Riviste le stime della spesa sanitaria, dal 2017 incidenza dello 0,1% annuo sul Pil

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Trasmessa al Parlamento la nota di aggiornamento al Def dello scorso aprile. Correzioni al rialzo per l’anno corrente e per il triennio 2017-2019

E’ pari a 113,654 miliardi di euro la stima della spesa sanitaria corrente per il 2016 secondo la nota di aggiornamento al Def trasmessa in queste ore al Parlamento. La correzione al rialzo delle stime rispetto al documento dello scorso aprile riguarda anche il prossimo triennio: per il 2017 si prevede una spesa di 115,440 miliardi (contro la previsione di 114,789 miliardi del Def di aprile); per il 2018 la stima è di 116,821 miliardi (a fronte dei 116,170 miliardi di aprile); per il 2019, infine, la previsione sale a 119,156 miliardi (contro i 118,505 miliardi del Def di aprile).

La spesa sanitaria corrente contabilizza i costi per la produzione dei servizi sanitari da parte di un qualsiasi ente che fa parte della Pubblica Amministrazione (Asl, Ospedali, Irccs ma anche Enti territoriali, Croce rossa italiana, ecc). A partire dal 2017 la sua incidenza sul Pil, in base ai nuovi dati, sarà pari a un +0,1% annuo fino al 2019

La nota al Def non fornisce invece cifre rispetto all’ammontare del finanziamento al Servizio sanitario nazionale, che, come anticipato nei giorni scorsi dal Premier Matteo Renzi, si conosceranno solo con la legge di che deve essere presentata entro il prossimo 20 ottobre.

Il documento contiene poi l’elenco aggiornato dei provvedimenti attuati da aprile ad oggi. Per la Sanità, si fa riferimento in primis al Piano cronicità: “In attuazione del Patto per la salute 2014-2016 – si legge nella Nota – il 15 settembre 2016 è stato approvato in Conferenza Stato-Regioni il ‘Piano Nazionale della Cronicità’ che disciplina le modalità di assistenza e tutela dei pazienti affetti da malattie croniche, al fine di favorire il buon funzionamento delle reti assistenziali e la continuità assistenziale, grazie a una forte integrazione tra l’assistenza primaria, centrata sul medico di medicina generale e le cure specialistiche. Vengono disposti, inoltre, strumenti per il potenziamento delle cure domiciliari e la riduzione dei ricoveri ospedalieri, anche attraverso l’uso di tecnologie innovative”.

Venendo ai nuovi Lea, la nota ricorda che il 7 settembre 2016 è stata siglata l’intesa con le Regioni e le Province Autonome, sullo schema di Dpcm in recepimento di quanto previsto dalla legge di stabilità con un finanziamento dedicato di 800 milioni, dove sono definiti “le attività, i servizi e le prestazioni garantite ai cittadini con le risorse pubbliche messe a disposizione del SSN, innovando, ridefinendo e aggiornando gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti, come pure delle prestazioni e attività oggi già incluse nei livelli essenziali di assistenza”.

Vengono inoltre ricordati gli atti di indirizzo per il rinnovo della convenzione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e con le farmacie, oltre alle azioni volte a dare una celere attuazione al programma di informatizzazione del servizio sanitario e in particolare l’intesa sancita a luglio tra Governo e Regioni sul ‘Patto per la Sanità digitale’, ossia il piano strategico teso a rimuovere gli ostacoli che ne rallentano la diffusione e ad evitare realizzazioni parziali o non conformi alle esigenze della sanità pubblica.

Infine, viene rimarcata l’introduzione della nuova disciplina in materia di dirigenza sanitaria  con il Dlgs 171/2016, finalizzata a ridisegnare le procedure di nomina, valutazione e decadenza degli incarichi, in attuazione di principi di trasparenza e di merito. Quanto invece alle riforme da completare la nota fissa a dicembre 2016 il termine per l’approvazione del Ddl  concorrenza e del Ddl sulla responsabilità professionale del personale sanitario.

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