Con una nota, arriva l’intervento di Anaao Giovani a sostegno del numero chiuso, che alcuni politici avrebbero proposto di abolire
L’intervento di Anaao Giovani a sostegno del numero chiuso arriva con un comunicato diffuso a margine del dibattito che proporrebbe di abolirlo.
Anaao Giovani, infatti, ha espresso profonda preoccupazione per la proposta.
Questa è stata avanzata da alcuni esponenti politici, e vorrebbe abolire il numero chiuso per l’accesso ai corsi di studio universitari.
“Per quello che riguarda il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, infatti – si legge nella nota – una corretta programmazione del fabbisogno presente e futuro di medici e personale sanitario è fondamentale per la sostenibilità del Ssn”.
E questo, per Anaao Giovani, “anche a garanzia di tanti giovani meritevoli e delle loro famiglie che hanno investito tempo, fatica, e denaro, per conseguire il titolo di medico”.
Inoltre, la nota di Anaao Giovani a sostegno del numero chiuso ribadisce la necessità di una scrematura in fase di accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia.
“Un test di accesso trasparente e, per quanto possibile, oggettivo mette sullo stesso piano di partenza giovani provenienti da famiglie di differenti ceti sociali”. Un sistema che eviterebbe favoritismi.
Inoltre Anaao invita a non dimenticare “che il tasso di laurea nel Corso di Studi in Medicina e Chirurgia è il più alto tra i vari corsi universitari italiani (90% dei laureati)”.
Numeri in costante aumento. E questo “poiché il test d’ingresso riesce a selezionare i giovani realmente motivati alla attività professionale di medico”.
Per queste ragioni Anaao Giovani sostiene che il numero chiuso sia “un valore fondamentale da preservare per garantire un’adeguata formazione durante il percorso di studi, così come previsto dalla normativa europea”.
Ciò che si intende evitare è il fenomeno “della pletora medica, proprio del passato precedente l’introduzione del numero programmato”.
Secondo Anaao Giovani aprire “in maniera incondizionata l’accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia” sarebbe un errore.
Ciò in quanto “significherebbe condannare un’intera generazione di giovani medici alla disoccupazione”.
E Anaao Giovani non manca di citare alcuni numeri.
“Quest’anno – scrive – per 14.435 partecipanti al Concorso per accedere alle Scuole di specializzazione mediche erano poco più di 6.600 i posti messi a disposizione da Stato e Regioni”.
Una situazione che lasciava fuori da formazione e accesso al lavoro più del 50% dei giovani medici.
E conclude affermando che “la formazione post laurea dei medici ha bisogno di una riforma vera e non di demagogia”.
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