Settore giustizia, Bonafede: avvocatura centrale per il rilancio

Settore giustizia, Bonafede: avvocatura centrale per il rilancio

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Il Guardasigilli, in occasione di un incontro organizzato da Organismo Congressuale Forense, ha sottolineato l’impegno per il coinvolgimento nel percorso di riforme di tutti gli operatori del settore giustizia

“Per il nostro governo la giustizia è una priorità. Lo testimonia il massiccio piano di investimenti previsto dalla legge di bilancio per rilanciare il funzionamento del servizio. Abbiamo trovato un sistema al collasso. L’unica deroga al blocco del turn over è proprio per il settore giustizia. Abbiamo previsto, con tanto di relative coperture finanziarie, l’ampliamento della pianta organica dei magistrati, il rafforzamento del personale amministrativo e  una task force mobile di magistrati collocata a seconda delle esigenze dei vari territori. Abbiamo stanziato circa un miliardo di euro per l’edilizia giudiziaria. Stiamo correndo sul processo penale telematico per avere un processo moderno così come avviene sul civile”.

Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, intervenendo alla manifestazione nazionale dell’Organismo Congressuale Forense (Ocf) dal titolo “La Giornata della Dignità e dell’Orgoglio dell’Avvocatura e della Salvaguardia della Tutela dei Diritti”.

Nel corso dell’evento, il Guardasigilli ha sottolineato l’impegno per il coinvolgimento nel percorso di riforme di tutti gli operatori del settore giustizia.

“Il confronto basato su stima e rispetto con l’avvocatura è fondamentale. L’Avvocato in Costituzione è ormai una proposta nero su bianco depositata in Parlamento”. Il Ministro si è anche soffermato sui temi della prescrizione e dei tempi del processo: “I cittadini – ha affermato – avvertono che il principio della certezza della pena è venuto meno. Da questo punto di vista dobbiamo recuperare la credibilità dello Stato. Le istituzioni devono essere in grado di far rispettare le regole e di punire chi le viola. Occorrono tempi di risposta certi e ragionevoli. Aspettare venti anni per una sentenza è un calvario che dobbiamo assolutamente evitare. La nostra riforma va inserita nello sforzo per dare maggiore efficienza al sistema giudiziario. Stiamo lavorando per la riscrittura delle regole del processo penale per assicurare maggiore celerità ai procedimenti senza sacrificare le garanzie dei cittadini. La riforma del processo va tenuta fuori dalla polemica politica. Per il 2020, quando entreranno in vigore le nuove norme sulle prescrizione, contiamo di aver portato a regime investimenti e riforma del processo penale”.

Sul fronte del processo civile, Bonafede ha aggiunto che “la riforma prevede una forte semplificazione del rito, con un unico atto introduttivo, un giudizio ‘a fisarmonica’ che si amplia o si restringe a seconda dei casi. Siamo, inoltre, a lavoro per approvare novità sul patrocinio a spese dello Stato, per avere liquidazioni più celeri e sull’equo compenso”.

 

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