Autonomie regionali, FNOMCeO: regionalismo differenziato, ma solidale

Autonomie regionali, FNOMCeO: regionalismo differenziato, ma solidale

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La Federazione si inserisce nel dibattito sulle autonomie regionali. Anelli: Ogni regione più avanzata ‘adotti’ una regione più povera

Regionalismo differenziato, ma solidale. Questa la proposta con cui la FNOMCeO si inserisce nel dibattito sulle autonomie regionali. Un discussione riaperta dopo che i due vicepremier, Salvini e Di Maio, hanno assicurato che la questione sarà affrontata in Consiglio dei Ministri entro dicembre.

“Un regionalismo solidale dovrebbe essere promosso, per dare piena attuazione all’articolo 3 della Costituzione, che promuove l’uguaglianza dei cittadini”. Così il presidente della Federazione, Filippo Anelli. “Ogni regione più avanzata – prosegue – ‘adotti’ dunque una regione più povera, per perequare i servizi sanitari e renderli uguali. Questa è la strada per rendere concreto il dettato costituzionale e realizzare lo Stato dei Diritti disegnato dai nostri padri costituenti. Diversamente, applicare il regionalismo differenziato in sanità significherebbe smantellare il Servizio Sanitario Nazionale”.

FNOMCeO plaude, invece, ai provvedimenti pubblicati nelle scorse ore dal Ministro della Salute, Giulia Grillo: l’Atto di indirizzo politico e il Piano Liste d’attesa.

Entrambe le misure – sottolinea Anelli –  vanno nella direzione di voler colmare le disuguaglianze sul territorio. Una questione “cruciale per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale e per il riconoscimento dei diritti dei cittadini”.

Rispetto alle liste di attesa, tuttavia, secondo la Federazione permangono dei dubbi sulle risorse, così diverse tra Nord e Sud, e sulla loro ripartizione. “Non si tiene infatti conto – sottolinea Anelli –  dell’indice di deprivazione che si correla all’aumento delle patologie croniche”. Queste, a loro volta, assorbono circa l’80% della spesa sanitaria.
“Alla stessa maniera vanno affrontate le tematiche relative al depauperamento di personale, ridotto all’osso per il blocco del turnover, alla vetustà delle apparecchiature diagnostiche, alla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro e alla creazione di centri di eccellenza anche nelle regioni più povere, al fine di ridurre la migrazione per motivi di salute”.

“Tutte queste criticità possono essere affrontate e risolte – conclude il vertice FNOMCeO – ma dobbiamo farlo tutti insieme”. E “nel rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza solidarietà universalismo ed equità che sono alla base del nostro Servizio Sanitario nazionale”.

 

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