Iva e Cpa nei crediti saranno privilegiati: la novità per gli avvocati

Iva e Cpa nei crediti saranno privilegiati: la novità per gli avvocati

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Iva e Cpa nei crediti saranno privilegiati

In arrivo un’importante novità per gli avvocati. La manovra di bilancio 2018 ha sancito che Iva e Cpa nei crediti saranno privilegiati

C’è una importante novità per gli avvocati, introdotta dal comma 474 dell’art. 1 della legge di bilancio 2018: Iva e Cpa nei crediti saranno privilegiati.

La manovra di bilancio 2018, infatti, è intervenuta a modificare l’articolo 2751-bis, numero 2 del codice civile. In questo modo, è stato esteso il privilegio generale alle retribuzioni dei professionisti anche per IVA e contributi integrativi.

Pertanto, dal 1° gennaio 2018, Iva e Cpa nei crediti saranno privilegiati. Si parla, dunque, dei crediti per le retribuzioni degli avvocati, comprensive di imposta sul valore aggiunto (IVA) e del contributo obbligatorio alla Cassa Forense (CPA).

Ma andiamo nello specifico.

L’art. 2751-bis, c.c., rubricato “Crediti per retribuzioni e provvigioni, crediti dei coltivatori diretti, delle società od enti cooperativi e delle imprese artigiane” prevede che abbiano privilegio generale sui mobili una serie di crediti.

Tra questi, quelli riguardanti “le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d’opera intellettuale dovute per gli ultimi due anni di prestazione”.

Tuttavia, la manovra di bilancio ha precisato un elemento importante.

Vale a dire che le retribuzioni dei professionisti da considerarsi privilegiate includeranno altresì il “contributo integrativo da versare alla rispettiva cassa di previdenza ed assistenza e il credito di rivalsa per l’imposta sul valore aggiunto”.

L’estensione del privilegio ex art. 2751-bis, c.c. risulta particolarmente rilevante.

Questo soprattutto relativamente alle procedure fallimentari.

Dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, anche le istanze di ammissione al passivo dei professionisti per crediti IVA o per i contributi previdenziali saranno accolte. Inoltre, verranno riconosciuti come crediti privilegiati e non, invece, come chirografari.

Il grado preferenziale viene, in tal modo, esteso a tutte le categorie professionali per quanto riguarda il contributo integrativo. Cosa che finora ra stato ammessa solo per i dottori commercialisti e per i ragionieri.

Infine, anche l’iva, alla quale era attribuito soltanto un privilegio speciale, passa ora definitivamente nel novero di quelli generali. In questo modo si andrà a risolvere in via definitiva una questione che, in passato, aveva creato parecchia confusione.

Quella, cioè, relativa all’azione di rivalsa IVA e al rischio di un indebito arricchimento in capo al fallimento.

 

 

 

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