Investimenti in sanità, Regioni: Italia fanalino di coda in Europa

Investimenti in sanità, Regioni: Italia fanalino di coda in Europa

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investimenti in sanità

Il nostro Paese è 14° a livello europeo per investimenti in sanità, ma i cittadini pagano molto di più

Si è tenuta il 15 maggio l’audizione dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul Documento di Economia e Finanza 2018. Il confronto sul Def ha avuto luogo di fronte alla Commissioni speciali riunite di Camera e Senato. Tra i delegati delle regioni è intervento il coordinatore della Commissione affari finanziari e assessore al bilancio della Regione Lombardia, Davide Carlo Caparini, che ha posto l’accento sul problema degli investimenti in sanità.

Nel corso del suo intervento Caparini ha sottolineato come la previsione del rapporto tra spesa sanitaria e Pil presenti un profilo crescente solo a partire dal 2022. “È necessario aggiornare i contenuti del vecchio patto salute 2014-2016, le priorità sanitarie e il quadro finanziario per il futuro: stabilizzare la crescita del Fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil e definire un nuovo programma pluriennale di investimenti per l”edilizia sanitaria”.

Per Caparini, i Lea “non sono più adeguati a quelli di un Paese Civile”. A fronte di tale dato e uno Stato democratico “si deve interrogare” se sia ancora possibile intervenire sul welfare o fare ancora dei tagli.

“Chiediamo di aggiornare i contenuti del vecchio patto della salute 2014-2016!”, ha proseguito il rappresentante delle Regioni. “Dobbiamo invertire questo trend degli ultimi 6 anni e definire anche un nuovo programma pluriennale di edilizia sanitaria. Bisogna investire in capacità, competenze infrastrutture”.

“Questo è un anno cruciale”, ha concluso Caparini, ricordando come in Europa 14 paesi investano in sanità più dell’Italia. “Siamo fanalino di coda nei Paesi G7 ma siamo secondi come richiesta ai cittadini”. In altri termini, “lo Stato investe meno e i cittadini pagano molto di più rispetto agli altri paesi G7”.

 

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