Morto per una laparoscopia, il medico: “Ho sbagliato io”

Morto per una laparoscopia, il medico: “Ho sbagliato io”

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Morto a Palermo in seguito a un intervento alla colecisti. Il chirurgo ammette di aver reciso per sbaglio l’aorta addominale

“E’ tutta colpa mia”. Sarebbero state queste le prime parole del chirurgo dell’ospedale Villa Sofia di Palermo appena uscito dalla sala operatoria. Il medico, secondo quanto riportato da La Repubblica, ha dichiarato di aver commesso un gravissimo errore, che ha portato alla morte di Filippo Chiarelli, padre di due bambini di 8 e 3 anni.

Doveva essere un  intervento che solitamente dura  una quarantina di minuti: una laparoscopia per due calcoli alla colecisti. Qualcosa però è andato storto: il medico ha ammesso di avere reciso l’aorta addominale e di avere perforato l’intestino. Si sarebbe trattato soltanto di un suo errore.

La vittima, titolare di un negozio di vernici per auto, era entrato in ospedale sabato 20 maggio con un forte dolore allo stomaco. Dopo tre giorni il referto di calcoli alla colecisti e di lì a poco l’intervento, dopo il quale avrebbe dovuto essere dimesso in soli tre giorni. Il 38enne è invece morto ieri, dopo un giorno di agonia e la morte cerebrale testimoniata dall’elettroencefalogramma piatto.

“Mercoledì eravamo tutti qui – ha raccontato disperata la sorella – l’intervento è iniziato alle 17,30. Dopo due ore ci hanno avvertito che c’era qualche complicazione. Mai avrei pensato a una cosa così grave” .

L’intervento è durato altre quattro ore, ma solo all’una e trenta di notte i familiari hanno saputo cosa è successo. “Il medico, rischiando il linciaggio, ci ha detto la verità – ha raccontato un cognato -. Siamo rimasti senza parole, siamo caduti nella disperazione e abbiamo capito che Filippo non ce l’avrebbe fatta”.

Appena tre ore dopo il paziente è stato riportato in sala operatoria. “Ci è stato riferito che Filippo è andato in arresto cardiaco per tre volte, l’ultima volta per 40 minuti. Da qui il danno cerebrale”, racconta un altro cognato.

Giovedì mattina (25 maggio) alle 10.45 i medici hanno dichiarato la morte cerebrale. Poco prima di staccare le macchine che permettevano al cuore di battere ancora, i medici hanno consentito alla famiglia di dare un ultimo saluto al loro parente.

“Ce lo hanno ammazzato”, ha dichiarato il suocero. La famiglia si è già affidata a un avvocato e ha sporto denuncia contro l’ospedale. L’azienda Villa Sofia-Cervello ha già aperto un’inchiesta interna, e ha dichiarato la propria vicinanza alla famiglia.

Il medico responsabile dell’accaduto, dopo aver ammesso il proprio errore ha lasciato l’ospedale e si è chiuso in casa. Secondo chi lo conosce, attualmente sarebbe in stato di shock, al punto che la famiglia ha chiesto per lui un aiuto psicologico. ha però rilasciato un’intervista, in cui ha raccontato cosa è accaduto durante l’intervento.

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