L’Ordine dei medici di Bari chiede il risarcimento dei danni ai responsabili delle molestie alle dottoresse della guardia medica.
È una decisione importante quella deliberata dall’Ordine dei medici di Bari, che ha deciso di chiedere i danni ai responsabili delle molestie alle dottoresse della guardia medica, vittime di numerosi episodi gravi nei mesi scorsi.
Il Consiglio dell’Ordine dei medici di Bari ha infatti deliberato di avviare un’azione civile per chiedere il risarcimento dei danni ai due. Si tratta di Maurizio Zecca, a giudizio per stalking nei confronti di una dottoressa della guardia medica del Barese, e di un molestatore seriale di 10 guardie mediche donna della provincia di Bari. Quest’ultimo era stato arrestato nel marzo scorso.
“La decisione – si legge in una nota – è stata presa partendo dalla necessità di un’azione concreta, che in continuità con le prese di posizione pubbliche e le azioni di sensibilizzazione, sostenga e affianchi i medici che quotidianamente sono esposti ad aggressioni e violenze”.
Filippo Anelli, Presidente dell’Omceo di Bari ha fatto il punto sui dati che riguardano le aggressioni al personale sanitario e alle relative denunce.
“I dati ci dicono – dice Anelli – che spesso le vittime, in molti casi donne, non denunciano o denunciano in ritardo a causa del trauma, per paura o per sfiducia. Ma i danni causati da questi episodi di violenza perdurano sia per la singola vittima che per la professione medica”.
Proprio per tale ragione l’Ordine di Bari ha inteso promuovere un’azione civile. Lo scopo, ricorda Anelli, è quello di “essere al fianco delle dottoresse coinvolte e per difendere l’esercizio e l’onorabilità della professione”.
E d’altronde gli episodi di cronaca di molestie alle dottoresse erano stati particolarmente gravi.
Zecca, ad esempio, era stato arrestato nel novembre 2017.
L’uomo era accusato di aver perseguitato con telefonate anche notturne e minacce di morte una dottoressa in servizio presso un ambulatorio della Provincia di Bari. In un primo momento gli era stato contestato anche il reato di violenza sessuale.
Questo però è stato poi dichiarato improcedibile per querela tardiva della persona offesa.
La dottoressa, cioè, aveva denunciato oltre i 6 mesi previsti per legge.
Per tale ragione, il Tribunale del Riesame di Bari aveva annullato l’ordinanza di arresto disponendo la sua scarcerazione.
La Procura ha poi impugnato il provvedimento, tornando a chiedere il carcere, ritenendo che il reato di violenza sessuale fosse procedibile d’ufficio perché connesso allo stalking.
In seguito la Cassazione aveva accolto il ricorso annullando con rinvio la decisione sulla scarcerazione e invitando il Riesame a rivalutare gli aspetti di procedibilità dei reati contestati.
Si è così giunti al 26 luglio scorso, quando il Tribunale della Libertà ha confermato l’obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento solo per il reato di stalking. Attualmente sull’imputato, è stata disposta una perizia psichiatrica.
Leggi anche:
VIOLENZA NEI CONFRONTI DI 11 DOTTORESSE NEL BARESE, ARRESTATO UN 49ENNE





