Falsità e incapacità sono la rovina della medicina legale

Falsità e incapacità sono la rovina della medicina legale

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Non c’è speranza per la medicina legale se non si eliminano quei vasti serbatoi di parzialità frammista a falsità dei consulenti del giudice. Sono davvero scoraggiato!

La falsità e l’incapacità sono il vulnus della medicina legale e del contenzioso relativo. L’assenza di autorevolezza del medico legale e il godimento per il compiacimento in genere dei CCTTUU sono le piaghe della giustizia.

Per fortuna che non tutti son così ed esistono le isole felici dove la saggezza, l’onesta intellettuale, il confronto trasparente, la diligenza rappresentano le regole del gioco.

Un “gioco” i cui attori sono i cittadini danneggiati che probabilmente scontano le loro pene terrene per raggiungere la felicità eterna e che quindi sulla terra hanno bisogno dei tiranni che infliggono loro queste pene (sempre per chi crede in un aldilà dove chi governa è un Dio e Creatore!).

Oggi sono rimasto sconvolto da una udienza “allegra” dove i CCTTUU hanno mentito spudoratamente oltraggiando la verità e quindi sono qui a scrivere quello che ho sempre scritto e evidenziato a chi decide delle sorti degli altri (il legislatore):

  • Il CTU deve essere terzo e non è conveniente che non abbia l’esclusività con il Tribunale. Ossia, il ctu non deve essere un fiduciario di compagnia né uno che difende esclusivamente i medici e le strutture (mi perdonino quei colleghi onesti e abituati alla terzietà che invece fanno la loro degna parte anche se in privato indossano queste vesti);
  • Il CTU deve essere competente, e per competente non solo intendo che conosca la propria materia specialistica, ma soprattutto intelligente, in quanto nell’intelligenza sono ricompresi la sensibilità, la moralità e quant’altro necessario per ricercare la verità;
  • Il CTU medico legale deve essere colto in diritto in quanto deve rappresentare al giudice, semplificandole, le risultanze della scienza medica e della best practice. E quindi non deve essere, in una collegiale, il “segretario di redazione” o come lo definiscono alcuni colleghi, il “passacarte dello specialista”.

E quindi?

Quindi bisogna creare una apposita commissione che certifichi la qualità dei consulenti di ufficio e del PM sia in termini tecnici che di “specchiata moralità”. Ma quando si potrà fare? Quando la sensibilità del legislatore sarà svincolata da interessi politici a vantaggio del bene dei cittadini che lo hanno reso tale!

 

Dr. Carmelo Galipò

(Pres. Accademia della Medicina Legale)

 

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