Colpa o non colpa se la cartella è compilata ‘bene’: dipende dal...

Colpa o non colpa se la cartella è compilata ‘bene’: dipende dal CTU!

colpa o non colpa

Sembrerebbe un quesito facile ad una lettura a riflessione zero! Colpa o non colpa? Esaminiamo un caso “semplice” per approdare ad una fattispecie complessa

Il caso che alleghiamo parla di un caso semplice sia dal punto di vita medico legale che da quello giuridico, ma partendo dal caso in esame cambieremo un solo elemento per domandarci: colpa o non colpa?

La sentenza descrive un caso di tiroidectomia per carcinoma papillifero in cui il chirurgo ha colposamente leso entrambi i nervi ricorrenti causando danni ingenti alla paziente che sono stati valutati 40 punti dal CTU nominato e risarciti, anche in termini di incidenza sulla capacità lavorativa specifica, con la somma di 293mila euro.

Riportiamo di seguito il passo conclusivo sulla responsabilità del chirurgo per poi porci la fatidica domanda che cambierebbe le prospettive conclusive (forse!):

“…Invero nella descrizione di intervento contenuta nella cartella clinica è emerso come l’operatore – pur in presenza di tiroide aumentata di volume e interessata da due noduli, interessata da postumi flogistici con estese aderenze e superficie adese nel conteso di una rete vascolare comunemente non presente – abbia solo proceduto alla “preparazione, doppia legatura e sezione del peduncolo inferiore”.

Non vi è traccia dunque della preventiva e centrale procedura di individuazione in sede ed isolamento dei nervi laringei prima della eradicazione della ghiandola tiroidea, e ciò proprio al fine di scongiurare quel rischio seppur minimo (2%) di lesione dei nervi ricorrenti infatti occorsa.

Il ctu ha invero descritto come nella chirurgia convenzionale il nervo ricorrente è generalmente identificato e preparato alla sua emergenza dallo stretto toracico con successivo isolamento in direzione caudo-craniale, consentendo tale metodo la sua individuazione prima che si possa verificare una sua bi o triforcazione sovente presente. Misure precauzionali aggiuntive richiedono l’uso di sistemi ottici di ingrandimento ed una scrupolosa emostasi.

Una volta individuato, il rispetto del nervo può essere ottenuto con una ultralegatura dei vasi dovendo essere liberato solo nella sua faccia anteriore al fine di prevenire danni ischemici secondari, utilizzando eventualmente dei passalacci per fare delle legature superselettive.

Una volta così isolato il nervo e le due paratiroidi si può provvedere alla dissezione del lobo tiroideo in senso lateromediale.

Ebbene di tale accurate manovre -necessarie per evitare la complicanza peraltro rara prevista in tali casi- non vi è traccia nell’operazione condotta dal dott. B…”

Che difficoltà esiste ad affermare che il chirurgo sia stato negligente e imperito con una descrizione dell’atto operatorio come descritta nella sentenza? Alcuna!

Adesso, però, ammettiamo il caso che il chirurgo operatore avesse descritto (furbamente) in cartella di aver isolato e preparato i nervi ricorrenti. Che cosa avrebbe concluso il CTU (deducente) a fronte delle complicanze successe ugualmente alla paziente (ossia quelle descritte nella sentenza allegata)?

Forse sarebbe meglio riformulare la domanda rivolgendola ai medici legali, lettori di questo quotidiano.

Cosa rappresentereste al giudice in un caso simile? Colpa o non colpa del chirurgo?

Colpa? Scrivetemi il perché.

Non colpa? Motivate bene il perché.

Delle vostre risposte, inviate in anonimato, all’indirizzo e-mail galipo@libero.it, darò atto sulle pagine del giornale la prossima settimana con un commento personale.

Vi prego abbiate il piacere di partecipare a questo piccolo “seminario” in quanto il contraddittorio ci rende tutti migliori.

Dr. Carmelo Galipò

(Pres. Accademia della Medicina Legale)

SCARICA QUI LA SENTENZA

 

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