Il TAR del Lazio riammette in graduatoria due studenti esclusi per la mancata sottoscrizione della scheda anagrafica; dubbi sull’originalità e autenticità di alcuni quesiti del test che sarebbero uguali a quelli contenuti in alcuni manuali di simulazione
Lunedì 11 ottobre c’è stato il primo scorrimento della graduatoria di ammissione alla Facoltà di Medicina per l’anno accademico 2016/2017. Il sito Universitaly è stato preso d’assalto dalle migliaia di studenti esclusi speranzosi di potersi aggiudicare le posizioni rimaste libere. Tale appuntamento si ripeterà ogni martedì fino alla chiusura della graduatoria, che lo stesso Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ritiene possa avvenire verosimilmente tra gennaio e febbraio 2017.
Intanto a smuovere la graduatoria, oltre al MIUR, ci ha pensato anche il TAR del Lazio che ha emesso i primi due provvedimenti di accoglimento degli studenti che hanno presentato ricorso. Si tratta, nello specifico, di due studenti che pur avendo superato il test di ammissione, rispettivamente a Palermo e a Padova, erano stati esclusi in quanto non avevano sottoscritto la scheda anagrafica.
Il decreto del Ministero, stabiliva infatti che “lo studente deve obbligatoriamente compilare la scheda anagrafica e sottoscriverla unitamente alla dichiarazione di corrispondenza dei dati”. Ma il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto la tesi dei legali dei ricorrenti secondo cui “la mancata sottoscrizione della scheda anagrafica non appare integrare una illegittimità procedimentale capace di travolgere l’esito positivo della prova di ammissione al corso di laurea, tanto più che non emergono dubbi di sorta circa l’effettiva riferibilità soggettiva delle prove d’esame a ciascun candidato (assicurata dalla coppia di etichette con impresso il codice alfanumerico)”.
La decisione del TAR, che per legge è l’unico giudice che può decidere sulle controversie contro atti di una amministrazione statale (quale il MIUR), spiana la strada a ulteriori ricorsi per la stessa fattispecie; sembra che i casi analoghi sino circa un migliaio in tutta Italia.
Intanto si apprende da siti di informazione locali che nuovi procedimenti potrebbero arrivare da Catania. In questo caso alla base del ricorso vi sarebbero i dubbi relativi all’originalità e autenticità dei quesiti del test. Molti studenti, infatti, avrebbero riscontrato che alcune delle domande oggetto della prova (finora ne sono state individuate nove), sarebbero uguali ai quesiti contenuti in alcuni manuali di simulazione e non è chiaro se per legge ciò sia ammissibile o meno.
I ricorsi, che vanno presentati tramite un legale, possono essere avanzati o per via ordinaria al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria, o in via straordinaria al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
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