Sanità ed elezioni: il Gimbe vigilerà sulle promesse della politica

Sanità ed elezioni: il Gimbe vigilerà sulle promesse della politica

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Sanità ed elezioni: il Gimbe vigilerà sulle promesse della politica

Il Gimbe interviene su sanità ed elezioni dichiarando che presenterà il risultato dell’analisi comparata dei programmi elettorali a 2 giorni dal voto

Un’analisi comparata delle proposte dei vari programmi elettorali: è questa l’idea del Gimbe che è intervenuto sulla questione relativa a sanità ed elezioni.

A 5 anni dal lancio del programma #salviamoSSN, la Fondazione Gimbe esorta i politici a presentare proposte convergenti per la sanità pubblica.

“Perché – precisa il presidente Nino Cartabellotta – se è vero che non esiste un piano occulto di smantellamento e privatizzazione del SSN, è certo che non esiste un preciso programma politico per il suo salvataggio”.

Il Gimbe entra quindi a gamba tesa sul tema relativo a sanità ed elezioni e lo fa con una proposta concreta.

“Come Fondazione Gimbe – sottolinea Cartabellotta – abbiamo il mandato etico di analizzare in maniera indipendente le criticità del servizio sanitario e di proporre soluzioni per la sua sostenibilità”.

Per tale ragione, l’Osservatorio ha deciso di attuare una sorta di monitoraggio.

“I programmi elettorali di tutte le forze politiche – sottolinea Cartabellotta – saranno oggetto di analisi comparativa sulle proposte relative a sanità, welfare e ricerca, perché riteniamo che il nostro slogan ‘salute prima di tutto, sanità per tutti’ sia condicio sine qua non, oltre che per il benessere delle persone, anche per la ripresa economica del Paese”.

I risultati del monitoraggio saranno resi pubblici il 2 marzo 2018 a Bologna, in occasione della 13a Conferenza Nazionale Gimbe.

L’Osservatorio Gimbe, intanto, presenta le sue proposte che definisce un vero e proprio “piano di salvataggio” del SSN.

Al primo posto, mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni politiche.

In secondo luogo, offrire certezze sulle risorse destinate alla sanità. L’idea è di mettere fine alle periodiche revisioni al ribasso e rilanciare il finanziamento pubblico.

Attenzione anche ai LEA, di cui Gimbe propone di rimodulare il perimetro.

L’obiettivo è garantire a tutte le persone servizi e prestazioni sanitarie ad elevato value. E, contestualmente, destinare quelle dal basso value alla spesa privata.

Altro punto importante è ridefinire i criteri di compartecipazione alla spesa sanitaria. Così come gli oneri detraibili a fini IRPEF, tenendo conto del value delle prestazioni sanitarie.

Lotta agli sprechi, con un piano nazionale di prevenzione per disinvestire e riallocare almeno 1 dei 2 euro sprecati ogni 10 spesi.

E ancora: attuare un riordino legislativo della sanità integrativa. Ma anche potenziare le capacità di indirizzo e verifica del Ministero della Salute sulle Regioni.

Infine, obiettivo del Gimbe è rilanciare le politiche per il personale e destinare almeno l’1% del fondo sanitario nazionale alla ricerca comparativa indipendente.

 

 

 

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