Lo schieramento mira a rilanciare la sanità pubblica investendo sul rinnovamento tecnologico, rafforzando il personale dipendente e puntando sulla riduzione dei fattori di rischio per i cittadini
Rovesciare il sistema puntando sulla prevenzione e riducendo i fattori di rischio legati all’ambiente di vita e di lavoro. E’ il principio a cui si ispira il Programma elettorale di Liberi e Uguali in materia di Sanità pubblica.
Secondo lo schieramento guidato da Pietro Grasso, in un contesto caratterizzato dalla difficoltà di accesso alle cure bisogna garantire la reale accessibilità di analisi preventive. Solo in questo modo si possono scoprire i problemi prima che diventino gravi. “Un esame può salvare una vita – si legge nel Programma – ma molti oggi non se lo possono permettere e rimandano all’infinito il momento di farlo”.
Tra le cause figurano i costi sempre più elevati, i ticket che sono più elevati del prezzo delle prestazioni, le liste d’attesa sempre più lunghe e la mancanza di servizi di prossimità. Per LeU, serve quindi un forte rilancio del finanziamento della salute e dell’assistenza sanitaria. La spesa sanitaria pubblica italiana va progressivamente riallineata alla media dei paesi dell’Europa occidentale.
Inoltre, occorrono investimenti pubblici per il rinnovamento tecnologico e l’edilizia sanitaria, da finanziare con 5 miliardi in 5 anni.
Tra le priorità c’è poi l’introduzione di regole più precise per porre un freno alla diffusione delle polizze sanitarie nei contratti integrativi. Tale fenomeno non può essere sostenuto con la fiscalità generale che, altrimenti, rischia di portare a un indebolimento del sistema pubblico.
Altro nodo è quello relativo al personale dipendente, per il quale la formazione politica intende mettere in campo un piano triennale di rafforzamento. Tale impegno prevede la riduzione del lavoro precario, delle collaborazioni esterne e dell’appalto di servizi.
Il Programma elenca quindi una serie di proposte. A partire dal superamento dell’attuale sistema dei ticket, già previsto dal Patto per la Salute del 2014, con l’abolizione dei superticket.
Si prevede poi una nuova politica del farmaco, attraverso la promozione dell’uso dei farmaci generici; l’informatizzazione del settore sanitario; l’adozione di un Piano di azione per la Salute mentale.
Un’attenzione specifica è rivolta, infine, alla promozione del diritto alla salute delle donne, garanzia dei diritti sessuali e riproduttivi. Un obiettivo che andrebbe perseguito attraverso il sostegno e il finanziamento della rete dei consultori; il rilancio dei programmi di educazione sessuale e contraccettiva nelle scuole; l’applicazione della legge 194 intervenendo sul problema del numero eccessivo di medici obiettori.
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