Vaccini, al via la settimana mondiale dell’Immunizzazione

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“Close the gap” lo slogan scelto dall’OMS per l’appuntamento in programma fino al 30 aprile

Ha preso il via ieri la Settimana mondiale dell’Immunizzazione, il tradizionale appuntamento promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e finalizzato ad aumentare il tasso di vaccinazioni attraverso un aumento della consapevolezza – tra genitori, operatori sanitari, decisori politici e media – su quanto sia importante questa pratica preventiva. Lo slogan scelto per quest’anno è “close the gap”, con evidente riferimento a tutte quelle realtà che ancora non raggiungono, per diversi motivi, tassi di vaccinazione ottimali.

“Ci sono stati degli sviluppi eccezionali nell’ultimo anno – scrive l’OMS nel presentare l’edizione 2016 della manifestazione -. Gli obiettivi per l’introduzione di vaccini nuovi o sottoutilizzati sono in via di realizzazione in tutto il mondo, con 86 paesi a basso e medio reddito che hanno introdotto 128 vaccini dal 2010. Un promettente candidato vaccino contro Ebola è stato sviluppato e testato a tempo di record. L’Africa non ha avuto un solo caso di polio dall’agosto 2014, un traguardo enorme che rende la regione più prossima che mai ad essere dichiarata polio-free. L’India stata dichiarata libera dal tetano materno e neonatale, una dimostrazione che eliminare una malattia è possibile anche in circostanze difficili. L’America è diventata la prima regione a eliminare rosolia e rosolia congenita”.

Progressi che, secondo i dati resi noti dall’OMS, prevengono ogni anno dai 2 ai 3 milioni di morti. Resta però ancora molto da fare, se è vero che ancora oggi oltre 18 milioni di bambini non ricevono neanche le immunizzazioni basilari. E le cattive notizie non riguardano solo i Paesi più poveri.

Anche in Europa, infatti, ci sono alcuni segnali allarmanti, o quantomeno contrastanti; da un alto, infatti, sono stati fatti molti progressi contro morbillo e rosolia – al momento tra le preoccupazioni principali – con il continente europeo che non è mai stato così vicino all’eliminazione (32 Paesi sono riusciti a eradicare una o entrambe le malattie); dall’altro, ci sono però Paesi in cui gli indicatori relativi ai tassi di vaccinazioni sono in calo.

Tra questi ultimi, l’Italia ha registrato regressi preoccupanti nella somministrazione dei vaccini MPR (morbillo, parotite, rosolia), meningococco C, HPV e influenza, e le stesse vaccinazioni obbligatorie sono sotto la soglia ottimale del 95%. L’auspicio è che si possa presto invertire il trend grazie al nuovo piano vaccinale nazionale.

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