Violenze a scuola: quando si configurano come maltrattamenti?

Violenze a scuola: quando si configurano come maltrattamenti?

Violenze a scuola: quando si configurano come maltrattamenti?

Una sentenza della Cassazione ha fornito chiarimenti in merito alle violenze a scuola e ai casi in cui si configurano come maltrattamenti

La sez. VI Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4170/2016, ha fatto il punto in merito alle violenze a scuola, tracciando un discrimine tra maltrattamenti e abuso dei mezzi di correzione.

Secondo i giudici, le violenze a scuola praticate in modo sistematico, anche laddove l’intento sia la correzione, non possono rientrare nell’ambito della fattispecie di abuso dei mezzi di correzione.

Tuttavia, concretizzano, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, gli estremi del più grave delitto di applicazione del principio.

Nel caso di specie esaminato dai giudici, la Cassazione, ha annullato la decisione del giudice di merito qualificando ai sensi dell’art.572 cod. pen., e non come abuso dei mezzi di correzione, la condotta di ripetuto ricorso alle violenze a scuola.

Queste erano sia di tipo psicologico che fisico, e venivano inflitte, per finalità educative, da una maestra di scuola materna ai bambini a lei affidati.

Con tale pronuncia la Corte è intervenuta sulle condotte violente da parte degli insegnanti nei confronti degli alunni, operando una importante distinzione giuridica tra due fattispecie, apparentemente contigue, ma in realtà molto differenti.

Da un lato c’è il reato di abuso di correzione o disciplina come previsto e disciplinato dall’art. 572 c.p.. Dall’altro, il reato di maltrattamenti in famiglia, di cui al precedente art. 571 c.p.

Nella vicenda in esame, tutto era nato dalla denuncia giunta da alcuni genitori di una scuola elementare. La denuncia verteva su presunti maltrattamenti perpetrati da quest’ultima nei confronti di alunni. Questi consistevano in condotte che si traducevano in violenze sia fisiche sia psicologiche. Già condannata in primo grado per il reato a lei ascritto, la stessa proponeva appello alla competente Corte di Brescia.

La Corte, all’esito del giudizio di secondo grado, ha riqualificato il reato sotto la fattispecie del delitto di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, rideterminando così la pena.

 

Per un maggior approfondimento su tale argomento leggi il commento dell’Avv. Sabrina Caporale

 

 

 

 

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