Orario di lavoro, Tridico (Inps): riduzione per aumentare l’occupazione

Orario di lavoro, Tridico (Inps): riduzione per aumentare l’occupazione

Le affermazioni del presidente dell’Inps sull’orario di lavoro riaprono il dibattito su un tema che ha rappresentato uno dei punti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle

La riduzione dell’orario di lavoro, a parità di salario, come leva per ridistribuire ricchezza e aumentare l’occupazione. È la proposta del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, rilanciata in occasione di un convegno all’Università La Sapienza dal titolo  ‘Le diseguaglianze nel capitalismo finanziario’.
“Siamo fermi in Italia all’ultima riduzione dell’orario dal 1969 – ha evidenziato il vertice Inps -, non ci sono riduzioni da 50 anni e andrebbe fatta. Gli aumenti di produttività vanno distribuiti o con salario o con un aumento del tempo libero. Con questa riduzione – ha concluso – aumenterebbe l’occupazione”.

La riduzione dell’orario di lavoro era uno dei punti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle.

Le affermazioni di Tridico sono destinate a riaprire il dibattito sul tema.  Per il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, la proposta “merita degli approfondimenti e massima discussione con le imprese e con i rappresentanti dei lavoratori”.
Intanto l’Istituto nazionale di previdenza sociale fa sapere che nel primo trimestre 2019 sono state accolte circa 114.000 domande di pensione di vecchiaia ed anticipata, Nel computo rientrano  anche le “pensioni quota 100”, con un incremento rispetto all’analogo periodo del 2018 di oltre il 14%.
Inoltre, mentre nel corso del primo trimestre 2018 sono state definite il 68% delle domande di pensione di vecchiaia ed anticipata pervenute nello stesso periodo, nel corrispondente trimestre 2019, senza considerare le domande di “pensione quota 100”, tale percentuale si è incrementata fino al 72%.
Tali dati – si legge in una nota dell’Ente – “smentiscono quanto ventilato da alcuni organi di stampa su una presunta precedenza assegnata alle domande di “Quota 100” e confermano che l’impegno dell’Inps nella liquidazione delle pratiche di pensione abbraccia sia le ‘ordinarie’ pratiche di vecchiaia ed anticipata, sia le pratiche di “pensione quota 100”.
 
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