Taranto, genitori occupano scuola chiusa vicino a ex Ilva

Taranto, genitori occupano scuola chiusa vicino a ex Ilva

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La protesta è scattata in seguito alla diffusione dei dati dell’Arpa Puglia che evidenziano un superamento delle Concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) delle “collinette” artificiali di Taranto

Un gruppo di genitori degli alunni della scuola Deledda del rione Tamburi di Taranto ha occupato simbolicamente l’edificio forzando i cancelli e inscenando un presidio permanente.

I genitori chiedono chiarezza al Comune dopo che l’Arpa Puglia ha accertato un superamento delle Concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) delle “collinette”, barriere artificiali realizzate negli anni Settanta per dividere le abitazioni dal polo siderurgico.

L’area era stata posta sotto sequestro nei mesi scorsi perché contenente metalli pesanti, fanghi e scarti di produzione del siderurgico. Materiali altamente inquinati e, potenzialmente, pericolosi per la salute di chi frequenta la scuola e dei residenti. Per tale motivo, su ordinanza comunale, il plesso era stato chiuso, con spostamento di alunni e personale presso altre sedi in attesa dei nuovi risultati. I dati arrivati la scorsa settimana, tuttavia, hanno evidenziato, in particolare, un valore relativo ai policlorodifenili (PCB) di 45,06 nanogrammi per chilo, a fronte di un valore limite di 10.

I genitori annunciano che la loro permanenza sarà ad oltranza fino a quando non otterranno risposte concrete, certe e verificabili, da chi di competenza, rispetto all’inizio del nuovo anno scolastico che ad ora è completamente incerto.

“Ribadiamo assolutamente che non vogliamo spostare i nostri figli e le nostre figlie presso istituti che si trovano al di fuori dei Tamburi – scrivono in una nota – perché pretendiamo di vivere e restare liberamente nel nostro quartiere”.

Intanto il primo cittadino del capoluogo di provincia pugliese ha richiesto formalmente al prefetto di riconvocare a stretto giro le autorità aventi titolo sulla complessa vicenda. L’obiettivo è quello “comprendere la fattibilità della eventuale messa in sicurezza delle collinette, ragionare dunque della rimodulazione degli ulteriori interventi con risorse pubbliche previsti in quei plessi ed in fine stabilire se questi ultimi possano essere regolarmente aperti per l’inizio del prossimo anno scolastico”.

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