Inefficacia degli antibiotici: solo in Italia circa 7 mila morti

Inefficacia degli antibiotici: solo in Italia circa 7 mila morti

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Inefficacia degli antibiotici: solo in Italia circa 7 mila morti

In Italia ogni anno circa il 10% dei pazienti contrae una infezione batterica multiresistente, a riprova di una crescente inefficacia degli antibiotici

Dati alla mano, è in netto aumento il numero delle persone colpite da infezioni multiresistenti di fronte alle quali l’ inefficacia degli antibiotici è una realtà.

Sono almeno mezzo milione, nel mondo, le persone ogni anno colpite da malattie infettive un tempo curabili ma nei confronti delle quali le nostre armi sono ormai spuntate.

Il nuovo dato arriva dal primo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla sorveglianza dell’antibioticoresistenza. Ma si può parlare davvero di inefficacia degli antibiotici o, almeno, di alcuni di essi?

Pare di sì, dal momento che la stima è di molto inferiore ai dati reali.

Capaci di mutare per sopravvivere agli antimicrobici in uso, i super virus sono un killer silenzioso che potrebbe causare entro il 2025 un milione di decessi l’anno in Europa.

Qual è, invece, la situazione nel nostro Paese?

Parlando di infezioni contratte in ospedale e spesso correlate all’antibioticoresistenza, a morire, in Italia, sono circa 7mila persone.

Ciò è dovuto spesso all’utilizzo inappropriato degli antibiotici. Un uso che ne limita notevolmente l’efficacia.

Per questo nel 2015 l’Oms ha lanciato il sistema di sorveglianza Global Antimicrobial Surveillance System (GLASS), che ha appena emesso il primo rapporto ufficiale.

I dati resi noti, però, sono relativi solo a 22 Paesi sui 52 iscritti e rappresentano quindi solo una parte del totale.

Inoltre, il rapporto non include dati sulla resistenza del batterio che causa la tubercolosi (TBC). Questo è un dato importante. Sempre secondo l’Oms, infatti, nel 2016 sono stati almeno 490.000 i casi di TBC multiresistente.

Secondo Carmem Pessoa-Silva, che coordina il nuovo sistema di sorveglianza, questa “è agli inizi, ma è fondamentale svilupparla se vogliamo affrontare una delle più grandi minacce alla salute pubblica globale”.

I batteri resistenti più comunemente riportati nel rapporto sono stati Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae.

Molti di essi trovano nei nostri ospedali un ottimo veicolo di diffusione.

E proprio in Italia, dove la resistenza agli antibiotici è tra le più elevate, ogni anno dal 7 al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multiresistente.

A lanciare l’allarme è l’Associazione Dossetti. Questa punta il dito contro il Piano Nazionale di contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza.

Secondo il segretario Claudio Giustozzi, infatti, si tratta “di un mero piano di intenti, non un piano di azione, giacché non prevede l’impegno di un solo euro”.

Allo stato attuale sono 20 le associazioni che hanno firmato una lettera contro il Piano del ministero della Salute. T

Tra i punti deboli ci sarebbero il mancato l’obiettivo di proibire l’utilizzo profilattico di routine degli antibiotici negli allevamenti, insieme ad un errato utilizzo e un’errata prescrizione.

 

 

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