Carenza di medici, chiude il punto nascite dell’ospedale di Termoli

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carenza di medici

Il Ministero della Salute: decisione di porre fine all’attività del punto nascite scaturisce, tra l’altro, dalla disamina dei dati relativi agli standard di sicurezza

Chiude per carenza di medici il punto nascite dell’ospedale di Termoli. Il provvedimento è stato firmato dal commissario alla Sanità per il Molise, Angelo Giustini, dopo un incontro in Comune con oltre 30 amministratori locali. Il 30 giugno saranno possibili gli ultimi ricoveri di donne in gravidanza; dal primo al 7 luglio posto per gli ultimi nati. Poi le pazienti dovranno decidere a quale ospedale rivolgersi.

All’origine del provvedimento c’è la carenza di medici, conseguente ai pensionamenti e al blocco del turn over determinato dal Piano di rientro dal deficit sanitario. Restano invece a Termoli il reparto di Pediatria, per prestazioni sanitarie e ricoveri, e la divisione di Ginecologia con l’ambulatorio.

L’ospedale più vicino è a Vasto, in provincia di Chieti, cioè a oltre 30 chilometri di distanza.

“Sposteremo l’attenzione dai tavoli molisani a quelli romani – ha detto il sindaco di Termoli Francesco Roberti -. Siamo pronti a formulare le dimissioni di tutti gli 80 sindaci del Basso Molise. Per il ministro Grillo e il Mef il Molise non esiste, tranne quando ci chiedono di dare l’acqua alla Campania, di prenderci i rifiuti di Napoli, di accogliere i migranti, di superare gap energetici, abbiamo accettato turbogas e parchi eolici. Noi ci apriamo e siamo pronti. Invece quando chiediamo qualcosa non siamo ascoltati. Siamo pronti a formulare ad andare dal presidente della Repubblica Mattarella che ci dovrà garantire che non esistono cittadini di serie A e di serie B”.

Il Ministero della Salute, attraverso una nota, fa sapere  “che il parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale è scaturito dalla disamina dei dati relativi agli standard di sicurezza previsti dall’accordo Stato Regioni 16.12.2010, oltre che dalla tendenziale diminuzione dei volumi di attività riscontrati a partire dal 2010”.

Secondo il dicastero  il punto nascita di Termoli, “oltre ad alcuni disallineamenti rispetto agli standard richiesti non ha alcuna condizione di disagio orografico attestato dalla bassa fidelizzazione delle donne dei comuni del suo bacino di utenza che da anni scelgono di partorire in altri punti nascita, anche fuori Regione, e più distanti da Termoli”.

“Per quanto riguarda la carenza dei medici in Molise, e non solo – fanno infine sapere da Lungotevere Ripa –  si sta provvedendo con interventi resi possibili dalle norme contenute nel decreto Calabria sia in prospettiva di lungo termine attraverso assunzioni oggi rese possibili, ma anche nell’immediato grazie alla possibilità di conferire incarichi a tempo determinato a medici specializzandi dell’ultimo e penultimo anno”.

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