Ferita al collo con un cacciavite, dottoressa grave a Crotone

Ferita al collo con un cacciavite, dottoressa grave a Crotone

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ferita al collo

La professionista sarebbe stata ferita al collo da un uomo di circa 50 anni che le rimproverava la morte della madre. L’intervento di un ambulante avrebbe scongiurato il peggio

Una dottoressa dell’ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone è in gravi condizioni dopo aver subito ieri pomeriggio un’aggressione nel piazzale antistante al nosocomio. Il medico, in servizio presso l’Unità Operativa Complessa di Medicina, aveva appena terminato il suo turno. Mentre si apprestava a lasciare il nosocomio sarebbe stata avvicinata da un uomo che l’avrebbe ferita al collo con un cacciavite.

Secondo le prime ricostruzioni è emerso che l’aggressore, con il volto travisato da un cappuccio e una sciarpa, le rimproverasse la morte della madre. Il medico sarebbe stato salvato da un ambulante di nazionalità marocchina, intervenuto appena in tempo. Sembrerebbe, infatti, che l’uomo si stesse apprestando a sferrare un secondo fendente al collo della vittima.

“Ho sentito gridare la dottoressa e allora mi sono avvicinato – ha dichiarato il cittadino nordafricano -. Ho visto che l’uomo la colpiva con un cacciavite. Mi sono avvicinato e l’ho buttato giù, poi è scappato e l’ho inseguito fino al bidone della spazzatura, gli ho fatto lo sgambetto ed è caduto. A quel punto l’ho tenuto fermo fino a quando non è arrivata la polizia”.

Successivamente all’intervento di una volante, l’assalitore è stato bloccato dagli agenti e portato in Questura. Si tratterebbe di un cittadino crotonese disoccupato di circa 50 anni. La dottoressa ferita al collo, invece, è stata soccorsa dai sanitari del 118 che l’hanno ricoverata in codice rosso.

Le sue condizioni sarebbero gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.

Un episodio analogo, sempre a Crotone, si era verificato appena tre mesi. Un altro medico era stato vittima di violenza da parte di un intero nucleo familiare che gli rimproverava di non aver fatto abbastanza per salvare la vita a un parente.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Federazione nazionale dei medici, Filippo Anelli, che ha espresso vicinanza alla professionista e alla sua famiglia. “Ma le parole non bastano, non ci bastano più – ha affermato -. Chiediamo al Governo un atto concreto. Trasmuti il Disegno di Legge sulla violenza contro gli operatori sanitari, attualmente incardinato in Commissione Igiene e Sanità del Senato, in un Decreto Legge, in modo da renderlo immediatamente esecutivo”. In alternativa, “inserisca un emendamento sulla materia all’interno della Legge di Bilancio, prevedendo la procedibilità d’ufficio per gli aggressori”.

“La situazione dei nostri medici, dei nostri infermieri, dei nostri operatori – ha aggiunto Anelli – è grave e urgente. Una vera emergenza di sanità pubblica che mina alla base il nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

 

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