Conto corrente cointestato: va considerato una donazione indiretta?

Conto corrente cointestato: va considerato una donazione indiretta?

Conto corrente cointestato: va considerato una donazione indiretta?

Il Tribunale di Potenza ha fornito chiarimenti in merito al conto corrente cointestato e ai casi in cui si possa considerare una donazione indiretta

Quando si parla di conto corrente cointestato, questo deve essere considerato una donazione indiretta?

Secondo la sentenza numero 915/2017 del tribunale di Potenza, in presenza di un animus donandi, la cointestazione di un conto corrente bancario va considerata una donazione indiretta.

Un conto corrente cointestato, infatti, in queste circostanze, non necessita del requisito formale dell’atto pubblico per la sua validità.

Il principio era già ampiamente consolidato in giurisprudenza. Di recente, è stato riaffermato proprio nella sentenza in oggetto.

Questa ha precisato che, se invece la sussistenza dell’animus donandi non è provata, la cointestazione va considerata come comproprietà della giacenza e dei titoli.

Accade dunque che l’animus donandi assume un ruolo fondamentale per la corretta identificazione della cointestazione come donazione.

Infatti, “la mera cointestazione di un conto corrente o di titoli anche a firme disgiunte, non integra, comunque, di per sé un atto di liberalità a favore del cointestatario”.

A questo fine è invece necessaria la prova che, al momento della cointestazione, il proprietario del denaro fosse animato esclusivamente da uno scopo di liberalità. Chi possiede il denaro è colui che ha immesso nel conto le risorse finanziarie o ha pagato il prezzo dei titoli che sono poi stati immessi nel dossier.

Ebbene, nel caso preso in esame dai giudici, mancava una situazione giuridica differente rispetto a quella che risultava dalla cointestazione.

Ne consegue, pertanto, che alla luce di quanto affermato, il Tribunale non ha potuto che affermare la proprietà del denaro presente sui buoni postali e sul libretto di risparmio in parti uguali tra i titolari del conto corrente cointestato.

In tal modo, i giudici hanno dichiarato il subentro degli eredi di uno dei cointestatari nella quota di proprietà di questo. Ciò, ai sensi dell’articolo 582 del codice civile.

 

 

 

Hai avuto un problema simile? Scrivi per una consulenza gratuita a redazione@responsabilecivile.it o scrivi un sms al numero WhatsApp 3927945623

 

 

 

 

Leggi anche:

CONTO CORRENTE EREDITATO: LA BANCA PUÒ RIFIUTARE IL PRELIEVO?

 

 

image_pdfSalva in pdfimage_printStampa

IL TUO COMMENTO E LA TUA STORIA

Scrivi il tuo commento o raccontaci la tua storia!