Braccia: epicondilite ed epitrocleite, due facce della stessa medaglia

Braccia: epicondilite ed epitrocleite, due facce della stessa medaglia

braccia

Quello di oggi è il primo di una serie di articoli dedicati ai disturbi di braccia e mani. Oggi parliamo di epicondilite ed epitrocleite.

Con questo di oggi iniziamo la rassegna degli articoli che verranno dedicati a braccia e mani. Soprattutto queste ultime svolgono giornalmente un lavoro di precisione, forza, resistenza e velocità. Le nostre mani sono sempre in movimento e per questo possono, più di altre regioni del corpo, essere colpite da “acciacchi” più o meno gravi.

In questo momento però ci riferiamo al gomito. L’avambraccio di per se non possiede molti muscoli propri, se non quelli che fanno ruotare (pronazione e supinazione) il polso. Tutti gli altri muscoli presenti servono a muovere dita, palmo e polso.

Ecco perché se soffri di epicondilite o epitrocleite le cause spesso vanno ricercate negli atteggiamenti lavorativi di polso e mani.

L’epicondilite o “gomito del tennista” è caratterizzata da un dolore penetrante nella regione esterna del gomito tra avambraccio e braccio. Il dolore si manifesta soprattutto nei gesti più semplici ed improvvisi ed è talmente invalidante che spesso impedisce di terminare quello che si sta facendo. Molte persone raccontano di non riuscire a tenere più le cose tra le mani al punto che vanno a terra! Stappare una bottiglia di acqua o afferrarla per versarne in un bicchiere diventa un incubo. Origine del problema: non corretto utilizzo biomeccanico dell’articolazione del polso e dei suoi muscoli, il mouse del pc è spesso il più grande imputato. A seguire chi utilizza molto il telefono come un mio caro amico!

L’epitrocleite anche detta “gomito del golfista” ha le stesse caratteristiche algiche del precedente disturbo, ma al contrario di esso si presenta nella parte interna del gomito, vicino a quella zona dove se urti inavvertitamente percepisci un indolenzimento accompagnato da formicolio che può durare anche qualche minuto. Anche nel caso dell’epitrocleite le cause del dolore sono riconducibili ad un uso scorretto dei muscoli. Stavolta però la flessione palmare del polso e le rotazioni ripetute sono i movimenti che più arrecano danno. Elettricisti, tecnici elettronici, meccanici, muratori, sono tra le categorie lavorative più colpite.

Dunque cosa fare? Come sempre anzitutto diagnosi, poi fisioterapia e rieducazione.

In entrambe i casi sia per l’epicondilite che per l’epitrocleite le scelte terapeutiche sono sovrapponibili, la cosa importane è erogarle nel punto giusto.

Per quanto riguarda la terapia fisica possiamo utilizzare laser ad alta potenza, onda d’urto, ultrasuoni e veicolazione elettroporetica di ozono o EDTA. Questo almeno in un primo momento di infiammazione acuta, poi è necessario l’allungamento muscolare e la rieducazione al movimento. Viso che abbiamo parlato di allungamento ora ti consiglio qualche esercizio per l’autotrattamento.

Premetto che se tu soffra del gomito del tennista o del golfista, sicuramente eseguire un po’ di stretching di tutti i muscoli dell’avambraccio sicuramene non ti fa male.

Distendi il gomito e porta la mano di fronte a te all’altezza del petto come se volessi esortare qualcuno a fermarsi. Il palmo della tua mano quindi dovrebbe essere rivolto in avanti e le dita in alto. Afferra con l’altra mano tutte le dita e tirale verso di te. Dovresti avvertire tensione sul palmo e sull’avambraccio. Se così non fosse prova ad estendere meglio il gomito. Attendi 40 secondi ed il gioco è fatto.

Ora mettiti nella stessa posizione di partenza ma prima di tirare a te le dita ruota esternamente la mano e pur mantenendo il palmo in avanti, volgi le dita in basso. A questo punto esegui come prima una tensione di 40 secondi.

Altri due esercizi sono opposti come posizionamento ai precedenti. Infatti non devi tenere il palmo aperto e le dita distese, ma il pugno chiuso e le dita flesse. A questo punto devi aver cura di tirare il pugno in basso seguendo le indicazioni del primo esercizio ed in alto per effettuare il secondo.

Nei casi di dolore cronico, cioè quando il disturbo si protrae per oltre 3 mesi, sarebbe utile indossare anche una ortesi e assumere farmaci antiinfiammatori, molto efficace è l’inoculazione per via mesoterapica.

Dr Paolo Scannavini

pscannavini@gmail.com

Fisioterapista e Kinesiologo

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