Attività intramoenia, quando si configura il reato di peculato?

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Disposta l’archiviazione del procedimento nei confronti di un medico accusato di peculato per aver svolto attività intramoenia senza aver timbrato la propria presenza in ospedale

Aveva svolto attività intramoenia, con utilizzo dei materiali dell’ospedale, in giorni in cui non aveva timbrato la propria presenza in ospedale. La dottoressa, dirigente presso il nosocomio di La Spezia, era accusata di peculato.

Secondo il Giudice per le indagini preliminari, tuttavia, tali circostanze assumevano solamente una rilevanza al più disciplinare. Il magistrato, pertanto, ha ritenuto di archiviare il procedimento nei confronti del camice bianco.

In base alla giurisprudenza di legittimità, il delitto di peculato, disciplinato dall’art. 314 del codice penale, è integrato laddove il medico che riceva dai pazienti le somme dovute per la sua prestazione in regime di intramoenia ne ometta il successivo versamento all’azienda sanitaria.

Secondo la Cassazione, a qualunque pubblico dipendente che le prassi e le consuetudini mettano nelle condizioni di riscuotere e detenere denaro di pertinenza dell’amministrazione, spetta la qualifica di pubblico ufficiale. Ciò anche se tale qualifica non può essere riferita al professionista che svolga attività intramuraria, che è retta da un regime privatistico.

In tali circostanze – chiarisce la Suprema Corte – assume rilevanza non già l’attività professionale, ma la virtuale sostituzione del medico ai funzionari amministrativi nell’attività pubblicistica di riscossione dei pagamenti.

Tale principio, peraltro, vale anche nel caso della cosiddetta intramoenia “allargata”, ovvero quando il sanitario esplica la sua attività presso il proprio studio professionale. Il tutto avvalendosi di proprie attrezzature e senza fare ricorso a personale, locali e materiali dell’ente di appartenenza.

Nella vicenda esaminata, all’indagata veniva solamente contestato di aver eseguito la prestazione in giorni in cui non aveva timbrato la sua presenza in ospedale. Nessun riferimento, invece, ai pagamenti ricevuti e alla loro gestione. Da qui la decisione del Gip di chiudere l’inchiesta.

Per un maggiore approfondimento sul tema si invita a leggere l’articolo “Intramoenia: niente peculato se il medico non risulta in servizio” dell’avv. Maria Teresa De Luca.

 

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