta di mettere in sicurezza le sedi, di assumere personale, di definire azioni di tutela delle persone. Va, infine, previsto un percorso di formazione sia per i professionisti sia per i cittadini, con progetti di comunicazione mirati e di educazione civica nelle scuole”.

 

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