Invalido dopo un intervento alla schiena, chiesto risarcimento di 1,5 milioni

Invalido dopo un intervento alla schiena, chiesto risarcimento di 1,5 milioni

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L’uomo dopo il primo intervento alla schiena, era finito in sala operatoria altre tre volte a causa del peggiorare delle sue condizioni. La perdita del lavoro e della possibilità di praticare i suoi interessi lo avevano portato anche a tentare il suicidio

Rimase invalido dopo un intervento alla schiena effettuato dieci anni fa presso l’Ausl di Ferrara. L’uomo, un operaio specializzato riminese all’epoca 37enne, soffriva di una lombosciatalgia provocata da un’ernia. Come ricostruisce il Resto del Carlino aveva deciso di affrontare il problema ricorrendo alla chirurgia.
La prima operazione, tuttavia, non da i risultati sperati. Anzi, i problemi dell’uomo aumentano costringendolo a tornare sotto ai ferri altre tre volte nel giro di appena un anno.
Il paziente è costretto a muoversi con la sedia a rotelle e con le stampelle. Perde il lavoro, abbandona la sua passione di allevatore di cani e cade in depressione. Come riporta il quotidiano online romagnolo, tenta addirittura di suicidarsi. Una situazione che si ripercuote anche sui familiari. La moglie, in particolare, è costretta a sobbarcarsi tutte le incombenze familiari.

L’uomo decide quindi di percorrere le vie legali per essere risarcito.

La sua richiesta  ammonta a circa un milione e mezzo di euro. Una cifra comprensiva dei danni biologici e lavorativi, nonché di quelli non patrimoniali, ovvero le sofferenze subite dai parenti.
Il Tribunale di Ferrara ha chiesto una perizia rivolgendosi a un collegio di specialisti. Gli esperti hanno certificato una “condotta colposa da parte dei sanitari” da cui sarebbe scaturita l’attuale condizione dell’ex operaio. All’uomo è stata riconosciuta un’invalidità permanente del 30%, da sommare ai 20 punti percentuali che presentava già ancor prima di entrare in sala operatoria. Si attende dunque ora l’esito della battaglia giudiziaria.
 
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