Diabete di tipo 2, diversi scenari geografici nel 2045

Diabete di tipo 2, diversi scenari geografici nel 2045

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La diffusione del diabete di tipo 2 presenta differenze regionali notevoli, evidenziate da uno studio commissionato da Cities Changing Diabetes

Il diabete di tipo 2 è in aumento e nel 2045 saranno diversi gli scenari geografici di prevalenza regionale. Lo annuncia una ricerca commissionata da Cities Changing Diabetes e condotta dall’University College di Londra, Steno Diabetes Centre di Copenhagen e Novo Nordisk, presentata al congresso della European Association for the Study of Diabetes.

Il diabete di tipo 2 è la tipologia più frequente, interessa circa il 90% dei casi, è tipico dell’età matura. Studi dimostrano una stretta correlazione tra l’obesità e l’insorgenza di questo tipo di diabete, per questo tra gli obiettivi dell’Oms c’è quello di bloccare la crescita di diabete e obesità.

Nel mondo ci sono circa 650 milioni di persone obese e 400 milioni di soggetti con diabete di tipo 2.

Scenari futuri

Gli studi dimostrano che per stabilizzare il numero delle persone con diabete al 10% della popolazione mondiale sarebbe necessario ridurre del 25% la prevalenza dell’obesità.

In base a tali considerazioni lo studio ha disegnato due scenari possibili: past trend e target. Il primo è una proiezione fatta a partire dai trend di crescita registrati finora, cioè senza alcun intervento correttivo. Il secondo, che è lo scenario più favorevole, traccia una stima di cosa accadrebbe se si riuscisse a centrare l’obiettivo di riduzione del 25% entro il 2045.

Lo studio ha utilizzato i dati sull’indice di massa corporea di tutte le nazioni del mondo dal 2000 al 2014 forniti dalla Non-communicable Disease Risk Factor Collaboration.

Il diabete d tipo 2 in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, si passerebbe dall’attuale prevalenza di diabete dell’8,3% al 10,5% nello scenario past trend e al 9,1% nello scenario di intervento.

Nella città di Roma la prevalenza di diabete è dell’8,3%. Secondo lo scenario past trend, nel 2045 si arriverebbe ad un tasso di diabete di tipo 2 del 10,4%; ma applicando il correttivo della riduzione del 25% del tasso di obesità (scenario target), la prevalenza di diabete di tipo 2 nel 2045 si attesterebbe sull’9,1%.

In altre parole, da qui al 2045 si eviterebbero oltre 40.000 nuovi casi di diabete di tipo 2 solo per la città di Roma e oltre 120 milioni di euro di spesa sanitaria.

Differenze geografiche

La regioni dove IMB (35,7%) e diabete di tipo 2 (13,2) sono più alti è il Nord America e Caraibi. Secondo lo scenario past trend nel 20145 si arriverebbe a una prevalenza del 51,5% e del 16,8%.

Se riuscisse a tagliare del 25% la prevalenza di obesità (scenario target) si raggiungerebbe una prevalenza del 13,1% per i tassi di diabete. Il che, tradotto in numeri, significherebbe evitare la comparsa di diabete in 15,3 milioni di persone.

La regione con i tassi più bassi di diabete è al momento l’Africa (3,3% di prevalenza), nonostante la prevalenza di obesità si attesti intorno al 9%. Se la crescita dovesse continuare con gli attuali trend però anche in questa zona del mondo entro il 2045 la prevalenza di diabete arriverebbe al 4,2% e quella di obesità al 16,4%.

Nella regione del Sud-Est asiatico, i tassi attuali di obesità sono tra i più bassi al mondo (4%), mentre sono relativamente elevati quelli di diabete (8,7%).  Secondo lo scenario past trend si arriverebbe a un tasso di obesità del 7,9% e a uno di diabete del 12%. Nello scenario di intervento, il tasso di obesità sarebbe del 3,1% mentre quello di diabete di tipo 2 del 10,7%, con un risparmio cioè di 17,1 milioni di casi di diabete di tipo 2.

Per quanto riguarda l’Europa, dove la prevalenza del diabete si attesta attualmente intorno al 9,2% e quella di obesità al 26,3%, con lo scenario past trend si arriverebbe a una prevalenza di diabete dell’11,5%, con quello di intervento il tasso di diabete di tipo 2 rimarrebbe sostanzialmente stabile, intorno al 9,6%.

Barbara Zampini

 

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