Rinnovo contrattuale, serve nuovo atto di indirizzo per la convenzione

Rinnovo contrattuale, serve nuovo atto di indirizzo per la convenzione

C’è bisogno di un rinnovo contrattuale con un nuovo atto di indirizzo, lo chiedono a gran voce i sindacati Fimmg, Fimp e Sumai

Fimmg, Fimp e Sumai si sono riuniti in assemblea congiunta, insieme a CittadinanzAttiva – Tribunale dei diritti del malato ieri 16 giugno 2017 a Roma.

Dall’assemblea è emersa la necessità di chiarire e valorizzare, a livello contrattale, il ruolo dei medici di famiglia e dei pediatri nella gestione delle vaccinazioni, dalla consulenza ai pazienti alla partecipazione all’anagrafe vaccinale.
I sindacati dei medici del territorio Fimmg (medici di famiglia), Fimp (pediatri), Sumai chiedono che, al più presto, ci sia un nuovo atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione.

Per le tre organizzazioni della medicina convenzionata il nuovo ACN non rappresenta una semplice questione di rinnovo economico atteso da più di 6 anni, ma soprattutto “l’occasione per porre le basi per un’evoluzione positiva di tutta la medicina territoriale nelle sue varie componenti professionali”.

“Devono essere definite le specificità di tutti i protagonisti dell’erogazione dell’assistenza per favorire l’integrazione che renda possibile un modello d’intensità assistenziale che, nella chiarezza di rapporti e funzioni, possa essere appropriato e sostenibile e che contenga obiettivi di miglioramento della capacità assistenziale misurabili e conseguentemente premiabili – proseguono i leader di FIMMG, FIMP e SUMAI – . Inoltre è centrale il tema della carenza di medici, sia dei medici di medicina generale, sia dei pediatri che degli specialisti ambulatoriali. Per questo bisogna rivedere e garantire i modelli di accesso al ruolo di convenzionato, fare maggiori investimenti formativi e aumentare i numeri in maniera coerente ai modelli assistenziali e non alle necessità di chi forma”.

In questi ultimi 5 anni, fanno notare ancora i sindacati, dall’entrata in vigore della “Legge Balduzzi”, molto è cambiato nel nostro Paese. E’ cambiata la composizione della popolazione, che è sempre più vecchia e per fortuna più longeva, ma anche sempre più interessata da malattie croniche. Non si può inoltre dimenticare la sempre maggiore necessità di pianificare interventi di prevenzione. Le risorse economiche sono sempre più ridotte. Quindi si rende necessario, per la sostenibilità del sistema, ripensare l’offerta di assistenza e si evidenzia la necessità di riservare all’ospedale la grande acuzie e l’alta specializzazione lasciando al territorio la presa in carico delle cronicità e la gestione delle patologie acute a bassa intensità di cura. Questo si è cercato di realizzare con la diminuzione dei posti letto (oggi in Italia il rapporto posti letto/cittadini è tra i più bassi d’Europa) ma senza la necessaria e conseguente riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Contemporaneamente non si è strutturato nulla di organico nel territorio che potesse dare risposte efficaci alla piccola acuzie e alla cronicità, se non esperimenti a macchia di leopardo i cui indicatori di efficacia ed efficienza quasi mai sono stati resi pubblici e forse nemmeno studiati.

Potrebbe interessarti anche:

FIMMG, FIMP E SUMAI IN ASSEMBLEA CONGIUNTA INSIEME AI CITTADINI

RIFORMA DEGLI ORDINI, FIMMG: DDL POCO ORGANICO, VA RIVISTO

image_pdfSalva in pdfimage_printStampa

IL TUO COMMENTO E LA TUA STORIA

Scrivi il tuo commento o raccontaci la tua storia!