Infortuni mortali sul lavoro, + 9,2% nel primo quadrimestre 2018

Infortuni mortali sul lavoro, + 9,2% nel primo quadrimestre 2018

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infortuni mortali sul lavoro

L’incremento degli infortuni mortali sul lavoro riguarda soprattutto il centro nord. Le vittime sono in prevalenza uomini tra i 50 e i 64 anni

Sono state 286 le denunce di infortuni mortali sul lavoro presentate all’Inail nei primi quattro mesi di quest’anno. Si tratta di 24 casi in più rispetto ai 262 dell’analogo periodo del 2017 (+9,2%).

L’aumento, a livello nazionale, riguarda i casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il posto di lavoro. Questi sono aumentati di 28 unità (da 68 a 96), mentre quelli occorsi in occasione di lavoro sono diminuiti di quattro unità (190 contro 194).

Nel primo quadrimestre del 2018 si è registrato un aumento di 29 casi mortali (da 230 a 259) nella gestione Industria e servizi. In Agricoltura, invece, i decessi denunciati sono stati tre in meno (da 24 a 21) e nel Conto Stato due in meno (6 contro 8).

L’analisi territoriale evidenzia un incremento di 21 casi mortali nel Nord-Ovest, di nove casi nel Nord-Est e di 10 al Centro.

Diminuzioni si riscontrano, invece, al Sud (-7 decessi) e nelle Isole (-9). A livello regionale spiccano le 16 denunce in meno (da 21 a 5) dell’Abruzzo, teatro nel gennaio 2017 delle tragedie di Rigopiano e Campo Felice. E ancora i nove casi mortali in meno in Sicilia (da 25 a 16) e i sei in meno in Puglia (da 10 a 4). Aumenti significativi si registrano, invece, in Lombardia (da 35 a 50), Piemonte (da 18 a 27), Lazio (da 19 a 27) e Calabria (da 2 a 10).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi quattro mesi del 2017 e del 2018 è legato principalmente alla componente maschile. Per gli uomini i casi mortali sono aumentati di 23 unità, da 225 a 248. La componente femminile, invece, ha fatto registrare un aumento di un caso, da 37 a 38 decessi. L’incremento interessa sia le denunce dei lavoratori italiani (da 222 a 241 casi), sia quelle dei lavoratori stranieri (da 40 a 45).

Dall’analisi per classi d’età emerge come una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni. Per questi si registra un incremento tra i due periodi di 36 casi (+31%). In diminuzione, invece, le denunce che riguardano i lavoratori fino a 34 anni (da 40 a 35 casi) e quelli tra i 45 e i 49 anni (da 37 a 25).

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