Avvocati e magistrati, in arrivo aggravanti in caso di reato

Avvocati e magistrati, in arrivo aggravanti in caso di reato

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Approvato dal Senato il ddl che inasprisce le sanzioni per gli illeciti di concussione, corruzione in atti giudiziari, millantato credito e traffico di influenze illecite

Introduzione di aggravati specifiche, con aumento fino alla metà della pena, se il reato è commesso da coloro che svolgono la professione forense o esercitano l’attività giurisdizionale. E’ quanto prevede il disegno di legge n. 2291 recante modifiche agli articoli 317, 319-ter, 346 e 346-bis del codice penale. I reati in questione sono, nello specifico, concussione, corruzione in atti giudiziari, millantato credito e traffico di influenze illecite.

Il testo, composto da cinque articoli, è stato approvato dal Senato e passerà ora all’esame della Camera dei Deputati. “La ulteriore differenziazione tra le sanzioni – si legge nella relazione introduttiva del provvedimento – appare giustificata dalla necessità di rimarcare il diverso disvalore sociale della condotta di coloro che svolgono l’attività e le funzioni suindicate rispetto alle altre, in ragione delle diverse posizioni giuridiche ricoperte, laddove in tali casi, risulta maggiore l’aspettativa di affidabilità e di liceità delle condotte”.

Entrando nel dettaglio della proposta, il ddl prevede, all’articolo 1, che la pena prevista per il reato di ‘concussione’, disciplinato dall’articolo 317 del codice penale, è aumentata fino alla metà se i fatti sono commessi in relazione all’esercizio di attività giudiziarie, ampliando quindi ulteriormente la platea dei soggetti attivi delle condotte di reato.

L’articolo 2, invece, introduce l’aggravante della pena aumentata fino alla metà per il reato di ‘corruzione’ in atti giudiziari ex articolo 319-ter del codice penale, qualora colui che dà o promette al pubblico ufficiale denaro o altra utilità sia un magistrato, un appartenente al personale amministrativo degli uffici giudiziari, ovvero un avvocato.

La stessa aggravante è prevista anche dall’articolo 3 per l’ipotesi di reato di ‘induzione indebita a dare o promettere utilità’ (articolo 319-quater del codice penale) e per dall’articolo 4 per il reato di ‘millantato credito’ (articolo 346 del codice penale), se i fatti ivi previsti vengano commessi in relazione all’esercizio di attività giudiziarie.

L’articolo 5, infine, interviene sul reato di ‘traffico di influenze illecite’ (articolo 346 del codice penale) il quale già prevede l’aumento di pena se i fatti sono commessi in relazione all’esercizio di attività giudiziarie; il disegno di legge stabilisce anche in questo caso che l’incremento possa arrivare fino alla metà della pena statuita.

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