Buone pratiche in ginecologia, ecco il decalogo essenziale

1 COMMENTO O STORIA

  1. Da QS dove è riportata intervista : “È fondamentale dare una corretta e completa informazione alle donne……?. concentrarci sulle buone pratiche è essenziale ……..un buon utilizzo delle tecnologie disponibili. ……ricordare, a noi stessi in primis, l’importanza delle buone pratiche. …..”.
    BENE completa informazione e che si evinca ciò dalle documentazioni cliniche rilasciate ai pazienti … informazioni corrette e totali, consenso scritto e riportato in cartella per tutte quelle procedure che possono causare danni … come episiotomie, ventose, kristeller … cosa per altro già consigliato di fare delle linee guida rcog, le più usate in campo ostetrico … e molto altro … che spesso le cartelle “laconiche” purtroppo non riportano.
    Buone pratiche di cui le donne devono e hanno il diritto di essere informate e che si evinca dalle documentazioni che queste pratiche siano state adottate e che non si ricostruiscano con illazioni solo se dobbiamo difenderci. Il medico è tenuto per il ruolo che ricopre a riportare tutto in cartella .. non solo per legge ma anche per il giuramento fatto e per il codice deontologico.
    Buon utilizzo delle tecnologie … quindi uso anche delle ecografie intrapartum per definire posizioni e stazioni fetali prima di parti operativi destruenti con ventose e manovre collegate…. come di fatti le ultime linee guida rcog consigliano … e lo stesso Prof Arduini consigliava già da tempo….
    Importanza delle buone pratiche… sia quando agiamo sia quando dobbiamo, non solo negli audit clinici, valutare l’ accaduto in base alla documentazione e ai danni… insomma onestà intellettuale..

    “Tutelare la sicurezza delle donne in tutte le fasi della loro vita e in particolare nel parto è il nostro obiettivo”
    Vero …la diade madre feto… e secondo voi lo facciamo quando neghiamo un cesareo e arriviamo a rendere incontinente una donna rovinando il pavimento pelvico o non salviamo un bimbo perché a tutti i costi abbiamo risparmiato un cesareo e abbiamo usato ventose, kristeller abuso di ossitocina e ampie episiotomie etc…..? Questa è la tutela delle donne.?!

    “….particolare attenzione sulla gestione clinica e strumentale della paziente a basso rischio, puntando i riflettori anche sugli aspetti medico legali alla luce della nuova normativa sulla responsabilità civile”.
    Gestione clinica e strumentale……se in un travaglio si arriva a usare strumenti o manovre che possono causare danni come quelle già menzionate, la donne deve essere pienamente informata e informata dell’ alternativa sicura (In questo caso cesareo ) come la rcog riporta e se non vi è traccia documentale del consenso altro che responsabilità civile … la costituzione su questo è chiara per tutte le branche mediche… compresa l ostetricia….e anche il codice deontologico.

    “La parola d’ordine è quindi guardare alla donna a 360°”.
    La violenza ostetrica di cui molto si è parlato in questi giorni non sembra confermare l’idea di una donna guardata a 360 gradi ma piuttosto di una donna contenitore visto che per molte manovre, che possono causare danni al pavimento pelvico, non sembra essere per qualcuno neanche necessario uno straccio di consenso informato. …

    “9. L’incontinenza urinaria si può prevenire, oltre che curare. VERO”
    VERO …. cominciando in sala parto evitando l’abuso di ventose, episiotomie, kristeller, lunghi travagli , abuso di ossitocina… tutto per dimostrare di aver risparmiato un cesareo, causando lacerazioni e danni al pavimento pelvico inemendabili…. ricordo che l’OMS non dice di ridurre a tutti i costi il tasso dei cesarei ma di mettere al centro il benessere della diade MADRE FETOnon del solo feto. I danni derivanti dall’ uso di queste manovre sono ben noti e riportate sia dalla rcog che in tutta la letteratura…..

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