Truffa continuata e aggravata, nei guai dipendente dell’Asl di Brindisi

Truffa continuata e aggravata, nei guai dipendente dell’Asl di Brindisi

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L’uomo è accusato di truffa continuata e aggravata per aver falsificato le ricevute attestanti il pagamento dei ticket e trattenuto le somme versate dagli ignari utenti

Truffa continuata e aggravata in danno di ente pubblico e di privati. Questa l’accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Brindisi nei confronti di un dipendente con funzioni amministrative del Dipartimento di Prevenzione della locale ASL.

L’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo di provincia pugliese. L’ordinanza, accompagnata da un decreto di sequestro preventivo, è stata eseguita dai Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni di Taranto.

Le indagini condotte dai militari hanno consentito di acclarare la condotta illecita del lavoratore, in qualità di incaricato di pubblico servizio. L’uomo era preposto alle incombenze propedeutiche per il rilascio di patenti. Secondo gli inquirenti, “mediante artifizi e raggiri, falsificava le ricevute attestanti il pagamento dei ticket per prestazioni sanitarie e certificazioni medico-legali” consegnandoli agli ignari utenti.

In tal modo si appropriava delle relative somme anziché versarle alle casse della Asl.

L’inchiesta ha permesso di quantificare l’ammontare della truffa in oltre 22 mila euro, relativo all’erogazione di 860 visite e accertamenti ambulatoriali. Prestazioni erogate senza che la Pubblica Amministrazione ne ricevesse il corrispettivo economico.

“L’azione criminosa- si legge in una nota – oltre a cagionare un ingente danno economico alla ASL, determinava anche conseguenze negative per gli utenti”. Questi, infatti, non potranno accedere all’eventuale rimborso del ticket in caso di mancata fruizione della prestazione medica. Inoltre, non potranno richiedere il rimborso Irpef in dichiarazione dei redditi.

Il provvedimento cautelare dell’Autorità giudiziaria ha consentito quindi di sequestrare all’indagato la somma di 22. 467,20 euro, pari al valore economico indebitamente sottratto alla Asl. Un intervento che assume particolare rilevanza tenuto conto dell’attuale situazione di disavanzo della spesa sanitaria in cui versa la Regione Puglia.

 

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