Inquinamento, Onu: “9 milioni di morti nel 2015”

Inquinamento, Onu: “9 milioni di morti nel 2015”

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Il nuovo rapporto Onu sull’inquinamento mostra una prospettiva drammatica per il pianeta: “Cambiare rotta è imperativo”.

L’inquinamento è stato al centro dell’assemblea Onu di Nairobi dove è stato presentato il più grande report sull’ambiente mai realizzato a livello globale: Prospettive ambientali globali. Geo-6. Pianeta sano, persone sane.

Hanno partecipato al lavoro 250 esperti di 70 paesi. I dati e le prospettive che emergono sono drammatici.

Nel 2015 sono morti a causa dell’inquinamento 9 milioni di persone, il 16% di tutti i decessi nel mondo.

“Fornire una vita decente e benessere per quasi 10 miliardi di persone entro il 2050, senza compromettere ulteriormente l’ecologia del nostro pianeta, è [quindi] una delle sfide più impegnative che l’umanità abbia mai affrontato”.

Il rapporto sottolinea il fatto che il mondo ha le conoscenze scientifiche, la tecnologia e le risorse finanziarie di cui ha bisogno per muoversi verso un percorso di sviluppo più sostenibile.

Manca ancora però un sostegno sufficiente da parte dei leader pubblici, economici e politici che si aggrappano a modelli obsoleti di produzione e sviluppo.

Politiche concrete

“Questo rapporto – ha affermato Joyce Msuya, direttore esecutivo facente funzione di UN Environment – offre una prospettiva per l’umanità.

Siamo ad un bivio: continuare sulla strada attuale, che porterà a un futuro tenebroso, o concentrarsi su un percorso di sviluppo più sostenibile”.

Il mondo non è infatti sulla buona strada per soddisfare gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento entro il 2030 o il 2050.

È necessaria un’azione urgente perché qualsiasi ritardo aumenta il costo del raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi e inverte i progressi fino a renderli impossibili.

Tra le azioni concrete, un investimento “verde” del 2% del Pil produrrebbe una crescita a lungo termine sugli stessi livelli delle previsioni correnti ma con un minor impatto sui cambiamenti climatici, la scarsità d’acqua e la perdita di ecosistemi.

Il rapporto consiglia poi l’adozione di diete a basso contenuto di carne e la riduzione degli sprechi alimentari che ridurrebbe la necessità di aumentare la produzione alimentare del 50% per nutrire i 9-10 miliardi di persone attese sul pianeta nel 2050.

Anche l’urbanizzazione è una risorsa importante, a patto che si agisca secondo una migliore governance, con una pianificazione puntuale dell’uso del territorio e delle infrastrutture verdi.

“Il rapporto mostra che le politiche e le tecnologie per creare nuovi percorsi di sviluppo esistono già e possono evitare questi rischi e portare salute e prosperità per tutte le persone“, hanno dichiarato Joyeeta Gupta e Paul Ekins, copresidenti del processo GEO-6.

“Ciò che manca attualmente è la volontà politica di implementare politiche e tecnologie a una velocità e su una scala sufficienti. La quarta assemblea ambientale delle Nazioni Unite a Nairobi è l’occasione in cui i politici devono affrontare le sfide e cogliere le opportunità di un futuro molto più luminoso per l’umanità”.

Barbara Zampini

 

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