Aperta un’indagine a Napoli per la falsificazione dei test d’ingresso di medicina, denunce di irregolarità in tutta Italia.
La Procura di Napoli ha aperto un’indagine per la falsificazione dei test d’ingresso di medicina alla Federico II.
I fatti risalgono allo scorso 5 settembre, data in cui si sono svolti i temutissimi test per accedere alle facoltà di medicina di tutta Italia.
L’inchiesta è coordinata dal Pm Ida Frongillo, magistrato in forza al pool reati contro la pubblica amministrazione.
Il caso
L’indagine è scattata a seguito di una intercettazione telefonica dalla quale risultava la falsificazione dei test d’ingresso di medicina. Il reato ipotizzato è quello della corruzione, con perquisizione e sequestri messi a punto dalla polizia giudiziaria il giorno del test.
Gli iscritti nel registro degli indagati dalla procura partenopea sono un’impiegata della Federico II e il marito. Coinvolti anche due esponenti delle forze dell’ordine, genitori di due candidati aspiranti medici presenti al test.
Durante le perquisizioni è stato trovato in possesso di uno dei candidati un algoritmo. Una sequenza in grado (forse) di assicurare la risposta esatta e quindi il posto in facoltà. Sono in corso gli accertamenti per verificare la compatibilità dell’algoritmo con la risoluzione dei quiz.
La Procura ha anche predisposto una consulenza su telefonini e computer sequestrati ai coniugi e ad altri indagati. Si cercano conversazioni degne di attenzione da un punto di vista investigativo.
Gli avvocati degli indagati si dicono certi che dagli accertamenti emergerà la loro totale estraneità ai fatti.
Molte le irregolarità segnalate da tutta Italia
Alla Federico II di Napoli la procura sta accertando la falsificazione dei test d’ingresso ma la denuncia di brogli coinvolge i principali atenei nazionali.
Secondo Consulcesi gli studenti accusano imbrogli alla Sapienza di Roma (21% dei casi), all’Università Federico II di Napoli (13%), all’Università degli Studi di Catania (10%), all’Università di Palermo (9%) e alla Statale di Milano (5%).
Tra le denunce più frequenti risultano: problemi relativi alla scheda anagrafica (19% dei casi), non rispetto delle tempistiche (15%), mancati controlli (13%) e utilizzo di smartphone (10%).
«Più che una prova, il test d’ingresso alle facoltà di Medicina è una lotteria, per di più falsata da numerosi errori e irregolarità. Da 18 anni, da quando nel ‘99 venne istituito il Numero Chiuso, facciamo ricorsi. Il Numero Chiuso deve essere un’eccezione e non la regola, come previsto dalla Costituzione», dichiara Marco Tortorella, legale di Consulcesi.
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