Disinfettanti biologici per sconfiggere le infezioni ospedaliere

Disinfettanti biologici per sconfiggere le infezioni ospedaliere

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disinfettanti biologici

Uno studio italiano individua nei disinfettanti biologici a base di microrganismi non patogeni la soluzione alternativa ai disinfettanti tradizionali per le ridurre la carica microbica patogena ambientale nei nosocomi

Disinfettanti biologici a base di microrganismi non patogeni, simili ai probiotici che si assumono per ristabilire l’equilibrio della flora intestinale. Questa, secondo una recente ricerca, la possibile soluzione al problema delle infezioni ospedaliere. Si tratta di un’alternativa ai disinfettanti tradizionali contro i quali germi più pericolosi stanno divenendo via via resistenti. Sarebbero in grado, infatti, di “scacciare” questi germi multiresistenti da pavimenti e superfici di ogni genere, oltre ad essere ecologici ed economici.

Lo studio multicentrico, denominato SAN-ICA, è stato coordinato dal Laboratorio Interdipartimentale CIAS dell’Università di Ferrara. Ha visto coinvolta in prima linea anche la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Hanno collaborato, inoltre, il Consorzio Futuro in Ricerca di Ferrara, le Università di Udine, Pavia, Messina e l’Università Bocconi, oltre alle Aziende USL di Ferrara, Feltre e Tolmezzo. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Plos One”.

“Nel complesso questo studio contribuisce a sottolineare il ruolo della rimodulazione del microbiota ambientale nella sanificazione delle strutture sanitarie introducendo la possibilità di un approccio ecologico di elevata efficacia nelle strategie di Infection Control and Prevention, contribuendo alla riduzione delle infezioni ospedaliere e dei costi a esse associate”. Lo ha dichiarato il prof. Sante Mazzacane, coordinatore del gruppo di studio SAN-ICA e docente presso l’Università degli Studi di Ferrara.

“L’impiego dei probiotici per la sanificazione è già utilizzato da alcuni anni in alcune strutture sanitarie”.

A spiegarlo è Filippo Berloco, Responsabile UOS Servizio radioprotezione e igiene ospedaliera, UOC Igiene ospedaliera, Direzione Sanitaria, Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS – Università Cattolica. “Negli ultimi anni – afferma Berloco – si sono notevolmente diffusi i germi patogeni resistenti a uno o più antibiotici. La loro presenza in ospedale desta particolare apprensione, perché può portare a pericolose e anche letali infezioni nei pazienti ricoverati”.

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) rappresentano un problema globale che coinvolge fino al 15% dei pazienti ospedalizzati nel mondo. In Europa 3,2 milioni di pazienti acquisiscono un’ICA ogni anno, 37 mila muoiono come diretta conseguenza di tali infezioni. Studi condotti in ospedali italiani mostrano un’incidenza delle ICA del 5-10% con un tasso di mortalità fino al 20-30%. I sistemi oggi in uso per sanificare i reparti ospedalieri funzionano sempre meno bene perché questi germi stanno imparando a resistere anche ai tradizionali disinfettanti. Servono quindi alternative efficaci e rispettose dell’ambiente, di qui l’idea di “scacciare” i germi cattivi con quelli buoni.

I microrganismi utilizzati in questo studio come disinfettanti biologici non sono molto diversi da quelli presenti nella flora intestinale umana. “Lo studio – continua Berloco – ha evidenziato significativi vantaggi in termini di riduzione delle infezioni ospedaliere (le cosiddette ICA), oltre che della carica microbica presente sulle superfici, con particolare riguardo ai germi resistenti agli antibiotici. Inoltre l’effetto perdura anche a distanza di diverse ore dall’intervento, a differenza di quanto accade quando si impiegano prodotti chimici come i disinfettanti a base di cloro”.

Tutte le tipologie di infezioni sono diminuite.

Parallelamente alla significativa riduzione delle ICA (l’incidenza delle stesse è passata dal 4,8% al 2,3% con un calo di oltre il 50%), si è osservata una drastica diminuzione della carica microbica patogena ambientale (in media del 83%).
Per gli operatori addetti alle pulizie l’utilizzo dei probiotici non comporta l’applicazione di sistemi molto diversi da quelli abituale. Si impiegano infatti panni pre-impregnati con una soluzione contenente i microrganismi per la sanificazione dei pavimenti, e formulazioni spray per arredi e superfici verticali.

 

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